L’immobiliare: dal 1° gennaio 2012 certificazione energetica a partire dagli annunci

Di Giovanni Baudo , il - 6 commenti

Un altro balzello si aggiunge a chi vuole vendere o affittare un immobile. Dal primo gennaio 2012 infatti il possesso dell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) diventa obbligatorio a partire dagli annunci (sia che essi siano online o in forma cartacea) di compravendita o affitto. La certificazione era già obbligatoria a partire dal 1° luglio 2009, ma era il notaio che doveva occuparsi di rendere edotte le parti e supervisionare il corretto rispetto delle procedure, ora il tutto si anticipa al momento in cui si decide di proporre il proprio immobile in vendita o in acquisto.

La certificazione dev’essere rilasciata da un soggetto certificatore accreditato presso l’ente regionale di competenze. 

La regolamentazione è a livello regionale, pertanto il consiglio che si può dare è quello di rivolgersi al comune competente per territorio per conoscere l’elenco dei certificatori e per conoscere inoltre quelle che sono le sanzioni accessorie in caso di mancato rispetto della normativa, perchè vanno dai 1000€ ai 5000€ per annuncio (sembra a carico di chi ha prodotto l’annuncio, eventualmente anche l’agente immobiliare che ha l’incarico a vendere).

La legge con i riferimenti regione per regione la trovate QUI.

Cerchiamo di capire cos’è questo attestato e come può essere utile. Tutti gli appartamenti, per loro natura, hanno bisogno di un certo quantitativo di energia per il normale funzionamento. Una certa quantità di energia per mantenerlo caldo d’inverno o fresco d’estate, altra energia per produrre l’acqua calda, e così via. L’attestato prende in conto le caratteristiche costruttive dell’appartamento per definirne la sua efficienza energetica. In sintesi, più efficiente è l’appartamento e meno energia (e quindi meno costi) servirà per gestirlo.

La classifica dei possibili giudizi è riportata di seguito:

 

Si comprende facilmente quanto possa essere importante entrare in possesso di un immobile di classe  energetica A o B rispetto a uno di classe G. Tradotto in soldoni, che è quello che ci interessa, un appartamento di 100 mq costa annualmente nelle diverse classi:

Passiva: minore di 600€/anno;

Classe A: minore di 1200€/anno;

Classe B: minore di 2000€/anno;

Classe C: minore di 2800€/anno;

Classe D: minore di 3600€/anno;

Classe E: minore di 4800€/anno;

Classe F: minore di 6400€/anno;

Classe G: maggiore di 6400€/anno.

Per i calcoli è stato preso in considerazione un costo medio del kWh pari a 0,4€, verosimile su tutto il territorio nazionale.

Quindi se siete alla ricerca di un appartamento da acquistare, cosa che sconsiglio, fate molta attenzione alla classe energetica di appartenenza, perchè potrebbe significare un bel risparmio annuo, paragonabile a un mutuo da 100.000€ in 25 anni per capirci (differenza tra “Passiva” e “Classe G”)!

Siccome i proprietari non hanno alcuna intenzione di investire dai 150 ai 400 euro per farsi certificare la casa prima dell’effettiva vendita,  gli agenti immobiliari hanno trovato l’escamotage di inserire in tutti gli annunci la categoria G, che in buona misura rappresenta quella di gran parte degli appartamenti costruiti fino agli anni ’90.

E’ questo il motivo per cui il web pullula di annunci di immobili di classe G, sono certificati che al momento non esistono e che saranno prodotti all’uopo in procinto del rogito.

Se proprio volete comprare un appartamento, quello che vi consiglio è di chiedere un consistente sconto a chi propone il proprio immobile con una certificazione G o poco superiore, consideratelo un piccolo rimborso per quanto andrete poi a spendere annualmente per “mantenere in vita energeticamente” il vostro appartamento.

 

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