Elezioni 2013 – Bersani Premier ? solo B.R.I.M. puo’ impedirlo!

Di Gpg Imperatrice , il - 37 commenti

ELEZIONI 2013

 

La faccio breve: “nel 2013 vincera’ le Elezioni il PD e Bersani sara’ il prossimo Presidente del Consiglio“, cosi’ dicono i sondaggi, cosi’ pare verosimile.

Il Centrosinistra imperniato sul PD, con Vendola e cespugli vari oggi ha il 32-34% dei consensi nei sondaggi, e se includesse Di Pietro avrebbe il 40%.

A distanza siderale il PDL, che verosimilmente correrebbe con Storace e qualche micro-partitino, al 22-23%.

Grillo, in corsa solitaria e’ oggi sul 15%, Casini con Fini e cespuglietti pare corrano soli e stanno sul 10%. Di Pietro sta sul 7% e Maroni sul 6% in ripresa. Giannino e Montezemolo non sono neanche rilevati attualmente, e non si sa bene se si presenteranno. Altro di potenziale spessore elettorale in giro non si vede.

In tale quadro, con svariate coalizioni, a prescindere dal Mattarellum o dalla nuova legge elettorale, che in ogni caso premiano la coalizione vincente, e’ evidente che il PD avra’ la maggioranza dei seggi, e potra’ governare eventualmente cooptando Casini o Di Pietro.

  

 

La vittoria numerica di Bersani e’ scontata?  Direi “quasi”; ci sono essenzialmente 4 fattori che possono ostacolare o impedire questo scenario: B.R.I.M. ; B come “Berlusconi”, R come “Renzi”, I come gli “incerti”, M come “Monti”.

 

Vediamoli uno per uno.

 

B come “Berlusconi”: piaccia o non piaccia, ancora lui, puo’ essere una minaccia per il CentroSinistra, e non perche’ potrebbe presentarsi come Leader del PDL (in tal caso il PDL perderebbe certamente), ma perche’ potrebbe decidere di non farlo, e simultaneamente e’ l’unica persona che potrebbe realmente influire per rimuovere la grossa frammentazione del Centro-Destra, che e’ motivo alla base della verosimile vittoria del Centro-Sinistra.  Solo Berlusconi puo’ convincere la Lega per esempio ad entrare in una coalizione di Centro Destra, offrendo loro la presidenza della Regione Lombardia, cui il Carroccio aspira da 20 anni.  Solo Berlusconi puo’ convincere Casini a partecipare ad una coalizione di Centro Destra, non candidandosi a Premier e digerendo un candidato accettabile per Casini, solo Berlusconi puo’ convincere Montezemolo e Giannino a non correre in solitaria, facendo accettare agli altri coalizzati un programma di Riforme. Nessuno degli altri protagonisti citati, e’ nella posizione o ha realisticamente la capacita’ o la volonta’ di creare una grossa coalizione di Centro Destra. Ciascuno ha obiettivi “parziali” e certamente “perdenti”, perdenti perlomeno nel senso che farebbero vincere certamente a Bersani la prossima competizione elettorale. Casini vuole correre in solitaria sperando che Bersani non ottenga il 51% dei seggi, per fargli da stampella e compartecipare al banchetto. Fini vuole sopravvivere. Storace idem. Maroni vuole ridare al Carroccio una verginita’, correndo solo (o con formazioni nuove), cercando di entrare in parlamento e creare le condizioni per far tornare la Lega competitiva alle elezioni locali successive. Giannino e Montezemolo non sanno esattamente ancora come muoversi, se presentarsi o meno, e con chi presentarsi, ed anche se si presentassero, in coalizione con qualcuno degli attori prima citati, di certo non otterrebbero le percentuali di consenso necessarie a bloccare un Parlamento a maggioranza di centro-sinistra. Ritengo scarse le probabilita’ che Berlusconi si muova nel senso di creare una coalizione di Centro Destra ampia e riformata e riesca nell’intento, ma ritengo nulle le probabilita’ che lo faccia qualcun altro.

 

 

 

 

R come “Renzi”: Matteo Renzi e’ persona del PD ed e’ una minaccia reale per la vittoria di Bersani. Renzi e’ persona imprevedibile, ambiziosa, decisa e fuori dai tradizionali schemi. Oggi e’ dato perdente rispetto a Bersani nelle Primarie per la leadership del Centro Sinistra, con una distanza del 15-25% dal candidato della nomenclatura, ma e’ proprio l’odio feroce dell’establishment verso Renzi, che potrebbe innescare la simpatia dei militanti e simpatizzanti del PD, che gia’ in tante occasioni hanno voltato le spalle alle indicazioni dei candidati che il vertice aveva imposto localmente. In caso poi le primarie finiscano in stracci ed insulti, e Bersani prevalga di misura esiste l’ipotesi che Renzi crei una sua formazione e cerchi alleati tra le nuove formazioni o con le forze collocate tra PD e PDL, ed in tal caso, depotenziando il PD, cio’ potrebbe non consentire a Bersani di ottenere una maggioranza alle elezioni. Tra tutte le minacce per Bersani, quella di Renzi e’ forse la peggiore, perche’ e’ una minaccia interma. Non a caso, Renzi e’ diventato il bersaglio principale di tutte le “mummie” del PD e di Bersani stesso.

 

 

 

I come gli “Incerti”: i sondaggi di oggi si basano su campioni di rispondenti del 45-50%, ma alla fine votera’ un 70-75% degli aventi diritto. C’e’ un buon 25% di elettori che oggi non esprimono preferenze, ma che alla fine andranno a votare, e questi elettori sono prevalentemente elettori di provenienza di Centro Destra. Costoro sono piuttosto delusi dai partiti tradizionali, ma difficilmente andranno a votare massicciamente per la coalizione di Bersani. Piu’ verosimilmente, alla fine, voteranno le formazioni di provenienza (PDL, UDC, Lega) o formazioni nuove e di rottura al sistema (M5S o Giannino). Se Bersani si ponesse in modo settario in campagna elettorale, questa grossa fetta dell’elettorato, potrebbe regalargli una delusione, depotenziando il risultato in voti e seggi del PD.

 

 

M come “Monti”:  Rigor Montis ha detto o fatto intendere, in questi mesi, tutto ed il contrario di tutto, circa il suo futuro.  Ufficialmente dice che non vuole presentarsi, ma ripete che e’ al servizio del paese e fa continuamente dichiarazioni, generalmente in cui si “auto-complimenta” e si erge a salvatore della Nazione, talvolta da “allucinato”, che pensandoci bene, non sono del tutto illogiche, in un quadro di campagna elettorale. Un’auto-candidatura di Monti, metterebbe in ginocchio Bersani, perche’ oltre a portarsi dietro UDC e centristi vari, si porterebbe dietro il PDL o lo stesso PD. In tale eventualita’, Bersani sarebbe fuori gioco.

 

 

Ovviamente reputo che le elezioni avranno altri protagonisti, che certamente potrebbero avere un ruolo importante nella prossima legislatura, ma che a mio avviso non saranno onestamente in grado in impedire nel 2013 a Bersani di vincere le elezioni, per i motivi gia’ citati.

Il movimento di Grillo, certamente avra’ un risultato importante, ma non tale da impedire al Leader PD di vincere. Oscar Giannino potrebbe catalizzare una coalizione alternativa di centro-destra, ma certamente non avra’ numeri alle spalle comparabili a quelli di Bersani. Anche Maroni e la Lega, che a mio avviso, avranno alla fine, un risultato assai piu’ corposo del 5-6% che gli assegnano i sondaggi, non avra’ forza tale da impedire la vittoria nazionale Democratica. Bersani, inoltre, se si rendera’ conto che qualcosa potra’ minacciare il primato, imbarchera’ direttamente al primo turno, oltre a Vendola, anche Di Pietro: il suo imperativo sara’ vincere

Ho anche pensato all’eventualita’ che la crisi dell’Eurozona possa incidere sulla vittoria di Bersani: non credo. Il tema sara’ centrale in campagna elettorale, ma non credo troppo all’eventualita’ di un Eurocrollo a breve termine, unico evento che potrebbe muovere enormi percentuali di votanti. Purtroppo il tema della riduzione della spesa pubblica non sara’ centrale: restera’ un vago slogan per il grosso dei candidati, e negli ultimi giorni di campagna, partiranno in caso di incertezza, le promesse spendaccione, che altro non sono che la prosecuzione di una poltica che e’ stata la stella polare dei politici Italiani per 45 anni, quella dell’ assalto alla diligenza.

 

 

GPG Imperatrice

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