Tagli alle Paghe Private. E le Pubbliche? (di Maurizio Blondet)

Di Maurizio Blondet , il - 25 commenti

Nota di Rischio Calcolato: questo post è tratto dalla rivista on-line EffediEffe sito di informazione a cui consigliamo caldamente un abbonamento (50€ spesi benissimo). Come al solito la penna del “Direttore” coglie nel centro il cuore del problema. Buona lettura.
 
Con un sms, un amico mi annuncia che tarderà al nostro appuntamento: «Sono trattenuto in ditta, ci stanno proponendo un taglio degli stipendi». Avviene dovunque. A Milano, tremila fra medici, infermieri ed ausiliari del centro ospedaliero San Raffaele, hanno accettato tagli salariali del 9-10%: in assemblea sindacale, con voto che la stampa definisce «plebiscitario». Con ciò, hanno scongiurato, temporaneamente, i licenziamenti di 240 di loro.

Accade dovunque, accade in silenzio, ed accadrà sempre più spesso: sotto la stretta della crisi che devasta la domanda, del credito bloccato, di una moneta strangolatrice della competitività, delle insolvenze e delle tassazioni distruttive, i lavoratori del privato – i veri produttori della ricchezza nazionale – stanno accettando tagli alle paghe, e non solo. Un conoscente mi dice che sull’auto aziendale (viaggia molto per lavoro) da qualche mese si paga lui il carburante e i tagliandi, come gli ha chiesto l’azienda. Un altro, che in ditta hanno accettato prolungamenti d’orario senza pagamento degli straordinari. Senza agitazioni sindacali, d’accordo con la proprietà, migliaia di veri produttori del privato gettano a mare le antiche «conquiste del lavoro», danno ai «diritti acquisiti», imboccano la via della diminuzione storica dei salari – ovvia conseguenza della globalizzazione che li mette in concorrenza coi lavoratori polacchi, cinesi, messicani – e accettano le dure leggi della realtà globale (creataci dai nostri politici). Si tagliano le paghe perché l’azienda possa tirare avanti ancora per qualche tempo, senza alcuna certezza che il sacrificio basti: in pratica, sono loro – e non le banche – a finanziare l’impresa, prendendosene i rischi. Si tolgono i soldi di tasca per solidarietà, per evitare i licenziamenti degli altri colleghi.

In questa situazione, diventa più sempre più vistoso il divario con i pubblici dipendenti, più scandalosa la diversità di situazioni fra chi i soldi allo Stato «li dà», e chi i soldi dallo Stato «li prende». Là, gli stipendi, già generalmente superiori del 15% a quelli privati, non vengono intaccati. Nemmeno se ne parla. Il posto continua ad essere più che sicuro. Gli aumenti, automatici, come spesso le carriere. E la «mobilitazione sindacale» non s’interrompe: al minimo accenno, scioperano, scendono in piazza, fanno mancare treni e mezzi pubblici ai produttori che sgobbano per loro. Difendono con i denti i loro «diritti acquisiti», li sentono intoccabili, e se li fanno confermare dai sindacati e dai politici, che lavorano per loro e loro soli: infatti rispondono alla crisi sempre e soltanto con l’aumento della pressione fiscale, ossia per mantenere gli stipendi pubblici, i benefit «conquistati», e le corruzioni pubbliche grasse, e gli assenteismi pagati e impuniti.

È gente che si diverte: in Emilia, qualche settimana fa una vigilessa ha finto il proprio matrimonio – postando le foto della cerimonia sulla sua pagina Facebook – per ottenere periodo di congedo matrimoniale, le serviva per andare in vacanza lunga. Un ragazzino delle medie, cui mi capita di fare un po’ di doposcuola, non fa che dirmi di aver passato la mattina in altre classi (dove sono sparsi anche i suoi compagni) perché l’insegnante di italiano, di matematica, di tecnica, di geografia, «non è venuta» . Succede ogni settimana, in una scuola della periferia milanese. E da quel che indovino, non è che quando si degnano di esser presenti, insegnino qualcosa: «Fate la ricerca su internet», e via. Poi, tanto, loro imbeccano gli scolari prima dei test Invalsi, in modo da nascondere quanto siano pessimi insegnanti. Gli scolari e le famiglie sono grati del trucco.

L’irresponsabilità verso il bene comune – già ben nota – brilla ancor più sinistramente di fronte ai volontari sacrifici dei lavoratori privati. La magistrata che rimanda la vostra causa a nove mesi più tardi, e vi fa aspettare al palazzo di giustizia, dove vi ha convocato alle 9, fino alle 12.30, e poi vi dice: «Me spiace ma devo annà a prende er pupo», e vi rimanda l’udienza di altri nove mesi (accade a Roma, cause civili e matrimoniali), percepisce (stavo per scrivere «guadagna», figuratevi) almeno tra 5 e 7mila euro mensili. Abbastanza per pagare una baby sitter per «er pupo», ma no: paghino i convenuti, lei se ne va. La competizione globale non li riguarda, loro. La dura realtà, non li tange; si possono permettere di ignorarla. Il fatto che gli italiani che gli pagano gli emolumenti, siano costretti a tagliare i propri salari, non li commuove né li fa sentire solidali. 

Del resto, è la loro filosofia: considerano loro compito e dovere non il servizio alla popolazione produttiva, bensì il «controllo» su di essa, l’esercizio del sospetto, la punizione e il sequestro. La magistratura come corpo (eccezioni individuali a parte), è la quintessenza di questa mentalità: se accade il terremoto in Emilia e crollano i capannoni, incrimina i datori di lavoro. Blocca un contratto da 500 milioni per la fornitura di elicotteri con l’India, con accuse di tangenti non provate. Pratica ampiamente la carcerazione preveniva, con particolare piacere di privare della libertà degli innocenti, e buttare nell’angoscia e sciagura le loro famiglie, se questi sono dirigenti essenziali: gli inutili esercitano il sequestro di persone utili. Bloccano un’acciaieria che dà lavoro a 18 mila operai, arrestano i padroni, vietano loro di vendere la merce già prodotta. Il loro «tipo esemplare» è quell’Ingroia che si mette in aspettativa per lanciarsi «in politica», e siccome viene sonoramente trombato, pretende di tornare a fare il magistrato di parte e dove vuole lui, in Sicilia. Quando viene trasferito ad Aosta, parla di intento persecutorio, ma mica si dimette: prende possesso dell’ufficio, e si mette in ferie (pagate da noi).

Similmente gli agenti pubblici del fisco: si considerano nemici fra un popolo ostile da sfruttare e spogliare. Non parliamo dei privilegiati di Regioni malavitose da capo a fondo, dei grandi comuni meridionali, delle provincie. Tutti insieme, sono i colpevoli dei mancati pagamenti per 90 miliardi ai fornitori privati; ed ora, tutti insieme si adoperano, ponendo mille ostacoli burocratici, per impedire che questi debiti arretrati vengano anche in minima parte pagati: scherziamo? Servono per i loro stipendi!

Una riduzione del 15% dei grassi stipendi pubblici sopra i 3000 euro, non farebbe loro che del bene. Contribuirebbe a renderli cittadini. Contribuirebbe a far sentire queste caste solidali con le fortune e le disgrazie del popolo italiano che sgobba per mantenerli, e sta soccombendo sotto il loro peso. In cinque anni di crisi, la crisi peggiore della nostra storia, l’Italia ha perso 300 miliardi di ricchezza: s’intende, l’Italia dei produttori, perché la ricchezza dei parassiti pubblici non è stata intaccata. La spesa pubblica è rimasta sugli 800 miliardi di prima. Farli partecipare a questa caduta dell’avere comune, sarebbe solo un atto di giustizia elementare. E di educativa responsabilità. 

Ma ovviamente non avverrà. I politici stessi, che i loro emolumenti non se li sono calati, né hanno tagliato i truffaldini «rimborsi elettorali», sono di fatto i rappresentanti delle caste pubbliche parassitiche, inadempienti e incompetenti. I loro argomenti per non auto-ridursi nemmeno un soldo sono ben noti: «Non sarà certo coi tagli ai parlamentari che si colma il debito pubblico». Faccio notare che i 3 mila dipendenti del San Raffaele, accettando i tagli del 9-10%, fanno risparmiare all’azienda solo 9,2 milioni di euro: briciole, rispetto ai 900 milioni di buco lasciati dall’euforico demente don Verzé. Ma mica hanno detto, loro nel privato, che «non si salva l’ospedale così, ci vuol ben altro». Hanno imboccato la strada dei sacrifici. Mentre il governo, negli stessi giorni, aumenta l’Iva per garantire intatti gli stipendi del settore pubblico e dei suoi famelici occupanti e privilegiati.

Perché le leggi fiscali, cosa credete, mica le pensano Letta o Saccomanni: se le fanno scrivere da Equitalia, dai «grand commis» a 600 mila l’anno. E quelli hanno una sola soluzione facile: aggravare le tasse. Sono così stupidi, avidi e ciechi, e incompetenti nel loro mestiere di economisti pubblici, da ignorare la legge di Laffer: quella che dice che c’è un punto, in cui un ulteriore aggravio del carico fiscale, invece di aumentare il gettito, lo fa scendere.

Anzi, questo è già avvenuto: già l’aumento dell’Iva dal 20 al 21%, introdotto dal settembre 2011, ha provocato una sensibile riduzione del gettito della imposta medesima.

Come mostra questa tabella del ministero delle finanze:

Continuare a fare gli stessi errori ed aspettarsi risultati differenti: ecco la definizione stessa dell’idiozia. Volere certe azioni ma non le conseguenze delle azioni, ne è un’altra. Le caste pubbliche che ci sgovernano soddisfano proverbialmente entrambe le definizioni.

Le autoriduzioni dei salari che avvengono sempre più spesso nel settore privato, unite ai licenziamenti sempre più fitti, ridurranno ancor più i consumi, e dunque il gettito dell’imposta sui consumi. Non è difficile da prevedere, tanto più che la produzione industriale crolla a ritmo accelerato: quasi -1% da un mese all’altro, febbraio-marzo.

Gli stipendi dei pubblici dipendenti cadranno, finalmente: ma solo quando col loro peso di obesi odiosi, avranno spezzato la schiena dell’asino che li porta. Per adesso, pensano di poter fregarsene di Laffer e della sua curva, credono di poterla comandare come comandano su di noi, «per legge»; e di poterla sfidare stringendo la torchia sui loro nemici.

La loro incompetenza e idiozia sarà finalmente visibile a tutti: peccato che il prezzo sia la morte dell’asino. Cioè di tutti noi.

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  • Tommasodaquino

    ottimo!

    • Alfercap

      L’analisi dell’ ottimo Blondet è la semplice realtà. Come diceva il grande prof. De Marchi in italia il grande conflitto è tra il popolo dei Produttori (settore Primario e Secondario)e la Casta burocratico parassitaria (gli Statali).
      Fatemi fare solo un commentino sul povero dip. pubblico che guadagna poco:il problema è proprio che siete mostruosamente in sovrannumero, volete anche alti stipendi?

      • Tommasodaquino

        bhe dobbiamo ringraziare la cultura degli anni 70 che considerava, e tuttora considera, le imprese come il male assoluto, ed operatrici di iniquità, che creano povertà e disagio e fame nel mondo.
        Bene tenetevi i vostri burocrati generosi e magnanimi…..con i soldi degli altri…

        • Claudio57

          Il Comune di MIlano come credo anche altri comuni d’Italia ha una struttura burocratica che ricalca quella Nobiliare Settecentesca ad essere cattivi perfino Medioevale. Le figure dirigenziali elencate sopra si comportano come nobili Conti, Marchesi, Contesse. Non hanno alcun rapporto con i propri dipendenti sottoposti, dato che sotto di essi operano figure dirigenziali non elencate denominate P.O. che svolgono compiti di Gestione di Servizi basilari, sono laureati e provengono dal vivaio dei dipendenti del Comune medesimo. Una struttura verticistica che partendo dalla basa delle P.O. sale ai Direttori di Settore (da stipendi € 116.000,00 ecc) poi ai Direttori Centrali (da € 130.000,00 e più) questo per ogni D.C. Direzione Centrale. Provate ad immaginare di quante D.C. è composta la macchina Burocratica del Comune di Milano. Sotto le P.O. vi sono i dipendenti a € 1000,00 al mese, che per ogni Settore facente capo ad ogni D.Centrale variano dalle 7-10 unità.Le posizioni dirigenziali sopra menzionate nell’elenco dipendono la loro giustificazione d’essere dal n° di dipendenti assoggettati e dalle P.O. che figurano all’interno di Ogni Settore, Anche gli stipendi e gli incentivi e le vie per le progressioni delle carriere. I politici che si susseguono sia di destra che di sinistra al governo del Comune di Milano quando si insediano non hanno altro da fare che sedersi su poltrone calde e comode che questa nobile schiera di figure Burocratiche gli predispongono, e credo che lo debbano per convenienza fare per non essere presi per le palle da questi soggetti, che hanno avuto nel tempo ed hanno ancora un solo scopo, carriera e stipendi da favola. Di organizzazione razionalizzazione non ne vogliono sapere e si ribelleranno se dovessero solo per una volta prospettargli questo sciagurato evento. Non è il dipendente a € 1000,00 che deve essere preso come bersaglio della critica ma questa schiera di approfittatori che si permettono di nutrire un rapporto come quello dei Nobili di altri tempi con il popolo dei dipendenti a € 1000,00. al mese. Quindi il problema non è solo politico come potrebbe sembrare

  • Borderline Keroro

    articolo da incorniciare. Ed appendere negli uffici pubblici.

    • Tonio

      Da appendere fuori dagli uffici, dentro non c’é nessuno…

      • Borderline Keroro

        il pubblico in attesa c’è. Così, finita la pausa caffè, lungo, possono accogliere i dipendenti pubblici.

    • Naso Cucito

      se la storia è di qualche indicazione, credo che fuori dagi uffici pubblici prima o poi vedremo appesi quelli che li riempiono, con particolare rischio per quelli che riempiono gli uffici dei “controllori”
      gastone

  • Ludovicus

    GRANDE articolo! Ma adesso:

    PERCHE’ QUESTE COSE NON LE DICE GRILLO?

    Perché il m5s non parla di QUESTI sacrifici che stanno facendo gli italiani lavoratori del privato, dagli imprenditori ai semlpici impiegati, mentre gli altri se ne sbattono?

    Perché il m5s non dice chiaramente che questa magistratura di cui si parla qui è peggio della mafia?

    Perché Grillo non dice chiaramente che l’inasprimento della pressione fiscale, oltre a essere una soluzione demente come spiegato in questo articolo, è una cosa da criminali e odiosi, perché mostra che questi qui non hanno nemmeno l’intelligenza elementare per pensare ad altri (e più proficui e meno delinquenziali) metordi per finanziarsi?

    Perché Blondet è più rivoluzionario di Grillo?

    Domande che attendono risposta.

    • Tonio

      Fino a prova contraria Grillo lo dice…solo che chi non legge il suo blog non lo sa. Senza contare che incontra continuamente imprenditori, operai, persone in difficoltà…ma non ha la bacchetta magica per risolvere tutto…soprattutto se la maggior parte degli italiani vota PD-PDL

      • Ludovicus

        Ma davvero… e mi fai vedere il post preciso in cui ha scritto che il pubblico è formpato da finti lavoratori parassiti e che la magistratura italiana, quella che mascia impunito l’80% dei delitti, è un cancro peggio della mafia? Io il blog lo leggo ma queste cose non le ho mai viste. Strtano, mi saranno sfuggite, come dici tu

    • Mauro Cantarutti

      Non lo dice per il semplice motivo perchè spera, in futuro, di prendere qualche voto dei fancazzisti pubblici ma non ha ancora capito che i parassiti non lo voteranno mai. Lo vedi tu la prof, il bidello, l’appuntato, il forestale, il comunale oppure qualche dipendente delle municipalizzate o della provincia votare per il Movimento??? Ma dai!!!

    • Claudio57

      Perchè come tutti i politici non lo sanno o non lo vogliono conoscere il sistema burocratico fatto di dirigenti piccoli medi Grandi che nella e della macchina obsoleta del sistema Pubblico hanno e fanno ora la loro vacca da mungere, a scapito dell’efficienza e del rispetto di che lavora a € 1000,00 al mese. Come ho detto in fondo a questo post.

  • fabiotto

    un primo passo sarebbe l’adeguamento al privato del pubblico (licenziamenti, stipendi…etc..etc) e un ulteriore passo la riduzione numerica di tutto questo popolo che “controlla” trasformandolo in popolo che produce…quanti dipendenti pubblici per cittadino ci sono in Inghilterra?? in USA?? in Germania?? importiamo questi di esempi…sono stanco di pagare migliaia di dirigenti forestali in Sicilia, impiegati in regione assunti a flotte, politici incompetenti, magistrati che depositano sentenze a distanza di anni, dipendenti assenteisti, primari in giro per il mondo ai congrescort…ribaltiamo tutto,togliamo privilegi e equipariamo tutto al privato….

  • ivan

    La storia degli insegnanti assenteisti capita anche alle scuole superiori e a volte pure all’università. La mia facoltà si è presa uno dei più rinomati insegnanti di acciaio per non essere mai presente a lezione durante tutto il corso, mai reperibile per mail o in ufficio, ma poi all’esame ….. Le poche volte usano slides fatte da altri e guai ad usare la lavagna con il gesso perché irrita la pelle. E allora che facciamo? gli autodidatti? Ma non sarebbe meglio mandare questi vecchi fuori dalle balle e prendere qualche giovane che ha entusiasmo a insegnare???? no dai sempre e comunque colpa degli studenti zucconi

  • Max

    Sono un dipendente pubblico, sono di categoria C1 con 1000 euro al mese, ho il contratto bloccato da 4 anni (documentatevi sul contratto del pubblico impiego, scatti bloccati da quella volta, è identico ad un taglio dello stipendio sotto privato) faccio ogni cosa mi venga chiesta perchè non esiste più turn-over, ognuno di noi si adatta a fare di tutto, abbiamo strumenti di 10-20 anni fa, ci arabattiamo per combinare sempre e comunque… e pago un mutuo!!! Almeno quando scrivete documentatevi!!!! Vergogna!!!

    • GrimReaper

      meraviglioso come sembra che tutti i dipendenti pubblici siano dei buoni samaritani tutti casa e lavoro. Ma per piacere!

    • Ludovicus

      Eh certo, i dipendenti pubblici italiani sono famosi in tutto il mondo per la loro grande produttività, il senso del dovere, lo spirito di abnegazione e l’enorme carico di lavoro che si prendono sulle spalle senza mai fiatare. Ma andì a ciapà i ratt, va

      • Max

        Ma vergognatevi piuttosto, entrambi!! Ho davanti ai miei occhi situazioni identiche alle mie… non tutti d’accordo. Son proprio gli “anziani”, quelli ormai radicati sulle loro posizioni, quelli che additate come nullafacenti, ed avete ragione! Li vedo anche io… Ma la nuova generazione di dipendenti pubblici son quelli come me, quasi senza colleghi della stessa età (non esiste più turn-over), senza possibilità minima di avanzare di categoria, senza concorsi da anni ormai, con uno stipendio da fame… E credetemi che si danno da fare!!! Le nuove generazioni intendo…. o per lo meno quello che ne resta… x cui se non sapete o non capite non parlate a sproposito. Pagate poi un mutuo con 1000 euro al mese (con una paga senza aumenti da 4 anni) e poi ne riparliamo…. e tenete conto che quando l’Italia, come ormai sappiamo, “atterrerà” (e non sarà un atterraggio morbido) i primi a scontarla saremo noi! E’ facile parlare. Bisogna vivere una realtà da dentro, e poi parlare.

        • Ludovicus

          Non ho capito, prima scrivi che dovrei vergognarmi e poi nello spazio di due righe scrivi che ho ragione.

          Va bé, bisogna proprio vederle tutte nella vita.

          • Max

            Bon se proprio non vuoi vedere o non vuoi capire, perchè se non capisci di tuo è grave… ho detto che gli ANZIANI si comportano ancora così… è la nuova generazione di statali o quantomeno la gente giovane che lavora con me che si da da fare e rifiuta un atteggiamento lassista e nullafacente come la vecchia generazione di statali vorrebbe inculcarci… almeno quello che vedo io è questo. E non generalizziamo come sempre, troppo comodo. E per ultimo è una lotta tra poveri, ed è proprio quello che i poteri forti vogliono. Complimenti.

    • rumenta

      sulla questione lavoro, non conoscendoti devo fidarmi e lasciarti il beneficio del dubbio.
      ma quand’anche fosse, è proprio quello il problema.
      lavorando tu perpetui una burocrazia oppressiva che, anziché risolvere i problemi dei cittadini, ne crea a dismisura mettendo sempre più i bastoni tra le ruote delle nostre esistenza.
      molto meglio quelli che non lavorano: almeno NON FANNO DANNI!

      • Max

        Perdonami ma non la vedo assolutamente come te… Pur avendo rispetto di quello che dici mi permetto di dirti che è una cavolata quello che asserisci… devo lavorare come te! Non è possibile il solo pensare di lavorare solo se sei privato mentre se sei nel pubblico vige la regola “stai fermo sennò fai più danni”… dai! Invece io penso una cosa, che tutto questo sistema non l’ho messo in piedi e serve un’azzeramento totale per poter ripartire con una generazione *spero* che faccia tesoro di tutto questo macello che ci sta per cadere sulla testa!!

  • Claudio57

    Perchè al Comune di Milano non è stato allocato un sistema Software adeguato alla raccolta dei dati dei Cittadini sia singoli che Imprese? e la loro successiva gestione nei vari iter di pertinenza? Come è presente in ogni Ospedale. Perchè un sistema Software adeguato determinerebbe l’annullamento di migliaia di trafile e di passaggi e firme che giustificano l’organizzazione dirigistica attuale.Questa classe di dirigenti si opporrà con tutte le loro forze contro una simile ipotesi pur di mantenere il potere di sottoscrivere di propria mano ogni pratica o praticuzza che sia più o meno voluminosa, più o meno significativa.Il sistema o si smantella totalmente oppure cari signori miei non credo sia possibile nemmeno ipotizzare una riforma della macchina statale a tutti i livelli di competenza.

  • Valter

    Ho letto con attenzione l’articolo ma mi sembra che si generalizzi un po’ troppo.
    Sono un dipendente di un Comune del Veneto, cat. D1 (per la quale è richiesta la laurea), senza assegni familiari e detrazioni prenderei circa 1300 euro al mese, ed in continuazione firmo documenti per i quali potrei (io, non il Comune per cui lavoro) essere portato in Tribunale… Mi sono quindi dovuto fare un’assicurazione (io, non il Comune per cui lavoro).
    Nel mio settore le modifiche normative e le relative necessità di aggiornamento sono praticamente continue, e devo perciò portarmi il materiale da leggere e studiare a casa, perché in ufficio non c’è assolutamente tempo sufficiente.
    Nel mio ufficio in base al carico di lavoro dovremmo essere in 7 – 8, mentre siamo 4,7 (una persona è part-time). In altre zone d’Italia, con diversa collocazione geografica e/o politica, il personale è, rapportato alla popolazione, il doppio o anche il triplo, ma quando si fanno i tagli ai trasferimenti statali di queste cose non si tiene conto (i cosiddetti tagli lineari), e l’opinione pubblica (anche lei, Blondet) queste cose non le sa e non vuole saperle.
    L’ultimo aumento retributivo c’è stato all’inizio del 2008, e nel quinquennio 2008-2012 i prezzi sono aumentati del 10,83%. A questo si aggiunga una decurtazione della paga base del 2,35%: vede che anche noi abbiamo avuto una decurtazione, incominciata molto prima di adesso, e che è arrivata ormai al 13,2%!
    So che ci sono molti dipendenti pubblici che fanno poco o niente, ma ci sono anche privati. Ad esempio, ogni anno devo chiamare, obbligato dalla legge, un tecnico per la revisione della caldaia: questo arriva, toglie il coperchio (una vite che si svita con la mano) e quindi aspira (con un normale aspirapolvere, non con un’attrezzatura tecnologicamente avanzata e quindi costosa) l’esterno delle tubazioni varie, mette il timbro di conformità nel libretto ed intasca 100 € per mezz’ora di lavoro (quest’ultima parola però non mi sembra molto appropriata).
    Inutile cambiare tecnico perché la tariffa non cambia, cambia solo il modello di SUV guidato nel tempo libero dal tecnico (Porsche Cayenne o Audi Q7 – tutte utilitarie economiche) con la quale impazzano per le strade incuranti dei divieti. Non cambia nemmeno chi paga la benzina dei i SUV: siamo noi, perché li intestano alla ditta (un idraulico assoluto ha bisogno di un Porsche Cayenne per il suo lavoro) e scaricano il carburante.
    Quando vuol parlare male dei dipendenti pubblici si ricordi anche delle realtà, come la Telecom, dove dal pubblico si è passati al privato, e confronti costi e qualità del servizio tra prima e dopo… non so come si possa dire che privato è meglio!
    Quando vuol parlare male dei dipendenti pubblici parli dei superdirigenti pubblici che prendono il doppio o il triplo di Obama (beh, anche i privati hanno stipendi simili se non maggiori, e dopo, come per l’idraulico, sono costi che paghiamo tutti).
    Quando vuol parlare male dei dipendenti pubblici parli del fatto che in certe regioni i dirigenti rappresentano una percentuale altissima dei dipendenti totali (anche più del 10%).
    E soprattutto si ricordi che quasi sempre un lavoratore lavativo lo è perché, per qualche interesse, viene coperto da un politico.

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