L’inchino al mercato immobiliare

Di housecrash , il - 3 commenti

Ricorderete tutti benissimo quanto costò in termini di vite umane ed in termini economici “l’inchino di Schettino” all’inizio del 2012 all’isola del Giglio

 

 

Per essere più preciso, ciò che costò di più fu il rinvio da parte del suddetto personaggio del momento per dare l’allarme e dell’ordine di abbandonare la nave, salvo poi mettersi al sicuro per primo e beccarsi un sonoro “salga a bordo cazzo” da chi coordinava i soccorsi da terra. Bene. Veniamo a noi e facciamo un bel parallelismo col mercato immobiliare, ormai pieno di “comandanti” che, nonostante abbiano urtato (più di) uno scoglio, continuano imperterriti a dire al loro equipaggio ed ai loro passeggeri che va tutto bene e di continuare tranquilli la navigazione.

I più eclatanti sono i seguenti

– Paolo Righi, presidente di FIAIP, Federezione Italiana Agenti Immobiliari Professionali

 

 

Non c’è una sua uscita in cui non ribadisca che i prezzi degli immobili non sono calati e che è sempre il momento giusto per comprare, salvo chiedere “aiuti da terra” (invoca incentivi statali et similia).

– Paolo Buzzetti, Presidente ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili

 

Anche lui, non fa altro che vantare la stabilità dei prezzi e la non sussistenza di una bolla immobiliare in Italia, ma poi se la prende con le banche cattivone che non fanno più credito (ma se in un momento di forte crisi di tutti i settori il mercato immobiliare ha tenuto, perchè prendersela con le banche? QUale è il problema?)

– Achille Colombo Clerici, Presidente Assoedilizia, Associazione dei costruttori edili

 

Come il collega Buzzetti, non fa altro che dire un giorno sì e l’altro pure che in Italia non c’è nessuna bolla immobiliare e che il mercato tiene (però, anche qui si chiede l’intervento dello Stato e si sbraita contro le banche).

I tre sopra sono solo i casi più eclatanti che mi vengono in mente mentre scrivo questo post, ma potrei aggiungerne altri (ad esempio mi viene subito in mente Mario Breglia di Scenari Immobiliari, il quale ha uscite simili, che però non è un vero e proprio addetto ai lavori come i signori di cui sopra) e non lo faccio solo perchè lo scopo qui non è fare l’elenco di chi la spara più grossa, ma farvi vedere come la “Costa Concordia” del PIL italiano (ai tempi d’oro cubava circa il 21% includendo l’indotto) sta andando ad inabissarsi ed a causare seri danni a tutta l’economia, grazie a questi “comandanti” che si ostinano a far navigare il barcone che affonda, ma che molto probabilmente salteranno giù un istante prima che non ci sia più nulla da fare.

Facciamo un bel ragionamento adesso. Dagli ultimi dati Agenzia del Territorio, sembra che quest’anno ci assesteremo ad un numero di NTN per il comparto residenziale che sta nella forbice 450k-475k (ai picchi del 2006 si viaggiava attorno a 875k)

 

Queste NTN includono successioni e donazioni (dati Istat) che sembra debbano essere quantificate in circa 200k NTN

 

 

Le NTN includono anche le cessioni di Edilizia Residenziale Pubblica (le famose vendite delle case degli enti), che si dovrebbero poter quantificare in una forbice 75k-100k NTN (purtroppo non ritrovo i dati), ma io voglio essere buono e le stimo in 50k circa.

Facendo i conti della casalinga di Voghera, sembra che le NTN “nette” gestite dagli operatori di mercato siano in una forbice 200k-225k.

Aggiungiamo solo un altro dato, il numero di agenzie immobiliari in Italia che dovrebbe essere, a valle di 2 anni di crisi, circa 40k, se i dati forniti dalla categoria stessa nel 2009 parlavano di circa 45k

 

Si deduce quindi che mediamente un agenzia immobiliare vende 5-6 immobili l’anno. Ma i numeri sarebbero questi se sul mercato ci fossero solo 40k agenzie. Purtroppo (per loro), in realtà, sono molte di più, visto che ci sono parecchi abusivi (citofonare Righi) e, inoltre, le NTN includono anche il nuovo venduto in cantiere e ciò che viene venduto dai privati, riducendo sensibilmente il mediato. In pratica i numeri rischiano di essere già impietosi e potrebbero rasentare la scodella di riso e secondo i signori di cui sopra va tutto bene, IL MERCATO HA TENUTO. Chissà se quando si incaglierà definitivamente la nave qualcuno dirà loro di risalire a bordo (cazzo :mrgreen: ).

Io dal canto mio suggerisco loro di fare una VERA operazione verità: cominciare a dire ai loro iscritti di lavorare per una rivoluzione culturale, in cui il mattone acquisisce importanza SOLO come bene d’uso per le famiglie, non a protezione del capitale e nemmeno volto all’ottenimento di una rendita da investimento, il tutto a costi sostenibili (e non a qualunque costo “tanto una volta che ci vivi dentro chi se ne frega se sale o se scende”) e cominciare da subito a far sì che tale requisito sia rispettato, acquisendo nuovi incarichi e vendendo nuove costruzioni solo a prezzi sensibilmente più bassi. Diversamente una volta che la nave si incaglierà potranno fare solo la conta dei cadaveri e dei dispersi.

Buon 2013 a tutti voi.

Saluti
Housecrash       

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