La lotta al contante serve solo allo Stato. E la cash-only economy spaventa il Leviatano

Di Mauro Bottarelli , il - 15 commenti

Greek_banks
Con un post di ieri pomeriggio, Funnyking vi ha già ragguagliato sul piano del ministero delle Finanze greco per imporre nuove e più pesanti restrizione sul contante per pensionati e dipendenti pubblici, una mossa che nelle intenzioni del governo servirebbe a contrastare l’evasione fiscale e quindi a recuperare gettito. Preso atto che gli eventuali evasori sarebbero i commercianti, visto che pensionati e dipendenti pubblici sono tassati alla fonte, il taglio è draconiano: queste due categorie – 2,65 milioni di pensionati e 600mila dipendenti statali – potranno ritirare infatti solo 150 euro alla settimana, contro l’attuale cap di 420 euro. Insomma, 600 euro al mese cash poi si va di transazioni tracciabili con carta di credito o debito. Proprio sicuri che questa mossa serva al suo scopo ufficiale?

Al netto di uno Stato che va a dare la caccia ai piccoli commercianti per un po’ di nero e non ha tassato per anni gli armatori che oggi se ne vanno proprio per non pagare imposte, mi sorgono due dubbi, uno di ordine morale e uno economico. Il primo è sintetizzato in questo grafico,
Greek_pensions
il quale ci mostra come il sistema pensionistico greco scarichi la gran parte degli oneri per il suo mantenimento sulla fiscalità generale e non sui contributi pagati! Quindi, al netto di una riforma assolutamente ineludibile di questo sistema e dei privilegi ancora in esso contenuti (baby pensioni in testa), è normale che per fare cassa come primo atto si vada a incidere su un libertà fondamentale dell’uomo, ovvero poter disporre dei propri mezzi? Secondo, chi ci guadagna da questa scelta? Le banche in primo luogo, visto che potranno tenersi più a lungo gli ammontare di pensioni e salari sui conti, un qualcosa come 1-1,5 miliardi di euro al mese e che in Grecia applicano una commissione di 2 euro su ogni transazione elettronica!

Ma poverini, c’è da capirli, conciati come sono e come ci mostrano questi grafici
Greek_deposit
Greek_deposit_outflow
non possono che chiedere aiuto alla lunga mano dello Stato, arraffatore per antonomasia. Anche perché dal 1 gennaio entrano in vigore le nuove regole europee sul bail-in, ovvero sul salvataggio delle banche senza oneri per le casse pubbliche ma con il “contributo” di depositari sopra i 100mila euro, azionisti e obbligazionisti. Si chiama Bank Recovery and Resolution Directive e per i greci potrebbe significare un conticino da 15 miliardi di euro, visto che a fronte dei 25 necessari per ricapitalizzare il moribondo sistema del credito ellenico, la nuova normativa ne mette a disposizione immediatamente solo 10. Gli altri arriveranno solo e quando depositari, soci e detentori d bonds avranno subito una tosata pari al 8% delle loro liabilities totali!

Ma se pensate che la lotta al contante, ammantata da spirito di Robin Hood, sia in atto solo in Grecia vi sbagliate, perché negli Stati Uniti è in atto una forma di controllo del capitale meno radicale ma molto più capillare e quotidiana. Questo grafico
US_Atm1
ci mostra infatti come la commissione media per prelevare ai bancomat sia di 4,52 dollari, mentre la media out-of-network a New York è Atlanta sia già a 5 dollari: parliamo di un aumento del 21% negli ultimi 5 anni! Quest’altro grafico
US_Atm2
ci mostra i costi del servizio nelle principali città degli Usa, con Phoenix, Miami e Milwaukee tra le più care, mentre le più a buon mercato sono San Francisco e Cincinnati con 3,86 dollari, Kansas City 4,01 dollari, Dallas con 4,11 dollari e Seattle 4,21. E anche in questo caso, chi ci guadagna? L’eliminazione del cash ha evidenti benefici anche in questo caso sia per lo Stato che per le banche, visto che ogni transazione può essere tassata, può imporre il costo di una commissione e il rischio di bank-run in caso di crisi viene pressoché eliminato.

Ma non è tutto. C’è una ragione ancora più profonda, almeno negli Usa, per la crociata contro il contante: ovvero, la crescita della only-cash economy, ovvero ciò che noi chiamiamo lavoro nero. Questo grafico,
Cash_only2
ci mostra come la percentuale di imprenditori e liberi professionisti sia continuata a scendere dal 1940 ad oggi, tanto che oggi negli Usa si contano 142 miloni di lavoratori e 9,4 milioni di liberi professionisti, di cui circa 5 milioni di cosiddetti “Incorporated”, ovvero avvocati, ingegneri e architetti. Quest’altro grafico,
Cash_only3
invece ci mostra il trend dell’imprenditoria dal 1929 al 2015, un crollo che si sostanzia soprattutto nei periodi di cosiddetta ripresa economica a causa di alta tassazione, regolamentazioni senza senso e invasive, commissioni, licenze, spese legali e quant’altro lo Stato sappia inventare per rendere un inferno la vita di chi vuole fare impresa. E parliamo della presunta patria del libero mercato e dell’intrapresa!

Quest’altro grafico
US_savings
ci mostra un trend: stando a un sondaggio condotto da Google Consumer, il 62% degli americani ha meno di 1000 dollari sul conto corrente e il 21% non ha proprio un conto in banca. Di più, tra chi prima del 2008 aveva dei risparmi, il 57% ha detto di averli utilizzati durante la recessione, stando a dati della Fed.
In effetti, visto che il beneficio di cui la cosiddetta “main street” statunitense ha potuto godere durante i tre cicli di QE è sintetizzato da questo grafico
Cash_only1
non stupisce che uno abbia dovuto mettere mano ai risparmi per tirare avanti, magari a fronte della perdita del posto di lavoro. Ed eccoci arrivare al punto ed entrare in campo la variabile che ha permesso a moltissimi americani di sopravvivere durante questi anni di sfolgorante ripresa obamiana, ovvero la cash-only economy.

Per la professoressa Laura Gonzalez, docente di finanza personale alla Fordham University, “normalmente si pensa al lavoro nero per Paesi come il Brasile o l’Europa del Sud ma con la situazione occupazionale e l’incertezza economica, non è sorprendente vederlo crescere negli Stati Uniti. Stime della University of Wisconsin-Madison parlavano a fine 2013 di un’economia sommersa negli Usa pari a 2 trilioni di dollari, il doppio di quanto stimato nel 2009 e secondo uno studio della Johannes Kepler University di Linz pari all’8% del Pil statunitense.

In parole povere, se i consumi non si sono schiantati ulteriormente – pesando questa voce per il 75% del Pil Usa – è solo grazie a quel denaro nero che è finito comunque nei registratori di cassa di negozi e grandi magazzini, muovendo un minimo l’economia e permettendo alla classe media sempre più in crisi di campare, al netto dell’indebitamento precedente (mutui immobiliari o scolastici). Insomma, il nero ha parzialmente salvato “main street”, non Obama o la Fed! Ecco perché si fa la lotta al contante, per il semplice fatto che la gente potrebbe finalmente capire che quando interviene lo Stato lo fa solo per tutelare sé stesso e i suoi interessi di sistema (banche), mentre il mercato muore e con esso l’economia reale.

E se stando a uno studio dell’Internal Revenue Service, il mancato introito fiscale da lavoro nero nel 2012 per gli Usa è stato di 500 miliardi di dollari, contro i 384 miliardi del 2001, c’è un problema, prima di cominciare a strepitare contro l’evasione e il lavoro non contrattualizzato. Stando a un report dell’ADP Research Institute, molti datori di lavoro, specialmente per occupazioni a basso salario come i servizi di ristorazione o le vendite retail, riducevano le ore lavorative settimanali dei dipendenti sotto le 30, come ci mostra questo grafico
Obama_30hours
per un motivo solo, spiegato da questi altri grafici.
Obama_benefits
Obama_benefits2
Obama_benefits3
Ovvero, evitare i benefit sanitari sempre più alti imposti attraverso il programma sanitario Obamacare o pagare multe e sanzioni per non averlo fatto. Direte voi, sacrosanta la tutela sanitaria. Peccato che l’unico risultato sanitario ottenuto da Obama attraverso l’Affordable Care Act sia stato il notevole aumento dei tassi per i piani assicurativi venduti sotto la Federal Health Law, a fronte di costi futuri di Obamacare enormi, come ci mostrano questi grafici.
Obamacare3
Obamacare4

Ma sapete com’è, questi altri due grafici ci dimostrano a cosa sia davvero servito quel programma,
Obamacare_GDP1
Obamacare_GDP2
ovvero a mantenere minimamente in vita con le sue spese obbligatorie il Pil Usa e le aspettative inflazionistiche, spacciando al mondo la narrativa della ripresa economica. Vedete, si parte dalle semplici restrizioni sui prelievi o sui costi in aumento ai bancomat e si scopre che dietro c’è molto di più. Ovvero, il mantenimento dello status quo finanziario e politico di un modello statalista e disfunzionale.

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