Mercato Immobiliare : ll silenzio degli investimenti (Sempre più Giu…)

Di FunnyKing , il - 30 commenti

Nota di Rischio Calcolato: per quanto l’anninciato acquisto di ABS e il TLTRO potrebbero spingere la banche a concedere credito più facile per i mutui, il dato vero è che mancano gli stipendi su cui basare le pratiche. E quando ci sono essi sono troppo bassi per fare ottenere alle famiglie i soldi richiesti dalla (Illusa) parte venditrice. Dunque ci sono sempre meno transazioni, gli immobili che hanno prezzi richiesti fuori dalla portata (non dalle intenzioni) dell’offerta NON possono essere venduti, per semplice mancanza di liquidità. Dunque il mio consiglio ai venditori è…… fatevi il segno della croce o abbassate il prezzo, oppure ancora cercate un inquilino che paghi almeno Tasi, Tari, Imu, e spese straordinarie (cioè ri-fatevi il segno della croce) tanto per tirare un calcio al barattolo di qualche anno e sperare in non saprei cosa.
Chi cerca casa…. ma avete dato una occhiata ai prezzi stracciatissimi dei contratti di affitto (anche 6+6), in questo momento. I proprietari sono alla classica canna del gas, hanno aspettative cosi’ brutte e negative da impiccarsi a contratti di affitto bassissimi e molto lunghi (appena sufficenti per pagare le tasse di OGGI…ehi…. e poi arriva la rivaluztazione del catasto, Renzi lo ha promesso). E’ il mercato bellezza, un po’ per uno in braccio alla mamma e sempre schiavi dello Stato ItaGliano.
da Aiuto Mutuo articolo di Silvestro

0Ancora un dato negativo dalle pubblicazioni periodiche della Agenzia delle Entrate, ennesima conferma numerica che attesta nei fatti che il mercato immobiliare è lontano dal raggiungimento di un punto di inversione da una crisi che dura ormai da almeno sette anni.

L’edizione di oggi della Nota Trimestrale riporta un calo delle NTN del 3,6% dalle 108.683 del secondo trimestre 2013 alle 107.595 dell’equivalente periodo nel 2014.

Ne emerge un andamento decrescente che, in linea con la media degli ultimi tempi, lascia presagire che a fine anno potremmo assistere allo sfondamento della soglia di supporto delle 400mila NTN; un minimo storico quasi assoluto nel panorama del settore dall’ultimo dopoguerra in poi.

Viene così confermato, come sottolinea la stessa AdE, che il rimbalzino del primo trimestre è stato semplicemente un evento accidentale e contingente dovuto allo spostamento di poche migliaia di compravendite da fine 2013 ad inizio 2014 per mera convenienza fiscale.

Questa ennesima conferma del trend calante in atto sugella la necessità di rivisitare pesantemente il ruolo ed il peso del comparto sia nel panorama produttivo ed industriale del nostro paese sia nella semplice gestione delle economie famigliari ed aziendali laddove diventa sempre più evidente che prendere parte ad un mercato ipertrofico e a quotazioni ancora a livelli esagerati mal si addice alla programmazione sostenibile del proprio futuro finanziario.

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L’innegabile verità impone una seria riflessione per tutti gli attori in gioco, soprattutto per chi esercita ruoli di responsabilità programmatica nelle piccole come nelle grandi realtà; nonostante i persistenti ingenui proclami di ripresa di interesse e di domanda sia direttamente per l’acquisto sia indirettamente per i mutui e nonostante la stessa Abi insista pervicacemente a sostenere che l’erogato è aumentato nell’ordine di quasi il 30% nell’ultimo semestre (tacendo la prevalente componente di surroghe) i fatti dimostrano che il mercato immobiliare italiano, così come già accaduto in altri settori, nei prossimi anni è destinato a esercitare sempre di più una parte di nicchia nel mondo produttivo della nostra nazione.

Nei prossimi articoli passeremo in rassegna i dati pubblicati recentemente evidenziando dettagli e particolarità degli ultimi sviluppi.

Nel frattempo rinnovo il consueto invito a non lasciarsi sedurre dalle ventilate ipotesi mediatiche di momento favorevole per l’acquisto, il cammino del ridimensionamento si conferma lento e lungo, ci sarà tutto il tempo per valutare eventuali interessi specifici, per adesso godetevi l’assordante silenzio degli investimenti di chi, in patria come all’estero, aveva correttamente e intelligentemente previsto il destino ineluttabile di un settore per troppo tempo agevolato e gonfiato ben oltre le reali capacità di sostenibilità economica.

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