La sindaca rossa vuole trasformare Parigi in un campo per migranti a cielo aperto. E dall’Ucraina..

Di Mauro Bottarelli , il - 38 commenti

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Era il 30 maggio scorso quando, pressato dalle incombenti elezioni amministrative, Matteo Renzi partiva all’offensiva contro Matteo Salvini sul tema dell’immigrazione: “Io dico: aiutiamoli a casa loro davvero, con la cooperazione internazionale e un diverso modello di aiuti allo sviluppo. Nel frattempo salviamo quante più vite umane possibili, sapendo che non c’è nessuna invasione: i numeri sono sempre gli stessi, più o meno. C’è una grande crisi umanitaria nel Mediterraneo e non solo nel Mediterraneo: noi proponiamo di affrontarla con determinazione e visione a medio termine, non inseguendo le paure o i voti, come fa chi, meschino, urla parole come sistema al collasso, emergenza e invasione”. Bene, chi come Salvini grida all’invasione sarà anche meschino ma chi la nega, come fa il premier, è un bugiardo e lo dimostra questa tabella
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presa dal sito dell’International Organization for Migration, il quale dice chiaramente che dal 1 gennaio al 29 maggio di quest’anno sono arrivati in Europa, soprattutto da Italia e Grecia, 204.311 migranti, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso gli arrivi erano stati 91.860. Più del doppio. Ma non è un’invasione.
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In compenso, se Renzi mente, anche all’estero sul tema i politici non brillano per onestà intellettuale e lungimiranza. Anzi. L’ultimo caso è quello riguardante la sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, la quale in una conferenza stampa tenuta il 31 maggio scorso ha annunciato il piano per costruire un “campo umanitario” vicino a una delle stazioni più trafficate della capitale francese, la Gare du Nord da dove partono gli Eurostar per Londra, affinché migliaia di immigrati clandestini che tentano di raggiungere la Gran Bretagna possano “vivere con dignità” in attesa di attraversare la Manica. Per la Hidalgo si tratta di “un dovere di umanità”. In molti vedono questa mossa come uno smarcamento a sinistra del sindaco parigina, la quale vorrebbe contendere la leadership del Partito socialista a Francois Hollande, a sua volta al minimo storico di gradimento tra gli elettori e più duro sul fronte immigrazione.
Hidalgo
D’altronde, nonostante nessuno ne parli, la situazione in quell’area nord di Parigi è già al collasso, visto che migliaia di clandestini da Afghanistan, Eritrea e Sudan hanno dato vita a un accampamento presso un parco pubblico, i Jardins d’Eole, tramutando la zona, già dichiarata a rischio dal governo e classificata come Zone de sécurité prioritaires o ZSP, nel ricettacolo di atti criminali e nel paradiso di trafficanti di uomini che vendono di tutto, dai documenti contraffatti a passaggi sui camion per giungere in Gran Bretagna. Di più, la Hidalgo ha reso noto che il nuovo campo sarà pronto entro sei settimane e che sarà modellato sullo stile del Grande-Synthe, un enorme insediamento per migranti nella città portuale di Dunkirk. Qui abitano oltre 2500 clandestini che puntano all’ingresso nel Regno Unito, in buona parte quelli che furono spostati dalla “giungla” di Calais, fatta radere al suolo dal governo che voleva mostrare i muscoli ma, di fatto, rinata altrove lo scorso febbraio.
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Il mantenimento del Grande-Synthe costa ai francesi 4 milioni di euro l’anno, oltre a 10 euro al giorno che il governo garantisce a ogni migrante presente. E mentre minaccia di querelare l’emittente tv statunitense Fox News, la quale ha mandato in onda un programma dedicato alle no-go areas parigine, la Hidalgo rafforza la sua convinzione: “Parigi non eviterà di prendersi le sue responsabilità in un momento in cui il Mediterraneo sta diventando un cimitero per i migranti. Non voglio guardarmi allo specchio tra 10 o 15 anni e dovermi dire: eri sindaco di Parigi e sei colpevole di non aver aiutato persone in pericolo”. Varrebbe lo stesso per i parigini che saranno costretti ad abitare vicino a un ghetto per clandestini ma sicuramente sono dei rozzi elettori del Front National, quindi si arrangino. E se le associazioni volontarie e le onlus che si occupano di immigrazione hanno accolto con entusiasmo il piano della Hidalgo, forse pregustandosi affari in stile Buzzi, chi proprio non ha mandato giù l’annuncio è stato il ministro per la Casa francese, Emmanuelle Cosse, la quale in un’intervista alla radio Europe 1 ha detto chiaro e tondo che “i campi per migranti non sono la soluzione, poiché danno vita a ghetti dove l’integrazione è impossibile. Da quando il sindaco Hidalgo ha tenuto la sua conferenza stampa, sono arrivati ai Jardins d’Eole altri 1000 migranti, portando il numero totale a 2300”.
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Il quotidiano Le Figaro in un recente articolo ha di fatto svelato il piano che sta dietro la mossa della Hidalgo, ovvero accreditarsi come vero candidato di sinistra prima alla guida del Partito socialista, visto che Hollande non sarà ricandidato nel 2017 alle elezioni e quindi ingaggiare uno scontro con l’attuale primo ministro, Manuel Valls, non solo per la leadership del partito ma anche per le presidenziali del 2022. E, in effetti, le cifre parlano chiaro: il 1 giugno Le Monde ha pubblicato l’ultimo sondaggio relativo alle intenzioni di voto per l’anno prossimo e Marine Le Pen è in testa con il 28%, l’ex presidente Nicolas Sarkozy al secondo posto con il 21% e Hollande solo al 14%. Di più, in un range di gradimento da 1 a 10, l’attuale presidente è a 2,1. Un cadavere politico che cammina.
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E, ovviamente, il Front National non ha perso tempo nell’attaccare il sindaco di Parigi, dicendo chiaramente che antepone la preoccupazione per i migranti a quella per i cittadini francesi e che tra il 2002 e il 2012 il numero di senzatetto a Parigi è aumentato del 84%, senza che la Hidalgo mostrasse troppo interesse nel mettere mano al problema. Per Marine Le Pen, “è assolutamente scandaloso che il sindaco di Parigi usi i soldi dei contribuenti per costruire campi per i migranti. Queste persone non devono andare in campi, prefabbricati o peggio hotel ma in centri di detenzione in attesa di essere rimpatriati. Il progetto della Hidalgo è caratteristico di una classe politica che è più preoccupata degli immigrati che dei cittadini, una classe politica che ha dimenticato come il principale dovere di un leader sia quello di mettere la propria gente davanti a tutto”.
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Il tutto in un contesto come quello parigino dove negli ultimi dodici mesi la polizia ha già smantellato oltre 20 campi per migranti costruiti e insediati abusivamente in ogni zona della città ma ogni volta questi risorgono nel giro di poche settimane. Come quello sgomberato il 2 maggio scorso sotto la fermata della metropolitana Stalingrad, vicino alla Gare du Nord e a dove sorgerà il nuovo campo, dopo che il 14 aprile gli occupanti avevano dato vita a una vera e propria guerriglia contro i gendarmi a colpi di spranghe di ferro e bastoni. Attendiamo a breve il reinsediamento, visto che lo stesso campo illegale era già stato smantellato il 14 aprile. Senza contare, poi, il fatto che fra tre giorni in Francia e anche a Parigi comincerà l’Europeo di calcio, con le intelligence di mezzo mondo certe che l’estremismo islamico tenterà di colpire stadi e luoghi con alto tasso di concentrazione di tifosi.
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Insomma, prestare il fianco proprio ora a potenziali terroristi infiltrati tra i clandestini è un’idea poco intelligente, tanto più che una notizia arrivata ieri da Kiev fa capire come ci sia qualcuno pronto a mestare nel torbido rispetto all’allarme terrorismo in Francia. Un cittadino francese originario della Lorena è stato infatti arrestato il 21 maggio scorso dalle autorità ucraine con 125 chili di tritolo, esplosivo che voleva usare per colpire “la Francia e la politica del suo governo per la presenza massiccia di stranieri, la diffusione dell’Islam e la globalizzazione”. Il capo dei servizi di sicurezza di Kiev, Vasily Gritsak ha spiegato alla tv francese Bfmtv che Gregoir M., francese di 25 anni e guarda caso presunto militante di estrema destra, stava preparando quindici attentati in Francia proprio in occasione dei prossimi Europei di calcio.
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Il capo dell’intelligence ha spiegato che, oltre al tritolo, il ragazzo in auto aveva “5 kalashnikov, più di 5mila proiettili, due lanciagranate anticarro, 100 detonatori, 20 passamontagna e altri oggetti”, il tutto per un valore totale di circa 250mila euro. Armi che sarebbero servite, stando a quanto ha riferito Grytsak, per attaccare “una moschea, una sinagoga, un ufficio di riscossione delle imposte, aree pubbliche riservate a Euro 2016, veicoli della polizia e numerosi altri luoghi”. Da solo. In Francia. E in nome della lotta all’immigrazione e all’Islam. Stranamente, poi, la notizia è emersa proprio dopo che la Germania e la stessa Francia hanno chiesto in sede Ue di poter bloccare il regime di visti liberi per i cittadini di Georgia, Kosovo e Ucraina per timori legati sia al terrorismo che alla criminalità organizzata. Coincidenze? Forse ma un consiglio: preparate il pop-corn, questi Europei saranno davvero interessanti. Non per le partite ma, probabilmente, per le false flag.

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