Le Energie Rinnovabili mostrano i loro limiti. Anche la Solsonica si spiaccica contro la Realtà.


Giuseppe Sandro Mela.

 

Phtyrius Pubis – Pediculus Pubis – vulgo Piattola

 

                Come dovevasi dimostrare. Dopo una lunga serie di fallimenti in Germania e negli Stati Uniti, adesso è il turno dell’Italia: la Solsonica chiede i battenti per fallimento. La Grande Truffa delle Energie Rinnovabili si sta avviando all’epilogo con enorme sollievo del Cittadino Contribuente, allietato anche dalla recente proposta di introdurre una tassa di possesso sugli impianti fotovoltaici installati con contributi statali.

                Il fatto.

                La Solsonica SpA, attiva nella produzione di celle e pannelli fotovoltaici, dopo un aumento di capitale per 10 milioni di euro eseguito il 6 agosto 2007, fu nuovamente ricapitalizzata dalla controllante Eems il 12 ottobre dello stesso anno per ulteriori 15 milioni. Circa 180,000 euro di investimento per ogni dipendente.

                Solsonica sottoscrisse con Deutsche Solar un contratto per la fornitura di wafer di silicio multicristallino fino al 2017, per una potenza complessiva di oltre 250 MegaWatt e si accordò anche con Centrotherm Photovoltaics AG per la fornitura “chiavi in mano” di impianti di produzione di celle fotovoltaiche. Quindi, produttrice su licenza ed assemblatrice. Nessuna linea di ricerca in senso stretto.

                La Solsonica si faceva la seguente pubblicità:

«Investire in un impianto fotovoltaico conviene e i nostri lettori lo sanno molto bene. Soprattutto nel caso di piccoli impianti domestici, si tratta di un investimento capace di rendere mediamente il 10%; in tempo di crisi, un’opportunità più unica che rara. E questo sarà vero particolarmente per gli impianti allacciati alla rete nel biennio 2011-2012, quando, cioè, il Quarto Conto Energia concentrerà il grosso dei contributi statali previsti fino al 2020.

Stando così le cose, è, dunque, normale che i dubbi del consumatore si concentrino sull’affidabilità dell’azienda a cui ci si affida. Infatti, come in ogni buon investimento, servono garanzie sia tecnico-tecnologiche, sia finanziarie, e in questi campi una delle migliori proposte viene senz’altro da Solsonica Energia.

In particolare, grazie all’esclusiva Garanzia Guadagno Sicuro, se al termine dei primi 10 anni il rendimento dell’impianto sarà stato inferiore a quanto promesso, Solsonica Energia rimborserà al cliente la differenza. Inoltre, ciascun componente dell’impianto è garantito 10 anni.»

                Il Decreto Ministeriale 5 maggio 2011 prevedeva infatti:

Art. 1

(Finalità e campo di applicazione)

1. Il presente decreto stabilisce i criteri per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici e lo sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica.

2. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 2-sexies del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41, il presente decreto si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro.

                In parole povere, si destinava quasi lo 0.455% del Pil ad incentivi, ossia un «costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro». Tutto sulle spalle del Cittadino Contribuente: un manovra finanziaria permanente a fondo perduto, per soddisfare i deliri paranoici degli ecologisti sostenitori del fotovoltaico pagato dal Contribuente. Si noti che nel maggio 2011 l’Italia stava già sprofondando nella Nuova Grande Depressione, e che queste risorse avrebbe potuto essere destinate ben più proficuamente in altri settori, oppure, molto meglio, non estorte del tutto sui Cittadini Contribuenti.

                Si noti anche quanto mendaci fossero gli annunci pubblicitari della Solsonica. Chi truffa deve mentire.

                Il problema concreto risiedeva nel fatto che la produzione europea, ed italiana in particolare, di celle e pannelli fotovoltaici era ed é totalmente fuori mercato.

                Nemmeno un anno dopo i nodi iniziarono a venire al pettine.

«Il giorno 4 aprile si è svolto un incontro tra OOSS provinciali, Rsu e l’A.D. di Solsonica Ing. Mutti. La riunione serviva per capire quale era la situazione aziendale e le prospettive future. La riunione si è incentrata principalmente sulla situazione attuale e sui gravi rischi che corre la Solsonica se il Governo porta avanti il suo progetto di revisione del conto energia (il 5′). L’ing. Mutti ha detto chiaramente che, se viene confermata la bozza che da giorni circola e che prevede l’eliminazione dell’incentivo previsto del 10% del Made in Europe, la Solsonica si troverà da subito con grandi problemi e questo metterà fuori mercato l’azienda e le conseguenza per i 260 occupati saranno drammatiche. A distanza di un anno ci risiamo, dopo aver creato non pochi problemi nel 2011 a tutte le aziende che operano nel settore delle rinnovabili, il Governo ci riprova nel 2012, non tenendo conto dello sviluppo e della crescita che si è avuta in questi anni anche in termini occupazionali. Come OOSS reatine non possiamo permettere che i sacrifici fatti in questi anni dai lavoratori della ex EEMS, oggi Solsonica, vengano buttati al mare da un decreto del governo.»

                Queste frasi sono patognomoniche della sindrome da fotovoltaico: il Cittadino Contribuente dovrebbe a parer loro continuare ad essere tassato per cinque miliardi per tenere in vita un’azienda decotta e garantire l’occupazione a 260 dipendenti. i dipendenti più costosi dell’Universo.

                Finalmente, il 30 agosto 2012 la Solsonica chiede i battenti. Il Cittadino Contribuente inizia a tirare un respiro di sollievo e si compiace che si stia iniziando a progettare una tassa di possesso sugli impianti fotovoltaici. Che anche i parassiti inizino a ripagare la Collettività.

                Considerazioni.

                Questo post inizia con la frase «come dovevasi dimostrare».

                Non ci sarebbe voluta molta intelligenza per razionalizzare che un settore che vive di sovvenzioni muore nel momento in cui queste non siano più possibili.

                É il frutto marcio dello statalismo, per cui si addossano alla Collettività gli oneri per tutelare interessi di singoli o di ben definite consorterie. A parte il fatto che è “legale”, lo stato interventista non differisce proprio in nulla dalla mafia o dalla camorra, che impongono ed esigono il pizzo.

                E se è di grande sollievo vedere che la giustizia alla fine trionfa con l’immane fallimento di questa gigantesca truffa perpetrata alle spalle dei Cittadini Contribuenti é di grande speranza sapere che il sede governativa si sta pensando di mettere una tassa sul possesso del fotovoltaico.

                É giusto che ci ha indebitamente percepito ripaghi la Collettività.

 

                Post sull’argomento.

2012-04-04 Götterdämmerung. La Germania barcolla sotto il fallimento Q-Cells.

2012-05-06  Götterdämmerung. La gigantesca bancarotta fraudolenta delle Energie Rinnovabili.

2012-08-23 La Grande Truffa delle Energie Rinnovabile. Bancarotta Sovello. I Parassiti si spiaccicano contro il Muro della Realtà.

 

 

    Borsa Mercato. 2007-10-16. Solsonica (Eems): approvato aumento di capitale da 15 mln euro.

    Eems ha comunicato che la controllata Solsonica SpA, attiva nella produzione di celle e pannelli fotovoltaici, ha approvato lo scorso 12 ottobre un’operazione di aumento di capitale per complessivi 15 milioni di euro. L’aumento di capitale in opzione sarà interamente sottoscritto e versato da Eems Italia Spa entro 60 giorni e consentirà a Solsonica di ottenere le risorse finanziarie necessarie a supportare l’avvio del piano industriale. Tale operazione fa seguito all’aumento di capitale di 10 milioni sottoscritto da Eems Italia lo scorso 6 agosto. Solsonica, che inizierà la sua produzione entro la prima metà del 2008, ha recentemente sottoscritto con Deutsche Solar un contratto per la fornitura di wafer di silicio multicristallino fino al 2017, tale da poter sviluppare una potenza complessiva di oltre 250 MegaWatt, come da comunicato stampa dello scorso 15 giugno. Inoltre lo scorso maggio, Solsonica ha siglato con Centrotherm Photovoltaics AG un contratto per la fornitura, in modalità “chiavi in mano”, di linee produttive e relative tecnologie per la produzione di celle fotovoltaiche che verranno consegnate nel corso del primo trimestre del 2008.(12:14:51 16/10/2007)

    Il Postale. 2012-04-06. Solsonica: altro che solare, il futuro è buio!

    Il giorno 4 aprile si è svolto un incontro tra OOSS provinciali, Rsu e l’A.D. di Solsonica Ing. Mutti. La riunione serviva per capire quale era la situazione aziendale e le prospettive future. La riunione si è incentrata principalmente sulla situazione attuale e sui gravi rischi che corre la Solsonica se il Governo porta avanti il suo progetto di revisione del conto energia (il 5′). L’ing. Mutti ha detto chiaramente che, se viene confermata la bozza che da giorni circola e che prevede l’eliminazione dell’incentivo previsto del 10% del Made in Europe, la Solsonica si troverà da subito con grandi problemi e questo metterà fuori mercato l’azienda e le conseguenza per i 260 occupati saranno drammatiche. A distanza di un anno ci risiamo, dopo aver creato non pochi problemi nel 2011 a tutte le aziende che operano nel settore delle rinnovabili, il Governo ci riprova nel 2012, non tenendo conto dello sviluppo e della crescita che si è avuta in questi anni anche in termini occupazionali. Come OOSS reatine non possiamo permettere che i sacrifici fatti in questi anni dai lavoratori della ex EEMS, oggi Solsonica, vengano buttati al mare da un decreto del governo. E’ necessario che venga salvaguardato l’incentivo del 10% perchè questo permette alla Solsonica di rimanere competitiva in un mercato sempre più complesso e di conseguenza permettergli di salvaguardare l’occupazione in un territorio come quello reatino che sempre più è martoriato dalla crisi industriale. Come OOSS metteremo in campo tutte le azioni per fermare queste iniziative del Governo, riteniamo però indispensabile che ci sia anche una forte pressione e presa di posizione di tutte le istituzioni locali, solo cosi potremmo essere incisivi. Questo tema non deve essere solamente ricondotto ad una discussione tra Solsonica e Governo ma deve coinvolgere l’intero territorio, pena la perdita di un altro pezzo importante del nostro apparato produttivo, per lo più in un settore che ha grandi possibilità di crescita. Allo stesso tempo facciamo appello all’ A.D. Ing. Mutti affinché Solsonica si doti di progetti alternativi e complementari atti ad offrire ai clienti un completo pacchetto di servizi che ci permetta di raggiungere una maggiore competitività con conseguente incremento di quote di mercato. Non si può pensare che gli incentivi rimangano a vita tant’è che l’attuale IV conto energia prevede già a partire dal 2015 un azzeramento degli incentivi.

 

 

    Il Messaggero. 2012-07-31. Solsonica: cassa integrazione per tutti i 220 addetti.

    RIETI – Solsonica ha aperto ieri per tutti i 220 addetti la procedura di cassa integrazione ordinaria per 13 settimane. La partenza è in calendario dal 22 agosto.Parte in salita la trattativa tra azienda e sindacati, il cui primo incontro è in programma già oggi ad Unindustria. I sindacati, sorpresi per la piega immediata presa dalla vertenza, dopo l’incontro di lunedì al ministero dello Sviluppo, anche se in verità il ricorso alla procedura era stato ventilato da tempo dall’azienda, puntano ora alla rotazione. Restano, naturalmente, tutti i dubbi sul futuro dell’azienda, considerato la grave crisi che investe il settore dei pannelli fotovoltaici. Attesa o meno che fosse la cassa integrazione, la fine della corsa di Solsonica ha un valore simbolico devastante per Rieti: non che Colle Puzzaro fosse l’ultimo fortino operativo nel Nucleo anzi, ma il rilancio di quella che rappresentava una sorta di terza generazione dopo Texas ed Eems aveva e ha un valore che trascende il solo aspetto industriale.

  

    Wall Street Italia. 2012-08-30. Miliardi di aiuti e operai a casa. Il mercato drogato delle rinnovabili.

    Incentivi pubblici, profitti privati, futuro dell’occupazione. La crisi che attanaglia il settore del fotovoltaico, l’energia pulita prodotta dai pannelli solari, mette in gioco tutto questo e mette in risalto l’assenza cronica di politica industriale che non sia a breve gittata e per interessi mirati.

    LA SOCIETÀ leader del settore, la Solsonica di Rieti, ha attivato la cassa integrazione per i suoi 222 dipendenti. Una cassa integrazione a rotazione che per 16 figure professionali sarà a zero ore mentre i 130 lavoratori interinali, chiamati con contratti a tempo determinato, sono rimasti senza lavoro da un giorno all’altro. E’ una delle tante crisi aziendali, come altre dimenticata, nel cuoro di un grande polo industriale sul viale del tramonto. Viali illuminati, piste ciclabili, pulita e ordinata la zona industriale, che da Rieti si sposta verso Cittaducale, ormai si sta popolando di centri commerciali sempre più grandi e di capannoni su cui sempre più spesso appare il cartello “vendesi”. “In dieci, quindici anni – spiega Luigi D’Antonio, segretario provinciale della Fiom – dai circa 10 mila lavoratori impiegati siamo passati a meno della metà”. E non bastano certo le insegne luminose dei vari Trony per rimpiazzare la forza lavoro perduta.

    Anche la Solsonica testimonia questa parabola discendente. Erede della Texas Instuments, installata a Rieti negli anni 70 grazie ai fondi della Cassa del Mezzogiorno, lo stabilimento ha occupato anche 1200 operai. Poi la casa madre ha seguito il denaro degli incentivi pubblici che si spostavano ad Avezzano, in Abruzzo (successivamente abbandonato). A Rieti lo stabilimento viene rilevato dalla Eems che fornendo semiconduttori all tedesca Siemens tiene botta almeno fino agli anni 2000 anche se la manodopera scende a 5-600 dipendenti. Nel 2005, poi, la Eems sceglie la strada della Cina e nel giro di pochi anni viene fatta nascere la produzione di pannelli fotovoltaici che in comune con i semiconduttori hanno solo il silicio.

    SOLSONICA eredita dalla originaria Texas Instruments e poi dalla Eems – che nel frattempo è quotata in borsa – la bella location del suo stabilimento: stile Silicon Valley, con pratino verde, alberi curati e asilo aziendale, si getta in un settore che dal 2005 beneficia di un enorme flusso di denaro pubblico grazie agli incentivi che finanziano l’installazione di energia pulita. I clienti finali, grazie ai Conti Energia varati negli anni – il 27 agosto è partito il quinto – beneficiano di un risarcimento pari all’energia che riescono a immettere nella rete elettrica nazionale. In pochi anni lo Stato ha speso 6,7 miliardi di euro che non sono andati direttamente alle casse delle aziende ma che hanno favorito un traino della domanda davvero eccezionale. Il rapporto statistico 2011 fornito dal Gestore Servizi Energetici (Gse) descrive una dinamica di crescita esponenziale: nel 2007 gli impianti installati sono 7.647 che diventano 32mila l’anno successivo, 71mila nel 2009, poi 155mila nel 2010 e infine 330.196 nel 2011. I comuni che hanno almeno un pannello solare installato passano dall’11% del 2006 al 95% del 2011. In cinque anni la produzione di impianti aumenta di 280 volte. Gli incentivi sono fondamentali: il Conto energia, che premia con tariffe incentivanti l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici per un periodo di 20 anni, cesserà quando avrà raggiunto cumulativamente la somma di 6,7 miliardi.

    UNO SPOSTAMENTO di risorse contestato dalle aziende di energia tradizionale – Enel ed Eni, innanzitutto – e difeso, ovviamente, dagli ambientalisti. E, per gli intrecci perversi dell’economia italiana, facilitato dalla contestuale crisi dell’Alcoa. E’ stato infatti il decreto con cui il governo Berlusconi favorì l’azienda di Portovesme, a far riaprire i termini per usufruire degli incentivi. Tutto ciò è stato forse utile a far decollare un settore che dovrebbe essere strategico pensi ai fumi dell’Ilva – ma ha drogato il mercato con effetti oggi drammatici. Anche perché a pagare gli incentivi sono state le bollette elettriche di tutti gli altri consumatori. Per tutte queste ragioni, il governo ha dimezzato gli incentivi e con il 5° Conto Energia ha deciso di chiudere il rubinetto. Con effetti immediati sulla produzione e, a cascata, sulla occupazione.

    In Solsonica non contestano il fatto di aver beneficiato degli aiuti ma puntano il dito contro la concorrenza cinese, definita “sleale”. “I produttori cinesi – spiega al Fatto Giuseppe Scopigno, dirigente dell’azienda reatina – riescono a imporre prezzi sotto costo grazie agli aiuti che ricevono dallo Stato. Servirebbero dei dazi per riequilibrare il rapporto”. Anche qui torna il tema degli aiuti di Stato. Che quando finiscono si scaricano sul l’occupazione. “L’azienda non ha capito in tempo come si muoveva il mercato” spiega Giuliano Casciani, Rsu Fiom , in azienda dai tempi della Texas. “Si capiva già con il 4° Conto Energia che il vento sarebbe cambiato e non sono state prese tutte le misure” aggiunge il rappresentante del sindacato che, pure, finora ha tenuto un atteggiamento di collaborazione con l’azienda. Che però non ha impedito la cassa integrazione, per il momento a rotazione, ma che a settembre potrebbe vedere la chiusura dello stabilimento. “Noi non intediamo chiudere” sottolinea Scopigno. Eppure c’è chi è già restato a casa.

    Domenico Carvetta è un ingegnere elettronico di 50 anni. All’azienda ha dato molto, ha fatto formazione negli Usa e in Cina, si è già fatto due anni di cassa integrazione dal 2008 al 2010 utilizzati per fare formazione, scrivere due libri, “sapere ogni cosa sul fotovoltaico”. Eppure, ad agosto, mentre era in vacanza in Calabria ha ricevuto una telefonata che diceva: “Il tuo profilo non serve, sei in Cassa integrazione, prolunga pure le tue ferie”. “Ovviamente, la mia vacanza è finita”. Da 2200 passa a 800 euro mensili con un “taglio lineare” netto alla sua spesa e a quella della sua famiglia. E’ una persona solare, ottimista che riferendosi all’azienda dice sempre “noi”. Eppure, di fronte alla crisi attuale spiega che per la prima volta “tra oggi e il futuro vedo un vuoto difficile da colmare”. Il foto-voltaico in Italia, oggi, è anche questo.

 

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