Gli italiani sono ricchi, sapevatelo!

Di housecrash , il - 3 commenti

Oggi Bankitalia ha pubblicato il report “La ricchezza delle famiglie italiane” e a tempo perso ho dato un’occhiatina per vedere quanto sono davvero ricchi questi italiani. Purtroppo ancora non dimentico un certo personaggio che si azzardò a dire che siamo più ricchi dei tedeschi: non mi sono mai spiegato perchè siamo noi ad emigrare in Germania e non i tedeschi ad emigrare in Italia e quindi la cosa mi ha sempre fatto insospettire.

Ma andiamo per ordine

 

Alla fine del 2011, la ricchezza abitativa detenuta dalle famiglie italiane era stimata poco più di 5.000 miliardi di euro. Questo valore è aumentato dell’1,3 per cento rispetto alla fine del 2010, riducendosi dell’1,4 per cento in termini reali.

 

Belle le note font 1

5 Il valore delle abitazioni alla fine del primo semestre del 2012 è stimato in base ai dati dell’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie (IPAB), diffuso dall’Istat per la prima volta nel mese di ottobre 2012 e applicato al prezzo di fine 2011 e di proiezioni della superficie media e del numero complessivo di nuove abitazioni che vanno ad aggiungersi allo stock preesistente. Quest’ultimo dato (pari a 96 mila unità) è in linea con le previsioni di fonte CRESME che stimano un numero di nuove costruzioni pari a 187 mila per l’intero 2012. Il valore delle restanti attività reali è stimato sulla base del rapporto osservato in passato tra valore delle abitazioni e il totale delle attività reali, che negli ultimi anni si attesta piuttosto stabilmente attorno all’84 per cento.

Allucinante  :mrgreen: ma continuiamo

Nel 2011 il risparmio delle famiglie è ammontato a 44 miliardi di euro; i capital gains sono stati invece negativi (350 miliardi di euro), per due terzi a causa della riduzione dei capital gains finanziari e per un terzo a causa del calo dei prezzi delle abitazioni in termini reali.

Tra il 1995 e il 2011 il risparmio ha contribuito alla crescita del valore della ricchezza netta in misura decisamente superiore rispetto ai capital gains (rispettivamente 65 e 35 per cento); questi ultimi sono interamente ascrivibili alle abitazioni e agli altri beni reali, che hanno assorbito le perdite sulle attività finanziarie pari all’8 per cento

….

i capital gains sulle abitazioni, sempre a prezzi costanti, sono risultati invece sempre positivi tra il 2000 e il 2007, in connessione con la sostenuta fase di rivalutazione degli immobili che si è accompagnata all’avvio dell’Unione Economica e Monetaria. Negli anni più recenti, con il perdurare della crisi economica, i capital gains sulle attività reali hanno assunto un segno
negativo

Questa parte è interessante invece e servirebbe da lezione a certi fantomatici e sedicenti esperti di economia

Secondo le stime disponibili, nel confronto internazionale l’Italia registra un livello di disuguaglianza della ricchezza netta tra le famiglie piuttosto contenuto, anche rispetto ai soli paesi più sviluppati11

11 I confronti internazionali vanno effettuati con cautela, tenendo presente che le informazioni disponibili non sono sempre del tutto omogenee.

Riprendiamo da qui

Rispetto ai primi anni del decennio scorso, la quota di ricchezza lorda in attività reali è cresciuta a scapito di quella detenuta in attività finanziarie; anche la quota in passività finanziarie è cresciuta fra il 1995 e il 2011 (di 2,7 punti percentuali).

….

A fine 2011 le attività reali detenute dalle famiglie italiane ammontavano a 5.978 miliardi di euro. Le abitazioni rappresentavano l’84 per cento del totale delle attività reali e i fabbricati non residenziali quasi il 6 per cento. Impianti, macchinari, attrezzature, scorte e avviamento incidevano per il 4 per cento, mentre i terreni e gli oggetti di valore ammontavano rispettivamente a poco più del 4 e del 2 per cento (Fig. 4).
La composizione delle attività reali ha subito variazioni rispetto all’inizio dello scorso decennio (Tav. 3A); la quota in abitazioni è aumentata di quasi 3 punti percentuali, di oltre un punto è cresciuta quella di impianti, macchinari, attrezzature, scorte e avviamento, mentre è diminuita di poco meno di un punto la quota relativa agli oggetti di valore e di 3 quella dei terreni. È rimasta sostanzialmente invariata la quota dei fabbricati non residenziali.
Alla fine del 2011 la ricchezza in abitazioni detenuta dalle famiglie italiane ammontava a oltre 5.000 miliardi di euro, corrispondenti in media a oltre 200.000 euro per famiglia. La ricchezza in abitazioni, a prezzi correnti, è cresciuta tra la fine del 2010 e la fine del 2011 dell’1,3 per cento (65 miliardi di euro). La crescita è stata molto inferiore al tasso medio annuo del periodo 1995-2010 (5,6 per cento), a causa del rallentamento delle quotazioni sul mercato immobiliare (Fig. 5). In termini reali, la diminuzione della ricchezza in abitazioni rispetto al 2010 è risultata pari all’1,4 per cento.
Secondo i dati dell’Istat12, durante la prima metà del 2012 i prezzi degli immobili sono diminuiti dell’1,0 per cento rispetto alla fine del 2011. Sulla base di queste e di altre informazioni13, si ipotizza una contrazione del valore della ricchezza in abitazioni per il primo semestre del 2012 dello 0,7 per cento
.

Adesso due paroline sull’indebitamento

A fine 2011 le passività finanziarie delle famiglie italiane, pari a 900 miliardi di euro erano costituite per circa il 42 per cento da mutui per l’acquisto dell’abitazione

…..

Negli ultimi due anni è fortemente rallentato il valore dei mutui per l’acquisto dell’abitazione: il loro incremento si è stabilizzato sul 2 per cento annuo contro un valore di circa il 15 per cento annuo del periodo 1995-2009

Infine qualche confronto coi peers

Si conferma per l’Italia un’elevata propensione all’investimento immobiliare.

 

 

Avete visto che fenomeni che siamo? Le nostre attivita reali sono cresciute del 30% e la nostra ricchezza è cresciuta del 15%, mentre il nostro indebitamento è raddoppiato. F E N O M E N I

In US:
– indebitamento +24%, ricchezza -15%, attività reali -25%

Ma loro hanno pagato uno scotto èesantissimo per la bolla immobiliare: chissà quali erano i dati pre-2006  😉

In UK:
– indebitamento +50%, ricchezza +7%, attività reali +40%

E anche loro hanno pagato lo scotto della bolla immobiliare: issà quali erano i dati pre-2008  😉

In Francia:
– indebitamento +30%, ricchezza +50%, attività reali +80%.

In pratica sono tutti riusciti a mandare in bolla le attività reali senza percentuali folli di incremento dell’indebitamento. Probabilmente in termini assoluti sono stati numeri grossi, ma US e UK probabilmente provenivano già da una tradizione abbastanza rivolta all’indebitamento. Invece noi abbiamo cambiato pelle, siamo impazziti: da nazione di formichine ci siamo dati alla pazza gioia ed abbiamo recuperato grossa parte del gap, infatti il nostro indebitamento era il più basso tra quelli considerati come lo è adesso, ma da un rapporto di 1/2 con la seconda meno indebitata (Francia), siamo riusciti a ridurre la distanza ad 1/5 (stavolta è la Germania la seconda in classifica) e questo per ottenere un incremento risibile dei valori immobiliari.

Ma noi facciamo bene ad essere orgoglioni di tutto ciò  😎

Saluti

Housecrash

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