I banchieri centrali scaricano le colpe. Ma S&P’s e oro della Fed li inchiodano

Di Mauro Bottarelli , il - 3 commenti

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Dunque, cominciamo con un breve excursus cinese , perché vale davvero la pena. Primo, nonostante la vulgata ufficiale voglia il governo e la Banca centrale (PBOC) intenzionati a non intervenire più sul mercato, ieri il “Plunge Protection Team” è entrato pesantemente in gioco sulla chiusura delle contrattazioni, comprando con il badile sul suo indice preferito, l’SSE 50 delle grandi aziende quotate e spingendolo dai minimi di 2071 punti a una chiusura in verde, con un aumento di 140 punti sul finale. Dato che ha reso possibile anche il -0,78% dello Shanghai Composite, che infatti in contrattazione aveva toccato anche il minimo intraday di -4%, come ci mostra questo grafico.
China_PPT
Ma c’è di più, perché se da un lato le autorità hanno spronato i brokers ha sostenere il mercato e hanno proseguito con gli arresti ad minchiam di qualche poveraccio che da oggi per professione sarà “capro espiatorio”, dall’altro stanno mostrando segni di lucidità pari a quella del presidente della Sampdoria nelle interviste post-partita. La scorsa settimana, infatti, avevano alzato la quota di emissioni di debito per le autorità locali nel programma di swap sul debito, un problemino pari al 30% del Pil nazionale ma ieri hanno deciso di porre un cap alle stesse pari a 16 trilioni di yuan per l’intero 2015. Va beh, hanno fatto due conti e hanno cambiato idea. Peccato che alla luce di un aumento delle sofferenze bancarie, passate da 1,29% alla fine di marzo all’1,4% della fine di giugno, le autorità abbiano tolto il cap del 75% sulla ratio loan-to-deposit! Poracci. Se poi la correlazione tra Nasdaq e Shanghai Composite rappresentata da questo grafico dovesse rivelarsi premonitrice…
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Ma veniamo al cuore dell’articolo e anche del problema. Solo ieri sono venuto in possesso dei documenti relativi al congresso annuale della European Economic Association, tenutosi il 25 agosto scorso. All’interno, una perla assoluta. Vitor Constancio, vice-presidente della Bce, ha avuto l’ardire di pronunciare queste parole: “A volte le critiche dirette verso le nostre politiche attribuiscono implicitamente all’azione delle Banche centrali la responsabilità per l’attuale ambiente di tassi di interesse bassi. Ma la verità è precisamente l’opposto: le Banche centrali stanno semplicemente reagendo e provando a correggere una situazione che non hanno creato”. Come fai a non voler bene a uno così, ci vorrebbe un WWF apposto per i banchieri centrali. O, forse, un TSO. Ma non basta: “Nelle condizioni attuali di breve termine, è la politica monetaria ad avere la capacità di creare la speranza che questa normalizzazione protegga i risparmiatori in futuro e migliori i margini netti per le banche”. Roba da mettere la sua fotografia sul comodino.

Ora, io capisco che questa gente probabilmente ha avuto un’infanzia difficile, magari qualche compagno bullo gli ha fregato la fidanzata ma come fanno a dire certe assurdità? Vorrei che Vitor Constancio leggesse questo articolo e mi rispondesse a questa domanda, solo questa. Come mi spiega questa dinamica, alla luce delle sue dichiarazioni di discolpa?
Fed_equity
In molti infatti sono rimasti stupefatti, la scorsa settimana, dalla reazione v-shaped del mercato equity statunitense dopo il “Black Monday”: bene, il grafico qui sopra vi spiega la semplicissima ragione che ha sostanziato quel rimbalzo. Essendo andato ribassista nel suo overshot rispetto allo stato patrimoniale della Fed, riferimento di trend implicito, lo Standard&Poor’s è rientrato prontamente in quello che possiamo definire il “Fed fair value”, tra 1980 e 2000 punti. C’è però un problemino, che a mio modo di vedere implica una lievissima correlazione tra operato della Banche centrali dal 2009 in poi e mercato azionario.

All’inizio del 2016, il bilancio della Fed andrà incontro a 400 miliardi di maturities, un dato che il mercato non ha affatto già prezzato. Quindi, se la Banca centrale Usa non darà vita al QE4, cosa accadrà? Lo stato patrimoniale della Fed vede lo S&P’s 500 a un livello implicito di 1990 ma se per caso non si opererà off-setting sui quei 400 miliardi, di fatto si sostanzierà un restringimento del bilancio, il contrario del QE. E dove andrà lo S&P’s 500? Crollerà a 1800 e poi ancora più giù, magari innescando un simpatico effetto domino.

E quest’altro grafico, come me lo spiega?
Total_debt_GDP
Chi a permesso al debito totale di crescere di 57 miliardi di dollari dal quarto trimestre del 2007 ad oggi, superando la crescita del Pil mondiale? Il libero mercato? Von Hayek? O forse le stamperie in servizio permanente ed effettivo che starebbero solo reagendo a una situazione che non hanno creato?

E che dire di quest’altro grafico,
US_margin
il quale ci mostra plasticamente come la politica finora espressa dalla Fed, sta permettendo un’altra volta all’1% di fare strazio della carcassa dell’economia reale. Insomma, a diagnosi corretta è seguita una cura errata. Anzi, che amplifica il male. E nessuno dica che anche questa volta non aveva visto formarsi una massa di margin debt simile sulla Borsa Usa: va bene una volta, due ma tre non può essere una coincidenza. Forse, solo per Constancio lo può essere. Il problema è che rispetto all’ultima volta, le banche sono ingrassate ancora grazie a schemi Ponzi simili e il debito è aumentato a dismisura: ne usciremo?

Io ho un timore, amplificato dal fatto che la Cina continua a bruciare riserve per sostenere lo yuan (100 miliardi in due settimane, se arriva a 1 trilione l’effetto sarà distruggere il 60% del QE3 della Fed). Come ci mostrano questi grafici,
China_bund1
China_bund2
non è che Pechino ha cominciato a liquidare anche le sue detenzioni di Bund per finanziarsi, visto che il prezzo del decennale è al minimo da un mese e il rendimento al massimo da sei settimane? Non è che tra poco non ci sarà più liquidità per comprare debito estero e quindi o la Federal Reserve tampona con il QE4 oppure arrivederci ai Treasuries? E la Bundesbank, che farà se il trend non si inverte?

E in questo contesto, cosa sanno proprio i banchieri centrali che non possiamo solo intuire? Guardate questo grafico,
Fed_gold_crisis
ci mostra come a luglio le detenzioni di oro in custodia alla Fed di New York siano calate ancora in termini di tonnellate e dopo essere scese sotto quota 6mila a gennaio, ora sono a 5950, l’ammontare più basso da decadi intere e il 18mo mese consecutivo di ritiro di oro fisico, qualcosa come 192 tonnellate negli ultimi 12 mesi, 246 tonnellate dall’inizio del 2014. Me lo chiedo perché, solo casualmente, un trend simile si era registrato a partire dal marzo 2007 fino a novembre 2008, quando le Banche centrali straniere ritirarono oro dalla Fed di New York per 20 mesi consecutivi su 21, culminando i rimpatri tra settembre e novembre 2008, ovvero tra i collassi di Lehman Brothers e AIG e il lancio della primo salvataggio del mondo da parte della Fed. Al netto di questo, cosa sta muovendo l’attuale dinamica di rimpatrio?

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