Usa, prosegue la galleria degli orrori macro ma gli americani danno il sangue. Letteralmente

Di Mauro Bottarelli , il - 7 commenti

Barackula
Barack Obama ha rotto gli indugi e si è travestito da Rambo: gli Stati Uniti tornano infatti a fare la voce grossa e ad agitare le acque del Mar della Cina meridionale, inviando una nave da guerra a 12 miglia nautiche dalle isole artificiali Spratly, rivendicate da Pechino. Un funzionario del Dipartimento della Difesa ha sottolineato che gli USA non hanno avvertito la Cina di questa manovra, spiegando che “non è necessario consultare nessuno quando si esercita il diritto della libera navigazione in acque internazionali”. Immediata però è giunta la reazione del governo cinese che, attraverso il suo ministro degli Esteri, Wang Yi, ha puntato il dito contro gli Stati Uniti, intimandogli di non “creare problemi dal nulla” in questo tratto di mare e convocando l’ambasciatore Usa.

Accipicchia, roba grossa. Insomma, mica tanto. Perché Rambo, se guardato bene bene da vicino, assomiglia più ad Alvaro Vitali. Vi spiego anche perché, basandomi su un reportage della Cnn, nota emittente anti-americana e di ispirazione trozkista. Lunedì i leader del Congresso e la Casa Bianca, in maniera totalmente bipartisan, hanno infatti raggiunto un accordo per alzare il limite di debito e i budget caps per difesa e programmi interni. Di fatto, un modo per evitare il formale default del 3 novembre e lo shutdown dell’11 dicembre. Oltretutto, l’accordo include un aumento di 80 miliardi di dollari per difesa e welfare nei prossimi due anni. E come si finanzia tutto ciò?

Così,
Oil_US1
ovvero vendendo le riserve strategiche di petrolio nel momento di prezzo più basso da anni e anni, un po’ come Gordon Brown fece con quelle auree di Sua Maestà. E a chi le si vende? Alla Cina, la quale come ci mostra il grafico
Oil_US2
è in pieno programma di riempimento delle proprie riserve strategiche (SPR) e si avvantaggia delle difficoltà di budget degli Usa e del basso prezzo per comprare a dir poco a saldo, visto che il suo programma andrà avanti fino al 2018. Accipicchia, proprio guerra di nervi, Obama stavolta non arretra di un passo.

D’altronde, non c’è da stupirsi, visti gli ultimi indicatori macro usciti ieri negli Stati Uniti. Cominciamo da questo,
Durable_goods1
ovvero dal fatto che nonostante la pesante revisione al ribasso del dato di agosto (-2,3% su base mensile), nel mese di settembre i nuovi ordinativi di beni durevoli si sono letteralmente schiantati al suolo, calando dell’1,2% e per il quinto mese quest’anno. Su base annua il calo è stato del 3,6%, il sesto calo consecutivo per le letture anno su anno. Ma quest’altro grafico ci dice di più sullo stato dell’economia reale Usa,
Durable_goods2
visto che dimostra plasticamente come il Core CapEx su base annua sia in calo del 7,9%, la peggior lettura dal 2009, mentre quest’altro
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certifica il crollo nonostante l’aggiustamento stagionale. Alziamo i tassi a dicembre? O forse, invece, siamo alle soglie di una bella recessione? Non ditelo a Radio24, però, ci restano malissimo, peggio che se gli insultaste la mamma.

E che dire del dato dei servizi, i quali come ci mostra questo grafico
US_services
a ottobre hanno presentato una lettura di 54.4, la più bassa da nove mesi e ben lontano dal 55.5 atteso. L’ultima volta che si registrò un dato così basso (54.2) era in gennaio, quando la Fed giustificò tale debolezza con il maltempo e, in parte, con gli scioperi nei porti. Ottobre è stato molto mite negli Usa e settembre il più caldo della storia, a detta dei meteorologi: quindi? Colpa della carne rossa? Di Putin? Di Marc Marquez? Una cosa è certa, per Markit “questa debolezza farà crescere le richieste verso i regolatori di un rinvio dell’aumento dei tassi fino a quando l’economia non avrà raggiunto un passo più sostenuto”. Amen.

Ma non basta, perché quello di ieri è stato davvero un festival dell’orrore macro. Ricorderete come nelle ultime settimane io abbia insistito sulla non convergenza del dato sulla fiducia dei consumatori tra il Conference Board e l’istituto demoscopico Gallup. Bene, ora i dati cominciano a convergere: nemmeno a dirlo, al ribasso. Questo grafico
Conf_board1
ci mostra infatti come il Conference Board sia sceso a 97.6 dai 103 del mese precedente e mancando in pieno le attese di 102.9, con la voce “hope” ai minimi da tre mesi. Questi altri due grafici
Conf_Gallup1
Conf_Gallup2
invece ci parlano dell’Economic Confidence Index di Gallup, il quale nella settimana conclusasi il 25 ottobre era a -13, stesso risultato della settimana precedente e fisso nel range -12/-14 da otto settimane di fila. Di più, il secondo grafico ci dice come il 24% degli americani pensino che l’economia sia in condizioni buone od ottime contro il 30% che le definisce “povere”, mentre l’outlook economico è a -19, visto che il 38% pensa che l’economia migliorerà contro il 57% che pensa il contrario.

E questo ha delle implicazioni, perché all’interno del Conference Board c’è anche questo dato,
US_auto2
ovvero il fatto che il numero di persone sta pianificando l’acquisto di un’automobile è ai minimi dal gennaio 2013, un qualcosa di sgradevole se posto in relazione al record raggiunto dalla ratio scorte/vendite dei produttori Usa,
US_auto1
ai massimi assoluti per un periodo di non recessione e con il fondamentale mercato cinese in netto rallentamento nel secondo semestre di quest’anno. Essendo quello dell’auto l’unico comparto che finora aveva salvato un po’ di dati della manifattura, c’è poco da stare allegri.

Ma si sa, fatti salvi i giornalisti del Sole24Ore, Stampa e Repubblica, tutti sanno che questi sono momenti difficili per gli Usa, momenti nei quali occorre dare il sangue. Letteralmente, però. Perché come raccontava nel suo reportage dell’altro giorno il noto quotidiano stalinista Los Angeles Times, con 9,4 milioni di americani in più sotto la soglia della povertà rispetto al 2007, come ci mostra il grafico,
US_poverty
la gente deve arrangiarsi per campare. Si tira la cinghia, si utilizzano i sussidi federali, i food stamps per mangiare e poi.. si dona il sangue. Per l’esattezza il plasma, pagato tra i 25 e i 30 dollari dopo una donazione che può durare due ore. Addirittura, l’offerta è tale che il gruppo Octapharma offre 50 dollari a donazione per le prime cinque visite e nei suoi laboratori campeggia un poster con scritto “Donate 10X by the end of October for a chance to win a TV!!!”. Ma c’è poco da ridere, perché il signor Rogers intervistato dal Los Angeles Times ha giustificato così la sua scelta: “Quando prendi 50 dollari ti senti bene, perché posso pagare la bolletta del gas”. E non di solo plasma campa l’uomo, visto che sono in grande aumento anche le donazioni di sperma, ovuli, latte materno e urina, molto richiesta per evitare controlli anti-doping e anti-droga. Se non ci credete, cercate nell’archivio on-line del Los Angeles Times.

Accidenti che ripresa, ragazzi! Ma non ditelo a quelli di Radio24, mi raccomando. Teniamocelo per noi complottisti anti-americani e anti-capitalisti. Loro, invece, sono amici e seguaci del libero mercato, lo stesso che ci ha portato a questa situazione,
Fed_GDP1
plastica rappresentazione di come le mosse monetarie della Fed, che oggi torna a riunirsi nell’ennesimo meeting pantomima, abbiano creato una trappola della liquidità da cui pare impossibile uscire. A meno di un bell’evento bellico, un warfare multiplier in piena regola. E quando leggo che si vendono le riserve petrolifere per garantire extra-spesa per il comparto difesa nei prossimi due anni, qualche dubbio mi viene. Perché allora ci sarà al governo Hillary Clinton, una che di guerra ne sa qualcosa e con sponsor che non attendono altro che alla Casa Bianca arrivi un inquilino pronto a tutto.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

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  • Caio Giulio

    Rompere alla Cina in questa fase?? Che geni e mi domando solo dove li trovano così brillanti?

    • Cruciverba

      Sono alla frutta … stanno perdendo il controllo e sono disperati … sono in grado di fare qualunque atto occhio !

      • Massimo

        esatto
        ma questo vale per tutto l’occidente: il pasticcio greco è lì a monito della loro “capacità” a panificare ed evitare i disastri.

        stanno stremando il cavallo fino alla sua morte.
        con la compiacenza della maggioranza del popolino: ah poi 0 pietà per chi non ha osato dire qualcosa per fermare sto casino!

  • maggioranza_silenziosa

    Bottarelli for Pulitzer!!

  • Peppino Prisco

    è la volta buona che gli usa scompaiono dalla mappa.

  • redfifer
  • Marmidone

    La bolla sul finanziamento delle auto è seconda solo ai prestiti studenteschi, non dimentichiamolo.

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