Speciale Grecia: La Troika Chiede altri 25.000 Licenziamenti nel Settore Pubblico

Di FunnyKing , il - 28 commenti

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Vi ricordate il tizio che diceva: “La Grecia è il più grande successo dell’Euro” 

La Grecia, per alcuni aspetti, è una piccola Italia, solo molto peggio. Ha una classe politica peggiore della nostra (lo so è difficile da comprendere), ha finanze pubbliche meno affidabili di quelle italiane, ha un livello di corruzione pubblica peggiore del nostro. 

Personalmente non ho molta simpatia per il popolo greco ne riesco a sentirmi particolarmente solidale quando ne osservo la sofferenza. Il fatto è che la Grecia ha fatto quasi esattamente lo stesso percorso suicida fatto dall’Italia, solo con 18-24 mesi di anticipo.

Ma soprattutto i cittadini Greci, per decenni (come noi), hanno vissuto al di sopra delle proprie reali possibilità indebitando i figli, e alle ultime elezioni hanno votato un parlamento con il mandato di negoziare con la Troika per rimanere nell’Euro . E ora stanno pagando un prezzo.

Ma ormai ha un senso quel prezzo?

La Grecia è il più tremendo fallimento dell’Euro, quel paese non avrebbe mai dovuto entrare nell’area Euro se non al guinzaglio oppure nella consapevolezza comune che sarebbe dovuto essere sussidiato dagli altri membri. 

Nel silenzio dei nostri media-sussidiati (che tanto va tutto bene) si è appena conclusa l’ennesima visita della Troika (UE – BCE – FMI) la quale in cambio di nuovi finanziamenti ha chiesto altri 25.000 licenziamenti nel settore pubblico e un abbassamento ulteriore dei salari in quello privato.

Tanto per la cronaca a Dicembre 2012 il tasso di disoccupazione greco viaggiava intorno al 25,4%.

Attualmente la Grecia è un NON-Stato in cui comanda una classe dirigente ultra corrotta e che sopravvive in giacca e cravatta  solo grazie ai finaziamenti della Troika, i dati su deficit, PIL, indebitamento hanno già sancito il completo fallimento (per i greci) della cura imposta per rimanere nell’Euro . Personalmente la cosa che mi spaventa di più è l’apparente relativa inerzia e apatia della popolazione la quale si sta riducendo a condizioni da terzo mondo senza nessun atto (o quasi) di ribellione rilevante.

Sono spaventato da quello scenario perchè immagino la stessa cosa nel mio paese. Un lento inesorabile scivolo verso il nulla. E senza reagire.

Per questo penso che sia assolutamente fondamentale divergere dallo scenario Greco, e la prima chiave è nella politica ovvero su chi andremo ad eleggere nei prossimi mesi/anni e sul grado di attenzione e consapevolezza delle conseguenze delle scelte di politica economica e politica estera, la seconda chiave non posso descriverla senza incorrere in un reato.

Allo stato attuale l’Italia non può più evitare una bancarotta ma può ancora anzi deve evitare di insistere a perpetrare un sistema fallimetare anche dopo che essa è intervenuta (la Grecia è fallita 2 volte in 2 anni e fallirà ancora).

Non c’è modo di pagare salato il prezzo per avere vissuto sopra le proprie possibilità, ma è fondamentale che dopo si possa tornare ad avere un futuro. Oggi i greci un futuro non lo hanno.

Da Ticinino Live

La Troika impone al governo greco il licenziamento di 25’000 statali

Giunti martedì ad Atene, i rappresentanti di Unione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea hanno chiesto al governo greco il licenziamento di 25’000 impiegati statali e una nuova riduzione degli stipendi dei lavoratori del privato.

In un paese dove la disoccupazione ha superato il 25% e dove decine di migliaia di giovani emigrano verso altri paesi, Matthias Mors (UE), Claus Mazuch (BCE), Mark Flanagan e Bob Traa (FMI) hanno imposto al governo del primo ministro Antonis Samaras nuove pesantissime misure di austerità per poter ricevere aiuti per 2,8 miliardi di euro.
Licenziamenti di massa sui quali il governo di Atene ha fatto resistenza, ma non avendo scelta ha pensato di trarsi d’impaccio avviando le procedure per licenziare una prima tranche di circa 8’000 statali che avrebbero violato il codice di condotta o usato una falsa documentazione per ottenere il posto di lavoro.

I quattro rappresentanti della troika hanno incontrato il ministro greco del Lavoro Yannis Vroutsis per discutere le modifiche al sistema dei contributi previdenziali e il nuovo sistema dello stipendio nel settore privato.
In questi ultimi anni il popolo greco è stato portato a livelli di povertà paragonabili a quelli di un paese che esce da una guerra. Per far fronte al pagamento del debito del paese e alle misure imposte dai creditori internazionali, la qualità della vita è crollata e la Grecia viene ormai inserita nella lista dei paesi emergenti e non più in quella dei paesi sviluppati.

Nel paese proseguono le proteste popolari. Migliaia di agricoltori provenienti da tutta la Grecia sono di nuovo ad Atene per manifestare davanti al Parlamento contro l’aumento delle tasse e il caro carburanti che sta mettendo in ginocchio tutto il settore e che già ha provocato una rivolta durata settimane, con blocchi di strade e autostrade. Anche ieri i manifestanti hanno bloccato le strade nazionali con i loro trattori.

 

 

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