Perifrasi della costituzione : parte 7

Di JLS , il - 7 commenti

Scritta in un determinato e ormai concluso periodo storico, da un gruppo di politici tutti estinti, la raccolta pagana di prescrizioni e di enunciati che è la costituzione repubblicana,

testo il cui contenuto già superato dai fatti, verrà presto cancellato dalla Storia, mette insieme stato e Chiesa, quasi fossero due entità assimilabili. E’ stupefacente trovare questo affiancamento letterario, fuori luogo per una serie di ragioni storiche, filosofiche e dottrinali. Talmente immense sono la distanza e la differenza tra stato e Chiesa, che l’affiancamento letterario è sicuramente il frutto di macchinazione politica, una subdola operazione di concertazione tra le bande rivali dell’epoca : i comunisti/socialisti e i sedicenti cattolici, meglio conosciuti come kattokomunisti.

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ART. 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

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Nell’art.7 si mettono insieme la costituenda repubblica di un piccolo lembo di terre emerse del pianeta, l’Italia appunto, e una realtà estesa e diffusa in tutti i continenti, fondata da Gesù di Nazareth oltre 2000 anni prima.

Circa 40 milioni di cittadini che vivono nella penisola subito dopo la Seconda Guerra Mondiale,  con una discutibile comunanza di lingua, origini storiche e cultura, usi e costumi, messi insieme ad oltre 1 miliardo di credenti battezzati, diversi per lingua, cultura, usi e costumi, ma accomunati da uno Spirito e da una Fede e una Scrittura Rivelata, e non già da un tricolore e un inno di mameli.

Una realtà unicamente terrena e pertanto soggetta a scomparire, lo stato, affiancato alla Chiesa, realtà trascendente, eterna, popolo di Dio, che dall’inizio dei tempi è sopravvissuta indenne a tutte le vicende umane.

Un’istituzione mondana, fondata su consenso ed elezioni, spesa pubblica e tasse, cioè lo stato, affiancato ad una realtà spirituale come la Chiesa, fondata sulle tavole della Legge consegnate a Mosè, il Vangelo di Gesù Cristo, l’azione dello Spirito Santo e la fede.

Una finzione giuridica lo stato, che ha dei confini, che si riconosce nel concetto di nazione, che possiede un esercito armato, accomunato ad una comunità di persone che non conosce frontiere e passaporti, che ha per nazione il Cielo, che come esercito ha le schiere degli Angeli, dei Santi e dei Martiri.

Trovo già tutto questo talmente sconcertante e disgustoso per pensare in via definitiva ogni male di coloro che la costituzione l’hanno pensata e scritta, e di tutti i loro eredi contemporanei che dal quirinale, passando per il parlamento fino all’ultimo palazzo comunale d’italia, la brandiscono, la agitano, la sventolano (quasi sempre senza averla mai neppure sfogliata una volta nella vita) come una sorta di corano cui bisogna guardare come alle Tavole di Mosè.

Continua l’art.7 indicando che stato e Chiesa sono indipendenti e sovrani. Il termine sovrano è già stato utilizzato nei precedenti 6 articoli, con riferimento al popolo. Adesso il corano statalista proclama solenne l’indipendenza dello stato (immagino dalla Chiesa) e sovrano (devo immaginare in concorrenza con la Chiesa, o peggio Sovrano sulla Chiesa). Insomma un pastrocchio che si commenta da solo. Considerando tuttavia che anche la Chiesa viene proclamata indipendente (immagino dallo stato) e sovrana (devo immaginare in concorrenza con lo stato o peggio Sovrana dello stato), ho conferma che nel 1946, con la costituzione e l’art.7 si è manifestato un vero e proprio corto circuito tra chi da una parte (comunisti e socialisti) sperava di affermare la propria idolatria (lo statalismo collettivista), e chi invece (cattolici dell’epoca) voleva affermare i principi della fede attraverso divieti e prescrizioni umane della legge giuridica.

I comunisti e socialisti hanno provato a vincere la battaglia attraendo i cattolici sul terreno dell’umana azione e del sociale.

I cattolici hanno provato a difendere lo spazio religioso, minacciato dalla nascente idolatria dello statalismo, con l’accondiscendenza a scrivere questo pasticcio semantico che è l’articolo 7.

Il risultato è un paese dove nel frattempo lo stato è l’unica vera religione di massa. Dei cattolici di allora, sono rimasti i loro eredi e discendenti dispersi in tutti i partiti dall’estrema destra all’estrema sinistra, che continuano a legiferare impavidi per rafforzare l’unico loro credo : lo stato e il collettivismo.

Questo comunque è un passaggio storico, non ancora concluso, importante e proficuo perchè la Chiesa abbia a separarsi dallo stato e dalla sua mortale idolatria, lo statalismo. Quanto prima questo accadrà, tanto meglio sarà per la Fede, per i fedeli e per quanti, scandalizzati da certa mondanità e politicizzazione ecclesiale, rimangono ai margini della comunita’ e della fede, delusi o avviliti da questa incoerenza, da questa manifesta contraddizione tra il potere temporale e quello spirituale, tra l’osservanza di immorali prescrizioni umane e la sequela di Cristo sotto l’azione dello Spirito Santo.

Sotto questo aspetto, sono tra quelli che reclamano il rifiuto da parte della Chiesa di qualsiasi contributo o sovvenzione statale o governativa. Sono tra quelli che auspicano che la Chiesa possa riconoscere e condannare pubblicamente le tasse sono un furto, perchè il settimo comandamento non ha mai previsto opzioni per nessuno. Aspetto di sentire da un Papa che proclami che chi tassa è indicato come un ladro, e chi difende chi tassa è un ladro esso stesso. Come chi pratica l’aborto e’ considerato da sempre un omicida.

Sono tra quelli che indicano per il credente, la completa ininfluenza della partecipazione ad elezioni per determinare il corso della storia di un paese o una comunità; l’immoralità di aderire e sostenere programmi politici che vogliano imporre programmi e spesa pubblica a danno di una parte di persone che hanno votato per gli avversari e di quelli che non votano.

L’art.7 continua citando quindi i Patti Lateranensi del 1929, firmati da Benito Mussolini e dall’allora Segretario di Stato Vaticano, il cardinal Gaspari, che hanno superato indenni gli orrori della guerra e del fascismo combattutto da molti dei padri costituenti ex partigiani, dal suo dittatore trucidato proprio dai partigiani costituenti, fino al governo Craxi del 1984, quando i Patti vengono rivisti ed aggiornati con quello che oggi chiamiamo Nuovo Concordato.

E’ sorprendente che i Patti abbiano superato il periodo fascista e siano stati considerati validi per un così lungo periodo di storia (1929 – 1984, 55 anni in tutto) prima sotto la dittatura del fascismo, poi sotto la dittatura della democrazia parlamentare. E’ del tutto evidente la contraddizione di un Concordato tra entità che dovrebbero essere estranee una all’altra, proprio per la loro intrinseca natura. Lo stato chiama cittadini o lavoratori gli individui, la Chiesa li chiami figli e credenti. Lo stato proclama il “popolo sovrano”, la Chiesa ha per sovrano solo Dio e il popolo non e’ sovrano, ma fatto da individui che sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio stesso.

Non possiamo prevedere il futuro, ma da molti segni contemporanei in Italia, sia a livello di partiti e di stato nel loro declino irreversibile, sia a livello di comunità ecclesiali, aspetto fiducioso che lo stato faccia la fine che fanno tutte le istituzioni terrene: scomparire, dissolversi.

E che la Chiesa, purificandosi dalle enormi scorie di mondanità e compromessi di cui si è orribilmente appesantita negli anni, possa essere il modello di vita per tante persone che aspirano a vivere in armonia, pace, solidarietà, fratellanza con i propri simili, nella carità.

Con lo stato e lo statalismo, non vi può essere armonia perchè vige la dittatura di pseudo-maggioranze. Non vi può essere la pace, perchè lo stato fonda la sua perpetuazione esclusivamente sulla rapina fiscale. Non vi può essere solidarietà, ma solo redistribuzione e pertanto distruzione della ricchezza, della produzione, della responsabilità. Non vi può essere fratellanza, perchè i cittadini sono solo elettori e contribuenti e non fratelli che si riconoscono in un unico vero padre, come il Signore. Non vi può essere carità perchè al suo posto ci hanno messo il suo fantoccio ormai fallito, il welfare. Nella Chiesa trionfi l’umanità in tutta la sua immensa varietà e ricchezza, e sprofondi l’equalitarismo, il bene comune, e tutte le altre sataniche trovate linguistiche della costituzione, dei partiti e della democrazia, per spacciare per dio lo stato, per religione lo statalismo, onnubilando la mente di milioni di uomini e donne del nostro tempo, e riducendo il nostro paese ad una landa desolata.

 

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