Perche sui barconi non arrivano “questi”?

Di Maurizio Blondet , il - 39 commenti

“Caro Blondet, la foto che allego è di guerriglieri del Sud Sudan nella prima guerra di indipendenza. Individui in zona di guerra e di carestia hanno questo aspetto. Delle foto scattate questa è l’unica rimasta non cancellata dalle muffe tropicali.

I guerriglieri mi avevano pregato di non pubblicarle per non fare vedere agli Arabi del Nord Sudan in che condizioni fossero. Infatti, ho fatto vedere solo foto di guerriglieri piuttosto in carne, almeno all’epoca degli scatti.

Mangiavamo al giorno una ciotola di manioca, o di durra, provenienti dall’Uganda, condita con una sugo di arachidi al peperoncino rosso. Mai insalata e verdura e carne. I pochi appezzamenti coltivati venivano individuali dai soldati del Nord e bruciati dagli elicotteri sovietici col napalm.

Io integravo la mia alimentazione con un po’ di latte in polvere e con ottima carne in scatola della Nuova Zelanda, (che ricordavo come la stessa che ci davano i Polacchi dopo il passaggio del fronte nelle Marche), che spartivo con i due ufficiali del mio gruppo.

 

Oggi, osservo che i fuggitivi dalle guerre e dalla carestie (quali guerre e quali carestie? non ce lo dicono) sono in carne, come lo sono i bambini che salviamo.

Pure al mio amico Tullio Moneta, alto ufficiale del 5 Commando anglosassone in Congo contro i Simba, e successivamente nell’intelligence sudafricana e occidentale anticomunista, operante per cinquanta anni in tutto il territorio africano, nei Balcani, in Medio Oriente, Afghanistan, eccetera, l’aspetto dei clandestini appare piuttosto sospetto.

Sono troppo in carne. Per cui pensa, come lo penso io, che gatta ci cova. Forse molti di questi Africani già stavano il Libia all’epoca di Gheddafi.

Altri ci arrivano oggi, sapendo per passaparola che in Italia si è accolti bene e si mangia a sbafo. Li stiamo ingannando. Da giovane sentivo la parola d’ordine “l’Africa agli africani”, e “ora dateci con una mano ciò che ci avete rubato con l’altra”. Hanno avuto indipendenza e aiuti. Purtroppo la democrazia non si esporta e la formazione di una classe dirigente non la si inventa a tavolino.

Lo sapeva bene John Garang, che non ho conosciuto, ma Tullio Moneta sì, che avrebbe voluto un Sud Sudan confederato con il Nord, in quanto il Sud non era pronto ad avere una benché minima forma di amministrazione. Perciò è stato fatto fuori con un attentato all’elicottero che lo riportava nel Sud dall’Uganda. Abbiamo creato miti come Mandela, astutissimo nell’abbandonare il potere per non fare la fine di un Nyerere o, peggio, di un Mugabe, per diventare così padre della patria. Ma, delle carneficine di immigrati dello Zimbabwe da parte dei neri sudafricani non si parla. Delle ricchezze accumulate da Zuma e dai nipoti di Mandela e da un altro milione di neri sudafricani, mentre tutti gli altri neri sono nell’indigenza, non si parla.

Abbiamo sbagliato a dare l’indipendenza a quelle popolazioni tribali senza prima pensare a formare una classe politica e amministrativa.

Me ne accorsi in Congo, all’epoca della ribellione Simba: avevamo dato l’indipendenza a povera gente incapace di gestirsi oltre la visione tribale. Quindi, pronta a cadere in mano ad astuti opportunisti, ladri e sanguinari.

Lo stesso sta avvenendo nel Sud Sudan indipendente: la fazione Dinka contro la fazione Nuer, per prendere i potere e i proventi del petrolio. I miei amici Ferdinando Goi, Joseph Oduho, padre Saturnino Lohure, e il carissimo capitano Manasse Atot, che mi salvò la vita portandomi a spalla per chilometri, sono morti invano… E, ciò che è peggio, noi Occidentali siamo incapaci di rimanere un faro verso cui indirizzare le popolazioni del pianeta bisognose di aiuto.

Esiste qualcuno che riesce a spiegare cosa nasconde effettivamente questo esodo africano e musulmano verso l’Italia?

La gente comune sta mordendo il freno e non vorrei che il branco scaricasse la rabbia su immigrati, mentre la responsabilità è di questa politica inetta e sottomessa.

Cordialmente, Giorgio Rapanelli.

 Schermata 2015-07-26 alle 20.31.14

 

 

 

Adesso, caro Maurizio, siamo nel bel mezzo di una guerra sotterranea, non dichiarata, ma esistente. Leggo sul Foglio di Ferrata una articolo in apertura di Giulio Meotti dal titolo “Sei contro le nozze arcobaleno? Rischi il posto e l’obbrobrio morale.

Arriva la dittatura  morbida  della gay colture”.

Siamo all’inizio di una Grande Persecuzione. A cosa serve la proposta di legge Scalfarotto? A tapparci la bocca.

Io sono alla base della gente e ascolto ogni giorno la disperazione della gente, che non ci capisce più nulla. Ma, lei, che è in ambienti di cerniera, può aiutare a trovare una strada, a svelare qualcosa di nascosto?

 

Caro Maurizio, ho l’impressione che stiamo sulla piana di Armagedon. Ciò che avveniva in Alto, adesso si è sposato in Basso. Non siamo più alla Rivoluzione Protestante, né al Nazismo. Siamo a qualcosa di troppo esteso. Toccherà a noi bere l’amaro calice che ci siamo preparati. Va bene, siamo in ballo e balliamo.

Sa quale è lo stato d’animo che porta quella povera gente sui barconi, rischiando la vita? E’ il fatalismo. Rischiano; sanno di rischiare; forse per volere di Dio ce la faranno. E’ ciò che si prova stando in Africa. In Congo stavo per essere fucilato, insieme a due missionari e ad un belga ferito, e non provavo nulla. E’ come se non riguardasse te. Ne parlavo con Tullio Moneta proprio stasera. Mi diceva che quando arrivavano ad ondate i Simba e li abbattevano a venti metri da loro, egli e i suoi soldati non pensavano a ieri e al domani, ma all’attimo fuggente. Se era destino che un colpo di kalashnikov li colpisse, voleva dire che così doveva andare. Lo stesso avviene per quelli dei barconi. Ma io mi getterei in mare per salvarli, perché forse affogare insieme potrebbe rappresentare per entrambi la salvezza.

 

Chi mi ha scritto questa lettera è Giorgio Rapanelli, classe 1937. Uno che è stato iscritto al PCI, che ha passato decenni in Africa prima come documentarista, e poi  – visti gli orrori, il caos e le violenze seguiti alla de-colonizzazione – come combattente. In Congo, negli anni 1964-66,  ha visto la rivolta d ei “Simba” (leoni in swaili), giovanissimi guerriglieri fanatizzati dai loro stregoni, che li convincevano di essere invulnerabili alle pallottole che si abbandonavano ad ad inenarrabili orrori, eccidi, stupri ed atti di cannibalismo. Il Tullio Moneta di cui parla, è stato un comandante del 5 Commando, un corpo di contractors – militari veri – inquadrati nella Armée Nationale Congolaise, che debellò l’orrore dei Simba. Moneta,  nativo di Fiume, passaporto sudafricano, oggi ha 78 anni.

Rapanelli ha sostenuto attivamente la causa dei sudanesi del Sud massacrati dal governo di Khartoum fino a diventare il rappresentante in Italia dell’Azania Liberation Front; nel 1970, è stato con i combattenti del Southern Sudan Liberation Front (guerriglieri anya-nya) del colonnello Joseph Lagu.

Sono nomi, eventi e tragedie che ai giovani non diranno nulla, e che si stingono nella memoria anche degli anziani come me; eventi che restano marchiati a fuoco nella memoria dei bianchi che “ci sono stati”,  con le armi in mano, mossi – molto più di quanto si voglia far credere – da uno strano miscuglio di avventura ed idealismo,  di mal d’Africa e di  volontà di  fare qualcosa, di arginare l’orrore  demoniaco degli inenarrabili tribalismi, crudeltà senza nome, carestie e morti che l’abbandono dell’Africa da parte dell’uomo bianco aveva prodotto.  Quel miscuglio  è stato ben reso nel film “I Quattro dell’Oca Selvaggia”, con Richard Burton, ispirato proprio alle imprese del 5 Commando.

“Mi son reso subito conto”, rievoca Rapanelli, “che concedere l’indipendenza alle popolazioni africane, impreparate a gestire il potere in forme democratiche occidentali, è stato un crimine”.

E’ dunque uno che conosce l’Africa da dentro, Rapanelli. Uno che vi è affondato dentro per anni, e non   l’ha vista da un hotel Hilton. Io sono affondato molto   meno in quell’orribile buco nero.   Non ho molti ricordi. Una intervista sul fiume Giuba al “generale” Aidid   che parlava di politica internazionale in politichese italiano, e tutt’attorno bambini prossimi alla morte per denutrizione, vecchi  sccheletrici  dai piedi piagati perché avevano fatto decine di chilometri per la razione   di pappa dell’Onu, e il corpo di una nonnetta tutta ossa, che i cani avevano già cominciato a rosicchiare. Un campo profughi di angolani nello Zambia ridotto alla fame per quella che il funzionario delle Nazioni Unite chiamò “the donor’s fatigue”, dopo tanti anni i “donatori” occidentali si stancano di dare, e le razioni in questi campi profughi si riducono a nulla – alla fame. Ricordo le bambine cacciate dalla famiglia perché avevano “fatto il malocchio” allo zio infettandolo di AIDS (lo zio le aveva violentate), e raccolte da suore francesi che le salvavano dalla fame – nessuno nutriva delle “streghe”. Ricordo la popolazione di Luanda abitare su montagne, vere e proprie montagne di spazzatura marcita e incancrenita, stratificata nei decenni – e Luanda  era famosa nelle statistiche per essere la città più cara del mondo, dove la vita era più costosa, perché le major petrolifere erano tutte lì coi loro bianchi in bungalows e compound, a fare la bella vita.

In questi ricordi c’è un denominatore comune, per cui mi associo alla domanda di Giorgio, il vero esperto:

Perché gli africani che arrivano sui barconi sono così in carne?

Migrants from sub-Saharan Africa rest inside a detention center in the Libyan capital Tripoli on June 4, 2015. Authorities, acting on a tip off, stormed a hideout where more than 500 illegal migrants, mostly men from African, were waiting for people smugglers to take them to boats to Europe, migration officials in Tripoli said. AFP PHOTO / MAHMUD TURKIA

 

Perché non sono come i guerriglieri che Giorgio ha ritratto nel 1970 ad Adodi, Sud Sudan?

Sud Sudan 1970 villaggio di Adodi, guerriglieri.

 

Ci dicono che fuggono da guerre e carestie: quali guerre? Quali carestie?

 

Guardate la foto scattata da Giorgio ai guerriglieri del Sud Sudan.  Quelli sono gli africani che ho visto nel buco nero. Gente che mangia una volta al giorno una ciotola di qualche   polenta innominabile condita con peperoncino, che non vede mai verdura, mai carne. Dico mai.  Sono africani del tipo che, nemmeno con la colletta tra i familiari della famiglia più allargata, sono in grado di raccogliere i 3 o 4 mila dollari per pagarsi il passaggio lungo il Sahara su autocarri, né tantomeno gli scafisti in Libia.

Come mezzo di trasporto hanno solo le  loro gambe; e come vedete, sono così filiformi che non li portano tanto lontano.

Questo è l’africano che ha bisogno di aiuto. L’africano che appena scoppia qualche guerra civile, o qualunque altro scontro tribale,   subito si vede ridotta la ciotola  dell’unico pasto  quotidiano,   già insufficente, della metà; che non ha una gallina ovaiola, che non ha altro che salsa di arachidi col peperoncino per condire la polenta di kassava, di valore nutritivo zero..questo è l’Africa, questo è il buco nero.

Non questi giovanotti con lo smartphone, non queste   belle mammine in carne con bambini pasciuti. Perché ci dicono che sono “siriani”   quando sono eritrei, e ancor più spesso africani equatoriali, gabonesi, ivoriani? Il presidente d ella Costa d’Avorio, si chiama Ouattara, in 4 anni di potere ha ammassato 27 miliardi di dollari.. il Buco Nero  è anche questo ed evidentemente non è cambiato. D’accordo, ma se ne occupino i francesi; è amico di Sarkozy.

Per questo odio e mi rivolta lo stomaco la “cultura dell’accoglienza”, il pietismo bavoso   sugli “Immigrati” che rischiano la morte sui barconi e vanno curati, vestiti, alimentati, forniti di scheda SIM perché possano telefonare a casa…perché non è solo falso, ma malvagio. Quelli che “accogliamo” non sono i poveri; sono gli intraprendenti,  e persino – sulla misura africana – ricchi. In questa nostra “carità”, non comprendiamo mai quegli africani con le gambe filiformi, che non hanno smartphone né tremila dollari, anzi nemmeno mezzo – che dico – nemmeno dieci centesimi per comprarsi un uovo. E che hanno veramente bisogno, loro, che basterebbe solo mezzo euro per migliorare la loro  razione.  A casa loro.

Li ho visti e lo so. Odio la nostra pelosa  e viscida  “carità” mediatica, clericale, sinistrista.

 

 

 

L’articolo Perche sui barconi non arrivano “questi”? è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • Luigi Zambotti

    A leggere gli ultimi articoli del Blondet mi convinco sempre di più che la sua dipartita dal sito talebano di Cacchio di nome Effedieffe fosse in realtà motivata dalla convinzione che continuara a difendere l’ormai indifendibile Chiesa cattolica era o da imbecille o da criminale.
    Onore a Blondet per la decisione presa.

    • Vortex

      Cazzo cazzo cazzo io ho fatto l’abbonamento a effedieffe appunto perche’ ci stava Blondet. Soldi buttati porca vacca

    • Vortex

      Cmq se ti interessa un bel posticino con tanto di popcorn per osservare l’implosione dei novus ordo (neo cattolici) consiglio:

      http://www.novusordowatch.com

  • Antonello S.

    Ogni volta che leggo un articolo di Blondet respiro aria pura, aria di pensiero libero.
    Nuovamente grazie di esistere.

  • fredhy

    Forse un indizio qua: La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata.

  • Melis Mario

    I sinistronzi ci condurranno alla morte. Comunque ce lo meritiamo, le pecore e le capre che continuano a non capire si meritano tutto

  • Franco Maraschi

    Il piano kalergi altro non e’ che, a mio parere, sradicare la cultura e civilta’ antica europea, cioe’ la romana e la greca. Mi pare chiaro.

    • Davide

      Concordo, ‘sradicare la cultura e civilta’ antica’ per portare il nuovo paradigma sociale in un mondo di nuovi schiavi.
      Chi si ricorda le marce per la pace, io rimasi indignato davanti ai cattocomunisti e media per azzerare i debiti del terzo mondo per poi fare arrivare nuovi finanziamenti e da lì nuove guerre.
      Grande Blondet

  • erik

    Nel ridente paesino di villeggiatura dove risiedo c’è un albergo interamente occupato dai profughi. Questi sono tutti vestiti bene e passano le giornate a fare passeggiate e a chattare con i loro smartphone od ascoltare musica sui loro iPod. Ovviamente vitto e alloggio gratis. Tutti ragazzetti in piena forma e che non fanno una mazza tutto il giorno, a pieno titolo in vacanza. Mi chiedo per quale motivo io mona devo pagare l’hotel o il ristorante…

    • userpacman

      Per fare la gioia di un albergatore ( e di una nota compagnia telefonica).
      Non c’è alcuna carità cristiana, non c’è alcuna solidarietà socialista. Mentre tu o qualcun altro se la prende con i governanti comunisti quell’imprenditore incassa 35 euro a notte a negretto.

      Non so quanti ragazzetti hai visto ma fai presto a farti i conti, ti aiuto: sono 1000 euro abbondanti a cranio ogni mese. Anzi, se potessi darci una stima io te ne sarei grato..

      • PClaudio

        E’ anche vero – e questo ai miei occhi non li giustifica, sia chiaro – che gli stessi albergatori che si “pappano” i 35 euro a immigrato sono stati prima debitamente spolpati e ridotti sul lastrico dalla mafia fiscale italiana. I nostri “governanti” prima riducono imprenditori e titolari d’immobili alla fame, poi “offrono” loro il contentino a spese del contribuente. Questo stato è PEGGIO della mafia, e il nostro ministro dell’Interno lo incarna magistralmente.

        • userpacman

          Situazione spinosa.. ho visto una videointervista ad uno di questi albergatori che ne aveva specificamente richieste tre dozzine al suo comune.. Alla fine voleva solo una stagione balneare coperta con tranquillità e quella era l’occasione giusta per ottenere un buon profitto con il minimo sforzo, non ci faceva i miliardi, ci manteneva qualche dipendente.

          D’altra parte mi immagino se i profughi, che ormai il comune si era accollato, fossero finiti proprio nell’albergo accanto al suo. C’è sempre buone chances che l’italiano medio, notoriamente se non razzista certamente ostile ai profughi di pelle scura, lanci una bella campagna su Facebook per boicottare l’intero litorale….
          Quest’uomo ha forse pensato, “prima che che me lo mettano nel c..o volontariamente o meno.. li anticipo e frego io tutti gli altri” : difficile dargli torto, onestamente.
          Purtroppo è un problema del libero mercato, un po’ come le aste al ribasso per le mense delle scuole 😉

        • erik

          Non do certo torto all’albergatore, purtroppo stava quasi chiudendo e ne ha giustamente approfittato. Ma i cittadini e il sindaco li condanno si! Fanno un danno enorme al paese con un turismo già precario! Abitanti che litigano tra loro, anziani che han paura, ecc…ma poi vederli! Altro che profughi di guerra!

      • erik

        Sono trenta. Ma è un paese di montagna di 600 anime, ed è solamente una frazione quindi non so nelle altre frazioni del territorio comunale…31.000 euro al mese…poi ovviamente una parte andrà a chi di dovere

        • Dogui

          Basterebbe telefonare all’ufficio turistico e chiedere quanti presunti profughi ci sono nel comune , poi in caso positivo, disdire e andare da un’altra parte. Funziona se le disdette sono in massa. Quelli onesti o insorgono e fanno chiudere l’opportunista o si convertono tutti all’opportunismo e fanno insorgere i residenti. Comunque vada il piccolo comune o la frazione vanno in malora.

          • userpacman

            Eccolo, ti aspettavamo! Se leggi il mio commento qui sotto ad “PClaudio” aspettavamo il primo caucasico a suggerire il boicottaggio in massa della zona ammorbata. Hai fatto presto. Come volevasi dimostrare la mia ipotesi “mi prendo io i negretti prima che qui non ci sia lavoro causa campagna anti-scuro” non era campata in aria, ha fatto bene quell’imprenditore: ha salvato il suo albergo, ha dato posti di lavoro per i prossimi mesi…

          • Dogui

            Ha salvato il suo albergo ? Mantenere un’attività di impresa con soldi pubblici a pioggia è salvare un’attività e posti di lavoro ? O creare ricchezza magari, suona anche meglio.
            Ma cosa sei ? Un grillino ?
            Per te è normale che uno stato spenda milioni per mettere in albergo clandestini , che prima o poi se ne vanno per conto loro o vengono rimpatriati (cioè non producono nulla se non spesa a babbo morto), mentre lascia chiudere aziende grandi, medie o piccole che siano, per troppa pressione fiscale, o scarsità di domanda ? O lascia andare in vacca la sanità per mancanza di fondi ? Tanto per fare due esempi.
            Aspetta , ho la risposta : facciamoli lavorare gratis.
            Ti do un’altra notizia. Negli alberghi oramai lavorano per la maggior parte solo stranieri , e prova a chiederti il perché. Se lo indovini capisci anche perchè l’albergatore prende i clandestini a 30 per volta.

          • userpacman

            Io non fornivo nessun giudizio morale. Non tifo per l’albergatore, non tifo per i profughi. Non voto e non sono iscritto ad alcun movimento.

            Ho riferito una notizia vera, l’albergo rischiava di chiudere, i posti di lavoro sono salvi seppur per qualche mese. Gente come te boicotterebbe l’intero paese (libera di farlo, sia chiaro) e lui è stato più reattivo di tutti gli altri albergatori anticipando domanda e boicottaggio.

            Fosse per me chiuderei i rubinetti a qualsiasi aiuto alle aziende, che ospiti neri, bianchi o marziani. Troppe ne abbiamo salvate dal fallimento, come facciamo con milioni di dipendenti statali, come facciamo con milioni di dipendenti privati via sussidi disoccupazione/cig.

            Mi hanno insegnato da piccolo: Hai voluto la bicicletta? E ora pedala! Chi non sopravvive, per me puo’ fallire. Chi non fallisce emigrerà o proverà a cambiare le cose. Qui si sta tenendo in vita un drogato con dosi controllate di eroina…

          • Vortex

            Si l’albergatore ha aiutato i giovani italiani, come no. In italia gli immigrati sono sei milioni e i disoccupati sono sei milioni. Di sicuro e’ una coincidenza. Per eliminare la disoccupazione basta importare altri sei milioni di immigrati dato che aiutano i giovani.

        • userpacman

          Non male per un paesino da 600 persone! Ultima domanda poi ti lascio stare, ci confermi che il sindaco è comunista/PDino? Che qui siamo alla caccia al rosso 🙂

          • erik

            Mmh non proprio…è una zona ad alta intensità leghista…

          • userpacman

            Che strano oh.. urlano COMUNISTA MANGIABAMBINI, urlano NO AI NEGRI, puzzano, si prostituiscono e rubano il lavoro ai nostri giovani!

            Tutti i beoti, in primis molti lettori di Rischio Calcolato si uniscono al coro da stadio: “Comunisti di merda, via i negri, vogliamo piu’ sicurezza!”

            E poi si scopre che il sindaco è di destra, magari leghista, che non disdegna pompini dalle nigeriane, che la madre anziana è accudita da una cingalese, e che nella fabbrichetta di famiglia 3 operai su 4 sono marocchini perche sì, portano via il lavoro ai nostri giovani ma cazzo, costano meno e non si ammalano quasi mai.

            E i beoti a tifare “Chi non salta è comunista!”
            Perche l’importante si sa, è che i rossi non passino!

          • erik

            Fa ridere ma è la verità…anzi sparando molte cose le hai centrate e ti confermo che anche nei fatti è proprio così.

          • Vortex

            Scusa ma se sono un leghista e un imprenditore ho due scelte:

            1. posso bestemmiare perche’ i politici favoriscono l’invasione ma poi assumere immigrati per poter competere.

            2. posso rifiutarmi di assumere immigrati, dare lavoro agli italiani, andare in bancarotta e vivere sotto al ponte.

            Perche’ devo per forza scegliere la seconda? A che pro? Non e’ piu’ razionale scegliere la prima nella speranza che la politica tolga il vantaggio competitivo della manodopera in nero a tutti?

          • userpacman

            Cioè sei leghista, imprenditore ma la tua soluzione è socialista? Attendere che lo stato imponga un salario minimo mentre ti godi i contributi pubblici?

            E nel frattempo urli allo “sporco negro”, al “terrorista islamico” mentre li assumi, e mentre ne chiedi due dozzine al tuo sindaco (magari comunista) dai la colpa ai comunisti?

            Libero di farlo si, ed è pure razionale considerando che c’è pieno di beoti per i quali diventi un eroe appena ti sentono sbraitare “Abbasso il comunismo!” e si dimenticano delle “piccole” incongruenza di cui sopra..

          • Vortex

            Non sono incongruenze. Se la competizione ti OBBLIGA ad assumere immigrati, l’unica scelta che hai e’ di agire politicamente per ELIMINARE L’OBBLIGO. E’ l’unica scelta e non ci sono alternative. Deve essere lo stato a eliminare la concorrenza sleale. L’individuo da solo NON PUO’ perche se ci prova va in bancarotta e non ottiene nulla.

          • userpacman

            Il punto è che mentre urla al mondo “negri di merda”, perdonami la semplificazione, assume negri. Io un minimo di incongruenza ce la vedo, ma potrei sbagliarmi.
            L’altro punto è che in mezzo alle botte di “comunista di merda” spinge per il salario minimo, dicendo che se un essere umano è disposto ad accettare uno stipendio più basso di un altro fa “concorrrenza sleale” !?!
            Un po’ marxista per essere un imprenditore leghista….

          • Vortex

            Nel capitalismo lo stipendio si basa sulla domanda e offerta. Se si aumenta l’offerta di manodopera tramite l’immigrazione e’ matematico che gli stipendi di tutti calino ( e viceversa).

            In un ipotesi che i leghisti vanno al potere (fantascienza) e poi onorino gli impegni elettorali (star trek) e caccino tutti gli immigrati allora, si, gli stipendi aumenterebbero per tutti.

            p.s. in un economia come la nostra dove il mercato del lavoro e’ fossilizzato da sindacati ecc. variazioni di domanda e offerta aumentano e abbassano il tasso di disoccupazione

          • userpacman

            Non è fantascienza, i leghisti sono andati al potere, e localmente alcuni lo sono ancora. Le regioni leghiste sono quelle a piu’ alto tasso di immigrati, guardacaso. Io non credo alla favoletta che in attesa di andare al governo nazionale per poter scacciare gli immigrati assumo piu’ immigrati possibili, non riesco proprio.

            Magari mi ritrovo il giorno che vinco le elezioni con il 90% dei dipendenti stranieri e quella mattina quando si presentano a timbrare gli dico “Fregati! Finalmente qui non posso piu’ assumervi, siete licenziati. Tornate a casa o spostatevi in un altro paese europeo, da domani finalmente posso assumere qualcuno che mi costa decisamente di piu’ ma è italiano!”
            Tanto non siamo in un mercato globale 😉

            “in un economia come la nostra dove il mercato del lavoro e’ fossilizzato da sindacati..”
            Daje con la caccia al comunista.. sicuro che il problema siano i sindacalisti rossi? La pressione fiscale al 60+% è certamente un problema secondario quando i sindacalisti sovietici sono alle porte di Roma.. La burocrazia medioevale e le ore/soldi che sprechiamo dietro ad essa? Nulla certo in confronto a quei bolscevichi sindacalisti…..

          • Vortex

            Il governo locale non puo’ violare leggi nazionali che proibiscono discriminazioni verso stranieri e favoritismi verso italiani.

            I sindacati sono co-responsabili della calcificazione del mercato del lavoro. La cultura italiana, primitiva, anti-capitalista e anti-mercato e’ anch’essa co-responsabile.

            La pressione fiscale marxista e l’organico statale indisciplinabile sono altri problemi causati dalla stessa radice; sindacati e cultura primitiva.

          • userpacman

            Sarà.. Io vivo in Liguria, il mio governo locale non potrà violare alcunchè ma io (che sono contrario quanto te alle politiche italiane ed europee di gestione dei flussi migratori) collaboratori immigrati nella mia attività non li assumo. Che vadano un po’ più in là.. Ventimiglia è vicina e il confine sui monti li dietro è un colabrodo.

            Restiamo in disaccordo sulla destra italiana, va in tv ad urlare “no ai negri che ci rubano il lavoro” e poi che li vota li assume dando la colpa ai rossi. Non lo tollero proprio, mi dispiace, è un livello di ipocrisia che non ritengo sopportabile, mi urta quasi quanto Renzi e Vendola assieme. Un po’ come quando sento in tv che l’aumento della disoccupazione in Italia è dovuto ai flussi migratori: sono io il primo a lamentarmi che ne assumiamo troppi ma da li’ a dar la colpa ai flussi quando il 95% degli oggetti che usiamo o con cui interagiamo è fatto in Cina, India o paesi del’est europa in cui abbiamo delocalizzato le produzioni negli ultimi 15-20 anni.. Sembra proprio che non riusciamo a vivere senza il capro espiatorio, sempre a guardare in casa del vicino senza fermarci un secondo a riflettere sulla nostra dose di responsabilità. Ed è un piacere discuterne civilmente 😉

  • userpacman

    Domanda più che legittima ed ignorata dai media mainstream: “Perché gli africani che arrivano sui barconi sono così in carne?”

    Vediamo se il rasoio di Occam ancora una volta si dimostra utile.
    “Forse perché avevano abbondanti pasti a disposizione fino al giorno del viaggio”

    Parliamoci chiaro, questi viaggi costano un occhio della testa, si parla di migliaia di dollari a persona e vediamo spesso muoversi interi nuclei familiari.

    Ora, giusto per fare un esempio, nel 2013 il 41% degli americani dichiarava di non avere più di 500 dollari di risparmi sui propri conti. Dubito che l’italiano medio sia messo molto meglio, figuriamoci il nordafricano. Se c’è qualcuno che puo’ pagarsi o pagare a moglie e figli uno di questi viaggi non è di certo il nordafricano pezzente che chiede la carità per le vie di qualche città di frontiera. E’ probabilmente un proprietario terriero, di bestiame, un commerciante che paga il viaggio al parente/amico…

    Chi arriva non è Di Caprio a Wall Street, siamo d’accordo, ma perdonate il paragone con l’Italia, non è un operaio del nordest, un infermiere statale, un libero professionista che arriva giusto e tranquillo a fine mese.
    E’ uno che giù aveva un reddito paragonabile a non tutti i lettori di RC: un “borghese” (passatemi il termine arcaico) da salotti buoni. Probabilmente un tipo più da cene di finanziamento di Forza Italia che da frittelle alla festa dell’Unità, sicuramente più da piacevoli incontri con Funnyking a Mendrisio che da spinello con gli amici al concerto del centro sociale.

  • Maximus

    Piano piano gli ex PCI stanno diventando tutti leghisti…..
    Un po’ duri di testa ma ci arrivano anche loro…

    • Stefano74

      Ma la domanda rimane :”Perché gli africani che arrivano sui barconi sono così in carne?”

      • Maximus

        Perchè chi emigra non è disperato come ci raccontano : si tratta di gente relativamente istruita e ricca.
        Chi è alla fame non emigra : l’ Africa negli ultimi anni ha aumentato la sua ricchezza e questa classe media africana sta scommettendo su un progetto migratorio e soprattutto sulla nostra coglionaggine.

      • fabio

        « … siamo sulla piana di Armagedon. Ciò che avveniva in Alto, adesso si è sposato in Basso. Non siamo più alla Rivoluzione Protestante, né al Nazismo. Siamo a qualcosa di troppo esteso. Toccherà a noi bere l’amaro calice che ci siamo preparati.»
        La battaglia (quasi) finale tra il bene ed il male.

        È una guerra tra potenti che avviene dietro le quinte. Il sipario sta per essere strappato via, ormai è talmente malconcio che si intravede molto di quanto c’è dietro.
        Poi sarà l’orrore che adesso si stenta ancora ad immaginarlo.

  • silvia

    Sono sicura che questi finti profughi non pagano un cent per imbarcarsi,poiche’ si,sono benestanti tanto da avere uno smartphone, ma non hanno 3-4000 euro a testa. L’Africa, che ho girato in lungo e largo,non e’ quel posto di disperazione fame e guerre che si vuole far credere(tranne ovviamente in alcune zone ristrette).C’e’ secondo me un traffico mafioso che coinvolge sud Italia e nord Africa atto a impolparsi i fondi per l'”emergenza”messi a disposizione sia dal governo italiano sia dall’Europa.Ogni tanto qualche barcone rovesciato fa pure comodo…..per rafforzare le ipocrite operazioni di salvataggio.Come mai vengono rigorosamente sbarcati in Italia anche se vengono “salvati ” da navi straniere?ovviamente a questa organizzazione criminale non frega niente sia degli italiani sia degli immigrati …ora e’ il momento dell’abbuffata per cui preparatevi:verra’tutta l’Africa qui,e sara’ la fine definitiva della nostra pallida civilta’.Questi profughi vengono perche’ sanno che vengono “salvati” e alloggiati a sbafo….tanto vale tentare,con spirito opportunista.Sperano di trovare qualche occasione buona o opportunita’ ma non perche’ stavano morendo di fame…anzi.

  • Lucio

    io l’ho sempre detto rischiando pure di venire offeso e definito razzista, schifoso, nazista e figlio di buona donna.

    Se il popolo italiano vuole farsi prendere per il culo lo faccia pure. Ben gli starà se verrà distrutto, sottoposto ad atti terroristici, sottoposto ad imposte e leggi assurde ecc ecc.
    Peccato che io continui a farne parte e quindi subirò quello che è causa dei troppi finti moralisti del caxxo.

  • Belaundeterzo Terzo

    E allora io propongo la misurazione del punto vita.
    E chi non rientra nei parametri fanculo a casa sua.

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