Irlanda: Fuori dal Baratro(Aggiornamento: A Volte Ritornano…Sul Mercato, Forza Irlandesi, Rischio Calcolato è con voi)

Di FunnyKing , il - 13 commenti

Come urlava uno straordinario Gene Wilder in Frankenstain Jr: SI PUO’ FARE!!!

L’Irlanda sarà il primo (ed unico?) paese europeo ad emergere dagli aiuti europei tornando sul mercato primario. Una notizia straordinaria che per alcune ragioni ovvie NON viene data in Italia. Intanto partiamo dai fatti:

Dal Ministero del Tesoro Irlandese

NTMA to Resume Treasury Bill Auctions 
 
Tuesday 3 July 2012 – The National Treasury Management Agency (NTMA) announces that it will  recommence Treasury Bill auctions on Thursday 5 July 2012. The NTMA will offer €500 million of  Treasury Bills with a three-month maturity in its first such auction since September 2010. 
 
Speaking today, NTMA Chief Executive John Corrigan said: “The resumption of Treasury Bill  auctions follows an intensive engagement with investors both domestically and overseas during the past 18 months and marks an important first step in our phased re-entry to the capital markets.“ 
 
The details of the auction on 5 July are as follows: 
 
• Auction size: €500 million. 
• Maturity: 15 October 2012.    
• ISIN Code:  IE00B8N4J411 (new line). 
• Auction opens: 9:30 a.m.  
• Auction closes: 10:30 a.m.     
• Settlement date: 9 July 2012.

The auction will be conducted on the Bloomberg Auction System and will be confined to  recognised Primary Dealers and Eligible Counterparties.   

A non-competitive auction will immediately follow the competitive auction and will close on Friday  6 July at 4 p.m.  
 
The Bills will be listed on the Irish Stock Exchange and Primary Dealers are subject to the normal  reporting obligations to the Exchange.  

La data fatidica è il 6 Luglio 2012, verranno piazzati 500 milioni di euro in Bond semestrali, l’ultima asta Irlandese sul mercato primario risale a settembre 2010.

Signore e signori questa è una notizia fantastica, temo però che se anche venisse data dai nostri media (sussidiati con soldi pubblici) NON verrebbe affatto spiegato in che modo l’Irlanda ne è venuta fuori.

Ebbene, l’Irlanda ha attuato in molte parti il programma politico di Rischio Calcolato,se preferite prendere a modello qualche altra ricetta, non ci offendiamo  purchè preveda il taglio F-E-R-O-C-E della spesa pubblica

Il prezzo pagato dai cittadini Irlandesi per salvare il proprio sistema bancario e il crollo del mercato immobiliare è stato salatissimo, però oggi gli Irlandesi TORNANO AD AVERE UN FUTURO,  all’opposto la cialtrona Grecia non ha MAI voluto tagliare le spese dello stato (anzi ha assunto 70.000 funzionari di straforo), e oggi si trova nell’inferno di una bancarotta de-facto.

La misura più eclatante presa dall’Irlanda è stato la riduzione di 24.000 dipendenti  pubblici, il numero può sembrare piccolo ma… un momento, facciamo  le proporzioni , l’Irlanda ha una popolazione di circa 4,6 milioni di persone, l’italia circa 60 milioni il rapporto è  13 a 1. Vuole dire che i 24.000 pubblici dipendenti tagliati dagli Irlandesi sarebbero 312.000 equivalenti italiani.

Le manovre economiche messe in campo dagli irlandesi tagliano circa 20 miliardi di euro di spesa pubblica in 5 anni ovvero 11 punti di PIL (PIL Irlandese:169 mld di Euro nel 2011), in Italia equivarrebbe a 195 miliardi di Euro (su 1,770 mld di PIL). [ehm, ehm..quasi 200mld di tagli…dove ho gia visto questo numero…]

Avete capito adesso perché in Italia, sui media sussidiati con soldi pubblici, se ne parlerà poco?

Bene adesso in Europa abbiamo 2 distinte macchine del tempo: C’è l’Irlanda che ha fatto manovre economiche principalmente sul lato della spesa e ha ottenuto, seppure a caro prezzo, di uscire dal baratro, poi c’è la Grecia che per tirare a  campare, ovvero mantenendo il suo grosso,grasso e criminale stato ladro ora è in bancarotta di fatto (si lo so formalmente la Grecia NON è in bancarotta…no no,  provatevi ad ammalarvi i Grecia… provatevi a chiedere delle medicine con la ricetta medica….).

Secondo voi l’Italia quale via ha intrapreso…tic tac (io sento una certa puzza di Feta marcia)

Dunque cari amici siate consapevoli SI PUO’ FARE!!! SI PUO’ TORNARE AD AVERE UN FUTURO!!! IL PREZZO E’ ALTISSIMO MA…. SI PUO’ FARE:

L’alternativa è l’inferno greco.

____________________________________

Articolo Originale del 3 Luglio 2012

Se ne parla poco ma alla fine, anche se a carissimo prezzo per i suoi cittadini, pare che l’Irlanda sia fuori dal baratro, intanto visualizziamo due parametri chiave:

L’Indice PMI (fiducia dei manager agli acquisti nel settore manifatturiero, un leading indicator, ovvero un indicatore che anticipa le tendenze dell’economia reale)

image

E la curva dei tassi a 2 anni, si noti il crollo dei rendimenti dopo che Dublino ha chiesto e ottenuto uno sconto sui tassi degli aiuti comunitari.

image

la nota dolente rimane la disoccupazione al 14,8% nuovo record del dopoguerra.

Dobbiamo ricordare che la crisi Irlandese rappresenta un unicum in europa, essa è stata provocata interamente dal fallimento di gran parte del sistema bancario. Gli Irlandesi hanno pagato a carissimo prezzo il salvatggio e la nazionalizzazione delle loro banche, si sono ritrovati con un debito pubblico alle stelle, e misure di austerity draconiane per tornare al pareggio di bilancio entro il 2013:

dal 30% al 98% di Debito Pubblico / Pil in 3 anni e deficit annuali che sono arrivati al 38%…. tutti soldi andati a salvare le banche.

Perchè l’Irlanda ce la sta facendo?

Essa ha fatto la scelta di difendere con le unghie e con i denti il suo regime di tassazione ultrafavorevole per le imprese. Ha resistito alle “raccomandazioni” interessate di Francia e Germania per aumentare le tasse sulle società (forse non vi ricordate ma ci fu una polemica fortissima fra la Merkel/Sarkozy e Kenny sulla questione), è riuscita a ristrutturare il suo sistema bancario e ora l’economia reale sta ripartendo.

La ricetta: In Irlanda è ragionevole fare impresa e produrre ricchezza. Nel resto d’Europa, specie in Italia sempre di meno.

L’Irlanda ce la farà?

Non è ancora detto, gli Irlandesi hanno ipotecato il loro futuro e quello dei non nati mettendosi sulle spalle un debito mostruoso (quasi italiano) e tutto per salvare il loro sistema bancario e rimanere nell’euro. Paradossalmente se l’Euro dovesse implodere, Dublino sarebbe il principale perdente. Vero è che l’Irlanda, prima della crisi ha avuto una tradizione di progressiva riduzione del suo debito pubblico (arrivando quasi ad azzerarlo), la scelta fatta dall’Iralnda per tornare in pareggio con i conti pubblici è stata quella del taglio fortissimo della spesa pubblica. Le pubbliche amministrazioni hanno operato un taglio di 24.000* dipendenti pubblici (completamente operativo nel 2014) e l’IVA è stata alzata al 23%, un impatto sui conti di 15 miliardi di euro all’anno, l’80% dei quali provenienti da tagli alla spesa (l’esatto contrario rispetto all’Italia…).

Sia come sia, ora gli Irlandesi, pur soffrendo per una disoccupazione molto alta e prestazioni pubbliche tagliate, tornano a vedere la luce in fondo al baratro, l’economia locale sembra si sia rimessa in moto e le assunzioni non dovrebbero tornare a farsi rivedere.

* tanto per fare un confronto con l’Italia, l’Irlanda ha una popolazione di circa 4,6 milioni di persone, l’italia circa 60 milioni il rapporto è  13 a 1. Vuole dire che i 24.000 pubblici dipendenti tagliati dagli Irlandesi sarebbero 312.000 equivalenti italiani, anzi molti di più se pensiamo che in Irlanda la PA è sempre stata realmente austera, anzi minimale se paragonata a quella italiana.

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