Dietro la crisi del cambio dello Yen: possibili venti di guerra?

Di Fabioflos , il - 9 commenti

 

Salve a tutti

come già ottimamente scritto da FunnyKing, lo yen sta perdendo valore rispetto al dollaro ed all’euro. 

Bisogna dire che la quotazione attuale , circa 114 yen per euro, è ben lontana dai valori raggiunto solo nel  2008, quando nella seconda metà dell’anno si toccò la punta di 169,5.  Quindi vi è spazio per realizzare nuovi record. Le motivazioni di questa caduta sono molteplici, e FunnyKing ly ha ben evidenziati.

Per riassumere : 

a) Shinzo Abe, dall’altro ieri nuovo ministro conservatore , ha chiesto una politica supermorbida alla Bank of Japan. In pratica le ha chiesto di intervenire massicciamente sui mercati monetari immettendo denaro.

b) Alcuni segnali di peggioramento nella bilancia commerciale Giapponese spingono per una svalutazione competitiva dello yen.

c)  L’economia americana si rafforza, rendendo meno necessaria la politica espansiva della FED e quindi rendendo la valuta nipponica più sensibile alla propria politica monetaria  (vedremo che accadrà alla Sterlina Inglese).

d) Il tranquillizzarsi, o cronicizzarsi, della crisi dell’euro fa si che lo yen sia meno considerato come moneta rifugio.

e) Dulcis in Fundo, il primo ministro Abe ha anche annunciato un atteggiamento più aggressivo nei confronti della Cina sulla questione dell’arcipelago Senkaku / Diaoyu (denominazione Cinese Mandarina) o Tiaoyutai (denominazione di Taiwan), e questo sta creando una certa escalation militare . 

Queste isolette disabitate sono contese da oltre un secolo fra Cina e Giappone, ma dopo la seconda guerra mondiale sono state prima sotto controllo americano quindi sotto amministrazione giapponese . Ora le ricchezze ittiche e mineraria dell’area hanno riacceso il confronto, di cui percorriamo rapidamente  le evoluzioni nel corso del 2012. 

1 gennaio 2012: alcuni amministratori locali di IShigaki sbarcano sull’isola Outsuri, anche se formalmente senza l’appoggio dell’autorità statale

16 Gennaio . il Giappone decide di dare nome a 39 isolette disabitate dell’are. L’operazione è vista come un sopruso ed una violazione della sovranità nazionale Cinese, con le prime violente reazioni

21 Gennaio : due deputati Giapponesi visitano le isole da bordo di navi ed affermano che le stesse , alcune di proprietà privata di cittadini giapponesi, dovrebbero essere nazionalizzate

16 Marzo : due navi da pattuglia cinesi, con a bordo Liu Weimin, il portavoce del ministro degli esteri cinese, entrano nell’area per affermare la sovranità cinese sotto gli occhi di un pattugliatore giapponese che segnala la violazione delle acque nazionali giapponesi. 

4 luglio : un pattugliatore navale giapponese ed uno di Taiwan, anch’esso reclamante la sovranità sull’isola, collidono nei pressi di Senkaku.

7 luglio : a seguito dell’incidente il primo ministro giapponese dichiara le Senkaku parte del territorio nazionale giapponese ed invia 3 pattugliatori

8 agosto: per complicare le cose il Giappone e gli USa si accordano per far si che l’area sia controllata da aerei senza pilota americani.

11 agosto : navi che trasportano attivisti cinesi vengono respinte dai guardiacoste giapponesi.

16 agosto  : 4 navi con 150 attivisti giapponesi raggiungono le isole evi sbarcano. Forti proteste cinesi

19 Agosto : vioente dimostarzioni antigiapponesi in Cina

25 Agosto : il governo cinese fa un’offerta per acquistare le isole di proprietà privata.

Settembre : le isole vengono nazionalizzate dal Giappone. La Cina reagisce con forti e violente proteste della popolazione , con azioni diplomatiche all’ONU e con un intenso programma di pattugliamento tramite UAV. 

25 settembre : 25 navi da pesca Taiwanesi accompagnate da 10 pattugliatori si scontrano con i guardiacoste Giapponesi a suon di cannoni d’acqua. Fortunatamente, nessuna vittima

Per terminare bene il 13 dicembre un caccia Cinese entra deliberatamente nello spazio aereo Giapponese, cosa che non acadeva dal 1958 . I Giapponesi fanno decollare un F 15 ed un Awacs per contrastare l’azione Giapponese. 

La situazione è questa : La Cina vuole affermare la sua crescente potenza nell’area, quasi a sostuire un indebolito predominio americano. Nel fare questo è sostenuta dal proprio nazionalismo, dall’apparato industriale e dalla convinzione che gli Americani non appoggeranno fino in fondo il Giappone, per non mettere a rischio i rapporti commerciali fra le due parti.  I Giapponesi vogliono contenere l’espansionismo Cinese, e non possono neppure loro perdere la faccia, inoltre si sentono ben appoggiati dagli americani, che il 14 dicembre hanno confermato di essere vicini alla linea di Tokio. Gli americani non possono rinunciare all’appoggio Giapponese, per non dire completamente addio alla propria influenza nell’area e quindi, pur cercando di tenersi in una posizione equilibrata, non si potranno tirare indietro. Taiwan, filoamericana, gioca come una variabile impazzita che complica un gioco già di per se pericoloso. 

Chiaro che nessuna delle parti vuole la guerra, ma sappiamo benissimo che la storia è piena di contendenti restii condotti in conflitti da errori di valutazione ed orgogli non repressi: basterebbe ricordare il 1914. Diversi analisti ormai vedono come imminente uno scontro fra queste potenze nel 2013, e riportiamo come esempio un articolo di un lucido analista politico australiano Hugh White, apparso qualche giorno fa su Sydney Morning Herald. L’analista prevede un conflitto approfondito, ma la Cina nei decenni trascorsi ci ha anche abituato ad attacchi di breve durata, come il conflitto sovietico-cinese del 1968 o la guerra cino vietnamita del 1979. Vedremo cosa ci riserverà il futuro.

Comunque, tornando a noi, i movimenti monetari giapponesi dovrebbero essere letti anche in quest’ottica conflittuale, in cui la moneta è vista come uno strumento bellico economico per spiazzare dal punto di vista competitivo l’avversario. 

Cacciatorpediniere portaelicotteri giapponese classe “Hyugua”. 7000 tonnellate, porta elicotteri ma potrebbe portare aerei Vtol.
Cacciatorpediniere cinese classe Harbin. La marina cinese ha numerosi classi di cacciatorpedinieri, incrociatori lanciamissili e portaerei.

 

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