Tra fondi ELA e nuove banconote, l’Ue ha un problema con Atene da 125 miliardi

Di Mauro Bottarelli , il - 5 commenti

Merkel_obama
Non so se la tesi di Ambrose Evans-Pritchard riguardo la volontà della Bce di “stimolare” fughe di capitali al fine di piegare la Grecia a un accordo, sia se non reale almeno verosimile ma qualcosa non torna nello showdown sul caso ellenico che domani dovrebbe vivere il suo epilogo al Vertice dei capi di Stato e di governo (così non fosse, sarà la scadenza dei pagamenti all’FMI fissata per il 30 giugno a scrivere la potenziale parola fine). La scorsa settimana la Bce ha infatti garantito un aumento del cap dei fondi ELA alla Grecia pari a 2,9 miliardi di dollari in due tranche, di fatto ossigeno per non costringere le banche a chiudere prima dell’incontro di domani. Vi ho già detto come, però, il miliardo e 800mila stanziato venerdì sia di fatto già stato bruciato con i prelievi record da 1,2 miliardi occorsi nella stessa giornata. La domanda, però, non è se domani mattina gli sportelli apriranno, occorre guardare la vicenda da una prospettiva più ampia. Dunque, stando a calcoli di JP Morgan le banche greche nel loro complesso hanno collaterale eligibile per 121 miliardi di euro (38 miliardi in bond EFSF, 8 miliardi in securities governative e 75 miliardi di cosiddetti “credit claims”) e con l’aumento dei fondi ELA di venerdì l’ammontare totale del denaro preso in prestito dalla Grecia sale a 125 miliardi.

Insomma, la Bce ha consentito tutto questo per una ragione sola: ritiene che domani sarà il giorno del “do or die”, insomma, in un modo o nell’altro la situazione (e quindi gli aumenti ELA) finirà. Il problema è che se i calcoli di JP Morgan sono giusti e il collaterale eligibile della banche greche è già andato esaurito due settimane fa o sta per esaurirsi ora, domani il Vertice sarà obbligato a imporre controlli sul capitale già dal giorno dopo, bloccando i bancomat dall’erogazione di euro freschi di stampa. E qui è il problema reale, poiché stando a Barclays durante lo stesso arco di tempo nel quale le banche elleniche hanno perso 30 miliardi di euro in depositi, le banconote in circolazione in Grecia sono cresciute per un controvalore di 13 miliardi di euro.
Già, perché la gran parte delle fughe di capitali sono avvenute attraverso il contante, il cui uso è cresciuto in Grecia del 44% dalla fine dello scorso anno. E come ci mostra questo grafico,
RC_Ue23
a fronte di 30 miliardi di depositi spariti tra la fine di novembre 2014 e aprile di quest’anno, le banconote in circolazione in Grecia sono cresciute di 13 miliardi di euro: insomma, per tamponare la fuga la Bank of Greece ha letteralmente stampato denaro. Il problema è che quelle banconote stampate in eccesso rappresentano una liability della Grecia verso il resto dell’eurosistema e quindi vanno aggiunte al bilancio negativo di Atene presso il programma Target2 della Bce, il quale determina l’esposizione totale dell’eurozona al rischio ellenico. Bene, come ci mostra questo grafico,
RC_Ue24
alla fine di aprile le liabilities nette relative all’allocazione di banconote erano pari a 16,2 miliardi di euro, mentre il bilancio di Target2 era negativo per 99 miliardi di euro. Quindi, l’esposizione totale dell’eurosistema alla Grecia è di circa 115 miliardi di euro. Ma, inserendo nel calcolo il calo dei depositi, il maggior utilizzo delle banconote e l’aumento dei finanziamenti da parte dell’eurozona a maggio, oggi quella cifra dovrebbe essere già attorno a quota 125 miliardi. E qui, la mia domanda e il mio dubbio. Come ci mostra quest’ultimo grafico,
RC_Ue25
chi vanta il credito maggiore all’interno di Target2 è la Germania attraverso la Bundesbank e quindi, di fatto, ogni liability di un membro verso l’eurosistema è una liability verso Berlino. Al netto di 13 miliardi di euro di nuove banconote che la Germania ha permesso fossero stampate e all’aumento costante dei fondi ELA, Berlino gioca una partita doppia: perché il ministro delle Finanze, Wolfgang Schauble, instilla pessimismo ad ogni parola e invece Angela Merkel continua a dispensare ottimismo su un accordo?

Tutti quei nuovi euro, il cui numero seriale parte con la lettera “Y” (se li trovate, teneteli, magari un domani potrete rivenderli su eBay come reliquia del Grexit), hanno sì permesso alle banche greche di sopravvivere ma hanno anche aumentato l’esposizione dell’eurosistema e delle sue Banche centrali verso un Paese che non sembra volersi piegare e quindi minaccia di farci pagare quelle liabilities. Sarà per questo che qualcuno ha sposato la tesi di Mario Draghi, il papà di Target2, “facilitatore” delle fughe di capitali per piegare la resistenza di Tsipras e Varoufakis? Alla luce di questi fatti, la tesi non appare poi così complottistica. Anzi.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi