Wikipedia Italia, Solo un’Altra Checca Isterica Nostrana (e Chissenefrega se Chiude)

Di FunnyKing , il - 17 commenti

Nota di Rischio Calcolato: non ce nulla di peggio per la libertà del web, di quegli schifosi ipocriti in malafede che si ergono a guardiani della libertà e si comportano come censori. Wikipedia-Italia è il campione mondiale di questo sport, spero che gli estensori di questo ennesimo chiagni-e-fotti siano conseguenti e si tolgano dai coglioni…..ma vedrete, non sarà così.

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da Movimento Libertario

DI LUCA FUSARI

Dopo neppure 24 ore dalla chiusura del caso Vasco Rossi vs Nonciclopedia (per la cronaca i bimbiminkia hanno deciso dopo mezza giornata di puerile vittimismo massmediatico di rettificare finalmente i contenuti palesemente falsi sulla biografia del Blasco, così come richiesto ben prima della querela inoltrata un anno fa dall’avvocato del cantante; contemporaneamente a ciò il secondo ha deciso su mandato di Vasco di ritirarla http://www.facebook.com/notes/vasco-rossi/nonciclopedia-riapre-i-battenti/10150323701307633 ecco in arrivo un nuovo isterismo collettivo per una rete che si sta lentamente (e sinistramente) indignando sempre e solo in maniera convulsa e senza alcuna reale ragione nè buon senso.

Ora è il turno di un’altra enciclopedia virtuale, Wikipedia, in merito alla questione del comma 29 del DDL sulle intercettazioni (http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011 ) con la conseguente loro autonoma proposta di autosospensione dal servizio con blocco della sua navigazione interna per gli utenti esterni.

L’uscita di Wikipedia pare essere per tempistica e presunta motivazione fin troppo poco casuale, capiamo (pur non condividendo) che si voglia cavalcare l’onda di pseudo-indignazione (o piuttosto di reale ignoranza) delle masse sul caso di Nonciclopedia al fine di pubblicizzare su tutti i media anche l’esistenza di Wikipedia (come se non fosse già nota….) al fine di avere facile ritorno d’immagine (e sopratutto di donazioni), ancor meno condividiamo e comprendiamo la sottile volontà nei tempi di redigere tale comunicato il quale sembra voler paragonare indrettamente tra le righe il caso Vasco Rossi con il provvedimento del governo Berlusconi in materia di intercettazioni, scambiando palesemente le parti in causa, il tutto in un ambito enciclopedico che ancora in troppi giudicano più serio di quello nonciclopedico.

Al di là della legge in questione (assai discutibile e liberticida più per i blogger che per Wikipedia stessa, data la sua natura informativa di quest’ultima, in teoria non basata su opinioni ma sui fatti…) colpisce o dovrebbe quantomeno colpire gli osservatori, la reazione e i contenuti politici espressi da Wikipedia nel suo comunicato.

Vabbè che in queste settimane preti, confindustriali, indignati, sindacalisti e altri cani e porci italici, abbiano tutti quanti preso posizione e parola al fine di esprimere la loro opiniabile opinione a reti unificate su ogni argomento possibile, ma il fatto che un enciclopedia prenda parte a tale teatrino politicante dovrebbe destare quantomeno qualche sospetto.

Volendo essere maligni (ma non troppo come vedremo in seguito), sembrerebbe che il partito delle enciclopedie virtuali voglia scendere in campo (e forse la cosa non è del tutto falsa se si analizzano alcuni elementi poco noti…).

In teoria Wikipedia non ha alcuna ragione di lamentarsi sul comma 29 dato che tale enciclopedia, oltre a basarsi su una piattaforma internazionale, ha al suo interno propri standard e regolamenti in merito al trattamento dell’informazione e dei dati personali dei/sui soggetti pubblicanti e pubblicati, inoltre già oggi parte di tali regolamenti fanno riferimento alla normativa ed al rispetto delle leggi del paese ospitante.

Già oggi Wikipedia è giudicabile ai sensi di legge italiana in relazione alle informazioni e ai suoi contenuti pubblicati al di là dell’approvazione del comma 29 ove vi fosse nei loro confronti una denuncia, a maggior ragione se si tiene presente che in un enciclopedia come quella ideata da Jimmy Wales (ma da tempo fuori dal suo controllo effettivo) nelle voci dovrebbero essere pubblicate affermazioni vere e riscontrabili mediante fonti e link esterni quali citazioni.

La cosa palesemente surreale di tale comunicato (simile per tecnica a quello di Nonciclopedia e per contenuto a quello presente in uno dei tanti blog e siti di indignati o girotondini viola) è il tentativo di voler politicizzare l’enciclopedia in ragione di una questione che seppur discutibile sul piano politico, sul piano culturale non dovrebbe essere di interesse a Wikipedia in ragione di una sua presunta diversità ed “innata etica” che dovrebbe prescindere dall’approvazione o meno del comma 29 in Parlamento.

Ma Wikipedia possiede realmente un’etica nella sua condotta?.

La risposta è un lapidario ma motivato: no.

Wikipedia Italia ha sì un’etica (se con tale termine si intende il suo atteggiamento caratterizzante la manifestazione del suo agire) ma questa sua etica non è improntata sulla libertà, nè come sua difesa nè come sua fattuale estensione ed applicazione.

Questa enciclopedia nella sua versione italiana è invece eterodiretta da guardiani ideologizzati, i quali si sono nel corso dei mesi e degli anni rivelati sempre più e perlopiù contrari a quegli argomenti inneggianti la libertà, da loro sempre marginalizzati o banditi (nella fattispecie voci sull libertarismo, sull’antistatalismo e il libero mercato).

Al suo interno vige da sempre un sistema di controllo e di filtraggio dell’informazione che non si limita ai casi di vandalismo o danneggiamento dell’onorabilità delle persone a cui sono riferite tali informazioni, ma tende in realtà a manifestarsi sopratutto laddove le pagine/voci rispettano tutti i parametri di pubblicazione e di lecita permanenza sulla piattaforma.

Questo accade sovente nella sua versione italiana, ma ormai di fatto il fenomeno è globale su vasta scala (anche a causa della facilità di accesso dei guardiani anche nelle versioni straniere).

La censura operata da Wikipedia non lascia scampo, basta un paio di utenti (magari in accordo tra loro preventivo) contrari ad una tua pagina o al soggetto descritto e scatta inesorabile la proposta di bando.

E non parliamo di pagine in stile Nonciclopedia piene di farneticazioni prive di senso e di riscontro, parliamo di pagine redatte con link interni ed esterni alle voci e alle note riguardanti articoli di giornali e siti web menzionanti il soggetto o l’argomento proposto.

Basti pensare a quanto successo recentemente sulla versione inglese di Wikipedia english, dove è stata cancellata (su proposta di un utente italiano di tale enciclopedia) sia la pagina Interlibertarians (http://en.wikipedia.org/wiki/Interlibertarians) sia quella meno recente per stesura di Leonardo Facco (http://en.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Facco)

Entrambe sono state ritenute marginali e non enciclopediche nonostante la presenza di altre voci di organizzazioni Internazionali politiche e nonostante Leonardo Facco abbia pubblicato numerosi libri in Italia sia come autore che come editore, ponendo dubbi sulla lecita permanenza anche sulla pagina dello stesso Movimento Libertario, benchè la sua precedente approvazione la ponesse in salvo da ulteriori esami delle urine e del sangue…

Essa è stata quindi aggiornata con parte del materiale Interlibertarians cancellato dalla singola voce, in seguito ho riscontrato la pronta rimozione da parte del medesimo censore (peraltro dichiaratosi di origine italiana) di tutte le aggiunte successive all’eliminazione della pagina originaria dedicata a tale organizzazione.

Se su quella in inglese vi sono problemi di approvazione delle voci italiane il problema è perlopiù la conseguenza di ciò che avviene su quella italiana.

Qui le cose vanno di male in peggio…

Wikipedia Italia è un’enciclopedia ormai fuori controllo in balia di un ricettacolo di utenti censori che ne custodiscono il terreno e che si arrogano il diritto di bandire non solo il libertarismo e ogni possibile sua specifica spiegazione ma qualsiasi argomento non sia di loro gradimento.

Al fine di mantenere il loro status di ruolo evitano a priori la possibile ascesa degli altri utenti, in quanto questa è prevista dopo un certo numero di voci redatte o modificate, i nuovi utenti possono per regolamento e teoricamente ambire a salire nella scala gerarchica all’interno dell’organizzazione enciclopedica.

Per prevenire ciò, i talebani wikipediani cercano in ogni modo di eliminare le voci dei nuovi utenti o di provocarli entro fittizie accuse di ripetute e presunte violazioni dei regolamenti burocraticamente da loro citati (ma da loro molto spesso neppure letti nei contenuti) al fine di mobbizzare e provocare la reazione furente e di conseguenza il blocco dell’IP e del login per vario tempo (dal determinato all’indeterminato) del proprio profilo.

La pagina italiana del Movimento Libertario (simile a quella al momento presente su quella inglese http://en.wikipedia.org/wiki/Movimento_Libertario) è stata cancellata non una ma addirittura due volte (a 9 mesi di distanza) negli anni scorsi, in quanto non ritenuta enciclopedica e degna di nota, questo nonostate i numerosi link sia video che di articoli tratti da giornali e siti web terzi inerenti tale soggetto politico e culturale sia a livello italiano che straniero.

La notizia è stata riportata in passato sia dal ML ( http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3696%3Awikipedia-censura-il-movimento-librtario-&catid=1%3Alatest-news ) che in questi miei link:

http://iovotopli.wordpress.com/2010/01/06/tutto-lintegrale-carteggio-wikipedia-italia-lucaf-sul-tentativo-di-censura-wikipediano-della-nostra-pagina-voce-ml/

http://iovotopli.wordpress.com/2010/01/07/caso-wikipedia-italia-ml-messaggio-di-lucaf-a-jimmy-wales-fondatore-di-wikipedia/

http://iovotopli.wordpress.com/2010/01/07/wikipedia-italia-ha-sospeso-la-mia-utenza-registrata-sino-alla-cancellazione-della-voce-ml/

http://iovotopli.wordpress.com/2010/01/08/contro-la-censura-votate-su-wikipedia-italia-per-salvare-la-pagina-ml-e-il-diritto-alla-libera-conoscenza/

http://iovotopli.wordpress.com/2010/01/10/wikipedia-italia-vs-wikipedia-english-wikipedia-italia-nasconde-il-nostro-link-alla-pagina-inglese-di-wikipedia-del-ml-per-giustificare-la-sua-censura/

http://iovotopli.wordpress.com/2010/01/11/siamo-stati-sospesi-anche-come-utenti-non-registrati-su-wikipedia-italia-per-aver-aggiornato-la-voce-ml-e-per-aver-lasciato-un-messaggio-di-distensione-ai-nostri-censori/

http://iovotopli.wordpress.com/2010/01/14/wikipedia-italia-ml-aspettando-il-plotone-di-cancellazione/

dove ho scritto pubblicamente giorno dopo giorno sino alla cancellazione della voce l’intero trattamento riservato a noi libertari da questi zelanti ed improvvisati wikicultori della “libertà di stampa e di espressione” a senso unico.

Ma la sedicente libera enciclopedia del web, nella sua versione italiana non si è accontentata solo di ciò, ha pure manipolato le pagina sul libertarianismo cercandolo di porlo in cattiva luce come una ideologia totalitaria rispetto all’equilibrata ed approfondita voce in lingua inglese.

Sempre su quella italiana, la pagina Usemlab di Carbone è stata censurata ben 2 volte in quella italiana e pure Confcontribuenti e Tea Party Italia in passato hanno avuto difficoltà nell’essere presenti su tale enciclopedia, la pagina di Carlo Lottieri è stata processata dal tribunale dell’inquisizione wikipediana in quanto in odore di eresia rispetto al canone di autori e personaggi presenti su tale portale e ben graditi dai guardiani.

Tutto questo benchè su di essa compaiano soggetti politici, movimenti (a volte fittizi o inesistenti) o sigle di estrema destra ed estrema sinistra aventi un numero di seguito e di influenza ben inferiore a quello dei soggetti dell’area liberale, liberista e libertaria.

Ovviamente da parte mia non voglio contestare la liceità di tale loro presenza su Wikipedia, ma attenzione, se tale diritto di informazione è come tale sacrosanto e tanto rilanciato da Wikipedia Italia in tale loro comunicato, esso deve valere per tutti e non solo per ciò che fa più comodo agli amministratori censori di professione dell’enciclopedia.

Qualcuno potrà pensare che tale trattamento subito dal Movimento Libertario sia frutto del fatto che questo è un soggetto con poco seguito e non presente a livello elettorale nelle consultazioni politiche elettorali.

Vi sbagliate.

La notizia della censura wikipediana ai danni del Movimento Libertario è stata riportata da un blogger veneto, il quale ha anche denunciato in passato il medesimo trattamento ai danni anche del PNV (Partito Nasional Veneto, partito politico oggi confluito in Veneto Stato ma presente e partecipante con il proprio simbolo alle ultime elezioni regionali in Veneto).

http://www.buraku.org/2010/01/04/il-movimento-libertario-su-wikipedia-meglio-di-no/

Ebbene anche tale soggetto politico è stato bannato, perchè nel teatrino di Wikipedia Italia, al pari dei tg e della carta stampata, i soggetti e le voci presentate devono essere sempre le solite e non attaccabili come status di rappresentanza da nuovi ingressi.

La cricca o nucleo che ruota e gestisce nell’ombra Wikipedia Italia quotidianamente nei suoi meccanismi interni è tutto tranne che volontaria, essa è pagata (si legga a riguardo questo articolo per capire solo alcuni dei possibili interessi economici inerenti i possibili attori-finanziatori occulti di tale piattaforma “””neutrale”””: http://www.polyarchy.org/basta/sussurri/wikipedia.html ).

Spacciare allora Wikipedia Italia come un entità volontaria e bisognosa basata sulla partecipazione di improvvisati utenti è solo una mezza verità che nel caso specifico del comunicato rilasciato risulta essere utile al fine di nascondere una grossa menzogna al fine di intenerire i lettori ignari, nascondendo a loro il suo vero funzionamento interno.

Quel che i responsabili di tale enciclopedia non hanno scritto nel loro comunicato, tenendo ben celato il tutto, è l’esistenza da sempre di un doppio livello operativo all’interno dell’enciclopedia.

Alcuni utenti al pari che nella Fattoria degli animali di Orwell, sono più uguali degli altri nel loro operato e potere interno!.

I censori-guardiani di Wikipedia, hanno infatti possibilità di operare censura a loro discrezione nei confronti del singolo improvvisato utente che scrive una voce o ne aggiorna i contenuti di una già esistente.

Il motivo di tale loro agire è dato da una valutazione delle voci perlopiù politico-ideologica pienamente rientrante nei parametri di quella gramsciana di conquista e controllo dei centri di informazione e di divulgazione del pensiero, ponendo all’indice tutto quello che i secondi realizzano, in quanto non gradito dai primi, all’interno di una logica sostanzialmente tribale conforme al giudizio della comunità dei censori (tramite voto democratico….) e al potere autoconferitosi di discrezionalità operativa.

Il meccanismo è quindi simile a quello di un’assemblea sessantottina, ed è assai probabile che provengano da tali esperienze psico-attitudinali a livello politico-ideologico, visto il loro culto per tale genere di modalità d’approccio e il livello mistificatorio in chiave argomentativa presente anche nei loro comunicati.

La libertà e l’apertura di Wikipedia Italia diventa allora un orwelliano “ignoranza è conoscenza” degno da 1984 e da scenario di distopia di massa indotta attraverso un sistema mediatico compiacente e teso a divulgare una falsa immagine di cosa sia in realtà tale enciclopedia.

Se in quella inglese si può porre spiegazioni al fine di difendere la presenza della pagina, in quella italiana ciò non è possibile a priori, dato che parte quasi subito il televoto al fine di eliminarla (con tanto di countdown dei giorni mancanti).

Su Wikipedia Italia gli autori delle voci non possono essere i medesimi soggetti interessati, questo non solo limita a priori l’accuratezza delle voci redatte (visto che verranno realizzate da altri per non incappare nell’accusa di autoreferenza e di autopromozione) ma di fatto riduce la possibilità di redazione e controllo della voce da parte di persone in grado di realizzarle accuratamente e con un certo grado di comprensione e conoscenza di quanto trattato.

L’effetto risultante è teso solo a favorire la cerchia dei “sacri custodi” a danno di tutti gli altri utenti partecipanti, entro il quadro piramidale presente in Wikipedia Italia ma accuratamente celato al suo esterno.

Essi non fanno solo danni agli autori delle voci, ma in primo luogo agli utenti fruitori di tali eventuali possibili voci (anche a livello internazionale), il tutto ben al di fuori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del suo Articolo 27 tanto sbandierato nel loro retorico comunicato quanto sostanzialmente negata da loro medesimi.

L’ipocrisia di Wikipedia e dei suoi operatori (specie quelli italiani) è chiaramente evidente dal fatto che sovente impongono i loro diktat censori anche sul piano internazionale nelle altre enciclopedie, sfruttando il principio dei vasi comunicanti, arrecando un danno diffuso a macchia d’olio, gettando volutamente una cattiva luce e discredito preventivo e conseguente sulla voce tradotta in altre lingue per le altre versioni, le quali mediante i loro rispettivi guardiani (ammesso che siano di quella nazione) più o meno in buona fede credono al giudizio non obbiettivo e neutrale di quella italiana e dei colleghi (laddove non siano anche loro propensi a bocciature repentine e precipitose del tutto immotivate).

A mio avviso accampare la scusa del DDL e del comma 29 come rischio a posteriori da parte di quegli stessi censori, risulta cosa surreale e paradossale, oltreché risibile in relazione ad una pratica da sempre messa da loro in pratica a livello di censura ed eliminazione sistematica delle voci e delle informazioni scomode.

Tale DDL non solo non è ancora legge della Repubblica italiana, ma di fatto sembra essere divenuto preventivamente lo strumento e la scusa ideale per quegli stessi censori di Wikipedia per autoassolversi da ogni sospetto o dubbio sulla loro condotta presente e futura, utilizzando loro stessi fin da subito (ben prima della sua eventuale approvazione in Parlamento e della sua conseguente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) tale comma al fine di ripulire l’enciclopedia delle voci scomode al momento ancora presenti e per vari motivi non ancora eliminate.

In conclusione appare evidente come Wikipedia Italia non solo non sia una enciclopedia neutrale, libera ed indipendente da infiltrazioni di natura anche politica, ma non sia neppure una enciclopedia tesa al pluralismo nelle sue voci pubblicate e rese disponibili permanentemente ai suoi utenti.

Essa risulta piuttosto essere di fatto un luogo dove le idee circolanti e il metro di giudizio è chiaramente predeterminato da interessi di una non ben quantificata e qualificata cerchia di utenti, all’interno di una visione assai ideologizzata e tesa all’intimidazione quotidiana verso i nuovi utenti, evitando qualsiasi sereno confronto nella valutazione di quanto dai secondi edito e reso pubblico.

Ritengo quindi l’appello di Wikipedia sia non solo fuoriluogo (visti i tempi del dibattito politico e nella natura del sito di informazione, il quale non è paragonabile ad un giornale quotidiano o periodico diffuso per via telematica) dato che essa dovrebbe già basarsi sia direttamente su regole interne deontologiche decise internazionalmente quale linea propria di condotta in merito alla pubblicazione e permanenza di voci valide e prive di criticità su persone viventi e non, sia su regolamenti aventi chiaro riferimento all’ordinamento legislativo italiano, evitando in entramb i casi la chiusura del sito e possibili denuncie.

Se le prime fossero correttamente interpretate da Wikipedia e dai suoi guardiani (anzichè orientarsi verso una censura soggettiva molto spesso assai mal indirizzata e mal posta nei modi e nei contenut)i, questi dovrebbero già adeguatamente monitorare ed eliminare, dalle/ come voci enciclopediche, quanto di realmente discutibile e risibile penalmente pubblicato da troll e da vandali sul piano della diffamazione.

Questo limiterebbe a priori ogni rischio per Wikipedia di rientrare in cause per intentati danni morali o nella scure dell’ipotetico comma 29.

Il vero problema è semmai Wikipedia stessa, la quale non solo ha una struttura interna ormai incacrenita da lotte di potere tra fazioni di censori appartenenti ad una rigida e chiusa elitè/ casta, ma di fatto non è in grado di autoregolamentarsi in termini equlibrati ed oggettivi neppure sui propri regolamenti, di conseguenza non punendo i responsabili (gli utenti zelanti censori) dei frequenti abusi derivanti dal loro potere e del vero vandalismo commesso al suo interno e a danno di tutti.

E’ sempre la solita storia ben nota ai libertari: chi controlla i controllori?.

Se Wikipedia fosse una enciclopedia privata e con una stesura tematica da parte di operatori professionali noti e con conoscenze sugli argomenti trattati, molte polemiche e censure subite anche dai libertari sarebbero venute a meno, ma siccome Wikipedia non funziona come una realtà anarco-capitalista, ma perlopiù democratico-fascio-progressista è evidente che tali problematiche possano solo degenerare nel corso del tempo.

Il progetto di Wikipedia e del suo fondatore (l’oggettivista Wales) è da tempo già fallito negli intenti deragliando dai suoi scopi ed intenzioni originarie, questo benchè Wikipedia come brand continui ad occupare grazie ai media compiacenti e alla sua rendita di fama, una posizione di egemonia dell’informazione sul web, la quale come abbiamo descritto risulta essere oltrechè controproducente sul piano dell’offerta e della vera circolazione libera del sapere, ulteriormente negativa in relazione ai modi di divulgazione e controllo del sapere operata al suo interno.

Qualora Wikipedia dovesse chiudere la cosa francamente non mi dispiacerebbe, sarebbe solo una inesorabile legge del contrappasso da loro subita dopo aver a lungo abusato del loro potere e rilevanza.

Il fallimento dell’enciclopedismo universale e dell’utopia della raccolta concentrata del sapere e della sua conoscenza è storia (e presunzione) dei secoli passati che ancor oggi arreca danni.

Non c’è nulla di libertario nell’auspicare il suo protrarsi come trend.

Il futuro non è di Wikipedia e del suo collettivismo elitista spacciato come friendly e neutrale sulle voci pubblicate (o negate).

La voce dell’enciclopedia Wikipedia Italia, allusa nel loro comunicato, appartiene al sindacato facente capo perlopiù ai wikipediani censori e a chi ha tutto interesse affinchè tale situazione permanga come tale con tutte le sue criticità, non è la mia voce di semplice ed occasionale utente (visto la mia ripetuta censura subita).

Attaccarsi alla retorica del collettivo e al piagnisteo paraculo nei confronti degli utenti è tipica di una certa propensione ideologica all’omologazione e all’asservimento per determinati interessi in realtà esclusivi.

D’altronde se davvero Wikipedia fosse così libera e partecipativa come si afferma nel comunicato, come si sarebbe potuto stendere in tempi così fulminei un documento unitario, pubblicarlo in prima pagina e sospendere autonomamente la navigazione interna a tutte le pagine dell’enciclopedia?

Davvero pensate che un singolo improvvisato utente abbia davvero tutto questo potere per farlo?

Certo che no!.

Il fatto che tale comunicato sia perlopiù falso (sul piano dei contenuti descritti in merito al funzionamento interno di Wikipedia) ed ideologico (sul piano delle sommarie valutazioni politiche ancora in corso e sulle sue evenutali ricadute) dimostra la natura e la logica che muove tale enciclopedia e i suoi burattinai.

Risulta evidente come il futuro della conoscenza sia nelle future enciclopedie telematiche che prenderanno presto o tardi piede sulla rete soppiantando il Moloch wikipediano.

Già oggi esistono ottimi esempi in crescita di siti informativi, i quali vanno ben al di là del vuoto pneumatico espresso da Nonciclopedia (salito con ben pochi meriti agli onori delle cronache).

Tali piattaforme sono vere e proprie enclavi di sapere volontarie, basati su fonti e partner affidabili, peraltro operanti sul programma MediaWiki (ironia della sorte) medesimo a quello di Wikipedia.

Tra le tante ricordiamo: Lpedia ( http://www.lpedia.org/Main_Page ) per quanto riguarda i libertari politici d’Oltreoceano e MisesWiki (http://wiki.mises.org/wiki/Main_Page ) per quanto riguarda l’ambito di scuola austriaca.

Ma ne esistono altre come Liberpedia (http://en.liberpedia.org/Main_Page) o Conservapedia (http://conservapedia.com/Main_Page).

Ovviamente a fianco di queste stanno sorgendo o sono già presenti in rete, esempi di enciclopedie inerenti ai temi più variegati che per varie ragioni non trovano spazio adeguato su Wikipedia.

Dal punto di vista libertario il vero diritto di espressione e di libertà dell’informazione da difendere risiede in queste nuove e plurime realtà informative autonome in quanto private come loro gestione e funzionamento volontario partecipato in fase di stesura, aventi una trattazione monotematica sull’argomento in tutti i suoi aspetti molto spesso più obbiettiva ed aggiornata rispetto a quella presente su Wikipedia.

Se si vuole essere coerentemente per la libertà di informazione bisogna inevitabilmente auspicare maggior concorrenza informativa e più libero mercato delle enciclopedie online.

E’ quindi auspicabile la secessione degli utenti da Wikipedia e perfino il suo futuro smantellamento e chiusura (a mio avviso non ci sarebbe nulla di male nel pensarlo) o come minimo più realisticamente il suo ridimensionamento, al fine di promuovere tali nuovi soggetti sul mercato dell’informazione e della divulgazione, quali contenitori di contenuti più vicini alle vere richieste degli utenti della rete.

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