Declassate le Banche italiane tranne MPS: visto che le società di rating sono oneste, corrette ed obiettive?


Giuseppe Sandro Mela.

 Mela con il Coltello tra i Denti.

 

  Con notevole delicatezza e perspicacia, Fitch ha declassato quattro grandi banche italiane, ma ha conservato intatto il rating di Monte Paschi Siena, fiore all’occhiello del sistema bancario nazionale. Fulgido esempio di trasparenza gestionale, ovviamente perché di proprietà del Partito Democratico.

  I maligni potrebbero pensare che sia per questo motivo che la stampa nostrana socialmente avanzata non abbia innalzato terribili lai e ben si sia guardata dal ripetere che le Società di Rating sono serve del kapitalismo aggressivo che trama la nostra rovina per soddisfare i suoi biechi e bassi interessi. Affamatore del proletariato, e via quant’altro.

  Vedete quante cose possono accadere quanto la direzione generale passa ad un massone?

  Il sordido é santificato. I ciechi vedono, i sordi odono, gli storpi camminano spediti, i morti resuscitano. I debiti sublimano.Ma poi, finiamola una buona volta di ripetere il ritornello che Mps é fallito: Chi lo ripetesse sarebbe davvero inaffidabile, come ben dice Santa Annunziata.

  Anche Montepaschi Siena é diventato una banca solida e solvibile.

  E tutto a costo zero!

  Non mi venite a dire che non esistono i miracoli. Bersani santo, e subito!

 

  Sole24Ore. 2013-03-19. Scure di Fitch sulle banche italiane: declassate Unicredit, Intesa, Agos e Bnl.

  Dopo il declassamento dell’Italia, Fitch ha rivolto la propria attenzione alle banche italiane e «per riflettere l’impatto diretto del calo del rating dell’Italia» a BBB+ con outlook negativo dell’8 marzo scorso, ha declassato il rating a lungo termine Idr di Intesa SanPaolo e Unicredit a BBB+ da A- e il viability rating (Vr) a bbb+ da a-. L’outlook è negativo. I rating a breve dei due istituti di credito sono stati invece confermati a F2 e il rating di supporto a 2.

  Abbassati anche il rating del debito a lungo Idr di Agos Ducato e Banca Nazionale del Lavoro ad A- da A con outlook negativo. Confermati invece i debiti a breve di queste due banche.

  Confermati invece i rating di Mps e Banco Popolare, che hanno visto però il loro outlook passare da stabile a negativo.

 

  FinanzaOnLine. 2013-03-18. Focus di Fitch sulle banche italiane: tagliato giudizio su Intesa e UniCredit.

  Fitch non perde tempo e, dopo il downgrade del merito di credito sovrano annunciato lo scorso 8 marzo, taglia anche Intesa Sanpaolo e UniCredit. L´agenzia di rating, che a causa del risultato “inconcludente” delle elezioni del 24-25 febbraio aveva ridotto la valutazione sul nostro Paese, oggi ha annunciato di aver allineato il giudizio sulle due maggiori banche italiane portandolo a “BBB+” dal precedente “A-” con prospettive “negative”. Confermato a “F2” il rating di breve. 

  Invariato a “BBB” il giudizio su Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare, Iccrea e Ubi Banca anche se l´outlook sulle prime due da “negativo” passa a “stabile”. La conferma è da ricondursi al fatto che a dispetto della minore capacità dell´Italia “di fornire supporto alle due banche -si legge nella nota emessa da Fitch- la propensione a sostenere il comparto resta alta”. Ridotta infine la valutazione, da “A” ad “A-“, su Agos Ducato e Banca Nazionale del Lavoro.

  Su Intesa e UniCredit pesa il deterioramento del contesto macro

  Il downgrade di Intesa Sanpaolo “riflette la view che il profilo creditizio della banca è strettamente legato a quello sovrano […] a causa dell´esposizione ai bond sovrani e al deterioramento del contesto macroeconomico“. “Quindi -continua il comunicato- il rating di Intesa Sanpaolo non può essere superiore a quello dell’Italia”. “Nonostante il moderato grado di diversificazione internazionale, il core business è italiano e rappresenta il primo driver per il rating”, riporta la nota.

  Segno meno anche per il giudizio su Piazza Cordusio, “che a dispetto della significativa diversificazione geografica” presenta “una forte correlazione” con l´andamento dell´economia del Bel Paese.

  Nel caso di Intesa, “la redditività della banca e la qualità degli asset rimarranno sotto pressione a causa dell´outlook negativo sull´andamento macro”, mentre la più internazionale UniCredit potrebbe, nel caso in cui il rating italiano dovesse essere tagliato nuovamente, “essere valutata un notch al di sopra del giudizio sovrano”.

 

 

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