Ma quanto costa l’Europa? Tensioni sul piano pluriennale.

Di Giuseppe Sandro Mela , il - 2 commenti

Giuseppe Sandro Mela.

 

 

  La Commissione europea ha presentato una proposta di bilancio per il periodo 2014-2020.

  La struttura del bilancio europeo non è intuitiva. Di seguito riportiamo l’estratto 2012.

 

 

  Come si vede, l’Europa dispone di 147.2 miliardi, finanziati dagli stati membri con un meccanismo alquanto complesso ma che grosso modo rende le quote versate proporzionali alla popolazione residente. La quota dell’Italia si aggira attorno ai 23 – 24 miliardi, a seconda della tecnica di conteggio. É alquanto di più se si contabilizzassero anche gli oneri impropri.

  Non è cifra da poco, e dovrebbe sempre essere valutata tenendo conto dei rientri.

  Larga quota del bilancio è dedicata alla crescita sostenibile (67.5 mld) ed al preservamento delle risorse naturali (60.0 mld). L’apparato burocratico costa 8.3 mld, ma si dovrebbe anche tener conto che ogni singolo progetto europeo comprende quasi invariabilmente ulteriori emolumenti.

  A queste voci apparentemente asettiche sono però ascritti capitoli di spesa sui quali si sta incentrando un serrato dibattito, che verte soprattutto sulla diminuzione del budget e su di una sua migliore allocazione. Diciamo che il clima é diventato torrido.

  Il piano pluriennale prevede le seguenti spese principali.

  «la Commissione prevede di accordare 80 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 al quadro strategico comune per la ricerca e l’innovazione, integrati da fondi strutturali.».

  «La Commissione intende stanziare 376 miliardi di euro a favore degli strumenti della politica di coesione, suddividendo tale importo tra i diversi settori interessati:

– 162.6 miliardi di euro per le regioni dell’obiettivo di convergenza;

– 38.9 miliardi di euro per le regioni in transizione;

– 53.1 miliardi di euro per le regioni dell’obiettivo di competitività;

– 11.7 miliardi di euro per la cooperazione territoriale;

–  68.7 miliardi di euro per il Fondo di coesione.»

  «La Commissione propone di stanziare:

– 281.8 miliardi di euro a favore del primo pilastro della PAC;

– 89.9 miliardi di euro a favore dello sviluppo rurale

  Ricordiamo che Pac é la sigla di “politica agricola comune “.

  Gli elementi di discordia sono evidenti.

  Se è vero che il Cancelliere Merkel ha detto che «La Germania vuole un accordo sul bilancio europeo e andiamo a Bruxelles con l’obiettivo di discutere con gli altri Stati membri e raggiungere un’intesa», é anche vero che vorrebbe una netta diminuzione del budget, essendo esso principalmente a carico della Germania. Si ricordi che questo carico non indifferente é stato accollato ai tedeschi anche come riparazione dei danni di guerra, cosa che a settanta anni dalla fine del conflitto potrebbe anche essere rimessa in discussione. Ma la Germania non è l’unico stato a chiedere di ridurre il budget: la Gran Bretagna «vorrebbe tagli anche piu’ sostanziosi (fino a 200 miliardi)». Ed, in effetti, non sembrerebbero avere poi tutti i torti.

  Un altro nodo rovente è costituto dalla Pac, che in larga parte finanzia (sovvenziona?) l’agricoltura francese. Molti stati non trovano una buona ragione per cui la maggior parte dei 281.8 mld stanziati debbano essere assorbiti da un’unica nazione, e vorrebbero inoltre un netto ridimensionamento di quanto preventivato.

  Anche lo stanziamento di 156 mld per le regioni “svantaggiate” potrebbe trovare una migliore accoglienza se solo si definisse in modo più chiaro chi debba o meno essere considerato “svantaggiato”. In fondo, anche Francia e Germania sono svantaggiate dal fatto di versare all’UE le quote percentualmente maggiori.

  Riportiamo anche un elemento altamente opinabile. Nella bozza da 75 miliardi di tagli le casse dell’Ue sarebbero finanziate con i due terzi dei proventi della futura tassa sulle transazioni finanziarie (nota anche come Tobin tax). Si resta infatti molto perplessi su tale possibilità e non sono pochi coloro che reputano tale stima del tutto sproporzionata.

  Da ultimo, ben accetto il proposito che «il personale di tutte le istituzioni Ue, gli organismi e le agenzie europee contribuiranno agli impegni di budget, versando nella casse dell’Unione europea almeno 6 miliardi di euro attraverso tasse, fondi di solidarieta’ e contributi pensionistici»

 

  ASCA. 2012-11-14. Ue: bozza Van Rompuy, 6 mld di tasse per personale istituzioni.

  (ASCA) – Bruxelles, 14 nov – Maxi stangata da 6 miliardi per il personale delle istituzioni comunitarie e delle agenzie collegate all’Ue. Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy ha introdotto nella bozza di quadro finanziario pluriennale dell’Ue un contributo obbligatorio per lo staff dell’Unione europea. Stando al testo, in base alla proposta di Van Rompuy ”il personale di tutte le istituzioni Ue, gli organismi e le agenzie europee contribuiranno agli impegni di budget, versando nella casse dell’Unione europea almeno 6 miliardi di euro attraverso tasse, fondi di solidarieta’ e contributi pensionistici”.

 

  ASCA. 2012-11-14. Ue: Merkel, Germania vuole un accordo su bilancio europeo.

  (ASCA-AFP) – Berlino, 14 nov – ”La Germania vuole un accordo sul bilancio europeo e andiamo a Bruxelles con l’obiettivo di discutere con gli altri Stati membri e raggiungere un’intesa”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier polacco Donald Tusk.

 

  ASCA. 2012-11-14. Ue: bilancio 2013, Consiglio europeo presenta nuova proposta.

  (ASCA) – Roma, 14 nov – Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha presentato una nuova proposta di bilancio Ue che conserva l’ordine delle priorita’ dettate dalla Commissione, ma che al contempo prevede una significativa riduzione del budget destinato. Lo comunica Burxelles in una nota, sottolineando la necessita’ che ”il futuro bilancio europeo debba essere un catalizzatore per la crescita e l’occupazione” nell’Unione.

  L’annuncio giunge all’indomani del fallimento dei negoziati fra il Consiglio Ue, la Commissione europea e l’Europarlamento sul bilancio del prossimo anno e il correttivo da 9 miliardi di euro per il 2012. Dal canto suo Bruxelles continua tuttavia a ”ritenere che la sua proposta sia giusta e in equilibrio al fine di promuovere la crescita e l’occupazione in tutta l’Ue”.

  Per il 2013 la Commissione aveva disposto una spesa pari a 138 miliardi di euro, con un aumento del 6,8% (9 miliardi di piu’) rispetto al 2012, anno in cui secondo il piano vi sarebbe stata una correzione di 8,9 miliardi di euro, necessari per pagare fatture dei progetti o pagamenti anticipati dai governi relativi alla politica di coesione, allo sviluppo rurale e anche al popolare programma Erasmus (90 milioni di euro).

 

  ASCA. 2012-11-14. Ue: bozza Van Rompuy, oltre 156 mld per le regioni svantaggiate.

  (ASCA) – Bruxelles, 14 nov – Oltre 156 miliardi di euro per le regioni svantaggiate, 29,1 miliardi per le regioni di transizione e 47,5 miliardi alle regioni piu’ sviluppate.

  Questi gli importi a destinazione delle regioni europee per il periodo 2014-2020 secondo la bozza di quadro finanziario pluriennale redatta dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

  Per la prima volta da quando sono iniziati i negoziati, si indicano gli importi a sostegno delle regioni.

  Van Rompuy, all’interno del capitolo di spesa per gli ‘Investimenti per la crescita e l’occupazione’ (a cui vanno 299,6 miliardi di euro), destina 156.136.000.000 euro per le regioni svantaggiate (quelle che hanno meno del 75% del reddito medio pro-capite dell’Ue), 29.187.000.000 euro per le regioni di transizione (dove si percepisce piu’ del 75% e il 90% del reddito medio pro-capite dell’Ue) e 47.505.000.000 euro alle regioni solide (dove si percepisce piu’ del 90% del reddito medio pro-capite dell’Ue).

 

  ASCA. 2012-11-14. Ue: bozza Van Rompuy, oltre 156 mld per le regioni svantaggiate.

  Bruxelles, 14 nov – Oltre 156 miliardi di euro per le regioni svantaggiate, 29,1 miliardi per le regioni di transizione e 47,5 miliardi alle regioni piu’ sviluppate.

  Questi gli importi a destinazione delle regioni europee per il periodo 2014-2020 secondo la bozza di quadro finanziario pluriennale redatta dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

  Per la prima volta da quando sono iniziati i negoziati, si indicano gli importi a sostegno delle regioni.

  Van Rompuy, all’interno del capitolo di spesa per gli ‘Investimenti per la crescita e l’occupazione’ (a cui vanno 299,6 miliardi di euro), destina 156.136.000.000 euro per le regioni svantaggiate (quelle che hanno meno del 75% del reddito medio pro-capite dell’Ue), 29.187.000.000 euro per le regioni di transizione (dove si percepisce piu’ del 75% e il 90% del reddito medio pro-capite dell’Ue) e 47.505.000.000 euro alle regioni solide (dove si percepisce piu’ del 90% del reddito medio pro-capite dell’Ue).

 

  ASCA. 2012-11-14. Ue: Francia su bozza bilancio Van Rompuy, non accetteremo tagli a Pac.

  (ASCA-AFP) – Parigi, 14 nov – La Francia ”non accettera”’ la riduzione dei finanziamenti alla Politica agricola comune (Pac) proposta dal presidente del Consiglio Ue, Herman van Rompuy, nella nuova bozza di bilancio sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione. Lo ha dichiarato il ministro degli Affari europei Bernard Cazeneuve, ricordando che la Pac ”dovrebbe essere considerata una politica di crescita”.

 

  ASCA. 2012-11-14. Ue: bozza Van Rompuy, tagli ad agricoltura per 21,1 mld.

  (ASCA) – Bruxelles, 14 nov – Per il periodo 2014-2020 Herman Van Rompuy propone tagli alla spesa agricola per 21,1 miliardi di euro rispetto al budget proposto dalla Commissione europea (385,5 miliardi).

  Nella bozza del presidente del Consiglio europeo sul prossimo quadro finanziario pluriennale, si operano riduzioni dei tetti di spesa maggiori di quelli gia’ operati nella precedenza bozza di Cipro, paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue. Cipro proponeva un massimale di 378,9 miliardi, Van Rompuy uno da 364,4 miliardi.

 

  ASCA. 2012-11-14. Ue: Van Rompuy propone tagli da 75 mld a budget 2014-2020 (1 Upd).

  (ASCA) – Bruxelles, 14 nov – Il Consiglio europeo lavora alla bozza di proposta per il prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea. Herman Van Rompuy, presidente della Consiglio Ue, avrebbe proposto una riduzione di 75 miliardi a quanto suggerito dalla Commissione europea (1.033 miliardi di euro per il periodo 2014-2020), anche piu’ di quanto proposto da Cipro. Il paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio europeo, aveva proposto tagli da 50 miliardi, ora Van Rompuy – per venire incontro alle richieste di alcuni paesi e preparare il terreno a un accordo – rivede al ribasso le stime. Da quanto si apprende, dei 75 miliardi di euro di tagli proposti da Van Rompuy oltre 20 miliardi di euro sarebbero tolti all’agricoltura. Oggi Van Rompuy sottopone la sua bozza di proposta a Jose’ Manuel Barroso, presidente delle Commissione europea.

  La proposta di Van Rompuy intende andare incontro a quei paesi (soprattutto la Germania) che chiedono riduzioni per almeno 100 miliardi di euro. Nella bozza da 75 miliardi di tagli anche la proposta di finanziare le casse dell’Ue con i due terzi dei proventi della tassa sulle transazioni finanziarie (nota anche come Tobin tax). Un’ipotesi che rischia di scontentare quanti vorrebbero tenere per se’ l’intero ricavo della tassa. Proprio ieri in sede Ecofin il ministro delle finanze olandese, Jeroen Dijsselbloem, ha posto un ‘si” condizionato alla partecipazione dei Paesi Bassi al progetto di tobin tax: una delle condizioni e’ proprio quella di non destinare all’Ue i ricavi derivanti dalla tassa. La Tobin tax trova l’opposizione della Gran Bretagna, paese che vorrebbe tagli anche piu’ sostanziosi (fino a 200 miliardi).

 

  Unione Europea. Bilancio. Bilancio Analitico.

  Investire nel nostro futuro

  Il bilancio annuale dell’Unione europea ammonta a circa 142 miliardi di euro (dati del 2011), una somma ingente in termini assoluti, ma pari solo all’1% della ricchezza prodotta ogni anno dai paesi dell’UE.

  La maggior parte di questo denaro è spesa per migliorare le condizioni di vita dei cittadini e delle comunità locali dell’UE, ed è diretta in particolare verso le regioni e le categorie sociali meno ricche, o destinata a creare posti di lavoro e a stimolare la crescita in tutta l’Unione.

  Chi decide com’è speso il denaro?

Per decidere quanto e come debba spendere l’UE si segue una procedura democratica. Ogni anno:

– la Commissione europea propone per l’anno seguente un bilancio relativo a ciascun settore d’intervento e ciascun programma

– i rappresentanti eletti al Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europeadecidono quindi sui piani di spesa.

Controllo successivo

– La Commissione deve rendere conto al Parlamento europeo di come è stato speso il denaro stanziato.

– La spesa è sottoposta inoltre al controllo della Corte dei conti europea.

Come vengono spesi questi fondi?

In Europa

Alcune delle finalità principali sono:

– formare i lavoratori a nuove competenze e stimolare le imprese affinché innovino e creino posti di lavoro

contribuire alla tutela dell’ambiente naturale e a migliorare la qualità della nostra vita grazie allo sviluppo rurale e regionale

– finanziare la costruzione di infrastrutture tradizionali: strade, ferrovie, ponti, elettrodotti e gasdotti che collegano i luoghi più remoti dell’UE

– sostenere la diversità culturale e gli scambi didattici

– consentire interventi d’emergenza in caso di inondazioni o terremoti.

Negli altri paesi

In quanto uno dei principali attori globali, l’UE ha determinati obblighi nei confronti del resto del mondo: promozione dello sviluppo economico e sociale, mantenimento della pace e interventi in soccorso delle popolazioni colpite da disastri naturali o conflitti.

L’Unione è particolarmente attiva in tre gruppi di paesi:

– le parti del mondo in via di sviluppo con le quali gli Stati membri hanno forti legami storici, in particolare l’Africa, i Caraibi e il Pacifico

– le economie emergenti lungo i confini orientali dell’UE e sulle rive del Mediterraneo

i paesi che aspirano ad aderire in futuro all’UE.

Le tre principali aree di spesa (dati 2011)

– Il 45% del bilancio serve a rendere l’UE più competitiva e a promuovere lo sviluppo nelle regioni e nei paesi più poveri (“coesione”).

– Il 31% è rappresentato da stanziamenti a favore degli agricoltori europei. Non più legati alle eccedenze di produzione, questi fondi sono destinati piuttosto a garantire approvvigionamenti di alimenti sicuri a prezzi ragionevoli, nonché ad assicurare agli agricoltori un reddito equo, che retribuisca anche la loro attività di tutela dell’ambiente.

– L’11% è stanziato a favore dello sviluppo rurale.

  R&S – I settori nei quali conviene mettere in comune le risorse

In generale, l’UE ha il mandato di intervenire e spendere denaro solo nei settori in cui conviene che i suoi paesi membri mettano in comune le risorse. I programmi di ricerca scientifica, fondamentali per mantenere competitiva l’economia europea in un mondo globalizzato, sono un ottimo esempio.

I finanziamenti europei per la ricerca promuovono progetti integrati di ricerca cui partecipano scienziati di diversi paesi dell’UE. Questo approccio consente di mettere in comune i frutti delle ricerche nazionali condotte in tutta Europa, oltre a realizzare economie di scala ed evitare duplicazioni degli sforzi.

Sono tanti i settori di ricerca che beneficiano di finanziamenti dell’UE: fra questi la biotecnologia, le tecnologie dell’informazione, le nanotecnologie e la ricerca spaziale.

Quanto costa l’UE

I costi legati alla gestione dell’UE (amministrazione) corrispondono al 6% della spesa totale. Questa voce copre le spese di funzionamento di tutte le istituzioni (in particolare la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE) e i costi di traduzione e interpretazione per rendere disponibili le informazioni in tutte le lingue ufficiali dell’UE.

 

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  • Marco Maria

    Buongiorno Egr.Prof.Mela, leggendo l’ultimo articolo “Unione Europea, Bilancio Analitico” ci dovremmo rallegrare dei buoni propositi enunciati ed essere orgogliosi dei “Nuovi Stati Uniti d’Europa” ma tra il dire e il fare c’e’ di mezzo il mare! Continuo ad insistere che prima di inventare l’Euro , e l’Europa Unita, avrebbero dovuto uniformare l’IVA, le tasse, le regole di assunzione comune in tutta l’Unione (anche per i Professionisti oltre alle Imprese), le patenti di guida (gia’ poiche’ per acquistare una macchina in Germania dobbiamo fare quella Internazionale!!!), le Assicurazioni auto ,gli stipendi, le ore lavorative, le pensioni, l’istruzione ,la sanita’, la giustizia ecc.ecc.ecc. Ci immaginiamo gli USA con i propri Stati Confederati completamente differenti su questi livelli? Impossibile per ovvio buon senso, ma da noi…….Se rimango (dubito) in questa Europa dovro’ dire, visti i tempi di attuazione, ai miei figli che forse prima della pensione vedranno qualcosa di simile agli USA, ma dubito fortemente cio’ avvenga per manifesta incapacita’ politica (e di visione) dei governanti europei.Buona giornata.

    • Caro Sig. Mirco Maria,
      Le dirò che la lettura della bozza di piano pluriennale non mi sarebbe sembrata poi tale da rallegrarmene. A prima vista, sarebbe sembrata essere stata scritta da Hollande.
      Solo che ci sono anche altri ventisei stati, oltre la Francia.
      Personalmente, condividerei l’idea lanciata da Cameron, di ridurre il budget di almeno duecento miliardi, anche se sarei dell’opinione che cinquecento sarebbero decisamente molto meglio.
      Il motivo è presto detto: senza previa definizione dei criteri di ripartizione, troverei azzardato stanziare dei fondi comuni.
      Grazie del commento e buona giornata!
      gsm

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