Come smontare le ipocrisie chic di chi odia Trump in dieci minuti. E utilizzando Animal House


Bluto
Stanno letteralmente impazzendo, non c’è niente da fare. Dopo l’incoronazione a valanga del Super-Tuesday, i repubblicani hanno un unico obiettivo: non battere Hillary Clinton e riconquistare la Casa Bianca ma far fuori Donald Trump ed evitare la sua nomination. Qualcosa, però scricchiola. Ieri notte, nell’ennesimo dibattito elettorale, questa volta tenutosi a Detroit, Rubio, Cruz e Kasich hanno scatenato un vero attacco concentrico contro il tycoon, definendolo – tra l’altro – un truffatore e una disgrazia per l’America. Ma alla fine, dopo che Teflon Trump aveva rintuzzato ogni attacco, i tre competitor ancora in gara sono stati costretti ad ammettere che se il miliardario otterrà la l’incoronazione per la Casa Bianca, loro lo voteranno.

D’altronde, come ci mostra la tabella,
Supertuesday
sono i numeri a parlare, le chiacchiere contano poco. Promessa sincera o tradimento annunciato? Poco conta, se Trump verrà politicamente fatto fuori non sarà certo dagli altri contendenti ma dall’establishment economico più che politico. Nel frattempo, il grado di pateticità del Grand Old Party sale a dismisura, visto che a riempire le pagine dei giornali e i servizi di apertura dei tg è tornato nientemeno che Mitt Romney, candidato nel 2012 e paragonabile al Mario Segni americano. Anzi, diciamo che al suo confronto Gianfranco Fini è Napoleone. Bene, per un giorno le Botteri di tutto il mondo lo hanno incoronato imperatore del politicamente corretto e salvatore della nazione. Il perché è presto detto.
Botteri
Il buon Romney, infatti, non solo ha fatto filtrare alla CNN la sua intenzione di boicottare Trump alla Convention finale, avendo mosso in tal senso i suoi collaboratori più fedeli (immagino Pippo e Pluto) ma ha voluto ripulire l’immagine dei repubblicani attaccando Trump nel corso di un discorso che i media mainstream hanno tramutato nell’editto di Costantino. “Non sono qui per candidarmi ma per chiedervi di non votare Trump… Non è in grado di svolgere il ruolo di presidente degli Stati Uniti. E’ un falso e un cialtrone e non è certo quel genio nel business che vuol far credere di essere”, ha attaccato l’ex candidato repubblicano, tenendo per il finale quella che forse nella sua testa non brillantissima riteneva l’arma letale: “Una scelta improvvida spianerebbe la strada alla vittoria di Hillary Clinton, mentre la vittoria di Trump porterebbe a una lunga recessione e a un’America meno sicura”.
Romney1

Immediata la risposta di Trump, con il consueto stile diplomatico: “Buffo che Mitt mi attacchi, quando correva per la presidenza aveva detto che ero un genio ma comunque sia è un signor nessuno, ha perso, è un perdente, un cadavere, un morto. E’ stato un candidato orribile nel 2012 ed è stato ucciso”. Difficile dare torto al tycoon, però. Ecco infatti la foto
Romney_trump
che ritrae il momento dell’endorsement ufficiale di Trump alla candidatura di Romney nel 2012 ed ecco le parole di quest’ultimo verso l’attuale nemico giurato: “Sono onorato e felice di avere l’appoggio di Donald Trump, il quale nella sua carriera ha mostrato una straordinaria abilità nel capire come funziona la nostra economia e nel creare posti di lavoro per il popolo americano. Non solo in Nevada ma in tutta la nazione. Lui capisce che la nostra economia sta affrontando minacce dall’estero ed è uno dei pochi che sa che la Cina sta imbrogliando e portando via posti di lavoro agli americani”. E, in effetti, una sorta di guerra commerciale alla Cina è il primo punto del programma di Trump, mentre Romney – pur di guadagnarsi il suo quarto d’ora di celebrità – ha sfoderato una della prova di incoerenza maggiore dalla negazione del rapporto con la Lewinski da parte di Clinton (tralascio Nixon per pudore).

Inoltre, anche attaccare la poca capacità imprenditoriale di Trump non è stata una grande idea per Romney. Il quale, infatti, dal 1984 al 1999 era a capo del fondo di private equity Bain Capital e questa tabella del Wall Street Journal
Romney_fail
ci mostra come su 77 business gestiti direttamente dall’ex candidato, ovvero acquisizioni di compagnie, il 22% è fallito o ha fatto richiesta per la bancarotta dopo 8 anni dall’arrivo della Bain, in molti casi con perdite notevoli. Un altro 8%, invece, finì in guai finanziari tali che la Bain perse tutto quanto investito. Di più, nei 16 anni di guida del fondo affidata a Romney, un quarto de totale dei 2,5 miliardi dei profitti cumulativi ottenuti furono di fatto derubati ad aziende che fallirono subito dopo che la Bain levò le tende. Insomma, un vero filantropo, un mecenate dell’America che lavora. Eppure, le Botteri del mondo hanno creduto in Romney, tale è la disperazione. E sapete perché? Perché se Trump viene nominato, vince.
Trump_crowd2

Un paio di indizi parlano chiaro. Primo, la disperazione dei Clinton. Nel silenzio generale dei media, troppo intenti a tramutare Romney in Talleyrand, il sito Change.org ha lanciato una petizione per chiedere l’arresto di Bill Clinton, campagna che in tre giorni ha ottenuto circa 100mila adesioni. Il motivo? Come un cinese qualsiasi nei seggi delle primarie PD di Milano, l’ex presidente ha infatti violato una legge del Massachusetts durante il Super-Tuesday, entrando in diverse stazioni di voto, intrattenendosi con i presenti e creando grossi ritardi nelle operazioni elettorali. Ovviamente il procuratore generale dello Stato, Maura Healey, ha negato che Clinton abbia violato la legge ma il grado di disperazione politica appare elevato.
Clinton_pimp
Non è messa meglio la moglie, infatti, la quale per ingraziarsi gli elettori, sfruttando il recente ritorno di popolarità di X-Files negli Usa, ha promesso di declassificare e rendere pubblici tutti i documenti riguardanti gli UFO, se eletta. Non è una novità assoluta per la politica statunitense, visto che Newt Gingrich promise la costruzione di una base sulla Luna entro il 2020 una volta arrivato alla Casa Bianca (nonostante nel suo programma parlasse espressamente di tagli radicali al budget della Nasa) ma una scelta che parla chiaro. Tanto più che, sapendo di sfondare il muro del ridicolo, la Clinton ha usato il suo capo della propaganda, John Podesta, per far filtrare la notizia alla KLAS-TV: “Ho parlato con Hillary di questo, sono file ancora riservati ma possono essere declassificati”. Vuoi non mandare una con proposte simili al governo della nazione?
Hillary_clinton

Secondo indizio, più serio e concreto, è quello che vede il Dipartimento di Giustizia aver concesso ieri l’immunità a Bryan Pagliano. E chi è costui? Il tecnico informatico che ha settato il sistema che permetteva a Hillary Clinton di inviare e ricevere mail top-secret in un account privato di posta quando era Segretario di Stato. Lo stesso Bryan Pagliano che fu caldamente ringraziato dalla Clinton in persona, quando a settembre si rifiutò di collaborare con un panel del Congresso appellandosi al Quinto Emendamento.
Hillary_truth
Ora, invece, potrebbe parlare, garantito dall’immunità: “La Clinton dovrebbe essere terrorizzata da questo fatto. Se per caso chiederanno a Pagliano se la Clinton gli abbia fornito la sua password per settare il sistema e lui rispondesse di sì, si potrebbe arrivare all’accusa federale di spionaggio per l’ex Segretario di Stato”, ha dichiarato il giudice Andrew Napolitano. Chissà com’è, nessun media italiano riporta queste cose. In compenso se a Donald Trump scappa un rutto dopo cena, si scomoda l’uso di armi non convenzionali.

D’altronde, poi, a fronte di risultati come questi
Hillary_US
ottenuti dall’amministrazione Obama, chi sarebbe così pazzo da essere tentato dal salto nel buio rappresentato da Trump invece che vedersi garantiti altri quattro anni di buongoverno democratico? Nessuno, lo ha detto anche Romney che Trump sarebbe garanzia di recessione per gli Usa. Il buon zio Barack, invece.. Ah, scordavo un paio di cose riguardo i record di Obama. La prima è rappresentata da questi due grafici,
Smith1
Smith2
i quali di dimostrano che, utilizzando il dato proxy dei background checks dell’FBI, le vendite di armi nel mese di febbraio sono state assolutamente da record, questo nonostante il discorso strappalacrime di Obama dello scorso 5 gennaio, quando invocò una stretta sulla diffusione delle armi da fuoco. Quest’altro grafico,
Smith3
invece, ci mostra la performance stellare del titolo Smith&Wesson, principale produttore di armi americano, dopo la pubblicazione dei risultati finanziari del terzo trimestre del 2015 e le presentazione dell’outlook per quelli del quarto. Che dire poi di questo,
NFP
ovvero il dato dei non-farm payrolls reso noto poco fa dal Bureau of Labor Statistics, dal quale desumiamo che in febbraio sono stati creati 242mila nuovi posti di lavoro contro le attese di 195mila, con il tasso di disoccupazione fisso al 4,9%. Bengodi, praticamente. Peccato per questo,
Low_wage1
Low_wage2
cioé il fatto che non solo su base mensile il calo delle paga media settimanale sia stato il più alto di sempre ma che, contestualmente, l’82% dei nuovi posti di lavoro aggiunti siano all’interno di categoria a basso salario. Avanti con commesse e baristi per la nuova America! Sarà per questo Rinascimento occupazionale garantito dalla politica presentabile che detesta Trump e le sue bizzarrie che, come ci mostra il grafico,
Income-tax
il 45% degli americani non paga la tassa federale sul reddito? Parliamo di 77,5 milioni di cittadini, non di poche decine di migliaia: d’altronde, quando grazie all’establishment rispettabile che non dice parolacce e non vuole muri col Messico, hai il 40% della popolazione in età da lavoro senza occupazione e un altro 10% che fa lavori part-time o al minimo salariale, può succedere.

La morale? Semplice, ce la spiega “Animal house”, il capolavoro di John Landis con John Belushi e la banda di disgraziati del Gruppo Delta. Tutti sappiamo che Bluto, Hotter e soci erano degli scansafatiche interessati solo a toga party, sbronze e donne, mentre all’Omega risiedeva la futura classe dirigente degli Usa, eppure tutti abbiamo tifato e ci siamo divertiti con i primi. Bene, la campagna elettorale statunitense è così: sappiamo tutti, ragionando lucidamente, che Trump è un tipo da Gruppo Delta e che sarebbe meglio andare all’Omega pensando al futuro, peccato che siano proprio gli Stretton e i Niedermayer di turno ad aver ridotto il Paese com’è oggi, non i Bluto o gli Hotter.
Niedermayer
Gli americani, quelli che vivono la realtà economica e sociale di tutti i giorni, penso stiano ragionando così. E la cosa più triste sono i super-progressisti stile Giovanna Botteri o Gianni Riotta o Lucia Annunziata o Massimo Giannini o Lilli Gruber che invocano e auspicano per l’America sempre più Niedermayer, anche quelli impresentabili alla Romney, pur di fermare il pericolo John Belushi. Lascio a loro essere colti e raziocinanti, io sto con Donald in questa guerra fra rozzi e ipocriti. E con il Gruppo Delta. Toga! Toga! Toga!

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

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