Ad otto anni dall’inizio della crisi, produzione industriale ancora sotto del 23%

Di Giorgio , il - 15 commenti

Fonte: Elaborazioni su dati Istat

Nel 2015 la produzione industriale destagionalizzata è aumentata dello 0,8% rispetto al 2014. Nell’ultimo trimestre dell’anno si nota tuttavia un certo affaticamento, diminuendo dello 0,7% annualizzato rispetto al trimestre precedente.


Il settore che ha sostenuto l’attività produttiva è stato quello dei beni strumentali, che nell’anno appena concluso è aumentato del 3,2%, trainato soprattutto dai mezzi di trasporto (+16,5), senza i quali si dovrebbe registrare un calo in media annua della produzione dei beni strumentali dello 0,7. 


E’ stata la domanda interna il propulsore della crescita produttiva, con le immatricolazioni di auto nuove in aumento del 15,8%. Per il settore nel suo complesso, il tono sostenuto delle vendite interne ha favorito le importazioni, a loro volta cresciute quasi dell’8%. Insignificante è invece stato l’apporto delle esportazioni, che si limitano ad un aumento di mezzo punto percentuale.


Nel settore dei beni di consumo sia le esportazioni (+1% nel 2015) che la domanda interna fanno fatica a sostenere la produzione industriale, che rimane invariata rispetto al 2014. Il dinamismo della domanda interna è desunto dalla crescita delle importazioni, che crescono del 2,6%. 

La produzione industriale congiunta dei beni di consumo e di investimento  del 2015 aumenta del 1,7%, ma la produzione di beni intermedi e di energia non riesce a cogliere questa modesta opportunità ed arretra dello 0,4%. Sono pertanto le importazioni a coprire il fabbisogno realizzando una crescita del 6%. Se poi si tiene conto che le esportazioni di beni intermedi ed energia sono aumentate del 2,4% senza riuscire a risollevare la produzione interna complessiva del settore se ne deduce la forte carenza sofferta dal nostro paese nella lavorazione e nella trasformazione dei prodotti manufatti. 

E’ il risultato della crisi iniziata nel 2007 e che ha spazzato via quasi un quarto della produzione industriale.


L’articolo {{post_title}} è tratto dal blog Il mio Blog di Economia e Finanza, a cura di Giorgio

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  • Massimo

    …e da 8 anni parlano di ripresa lenta e difficile
    troppo difficile chiamarlo declino? eh ma magari poi la gente, anche quella più faziosa, capirebbe.

    • Consulente dei nuovi schiavi

      Declino è una definizione stretta che nn basterà per il 2017. Forse neanche per la seconda metà del 2016. Ma sono un inguaribile ottimista e propendo per il 2017.

      • Massimo

        cosa ti fa essere sicuro di quel timing?

        • Consulente dei nuovi schiavi

          Sicuro di nulla, cmq: il debito crescerà, il PIL calerà, il QE nn è infinito per la Germania, manovra correttiva, tensioni geopolitiche e finanziarie internazionali. Ho tralasciato le banche, quelle in un modo o nell’altro si salvano sempre e Draghi sarà ai loro piedi. Per ora può bastare, prossimamente: revisione catasto, tassa di successione, reversibilità. Aggiungi al calderone quanto basta di sana ignoranza italopiteca (più nero di sopravvivenza, meno consumi, più voti a lega ecc ecc quindi più spread ecc ecc) e vedrai che minestrone che ci becchiamo!

          • Massimo

            bisogna capire quale sarà l’innesco a far detonare il tutto
            il bail in?

          • Consulente dei nuovi schiavi

            Niente bail-in, Draghi “mea crediti libera tutti” e fine del nascondino , semplicemente tutto inizierà a maggio con dati PIL zombi e manovra correttiva. Da quel punto in poi prendono il volo stormi di volatili per diabetici e poi arriverà quanto detto nel post sopra.

          • Massimo

            sul bail in non sono d’accordo perchè è stato lo stesso Draghi a chiedere l’applicazione della risoluzione dei crediti inesigibili.
            e se il mercato continua a scendere, azioni e obbligazioni bancarie scenderanno a 0.

            i crash non durano mai poco
            c’è tempo insomma…

          • Consulente dei nuovi schiavi

            Dai che lo sai bene che se il banchiere dice A è perché farà B. Da un punto di vista formale hai ragione e non si può escludere quanto sostieni. Io navigo a vista ma fidarmi dei banchieri giammai.

          • Massimo

            lasceranno fare al mercato ad azzerare tutti i finanziatori bancari.
            non applicheranno nulla per evitare la responsabilità politica…ma il risultato sarà il medesimo.
            ma cambia solo la forma non la sostanza.

  • Luca

    si ok! e le tasse sono pure aumentate…70% per noi sfigati artigiani

  • gianni

    questa non e’ una crisi ma e’ la nuova normalita’ , l’unico cambiamento e’ che ci sara’ ancora meno lavoro

  • RUteo

    Siamo più ricchi di miseria , i nostri politici intendono questo , alcuni babbei capiscono ricchi !

  • Cruciverba

    In compenso il Debito Pubblico è su di un buon 40% …
    Mi raccomando Italiani… #StateSereni !!!!

  • andrea pippo
  • Albert Nextein

    Una situazione inchiodata.
    Si producono più automobili.
    Meglio di niente, ma l’economia è ferma.
    Poi, la gente come acquista queste auto?
    Finanziamenti, immagino.

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