Irlanda: Fuori dal Baratro(?)

Di FunnyKing , il - 14 commenti

Se ne parla poco ma alla fine, anche se a carissimo prezzo per i suoi cittadini, pare che l’Irlanda sia fuori dal baratro, intanto visualizziamo due parametri chiave:

L’Indice PMI (fiducia dei manager agli acquisti nel settore manifatturiero, un leading indicator, ovvero un indicatore che anticipa le tendenze dell’economia reale)

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E la curva dei tassi a 2 anni, si noti il crollo dei rendimenti dopo che Dublino ha chiesto e ottenuto uno sconto sui tassi degli aiuti comunitari.

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la nota dolente rimane la disoccupazione al 14,8% nuovo record del dopoguerra.

Dobbiamo ricordare che la crisi Irlandese rappresenta un unicum in europa, essa è stata provocata interamente dal fallimento di gran parte del sistema bancario. Gli Irlandesi hanno pagato a carissimo prezzo il salvatggio e la nazionalizzazione delle loro banche, si sono ritrovati con un debito pubblico alle stelle, e misure di austerity draconiane per tornare al pareggio di bilancio entro il 2013:

dal 30% al 98% di Debito Pubblico / Pil in 3 anni e deficit annuali che sono arrivati al 38%…. tutti soldi andati a salvare le banche.

Perchè l’Irlanda ce la sta facendo?

Essa ha fatto la scelta di difendere con le unghie e con i denti il suo regime di tassazione ultrafavorevole per le imprese. Ha resistito alle “raccomandazioni” interessate di Francia e Germania per aumentare le tasse sulle società (forse non vi ricordate ma ci fu una polemica fortissima fra la Merkel/Sarkozy e Kenny sulla questione), è riuscita a ristrutturare il suo sistema bancario e ora l’economia reale sta ripartendo.

La ricetta: In Irlanda è ragionevole fare impresa e produrre ricchezza. Nel resto d’Europa, specie in Italia sempre di meno.

L’Irlanda ce la farà?

Non è ancora detto, gli Irlandesi hanno ipotecato il loro futuro e quello dei non nati mettendosi sulle spalle un debito mostruoso (quasi italiano) e tutto per salvare il loro sistema bancario e rimanere nell’euro. Paradossalmente se l’Euro dovesse implodere, Dublino sarebbe il principale perdente. Vero è che l’Irlanda, prima della crisi ha avuto una tradizione di progressiva riduzione del suo debito pubblico (arrivando quasi ad azzerarlo), la scelta fatta dall’Iralnda per tornare in pareggio con i conti pubblici è stata quella del taglio fortissimo della spesa pubblica. Le pubbliche amministrazioni hanno operato un taglio di 24.000* dipendenti pubblici (completamente operativo nel 2014) e l’IVA è stata alzata al 23%, un impatto sui conti di 15 miliardi di euro all’anno, l’80% dei quali provenienti da tagli alla spesa (l’esatto contrario rispetto all’Italia…).

Sia come sia, ora gli Irlandesi, pur soffrendo per una disoccupazione molto alta e prestazioni pubbliche tagliate, tornano a vedere la luce in fondo al baratro, l’economia locale sembra si sia rimessa in moto e le assunzioni non dovrebbero tornare a farsi rivedere.

* tanto per fare un confronto con l’Italia, l’Irlanda ha una popolazione di circa 4,6 milioni di persone, l’italia circa 60 milioni il rapporto è  13 a 1. Vuole dire che i 24.000 pubblici dipendenti tagliati dagli Irlandesi sarebbero 312.000 equivalenti italiani, anzi molti di più se pensiamo che in Irlanda la PA è sempre stata realmente austera, anzi minimale se paragonata a quella italiana.

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