Comprare un Auto Diesel Potrebbe NON essere una Buona Idea (A Parigi lo Bannano)

Di FunnyKing , il - 39 commenti

Nuove tendenze europee. A Parigi forse dal 2020, nei giorni feriali non si potrà più circolare con auto a gasolio. E’ noto infatti che per quanto esse siano catalizzate Euro 6 etc. etc., rilasciano nell’ambiente nanoparticelle micidiali per la salute, molto più pericolose delle emissioni dei mezzi a benzina.

Potrebbe essere l’inizio di una nuova tendenza, e aggiungendo un pochino di malizia, anche un modo per costringere le persone a cambiare automobile e far “girare” economia e tasse. Visto il dominio del Diesel in Europa. La conclusione è: se proprio state cambiando automobile, forse è meglio scegliere un mezzo a benzina oppure GPL o Metano, di qui a 10-12 anni lo Stato potrebbe cambiare le carte in tavola.

Personalmente oggi mi orienterei per un benzina-ibrido, nell’ottica di tenermelo per oltre un decennio.

da Valori

Parigi potrebbe diventare la prima grande città a mettere al bando il diesel. Ai veicoli alimentati da motori a gasolio potrebbe infatti essere impedito l’accesso nel territorio cittadino, durante i giorni lavorativi, entro il 2020. A rivelarlo è stato ieri il Journal du Dimanche, che ha svelato la nuova strategia anti-inquinamento della capitale francese. Il programma dovrebbe essere presentato ai consiglieri comunali nel prossimo mese di febbraio. Il sindaco Anne Hidalgo vorrebbe che il piano divenisse in qualche modo un esempio anche in vista della 21esima Conferenza mondiale sul Clima, che si terrà proprio a Parigi nel dicembre del prossimo anno.

Secondo quanto spiegato al giornale da una responsabile dei Verdi, potrebbe essere inoltre introdotta una vasta zona con velocità massima limitata a 30 km/h nel centro della città. Il tutto grazie anche ad una «conferenza cittadina sull’inquinamento : un progetto di democrazia partecipativa sulla scorta delle esperienze dei Paesi scandinavi, che ci permetterà di raccogliere le opinioni degli abitanti». A partecipare agli incontri saranno 16 cittadini parigini e 3 abitanti delle immediate periferie, di età compresa tra 19 e 75 anni.

Inoltre, Hidalgo starebbe pensando anche ad una rivoluzione per quanto riguarda il trasporto pubblico. Potrebbe essere introdotto un abbonamento unico per tram, metro, bus, bike sharing, car sharing. Potrebbero fare inoltre la loro comparsa i taxi collettivi, e potrebbero essere costruite piste ciclabili esterne alle carreggiate per facilitare gli spostamenti a pedali.

Shares

Incoming search terms:

  • 10 motivi per non comprare auto benzina
  • in america e altri stati si va a togliere auto a gasolio
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • Sergio Andreani

    Io adopero una Euro 2 : se mi dovessero fermare per qualsiasi motivo…..li prendo a sprangate.

    Uomo avvisato…..

    • Simone Tretti

      Mi sembra corretto.

  • ricca

    Una cosa è certa, nelle città c’è un’aria da schifo. La gente paga un botto le case in centro per morire avvelenati a 60 anni, pien i di asma e tumori peggio di un fumatore compulsivo….
    E non è che i benzina siamo da meno, rilasciamo idrocarburi a iosa….. Bene l’elettrico in città. A me piacerebbe un’auto elettrica con una autonomia di almeno 400-500 km e tempi di ricarica da 4 a 6 ore . costo sui 20.000 euro . Siamo molto vicini al traguardo.

    • Firmato Winston Diaz

      “Una cosa è certa, nelle città c’è un’aria da schifo.”

      Avresti dovuto respirare quella di quando in ogni casa c’era una stufa a carbone… quella di adesso ti sembrerebbe quanto di piu’ salubre si possa immaginare. Ma non siamo mai contenti, vogliamo sempre di piu’. Come il capitalismo 😉

      • ricca

        Vero. Ma io sto in campagna, e quando vengo in città, come minimo mi viene il mal di testa…….. Uno di città è abituato all’inquinamento e nemmeno se ne accorge, ma uno di fuori resiste appena poche ore…..

        • Firmato Winston Diaz

          Anch’io sto in campagna, ma scadandomi a legna sono abituato a ben altro livello di inquinamento! Se in citta’ si scaldassero a legna, ci sarebbe una cappa di fumo che renderebbe irrilevante l’inquinamento attuale. Infatti a Milano e’ vietato (salterebbero le centraline di segnalazione sempre)

          • ricca

            Mi sa che non ci intendiamo. Mica ho detto che scaldandosi a legna in città si respirerebbe bene. Ho detto che in città si crepa di inquinamento,e quindi, le iniziative volte a ridurlo sono sempre benvenute. Inoltre io in campagna ho il metano, e se fai la casa perbene, non ne consumi nemmeno tanto. A legna spenderei di più, IO. Senza nulla togliere al fascino del caminetto acceso in sala nelle fredde e piovose notti invernali per farci una salsiccia e una fettuntina. Uno spettacolo.

          • Firmato Winston Diaz

            “A legna spenderei di più, IO.”

            In campagna la legna non si compra, si autoproduce (anche nel senso che si riproduce da sola).

          • ricca

            se hai il bosco personale, altrimenti o la rubi, o la compri….. Sbaglio?

          • Firmato Winston Diaz

            Se abiti in campagna, vuol dire che hai almeno un po’ di terra, e se hai della terra puoi non avere alberi solo se ne impedisci la crescita (in trent’anni dal prato si forma un bosco spontaneo, basta non toccare): impedire la crescita che peraltro quasi tutti fanno con grande impegno, perche’ gli alberi “sporcano”, e poi in mezzo ci sono i ragni e i topi e le bisce, eeeek!
            Fino a non moltissimi anni fa, prima che diventassimo tutti “ricchi” e strani, gli alberi ai lati delle strade servivano, oltre che a ombreggiare d’estate persone e animali che vi transitavano, a produrre legna, che i Comuni vendevano mettendola all’asta. Veniva messa all’asta perfino l’erba dello sfalcio lungo le strade (cioe’ si pagava per poterla tagliare e portare via!), ancora nel dopoguerra, fino agli anni ’50. E prima dell’ultima guerra la legna era l’unico combustibile disponibile per fare tutto compreso il cucinare, pensa che gia’ il carbone era raro e costoso, un lusso, roba da inglesi ricchi…
            Pensa come sono cambiati i tempi e la mentalita’ nell’arco di una sola generazione o due, e come cio’ che era considerato ovvio prima ora e’ assurdo, e viceversa. E c’e’ gente che vuole fare piani particolareggiati per i prossimi 50 o 100 anni…

          • ricca

            Allora ti dico la MIA. La legna gratis non esiste. Primo devi avere almeno mezzo ettaro di bosco per poter fare almeno 25-50 quintali di legna all’anno. Devi avere attrezzature per potare le piante senza abbatterle. Minimo ci vuole poi un trattore con carrello. Devi avere la sega per segarla con la lunghezza giusta, e poi devi spaccarla tutta almeno a metà, meglio in 4 pezzi. Poi devi avere un bel capanno dove farla asciugare, riposta per benino. Poi devi canalizzare i funi perché il riscaldamento funzioni bene e scaldi tutta la casa. Non ci puoi fare il sanitario, se non con accumulo. Fatto tutto questo, ogni giorno devi portare almeno 20 kili di legna e togliere spesso la cenere dal focolare. POi almeno ogni due anni, bisogna pullire per bene la canna fumaria dalla fuliggine. Mio padre fa tutto questo, e ti garantisco che si spezza la schiena, per almeno 2 settimane………

          • Wisky

            Concordo. O abiti in trentino , e ti passano anche quella aggratis , naturalmente se ti arrangi e tagliare e spaccare, oppure a 13/14 euro al quintale spendi come ad usare il metano.

          • Firmato Winston Diaz

            Dipende da che standard di vita pretendi di avere…
            Io faccio tutto quello che dici sopra senza nessuna delle complicazioni che tu, evidentemente erroneamente, ritieni indispensabili, solo che consumo molta meno legna di quella che dici (basta scaldare solo la stanza in cui si vive, come si e’ sempre fatto nella storia tranne gli ultimi 50 anni), pur usando solo legna come combustibile (oltre ad una bombola di gas da 15 litri all’anno per cucinare).
            Il trattore mi sono accorto che si perde piu’ tempo a tirarlo fuori che a spostare a mano, quindi lo metto in moto solo quel poco che serve perche’ non vada in malora.
            Le piante ti assicuro che le taglio come voglio senza abbatterle, esistono tecniche apposite di arrampicata che uso da 30 anni ben prima che diventassero di moda, e che anzi sono obbligatorie nei posti non raggiungibili dai mezzi meccanici.
            Qui esagerano, ma per dire:
            http://www.rivistasherwood.it/ultimora/leggere-on-line/683-manuale-sul-tree-climbing.html
            Segarla e spezzarla, lo sappiamo fare dall’eta’ del ferro, ora c’e’ addirittura la motosega, non ci vuole l’i-phone ultimo modello in tasca per riuscirci. O no?
            La schiena ce la si spezza anche in palestra, e in piu’ bisogna pagare, vuoi mettere tagliare legna? E’ mille volte piu’ bello, e utile.
            Che strani pregiudizi che avete, fate difficili le cose piu’ semplici.
            Certo girare una manopola per avere freddo e caldo a volonta’ e’ piu’ comodo, ma richiede una quantita’ di “backoffice” dietro enormemente maggiore di quella che serve per fare quanto descritto, con tutte le nevrosi e perdite di liberta’ che ne conseguono.
            Un consiglio: piantate alberi ceduabili al posto del prato inglese, avrete fresco d’estate tanto da rendere inutile l’aria condizionata, e legna per scaldarvi d’inverno. Cosi’ si evita anche quel clima da tangenziale intasata alla domenica quando sono tutti coi decespugliatori e le falciatrici ad inquinare piu’ di un tir, sotto gli alberi l’erba non cresce e non serve tagliarla. Certo ogni tanto puo’ caderne qualcuno, ma va messo in conto, se su un miliardo di alberi uno all’anno fa un morto, non e’ una tragedia, perlomeno non piu’ del fatto che ogni giorno in italia muoiono per le cause varie che ci rendono mortali, circa 1000-2000 persone.

          • Beh, che diventi conveniente una caldaia a metano, sia pure di ultimissima generazione, rispetto ad una caldaia a legna ad alto rendimento non credo.
            A parità di potere calorico la legna costa almeno quattro volte di meno.
            Io con 110 quintali riscaldo circa 500 metri quadri per tutto l’inverno

          • ricca

            in una casa normale 100mq, in classe B, non c’è bisogno della legna, perché si spende già molto poco. Nel tuo caso è diverso……

          • E poi in molte città il riscaldamento a legna è ormai vietato.

    • clack

      Attenzione a non considerare solo la componente allo scarico, che è colo una parte dell’inquinamento globale da autotrazione privata, a sua volta parte minoritaria dell’inquinamento complessivo.
      Viceversa andrebbe calcolato “well to wreck” dalla miniera, o giacimento, al rottame e al suo smaltimento.

  • Alessandro Pulvirenti

    C’é carenza di Diesel, ecco perché non lo distribuiranno più.
    C’é stato uno sbilanciamento nei consumi rispetto ai raffinati che si ottengono dal petrolio oggi.
    Le raffinerie Europee potrebbero non essere più adatte per raffinare il petrolio che c’é, adesso e che ci sarà nei prossimi anni, sul mercato.

    • Firmato Winston Diaz

      Vero, e vero anche che la costrizione a cambiare di nuovo autovettura e’ un bel volano per l’economia di cui siamo schiavi (ricordo che la prima nostra “rottamazione” fu decisa da Prodi se non ricordo male proprio per far aumentare il PIL annuo di quel percento e qualcosa che avrebbe fatto sembrare sostenibile il nostro debito pubblico al fine dell’ingresso in europa. E’ stato lui a dichiararlo in non ricordo quale intervista di molti anni fa, molti anni dopo. Altro che ecologia.

    • Concordo, il vero problema é che il DIESEL é morto semplicemente perché non ce ne sarà più!

    • Simone Tretti

      Lei ha ragione, il Diesel è uno “scarto” tra i vari della lavorazione del petrolio.
      Le raffinerie son piene di benzina e data la convenzienza veicolare, son carenti di gasolio.

      Piuttosto mi aspetto un rincaro delle accise sul gasolio per ragioni “di inquinamento”.
      E dire che sarebbe molto facile riadattare le terre incolte nell’est europa (qualcuno ha detto granaio d’europa?) per la produzione di Biodiesel in maniera parallela alla raffinazione del Diesel Petrolchimico.

  • davide

    i motori dei veicoli industriali e commerciali per distribuire merci o trasportare carichi sono diesel. Che fanno si ritorna al carretto trainato da mulo e cavallo?

    • Firmato Winston Diaz

      Le autovetture sono una categoria di veicoli separata dalle altre, che puo’ dover sottostare a regole diverse. Gia’ da qua si dovrebbe comunque subodorare la truffa e che il vero motivo non e’ quello dichiarato.

  • Turbo-mind

    Via i diesel! Tutti a V8 di 6000cc come in America (qualche anno fa…)! Almeno ci divertiamo.

    • Firmato Winston Diaz

      In america hanno motori piu’ grossi perche’ li’ usano rapporti di compressione minori, in modo da dover usare meno o per niente antidetonanti pericolosi (piombo o benzene). Hanno potenza specifica inferiore, consumano di piu’, ma non in proporzione alla cilindrata.

      • clack

        In America la super c’era eccome.

  • Simone Tretti

    Non che inspirare lo scappamento di una auto a benzina sia profumo di fica, tanto per dire.
    Provate a stare dietro una auto a benzina anni 90 e dopo 2 minuti avrete già mal di testa e vi avran salutato parecchie cellule nervose.

  • Svicolone61

    Che il PM2,5/10 (particulato o polveri sottili) faccia molto male, perche’ molto piccolo ed entra nel profondo degli alveoli, e’ scientificamente cosa abbastanza nota.

    Tutte le certificazioni euroX e i vari filtri DPF non servono a molto per ripulire tutti I motori diesel che di PM sono i maggiori produttori.

    Ma siccome il diesel costava meno della benzina, e le grandi case automobilistiche europee avevano posizioni di leadership nei motori diesel, a nessuno dei nostri governanti URSE e scienziati (spesso in enti di ricerca pubblici al soldo dei politici) e’ mai fregato molto dei problemi che i PM causano ai polmoni.

    Molte nostre città, specialmente in Padania dove c’è’ poco vento, sono vere e proprie camere a gas di PM. Da fare invidia alla Cina.

    Personalmente non ho mai acquistato una auto diesel e me ne vergognerei per tutto l’inquinamento che causa.

  • clack

    Il diesel ha un difetto intollerabile.
    Soprattutto per uno stato che carica di accise il costo del carburante per il 70% e oltre, e malgrado ciò vede crescere perennemente il proprio debito, che oltretutto ha provveduto brillantemente a mettere nelle mani dell’usura internazionale. La quale a sua volta lo utilizza quale meccanismo fondativo della sua pretesa di produrre denaro da denaro.
    Quel difetto sta nel rendimento energetico, che nel diesel è di molto superiore a quello del motore a benzina. Aspetto, questo, ancora più rilevante da quando con le tecnologie common rail si sono risolti i suoi un tempo endemici problemi di alimentazione.
    Quelli che si dice portarono il suo inventore, Rudolf Diesel, al suicidio per la frustrazione di non riuscire a far funzionare correttamente il proprio motore, del quale intravvedeva le potenzialità. Anche se, riflettendoci, quello potrebbe essere solo un paravento, atto a celare ben altri interessi.
    Una station wagon medio grande, se condotta in modo adeguato, può fare tranquillamente i 18-20 km al litro. La stessa auto a benzina ne farebbe si e no 7-8, fornendo oltretutto un profilo prestazionale nettamente peggiore, soprattutto nell’impiego pratico, che non è quello delle piste di prova.
    Dunque, nell’ottica dell’impositore, il carburante diesel dovrebbe essere gravato da accise almeno doppie. Siccome ciò non è possibile per motivi evidenti, si aggira il problema accusando quel motore di inquinamento intollerabile, fingendo che gli altri emettano petali di rosa e ostinandosi a considerare solo l’inquinamento allo scarico e non quello “well to wreck” come sarebbe più corretto e che vedrebbe le ibride oggi tanto di moda essere le peggiori in assoluto, proprio per gli aspetti dovuti alla produzione e allo smaltimento delle batterie, dei motori elettrici e delle componenti elettroniche necessarie al loro funzionamento, soggette a rompersi con la nota frequenza. Ma soprattutto tralasciando minuziosamente di considerare che, nel complessivo, la componente da autotrazione privata è di gran lunga minoritaria,
    Nella fattispecie e come al solito i verdi si distinguono al riguardo come i maggiori artefici di inquinamento, dato che costringendo a un rallentamento il traffico si avrebbe una più lunga permanenza di ogni singolo produttore di gas scarico nell’ambiente, costringendolo oltretutto a marciare con un rapporto basso, causa di maggiori consumi e quindi di inquinamento.
    Pompare denaro a spese della collettività, questo è l’obiettivo n.1 del lestofante istituzionalizzato asservito agli interessi della finanza usuraia globale: intorno alla criminalizzazione del diesel ruotano interessi incalcolabili.

    • Svicolone61

      Soluzione veramente idiota quella proposta di fare viaggiare le macchine diesel più veloci nelle nostre congestionate città……….Dotiamole di un’elica così possono librarsi in volo e saltare le altre macchine!
      Rimane il fatto che il diesel anche se, come dici, energeticamente più performanti, sono molto inquinanti in termini di emissioni di particolato (PM). E il particolato fa molto male ai polmoni. …..Andrebbero bandite, come fa finalmente Parigi, dai centri urbani popolosi….

      • clack

        Grazie per l’apprezzamento che mi astengo dal ritornare al mittente, sebbene ve ne sarebbero tutti i motivi come si dimostra qui di seguito, solo per non scendere al suo stesso livello.

        E’ noto che il massimo inquinamento si produce tenendo fermo a tempo indefinito il maggior numero di auto a motore acceso. Dunque, se lo si vuole ridurre nel modo più efficace, la soluzione non può essere che quella di abbreviare al massimo i tempi di percorrenza, facendo in modo che nel tragitto il mezzo consumi il meno possibile. Ovvero marci a basso numero di giri con inserito il rapporto più alto.

        Questo al di là dei problemi di traffico, la cui origine è evidentemente un’altra: quella del disinteresse del gestore pubblico, che ha l’obiettivo di massimizzare i suoi introiti da tassazione su acquisti auto, carburanti, assicurazione ecc, riducendo al massimo le spese.
        Per questo non intende porre riparo alle conseguenze di ciò che incentiva, proprio al fine di eseguire su di esso la pressione fiscale più pesante e redditizia, per trarne il più possibile in termini economici. Così da scaricare sulla collettività i costi sociali, sanitari, ambientali e di vivibilità che egli stesso ha causato, trascurandone i bisogni che in campagna elettorale ha promesso di soddisfare.

        Infatti, nelle condizioni attuali l’introito fiscale maggiore si ha in condizioni di perenne blocco del traffico.
        Viceversa, se si spendesse per fluidificarlo, gli introiti da accise sui carburanti sarebbero molto inferiori, con in più la spesa necessaria alla costruzione di arterie viabili atte a reggere l’impatto del traffico.

        Ecco allora che lo Stato, in pieno conflitto di interessi, campa in pratica sul traffico e sull’inquinamento che ne deriva.
        Qualora li si riducesse, stante l’ammontare delle accise e il loro sostegno essenziale ai bilanci pubblici, in breve le sue casse già disastrate andrebbero direttamente al tracollo.

        Siccome il diesel è il mezzo di propulsione più efficace dal punto di vista energetico, e quindi il meno redditizio in termini fiscali, nulla di meglio che criminalizzarlo con le questioni del particolato.
        Vere ma sulle quali la grancassa mediatica si accanisce per sottacere completamente gli effetti del benzene, dei catalizzatori esausti dopo poche migliaia di km, dei metalli pesanti per batterie da vetture ibride, della loro insostenibilità ai fini dei bisogni globali di mobilità trattandosi di materiali rari e dei loro costi di smaltimento. Certa di trovare sponda nei meno dotati di capacità di osservazione e di analisi.
        I quali in compenso non perdono mai l’occasione per dimostrare al mondo quanto eccellano nel dare fiato al dispositivo orale in condizioni di cervello rigorosamente disattivato.

        • Svicolone61

          L’apprezzamento si riferiva alla soluzione proposta, non allo scrivente…..

          Confermo però che la sua soluzione di fare andare più veloce il traffico mi ricorda quella di un assessore lombardo che proponeva di cementificare la citta’ con quattro nuove tangenziali, alcune nel cuore della città, proprio per velocizzare il traffico…..

          Se ritiene che il diesel sia “criminalizzato con la questione del particolato” perché non si dota di un efficientissimo turbodiesel teutonico e fa respirare i suoi figli a pieni polmoni? Tanto ci sarà lo Stato che pagherà le cure quando una porzione dl polmone sarà compromessa…………lei nel mentre avrà risparmiato col suo a livello energetico efficientissimo motore…..

          PS: e’ vero che il benzene e le batterie e cento altre cose sono inquinanti e lungi da me essere un verde. Ma gli effetti nocivi del particolato sulla salute sono un qualche ordine di grandezza superiori.

          • clack

            Non è questione di essere o meno “verdi”, ma di avere il necessario rispetto dell’ambiente con cognizione di causa e non in base a un’idolatria usata al fine di sostituire un ragionamento che, evidentemente, non si è in grado di eseguire.
            Il punto non è cementificare si o no, ma adeguare le infrastrutture alle necessità attuali della popolazione. Che in gran parte trae dalla mobilità il mezzo di sostentamento primario.
            Un paio di tangenziali in più, e soprattutto i semafori almeno sincronizzati, se non proprio intelligenti, che non si vogliono utilizzare proprio per tema di veder ridursi l’introito delle accise, contribuirebbero a ridurre sensibilmente lo spessore della nube nera che soffoca le città.
            Non voler realizzare nuove strutture più efficienti e funzionali, per assistere quotidianamente a congestioni di traffico epocali, dandone la colpa a chi non utilizza mezzi pubblici inesistenti e appositamente resi non funzionali, fa parte appunto di quel bagaglio dell’idolatria verde che tanto ha contribuito a rendere invivibili città grandi e piccole del nostro paese.
            Quanto al diesel non deve essere per forza tedesco e qui giova ricordare che l’applicazione del common rail nel settore automobilistico è invenzione italiana, anche se poi da perfetti imbecilli abbiamo preferito cederne i diritti proprio ai tedeschi della Bosch.

            Un motore dal rendimento migliore non solo permette di risparmiare denaro, ma appunto di inquinare meno, proprio perché brucia meno carburante per produrre la stessa energia.
            Resta poi da vedere se respirare a pieni polmoni una data quantità di particolato sia davvero più dannoso rispetto al farlo con una dose tra il doppio e il triplo di benzene mescolato agli altri additivi contenuti nella benzina, o addizionare il proprio sangue con dosi generose di piombo per batterie e altri metalli pesanti.
            Se lo si capisce, bene, altrimenti non so davvero come spiegare le cose in modo più chiaro di così.

          • Svicolone61

            Si, il semaforo intelligente………………..si goda il particolato a pieni polmoni, io preferisco rischiare l’avvelenamento da benzene…

          • clack

            Il semaforo intelligente è quello che se non arrivano auto dalla laterale non ti tiene fermo inutilmente. Quello sincronizzato fa si che allo scattare del verde non diventi rosso quello 50 metri più avanti, cosa che invece a Roma accade con frequenza tale da dare adito a sospetti.. Roba degli anni 1960 che se non si adotta è perché occorre tenere i consumi oltre un certo limite affinché il gettito erariale resti sempre sostanzioso.
            Quanto alle modalità di avvelenamento immagino sia soltanto questione di gusti.

          • Svicolone61

            Si certo……a Roma e’ già tanto che i semafori funzionino , che i romani rispettino il colore (qualche volta) e non si incartino agli incroci perché vogliono sempre passare anche quando dall’altra parte con c’è posto………….lei sogna ad occhi aperti….peggio di Marino…

          • Svicolone61

            Vedi, il discorso PM e diesel, mi ricorda un poco l’amianto/eternit e la fabbrica di Casale, visto che e’ oggi e’ di nuovo sulle cronache.
            In tutto il mondo si sapeva che l’amianto faceva molto male, in US già negli anni sessanta fu severamente proibito a livello nazionale. Da noi invece non si fece nulla. L’eternit era una manna, costava poco ed era efficientissimo, poi quasi 2000 posti di lavoro, la fabbrica più grande d’Europa……è da noi non fu proibito, paese unico al mondo, fino alla fine degli anni 80. E oggi i nostri ridicoli giudici danno la colpa al magnate svizzero….

  • Ragnal

    Ho una FIAT Punto MJT dal 2007 (motore 1248cc classico), media 23-24 km/litro, un mio amico ha una FIAT Punto benzina (motore 1248cc classico), media 12-13 km/litro.
    Prezzo gasolio 1,499 E/litro.
    Prezzo benzina 1,699 E/litro. Lascio a tutti Voi eventuali e liberissime valutazioni.
    Se fosse vero, ma non lo sarà MAI, che le auto diesel saranno proibite/bandite io farei i calcoli fino al millesimo di secondo. Continuerei ad acquistare diesel, ed è quello che farò dovesse crollare il cielo, fino a un millesimo di secondo prima che entri in vigore la proibizione e colà acquisterei la mia ultima auto diesel nuova fiammante in modo da poter viaggiare con essa durante il periodo proibito fino alla massima estensione possibile.
    Ma ripeto non proibiranno MAI il diesel perché vorrebbe dire spararsi nei … piedi da soli. Dal barile di petrolio estratto per ottenere benzina, plastica, kerosene, carburante per aviazione, GPL e metano per i motori ibridi, asfalti, oli lubrificanti, medicinali, protesi medicali, arredi, fibre tessili per diporto/sport/ospedaliere/chirurgiche, pneumatici, materiali antinfortunistici, raccorderie idrauliche, isolanti elettrici, guaine, cavi oceanici per i collegamenti Internet, componenti meccanici antiacidi (teflon), dolcificanti, cosmetici, spazzolini da denti, gusci strutturali e utensili per elettrodomestici, PC, stampanti con toner e/o inchiostri, benzene per estrarre dal caffè la caffeina che poi rivendono nella lattina di RedBull, etc. etc. etc. da quel barile di petrolio, dicevo, verrebbe fuori COMUNQUE anche il gasolio che, se non utilizzato o sotto utilizzato, andrebbe a costituire immense cataste di bidoni invenduti. Generando un questo modo uno stallo di mercato devastante.
    No, per quanto le accise non siano proporzionate come ha molto sagacemente rilevato [clack] e per quanta sofferenza fiscale ciò crei agli Stati, ebbene non sarà mai tanto terrificante quanto la prospettiva di bloccare le vendite di un carburante che non è possibile cessare di produrre per ottenere tutti gli altri. Compresi quelli che qualche frescone pone in antitesi ad essi, affermando che “salvaguardano l’ambiente” …

    • Stefano

      Ma non si sta parlando di una questione economica. Se non si fosse ancora capito siamo in piena crisi ambientale, e lo siamo da anni. La combustione del gasolio produce grosse quantità di particolato incredibilmente nocivo, sia per l’uomo che per l’ambiente. Se poi c’è gente come te che preferisce guardare il centesimo al benzinaio piuttosto che cercare di salvare il pianeta su cui vive, beh, è la fine che ci meritiamo. Buon proseguimento

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi