Bernie Sanders: un keynesiano sotto steroidi


di Gary North

Se la madre di Forrest Gump fosse qui, ci rammenterebbe questa verità fondamentale: “Socialismo è, chi socialismo fa.” Con tutto il trambusto che circonda la campagna elettorale di Bernie Sanders, applichiamo questo principio al suo messaggio.

Da quanto ho letto, non ha raccomandato che il governo federale nazionalizzasse le industrie americane. Non ha quasi per niente auspicato che lo stato mettesse le mani su alcuna proprietà.

Se il socialismo non significa proprietà statale dei mezzi di produzione, allora cosa significa? Se la caratteristica distintiva dell’ideologia socialista non è la proprietà statale, allora come possiamo distinguere il socialismo dalle politiche keynesiane? Se il socialismo è semplicemente un’estensione dell’idea keynesiana alla cui base ci sono deficit pubblici e un’inflazione monetaria da parte della banca centrale, allora com’è distinguibile da quello che accade oggi?

In altre parole, dalla retorica utilizzata da Bernie Sanders nella sua campagna elettorale, egli è semplicemente un’altra versione di quello che abbiamo già visto negli Stati Uniti fin dalla fine della seconda guerra mondiale. Io lo definisco keynesismo sotto steroidi.

Mi rendo conto che egli stesso si definisca socialista. Mi rendo anche conto che praticamente ogni keynesiano si definisca capitalista. La domanda è questa: qual è il contenuto economico, analiticamente parlando, propugnato da un auto-proclamato socialista o capitalista?

IL MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA

Torniamo ai famosi 10 punti di Karl Marx che definiscono l’ordine socialista di transizione dopo la rivoluzione proletaria, ma prima dell’arrivo del paradiso comunista, che Marx prudentemente descrisse in un misero paragrafo all’interno di un manoscritto inedito.

Per quanto possa ricordare, ho sentito conservatori citare i 10 punti del Manifesto del Partito Comunista ed affermarne la presenza nel mondo di oggi.

Invece le cose non stanno così e mai lo saranno.

Ecco i 10 punti.

  1. Abolizione della proprietà fondiaria ed applicazione di affitti su terreni per scopi pubblici.
  2. Una pesante e progressiva imposta sul reddito.
  3. Abolizione di tutti i diritti di eredità.
  4. Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e dei ribelli.
  5. Accentramento del credito nelle banche dello Stato per mezzo di una banca nazionale con capitale dello stato e monopolio esclusivo.
  6. Accentramento dei mezzi di comunicazione e di trasporto nelle mani dello Stato.
  7. Estensione delle fabbriche e degli strumenti di produzione di proprietà dello Stato; messa in coltura di terreni incolti, e miglioramento del suolo in accordo con un piano comune.
  8. Pari obbligo al lavoro. Istituzione di eserciti industriali, specialmente per l’agricoltura.
  9. Combinazione di agricoltura con industrie manifatturiere; graduale abolizione delle distinzioni tra città e campagna per una distribuzione più uniforme della popolazione.
  10. Istruzione gratuita per tutti i figli nelle scuole pubbliche. Abolizione del lavoro minorile in fabbrica nella sua forma attuale. Combinazione di formazione con produzione industriale, ecc.

In occidente è stato applicato il secondo punto: imposta progressiva sul reddito. Il decimo punto, istruzione finanziata con le tasse, ha avuto inizio nel Massachusetts una decina di anni prima che apparisse il manoscritto di Marx in forma anonima in tedesco.

A parte questi due punti, in occidente gli altri otto punti non sono mai stati applicati. E in ciascuna di queste due aree le cose sono migliorate.

1. Abolizione della proprietà fondiaria. Questo punto parla da solo.

2. Un’imposta sul reddito pesante e progressiva. Il governo federale ha imposto una tassa sul reddito, ma venne approvata sotto Woodrow Wilson come misura speciale in tempo di guerra. Di certo non è stata approvata perché sponsorizzata da un qualsiasi partito politico socialista. Abbiamo visto aliquote fiscali del 91% per le fasce sociali più alte sotto Dwight Eisenhower e John F. Kennedy. Ma poi sono scese al 70% sotto Lyndon Johnson, e al 29% sotto Ronald Reagan. Le aliquote marginali nei paesi scandinavi sono decisamente peggiori, e la Gran Bretagna ha avuto livelli tributari elevati per un lungo periodo di tempo. Ma aliquote marginali elevate per i ricchi sono sempre state popolari tra gli elettori. Questo perché erano socialisti; sono solo ladruncoli che credono in questo comandamento: “Non rubare, a meno che non hai la maggioranza dei voti.” Per oltre un secolo questa prospettiva è risultata fondamentale nella teoria politica occidentale. Ma le persone che la favoriscono non si definiscono socialiste, e hanno ragione. Credono solamente che sia legittimo imporre aliquote marginali elevate sui ricchi. Così i ricconi ingaggiano avvocati e fanno donazioni al PAC, per cui negli Stati Uniti il tax rate effettivo imposto loro è ben al di sotto del 20%. I democratici sotto Obama o Clinton non hanno fatto niente per cambiare questa situazione. È “tutto come al solito” a Washington.

3. Abolizione di tutti i diritti all’eredità. Questa misura è stata imposta ai ricconi, ma non in modo totale. Il governo federale si prende circa il 55%, ma i ricchi hanno eluso questa misura con la creazione di fondazioni esenti da tasse, e cedono i loro beni a queste fondazioni. Poi i loro figli e figlie finiscono nel consiglio d’amministrazione, o in qualche modo ricevono un indennizzo.

4. Confisca della proprietà di emigranti e ribelli. Beh, ne abbiamo avuto un assaggio nel decennio successivo alla rivoluzione americana, quando circa 100,000 lealisti fuggirono dal paese, ma stiamo parlando di molto tempo fa.

5. Accentramento del credito da parte dello Stato. Ci sono certamente le banche centrali. Negli Stati Uniti c’è stata sin dal 1913. Le banche regionali del Federal Reserve System sono di proprietà privata. La banca centrale ha il monopolio, ma i banchieri commerciali sono autorizzati a fare più o meno ciò che vogliono con i loro soldi. Sebbene ci sia stato un accentramento di tipo keynesiano, non c’è mai stato nulla di simile ad un monopolio di stato del sistema bancario. Ciò vale per tutto l’occidente.

6. Accentramento dei mezzi di comunicazione e di trasporto nelle mani dello Stato. Dal telegrafo a Internet, abbiamo avuto la proprietà privata. La privatizzazione sta accelerando. Pensate a come l’email abbia spodestato le Poste.

7. Accorpamento dell’agricoltura con le industrie manifatturiere. La proprietà privata di aziende e fabbriche è stata perlopiù una costante in America. Nessun politico sta chiedendo la nazionalizzazione delle fabbriche e delle aziende agricole. Nessuno all’interno dei due principali partiti politici americani ha mai chiesto una cosa del genere. Alcuni gruppi socialisti o marxisti possono averlo proposto, ma non è accaduto molto spesso. I sindacati hanno voluto una fetta più grande della torta. Non hanno invocato il marxismo. L’IWW — International Workers of the World (Wobblies) — non è mai stato rappresentante dell’opinione sindacale.

8. Pari obbligo di tutti al lavoro. Questo punto non è mai stato applicato nei paesi occidentali. Le persone che avevano abbastanza soldi per non lavorare, non sono mai state costrette a lavorare dallo stato. Non abbiamo mai sentito parlare di queste persone. Sono ai margini estremi della società. Si tratta perlopiù di figli e figlie ricchi che hanno ereditato fondi fiduciari. Quante persone conoscete che vivono in una situazione simile? Io ne conosco un paio e lavorano. Possono non lavorare per un salario, ma sono coinvolti in attività caritatevoli, investimenti, e così via. Non ricordo alcun professore in tutti i miei anni di college e scuola di specializzazione che invocasse leggi sul lavoro obbligatorio imposte dal governo federale. Ho studiato in una scuola di specializzazione in cui c’era un uomo definito come il più importante dei giovani economisti marxisti, Howard Sherman, e non ha mai insegnato una cosa del genere. In realtà, Sherman non nominò neanche uno dei punti presenti nel Manifesto del Partito Comunista.

9. Accorpamento di agricoltura e produzione in fabbrica. ConAgra e Archer Daniels Midland hanno realizzato qualcosa di simile. L’agroalimentare produce la maggior parte delle colture d’America. Abbiamo visto una fusione tra vita rurale e vita urbana perché la prima non esiste più. Circa il 2% della popolazione degli Stati Uniti vive nelle fattorie, e queste persone hanno accesso a Internet, come tutte le altre. Gli agricoltori si siedono sui loro trattori da $450,000 muniti d’aria condizionata e ascoltano la musica sul proprio iPod. Marx odiava la campagna. La definiva “l’idiozia della vita rurale.” Beh, credo che il suo desiderio sia stato esaudito. La vita rurale è quasi scomparsa. Oggi ci sono coltivatori nell’Iowa che richiedono sussidi governativi per l’etanolo. Non credo che queste persone si possano definire comuniste.

10. Istruzione gratuita per tutti i figli nelle scuole pubbliche. Il punto 10 è l’unico del Manifesto del Partito Comunista che è stato imposto in tutto l’occidente. Ecco il cuore, la mente e l’anima del socialismo occidentale — e di tutti gli altri -ismi. Ma questo è stato implementato in occidente ben prima della prima guerra mondiale. L’abolizione del lavoro minorile in fabbrica divenne realtà a metà del XIX secolo in Gran Bretagna. Uno degli obiettivi primari del movimento della scuola pubblica era quello di mantenere gli studenti a scuola mediante la costrizione dello stato, affinché non andassero nelle fabbriche. Il movimento sindacale non voleva la concorrenza di ragazzi e ragazzini nelle fabbriche. Di conseguenza i promotori della scuola pubblica richiesero l’obbligo di frequenza per fare un favore al movimento sindacale.

Quindi l’area principale in cui sono stati applicati i dettami del Manifesto del Partito Comunista è stata quella della formazione scolastica. E qui i conservatori non sono tanto diversi dai comunisti, poiché vogliono controllare il curriculum della scuola pubblica. Si lamentano continuamente del fatto che i liberal controllano le scuole pubbliche. Hanno ragione. Essi hanno sempre controllato le scuole pubbliche. Ciò risale ai tempi di Horace Mann e dell’istituzione delle scuole pubbliche in New England.

Nessun candidato repubblicano ha mai chiesto la cessazione di tutti i finanziamenti alle scuole statali, comprese le accademie militari. Lo sto ancora aspettando un tale candidato, ma loro preferiscono evitare questo problema. Per quanto riguarda il punto 10, “siamo tutti comunisti ora.”

Oggi, grazie ad Internet, stiamo cominciando ad allontanarci dal punto 10. Questa operazione potrebbe richiedere un paio di generazioni, ma la direzione che abbiamo preso è chiara. Le scuole pubbliche continuano a peggiorare in termini di produzione, e la formazione online è diventata più rispettabile. Assisteremo ad un cambiamento d’opinione riguardo l’homeschooling, e la Khan Academy ne è già parte. Ha circa 26 milioni di studenti iscritti. È gratuita. È online. Ha il sostegno di Bill Gates e di altri miliardari.

IL MITO DEL SOCIALISMO AMERICANO

In altre parole, è sempre stato un mito che l’America fosse in qualche modo socialista. È un mito che ci sia mai stato un candidato socialista per una carica politica d’alto livello. Se stiamo parlando di una persona che si sia battuta anche solo per la metà dei 10 punti nel Manifesto del Partito Comunista, tale persona non è mai esistita nei due partiti politici principali — o tre se si tiene conto del 1912.

Non ho mai sentito nessuno promuovere tutti i 10 punti durante i miei anni d’istruzione superiore.

C’è stato detto che gli elettori più giovani al seguito di Bernie Sanders, rappresentino un’ondata di socialismo. Questo è ridicolo. I giovani che hanno votato per Sanders non hanno idea di cosa sia l’economia socialista. Sono semplicemente dei keynesiani sotto steroidi.

A loro non piace la distribuzione della ricchezza di Pareto, ma nessuno ha detto loro che questa distribuzione della ricchezza esiste da oltre 100 anni. Fu scoperta nel 1897 da Vilfredo Pareto. Secondo i suoi studi circa il 20% della popolazione possiede l’80% del capitale, ciò significa che circa il 4% della popolazione possiede circa due terzi del capitale, e l’1% della popolazione possiede circa la metà del capitale. Se non altro, la distribuzione della ricchezza oggi è un po’ più egualitaria rispetto all’epoca di Pareto. Non importa quale governo sia stato eletto, esiste sempre una distribuzione della ricchezza di Pareto. In altre parole, la riforma politica non cambia la distribuzione della ricchezza; al massimo cambia chi si trova alla sommità della piramide della ricchezza. Gli studenti non lo sanno, né lo sanno i loro insegnanti di sinistra. E nemmeno gli autori del 99.9% degli articoli che oggi leggiamo sulla disuguaglianza di ricchezza. Non ci viene mai detto che questa struttura di disuguaglianza è permanente, e lo è stata come minimo sin dalla fine del XIX secolo.

Non stiamo assistendo ad un’ondata di socialismo negli Stati Uniti. Stiamo solo assistendo al keynesismo sotto steroidi. Se Nancy Pelosi e Barack Obama non sono riusciti ad invertire le disuguaglianze, se neanche Franklin Roosevelt e il New Deal ci sono riusciti, se Lyndon Johnson ha ridotto le aliquote marginali alle fasce alte, allora dov’è questa ondata di socialismo in America? Quando vedremo i ricchi sottomessi?

È tutta retorica. Non c’è alcuna sostanza. Gli americani non vogliono il socialismo, e non l’hanno mai voluto. I ragazzi possono utilizzare la retorica, così come fa anche Bernie Sanders, ma non c’è mai stato un movimento socialista serio negli Stati Uniti. Non c’è mai stato neanche un momento in cui anche il 10% degli elettori era socialista, come definito da Karl Marx e Friedrich Engels nei 10 punti.

Pelosi e Obama hanno approvato l’Obamacare, e la popolazione se l’è bevuta fino a questo punto, ma le compagnie d’assicurazione sono ancora in vita e gli ospedali privati funzionano più o meno come funzionavano nel 2007. Non è cambiato molto. Questo è stato il massimo che Obama ha strappato al Congresso quando ha avuto il controllo su entrambe le camere. Questo è tutto ciò che ha da mostrare per sette anni della sua amministrazione.

Se eletto, Sanders non controllerà entrambe le camere del Congresso. Anche se dovesse accadere, non riuscirà a far approvare il tipo di riforma che dice di volere. È il terzo incomodo nel Congresso. Era un indipendente fino a un paio d’anni fa.

Qualcuno pensa seriamente che uno dei 10 punti del Manifesto del Partito Comunista verrà attuato se Bernie Sanders sarà eletto? Qualcuno pensa davvero che milioni di giovani abbiano letto il Manifesto del Partito Comunista? Hanno mai letto niente di diverso dai libri di testo? I loro insegnanti sono solo vecchi burocrati di ruolo. Vengono formati in istituzioni pubbliche in cui i punteggi SAT sono scesi sin dal 1964. Sin dai primi anni ’80 gli insegnanti nelle scuole superiori hanno rinunciato a convincere i loro studenti di qualsiasi cosa. Hanno capito ciò che i loro predecessori già sapevano nel 1948. Il sistema dell’istruzione pubblica negli Stati Uniti non cambia le opinioni dei suoi laureati. I libri di testo sono scritti per le commissioni e rafforzano l’opinione pubblica. I libri di testo degli anni ’50 elogiavano il New Deal. Ancora oggi lo elogiano.

CONCLUSIONI

È ora di smettere di preoccuparsi. In questo paese c’è keynesismo da ambo i lati, e ce l’abbiamo in tutti i paesi occidentali. Ma i keynesiani raramente si definiscono socialisti. Si considerano capitalisti. Vogliono solo che lo stato interferisca nell’ordine economico. Vogliono cambiamenti marginali delle aliquote fiscali, ma raramente li ottengono. Vogliono revisioni marginali delle leggi bancarie, cosa che ottengono, ma non cambia molto. Vogliono solo essere rieletti. La popolazione americana non è sul punto d’attuare nove dei 10 punti del Manifesto del Partito Comunista. Il decimo punto, l’istruzione pubblica, è esistito sin dal 1900. Non v’è nulla di rivoluzionario in questo.

Dobbiamo mettere le cose in prospettiva. Non vi è alcuna onda socialista in America. Se stiamo parlando di difensori della proprietà pubblica dei mezzi di produzione, stiamo dando la caccia ai fantasmi. Non esistono negli Stati Uniti. Non esistono nei sistemi scolastici pubblici.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

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