Diario di un Blogger: Perché i Ticinesi hanno Paura degli Italiani. Conseguenze.

Di FunnyKing , il - 101 commenti

DIARIO DI UN BLOGGER

Nota di Rischio Calcolato: questa è una rubrica un po’ Geek che riguarda gli aspetti tecnici della mia vita di blogger, cioè i device che uso, i programmi, server e trucchetti vari . Si tratta di appunti sparsi che verranno scritti mano a mano che si presenta un qualche cambiamento nel mio modo di usare la tecnologia….ed anche un pochino alcuni aspetti dei cavolacci miei.

Come noto in Svizzera, Domenica scorsa si sono svolti i referendum e i voti sulle iniziative popolare, si è votato come sempre sia a livello confederale che cantonale e comunale.

Prima di addentrarmi sulla questione dei Frontalieri in Ticino vi segnalo un paio di link interessanti per farvi comprendere a che livello di granularità arriva la democrazia svizzera:

Qui i 3 voti a livello federale:

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Interessante e “strano” per la mentalità italiana il forte si dei citadini per il rafforzamento dei poteri del servizio segreto svizzero in tema di intercettazioni telefoniche e “sorveglianza delle comunicazioni informatiche”, in Svizzera esiste ancora una forte e radicata fiducia nelle istituzioni Federali, Cantonali e Comunali.

Qui le altre votazioni cantonali (o statali, i cantoni sono stati, meglio ricordarselo) un esempio:

……”Flat Rate Tax” sonoramente bocciata nel canton Svitto. L’idea di un tasso unico, pari al 5,7%, per la tassazione delle persone fisiche è stata infatti respinta dal 78,8% degli elettori. L’Esecutivo cantonale, con tale revisione della fiscalità, prevedeva maggiori entrate per le casse statali per un ammontare di 130 milioni di franchi l’anno.

Ancora in tema di imposizione, nel canton Lucerna gli elettori hanno respinto, con il 57,8% di “no”, l’iniziativa del PS che chiedeva un aumento, dall’1,5% al 2,25%, dell’aliquota d’imposta applicata sugli utili delle imprese. Una partecipazione del 40,74% ha contraddistinto la votazione in questione……

(eh già si vota anche sulle tasse, argomento tabù per qualsiasi referendum popolare in Italia, e credo nella gran parte del mondo)

Qui una votazione comunale (un elenco sarebbe enorme)

MENDRISIO – Non si potranno costruire alte torri in Piazza del Ponte: a Mendrisio la maggioranza dei cittadini ha detto no all’adozione della variante votata dal Consiglio Comunale a marzo.

I contrari sono stati il 56,3%, mentre ha votato sì il 43,7%.

Poche però le persone a recarsi alle urne su questo tema comunale, solamente il 50,5% degli aventi diritto, la stragrande maggioranza ha votato per corrispondenza.

(ma vi immaginate se nei comuni italiani si potessero raccogliere le firme per proporre o bocciare le varianti al piano regolatore?)

E ora arriviamo al Canton Ticino.

Ieri si è votato per una Iniziativa Popolare, ovvero una proposta di modifica di rango costituzionale, l’iniziativa ha un nome molto chiaro: PRIMA I NOSTRI

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Qui trovate il sito ufficiale dell’iniziativa.

Vi faccio vedere alcuni commi che andranno presto ad integrare la Costituzione del Canton Ticino, qui le modifiche integrali:

Titolo III: Diritti e obiettivi sociali

Art. 14 – Obiettivi sociali

1 Il Cantone provvede affinché:

a. ognuno possa sopperire ai suoi bisogni con un lavoro svolto in condizioni adeguate e con una retribuzione che gli assicuri un tenore di vita dignitoso, venga protetto dalle conseguenze della disoccupazione che non può essergli imputata e possa beneficiare di vacanze pagate;

b. sul mercato del lavoro venga privilegiato a pari qualifiche professionali chi vive sul suo territorio per rapporto a chi proviene dall’estero (attuazione del principio di preferenza agli Svizzeri);

c. nessuno Stato estero ostacoli l’accesso di persone fisiche o giuridiche svizzere al suo mercato interno in modo contrario allo spirito dei trattati internazionali conclusi con la Confederazione;…..

…..

j. nessun cittadino del suo territorio venga licenziato a seguito di una decisione discriminatoria di sostituzione della manodopera indigena con quella straniera (effetto di sostituzione) oppure debba accettare sensibili riduzioni di salario a causa dell’afflusso indiscriminato della manodopera estera (dumping salariale);

k. sia promossa una sana complementarietà professionale tra lavoratori svizzeri e stranieri;

ed anche:

Art. 49 – Cooperazione transfrontaliera e principio dello standard minima

1 Il Cantone agevola e promuove la cooperazione transfrontaliera.

2 Qualora lo Stato estero limiti con regolamenti interni o sistemi di attuazione disincentivanti l’esecuzione al suo interno dei trattati internazionali conclusi con la Confederazione, il Cantone applicherà i medesimi standard minima nel rispetto del criterio di reciprocità nell’attuazione.

Art. 50 – Mandato alle autorità e lotta contro il dumping salariale

1 Nelle relazioni con la Confederazione, con gli altri Cantoni e con i Paesi limitrofi, le autorità devono promuovere e tutelare l’identità, l’autonomia, gli obiettivi sociali e l’interesse economico del Cantone.

2 Nelle relazioni con i Paesi limitrofi le autorità modulano il mercato del lavoro in base alle necessità di chi vive sul territorio del Cantone, promuovendo la sana complementarietà professionale tra lavoratori svizzeri e stranieri, evitando la sostituzione della manodopera indigena con quella straniera (effetto di sostituzione) e la corsa al ribasso dei salari (dumping salariale).

Bene.

Queste le modifiche a livello costituzionale. Ora vediamo cosa succede ora e cosa potrebbe succedere in futuro:

  • Ora non succede niente: la Svizzera applica un saggio sistema di cambiamento delle leggi che possono avere un impatto rilevante sulla vita sociale e economica, di norma l’attuazione di precetti costituzionali impegna il legislatore a fare i necessari cambiamenti a leggi e regolamenti nell’arco di 3 anni. E’ un ottimo sistema che da il tempo, specie agli attori economici di prepararsi e anche di discutere con il legislatore per i dettagli delle norme.
  • Tra qualche anno (2-3) probabilmente accadrà che verranno stabiliti per alcune categorie di lavori e alcune categorie di imprese (quelle medio grandi, almeno questo è quello che si dice) l’obbligo di chiedere PRIMA al sistema di ricollocamento dei lavoratori Svizzeri (probabilmente anche ai Permessi C, ma è da vedere, sono curioso) se ci sono professionalità indigene adatte a ricoprire un posto vacante con l’obbligo di assumerle, e solo dopo questa trafila si potrà assumere il “malvagio italiano frontaliere che lavora per un tozzo di pane” (scusate l’ironia)

Fare previsioni sui metodi di attuazione di una norma di rango costituzionale cantonale che potrebbe da sola fare saltare gli accordi bilaterali fra l’intera Confederazione Svizzera e l’Unione Europea (che è di gran lunga il primo mercato per la Svizzera) non è facile. Dunque vedremo.

E ora vi dico la mia da osservatore esterno non influenzato dal (noiosissimo) dibattito politico svizzero:

Perché gli Svizzeri percepiscono i lavoratori frontalieri italiani come una minaccia?

Il tasso di disoccupazione svizzero attualmente gira intorno al 3,25% e tende comunque a diminuire, oggi siamo al 3,1%. Vi sembrerà un tasso ridicolo per quanto è basso e tuttavia, il Ticino ha ancora un tasso di disoccupazione più alto (di poco) della media Svizzera:

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In realtà non è il tasso di disoccupazione a dare fastidio agli svizzeri ma i salari medi, l’ultima statistica ufficiale completa è di fine 2014:

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Il Ticino ha Salari Lordi che sono i più bassi della Svizzera.

Si comprende dunque l’origine della paura e del mal contento dei Ticinesi Indigeni, e lo si comprende meglio se si considera che in Ticino i partiti politici specie UDC e Lega del Ticino hanno cavalcato il tema per oltre un decennio.

A tutto questo però si aggiunge un elemento determinante: l’Europa

vi assicuro che a livello popolare anche nella paludata svizzera tedesca, i cittadini sono sempre più ostili all’Europa e alla prepotenza delle sue istituzioni. Gli Svizzeri non sopportano che uno straniero imponga le sue regole infischiandosene del valore del voto popolare.

Conseguenze per il Ticino

Massimo rispetto per la democrazia diretta, tuttavia non è che il popolo voti sempre nel modo più corretto per i propri interessi diciamo che in media lo fa meglio dei suoi rappresentanti eletti, e tuttavia a volte vengono prese delle sonore cantonate (ok potete ridere).

Credo che in questo caso i Ticinesi abbiano fatto un grave errore, il tasso di disoccupazione in Ticino sta scendendo sotto la media svizzera e il Ticino stesso continua da decenni ad avvicinarsi agli standard di vita della svizzera interna. E’ ancora il fanalino di coda e tuttavia i Ticinesi non dovrebbero dimenticare che il Ticino solo 40 anni fa era una delle regioni più miserabili di Europa. I lavoratori svizzeri, ignoranti e poveri anche per gli standard italiani andavano a fare i muratori nel milanese, tanto che ancora oggi a Milano per dire “sei Stupido” si usa l’espressione “sei Svizzero”, retaggio di un passato che non esiste più ma che testimonia i passi da gigante fatti dal Ticino.

E a mio parere questo progresso è stato in gran parte reso possibile sia da imprenditori italiani che hanno delocalizzato in Ticino sia dai Frontalieri, che normalmente sono i lavoratori più qualificati a prestare servizio specie nel Mendrisiotto.

So che questo giudizio da un certo fastidio dalle mie parti, e tuttavia è del tutto evidente per chiunque non sia stato contagiato dal dibattito pubblico politico Ticinese, un dibattito che per qualità non è che sia molto più elevato di quello italiano.

Mi auguro per me, e per quelli che spero saranno i miei futuri concittadini che si trovi una mediazione decente. Altrimenti saranno guai serissimi per l’economia ticinese.

p.s. credo che un articolo come questo non lo troverete su nessun giornale italiano, pensate un pochino allo stato dell’informazione italica. Che tristezza.

 

 

 

 

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  • what you see is a fraud

    quoto “2 Qualora lo Stato estero limiti con regolamenti interni o sistemi di attuazione disincentivanti l’esecuzione al suo interno dei trattati internazionali conclusi con la Confederazione, il Cantone applicherà i medesimi standard minima nel rispetto del criterio di reciprocità nell’attuazione. ”

    Siamo anni luce indietro alla Svizzera rispetto a conquiste sociali .
    A me e’ piaciuto moltissimo il principio della Reciprocita’ applicato a leggi o trattati internazionali . Mi piacerebbe se i mentacatti leaders del Titanic Europa adottassero questo principio sulla costruzione delle Moschee e dei templi Buddisti , cristiani e altri . E poi i diritti umani , Gli immigranti illegali vengono qui e usano le nostre leggi contro di noi …….. Merda del Toro ( bullshit ) !

    • AndreAX

      Scusami mi sfugge la reciprocità visto che hai messo tutti assieme. Intendi forse No alle moschee di qua perchè non ci fanno costruire le chiese di là?

      • what you see is a fraud

        Esatto !

        • AndreAX

          Scusami ricordo male e mi confondo con qualche altro utente o tu avversavi la Chiesa.

  • kikko19

    ci sta’ che non ci vogliano, l’italiano sta’ allo svizzero come il rumeno sta’ all’italiano (come cultura del lavoro/ serieta’ / affidabilita’ )

    • funnyking

      cazzate

    • Cruciverba

      Questa è come la corazzata Potemkin …
      Molti datori Svizzeri preferiscono gli Italiani non solo per gli stipendi piu’ bassi ma proprio per le competenze e la serietà nel mestiere .

      • funnyking

        esatto.

    • Ascolta, prova a chiedere agli imprenditori ticinesi cosa ne pensano dei locali.
      Fanno di tutto per non assumerli. Lenti ed incompetenti.

      • Alleva Torelli

        è un mese che aspetto 2 linee telefoniche e una connessione internet… sono lenti, lenti, lenti…

        • se mi trasferisco li mi assumi?

          • Alleva Torelli

            non conosco le tue competenze ma visto che scrivi bene un responsabile Ufficio Stampa orientato alle nuove tecnologie, con conoscenze di inbound marketing sui social ed in rete mi potrebbe servire…

          • Grazie per lo scrivere bene, in realtà sono dislessico, e faccio lo stesso lavoro in una azienda italiana, tra le altre cose.
            Ti ricordi Lou Ferrigno? Quello che faceva Hulk dipinto di verde?
            Piccolo , malaticcio e rachitico, con la schiena piegata, si è sforzato di ingrossare i muscoli come rivalsa contro chi lo prendeva in giro.
            Oltre che come attore è riuscito nel culturismo diventando più vote campione mondiale.
            Io faticavo a scrivere e a leggere.
            Ho letto decine di migliaia di libri, e mi sono sforzato di scrivere senza errori, non sempre riuscendovi, mi è rimasta una calligrafia incerta , detta “irregolare metodico” dagli esperti, che a volte risulta incomprensibile persino a me.
            Per quello prendo gli appunti scrivendo con la tastiera.
            Non sono mai riuscito a comprendere la grammatica come concetto, è del tutto impossibile per me imparare a coniugare i verbi come “regola”.
            Ho risolto imparando le concatenazioni tra le varie parole e scrivendo ad “orecchio”, ovvero dai libri ho imparato quali parole “suonano” meglio rispetto alle altre e il modo per me più “musicale” per fare scorrere meglio la frase.
            Le difficoltà ottengono strani risultati, a volte.

          • Alleva Torelli

            studiare stando alle regole, serve solo a capire che non serve a nulla… la dislessia è solo una prospettiva diversa dell’apprendimento o della comunicazione. Se è vero che Einstein era un somaro in matematica allora vale il concetto su detto. Lui sosteneva che la sua matita era piu’ intelligente di lui perchè quando scriveva capiva meglio cosa aveva in testa, mentre con il pensiero si perdeva. Quindi un limite determinato dalle regole conformiste per me puo’ anche diventare un pregio…

          • Purtroppo in Itaglia non le capiscono queste cose.
            Ti faccio un esempio, alcuni anni fa la mi a bimba andava alle medie, e mi somiglia molto, nel modo di relazionarsi e nel modo che ha di ottenere ottimi voti senza mai aprire un libro, improvvisando quando la prendono in castagna.
            Un bel giorno un insegnante di religione decide di affidare un compito, ovvero rappresentare l’episodio di Gesù che toglie il demonio da un posseduto e lo infila a forza nel corpo di un cane. ma non come racconto, ma come l’articolo di un giornale immaginario dell’epoca, con tanto di titoli, articoli e altro.
            I genitori possono aiutare, ovvio.
            Mi si illuminano gli occhi, quando la bimba me lo dice.
            Buttiamo giù qualcosa e mi fiondo su word per impaginare ( vabbè Open Office, mai usato word in vita mia).
            Parto con la “Gazzetta di Nazareth”, con tanto di testata , prezzo un siclo e la data (undicesimo giorno prima delle calende di ottobre)
            Poi mi fiondo a fare gli articoli:
            -Verre un governatore della Sicilia accusato di appropriazione indebita.
            -I persiani accumulano armi di distruzione di massa (frecce avvelenate) e devono essere distrutti
            -Scontri tra le fazioni di Farisei e Sadducei nel Tempio, con nomi e cognomi.
            -L’articolo su Cristo e il Cane Indemoniato.
            -Intervista al sommo sacerdote del tempio di Cafarnao, Esoch, in merito a questa figura di Cristo ” non dura, vedrete, solo uno dei tanti zeloti che spuntano all’improvviso e dicono di essere il messia…”
            -L’articolo sulla Resurrezione di Lazzaro, con il titolo “Resuscitato ! Verità o finzione?”
            -E la titanica intervista ai fratelli e alle sorelle di Gesù…
            -Per finire annunci particolari : “persa capretta di nome Shia .. lauta ricompensa” e le pubblicità ” da Amir al lago di Tiberiade, Pani e Pesci! Non Finiscono Mai!”.
            Purtroppo prendemmo un pessimo voto…

          • Non ti dico cosa successe quando la pazza decise di fargli scrivere un racconto immaginando la storia dei prossimi venticinque anni. Lasciai scatenare la bimba, che scisse che sarebbe andata all’università ai confini della Russia,.
            A Berlino.
            Poi si sarebbe sposata con un musicista e avrebbe girato il mondo, per poi fuggire dall’Europa durante la guerra batteriologica tra il Califfato di Parigi e i Klavalieri del Texas, una delle cinque repubbliche nate dalla dissoluzione degli Usa.
            Si sarebbe rifugiata nell’ultimo paese comunista del mondo l ‘Isola i Hokkaido, per poi andare nella Cina del sud , a Melbourne…
            Terminava con il pensiero di tornare in italia, tra qualche anno, quando la si potrà visitare senza tuta protettiva…
            altro cinque, mannaggia.

          • Alleva Torelli

            l’arte di immaginare e fantasticare è un valore assoluto… l’hai un po’ traviata o sbaglio? Perchè l’unica fantasia riconducibile a un anima libera come quella di una ragazzina è il musicista e magari il viaggiare… non contaminarla… lasciala volare!

          • devi vedere le sceneggiature dei Manga che scrive… te l’ho detto che ha imparato il giapponese da sola per leggerli in lingua originale, vero?

          • Alleva Torelli

            è proprio vero che de-siderare aiuta la forza di volontà ad ottenere!

          • però devo smettere di chiamare la Clinton “Duraska” e Trump “Duraciok”, altrimenti rischia di svilupparmi un preconcetto contro gli Ammerregani.
            Non ti dico come chiamiamo Obama, dato che è molto politicamente scorretto.

          • Alleva Torelli

            ormai di politica, di religione, nazionalità, razza e di tutto quanto è vincolato a un gruppo omologato non fa piu’ per me…

        • infatti usi la connessione del telefono.

          • Alleva Torelli

            per forza e tutto sommato non va male…

        • milano1954

          normale, è il Ticino, nessuna concorrenza e quindi nessuna competitività (e comunque per ora ci sono ancora i tecnici di assistenza TUTTI italiani, per il futuro buona fortuna con i ticinesi analfabeti).

          • Alleva Torelli

            è vero ma in compenso la burocrazia va alla velocità della luce confonto all’itaglia… i Ticinesi stanno vivendo sugli allori ma ancora per poco. I mercati si stanno liberalizzando e la concorrenza arriverà… Se hai una visione internazionale, il Ticino è un ottimo trampolino di lancio!

          • milano1954

            la burocrazie ticinese è corrotta ed asservita alle lobby, specialità la caccia ai professionisti e imprenditori italiani che osano affarciarsi sul loro mercato domestico.Totale asservimento invece alle lobby locale, e nessuna tutela del consumatore . Non esagero, basta leggere i giornali locali in modo critico, pes Ticinonews o il Caffè, e guarda ai vari scandali negli ospedali-di fatto impuniti- , alle leggi ad hoco per un grande centro commerciale, ai favoritismi negli appalti pubblici, ai sindaci che sono i principali immobiliaristi nella loro città di dimora (mentre sono in carica da 20 anni), ecc ecc
            incredibile l’approssimazione e il caos, sono veloci in genere quando NON fanno nessun controllo, altrimenti…

          • Alleva Torelli

            sarà ma io ho rapporti di lavoro col Ticino da ormai 20 anni e ho visto aziende che dall’idea imprenditoriale presentata al sindaco, all’inizio lavori di un insediamento produttivo da 20.000 mq coperti sono passati 6 mesi. La cosa bella che il terreno edificabile l’ha trovato il comune e anche lo sviluppo autorizativo etc. velocissimo… non parlo di accordi fiscali perchè sarebbe troppo deprimente per chi legge… Quindi per lavorare è ottimo per il resto non mi interessa…

          • milano1954

            bene e buona fortuna…lo stesso non capita ai poveretti che , a decine, hanno investito ingenti capitali nella sanità, nella ristorazione o in grosse strutture di vendita, per scoprire che ci sono le regole per i ticinesi e le vessazioni per i non ticinesi

      • kikko19

        la mia era una provocazione, anche i rumeni fanno lavori che i giovani italiani non vogliono fare perche’ vanno a caccia di pokemon… noi italiani vediamo la stessa cosa nei rumeni , i quali avendo fame si accontano di meno. quindi con gli svizzeri vogliamo la globalizzazione e l’abbattimento delle frontiere, con i rumeni e albanesi /tunisini/ algerini etc no’. coerenza a senso unico.

        • In Svizzera c’è un sacco di lavoro, in Itaglia milioni di persone sono disoccupate.

          Anche i pigri e lenti ticinesi trovano sempre lavori oltre i tremila franchi netti al mese.
          In Itaglia no , c’è differenza.

          • kikko19

            allora in teoria l’imprenditur ticinese dovrebbe aprire, secondo le leggi della globalizzazione, una filiale in Italia… Invece no. Perché l’ex belpaese è diventato una chiavica, e aprirebbe solo per vendere da voi in Italia. Se dovesse aprire un ufficio”internazionale”lo aprirebbe in Irlanda o in repubblica Ceca… Non solo per i costi burocratici ma anche perché trova staff meglio preparato (articolo di blondie) anche italiani si, ma non paraculati…

          • milano1954

            veramente l’italia vive di export (anche) ed è piena di centri di eccellenza, tecnologica o sanitaria (per esempio il centro ricerca motori della GM è a Torino, non a Mendrisio…dove forse ci sono 2 o 3 ingegneri semianalfabeti in tutto; idem quello dell’oil &gas di GE a Firenze, chissà perché non sta a Locarno…). e chissà perché gli emiri del Qatar investono nell’immobilaire a Milano, enon a Lugano, che ignoranti…

          • kikko19

            centri di eccellenza in un deserto di inefficienza pubblica e arraffoni privati, gli emiri del qatar invstono dappertutto e non solo in lombardia. a Lugano magari ci nascondono i soldi.

          • milano1954

            patetiche illusioni e invidie da ticinese…
            a Lugano non hanno ragione di mettere piede, perché pagare cinque volte di più gli stessi servizi che possono avere a Dubai 8anzi in un paese che ha già tradito una volta la fiducia dei prorpi investitori stranieri)?
            e comunque nessuna persona intelligente è così “pirla” da investire nell’immobiliare ticinese, i tempi dei polli lombardi sono finiti, svegliatevi…
            e comunque , riguardo ad arraffoni, i ticinesi non possono parlare…basta chiederlo ai VERI svizzeri

          • kikko19

            contento tu’, intanto leggiti la classifica della competitivita’… siete quarantaquattresimi… in picchiata… http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/28/competitivita-italia-al-44esimo-posto-nella-classifica-mondiale-la-russia-ci-scavalca-la-svizzera-resta-leader/3060976/ i katarini sapranno dove buttare i loro dollaroni puzzolenti e voi milanesi fra un po’ starete strettini, calais e’ sempre piu’ vicina…

          • milano1954

            allora non si vuolke capire : il Ticno non ha nulla a che fare con Zurigo, Basilea o Ginevra… bisogna chiere agli svizzeri che cosa pensano dei ticinesi…

          • kikko19

            Chiediamo pure, sono svizzeri anche loro, anche noi ci chiediamo cosa pensano i tirolesi dei calabresi o campani. l’articolo verteva sul fatto che per molti frontalieri italiani la festa e’ quasi finita.

          • milano1954

            la festa è finita per i ticinesi, e per chi lucrava sull’ingenuità dei lombardi che vanno ad investire in ticino (e sui disastri italici)…il mondo è grande e il ticino è come una media provincia italiana. Tra l’altro per un bel po’ di anni isolata e senza neanche un aeroporto appena decente (non credo che una persona normale possa definire un aeroporto quello di Lugano)…Anzi, dimenticavo, l’aeroporto ci sarebbe, chissà perché è in fallitaglia…
            se la festa è quasi finita per i frontalieri, vuol dire semplicemente che l’economia ticinese è FALLITA

          • kikko19

            chissenefrega dei ticinesi, il problema degli italiani problema ovunque, è che pensano di essere i più belli, più intelligenti, furbi del resto del mondo… Peccato che poi quando guardi i risultati la cosa non risulta. Io me ne sto a 2500 km a nord, e sto facendo scorta di popcorn per il futuro, non si sa mai,

          • milano1954

            giustissimo fregarsene dei ticinesi, il Ticino è un angolo insignificante del mondo senza nessun vantaggio distintivo tranne quello di essere a un passo dalla Lombardia e di parlare italiano (poco e male, la regola è il dialetto).
            Il giudizio sugli italiani va fortemente differenziato: fra Nord e Sud, fra pubblico e privato, ecc ecc. E comunque gli italiani sono stati vittima di loro stessi e del loro successo, sono una preda unica per i padroni del mondo, con una patrimonializzazione che non ha eguali.

          • Piripiro

            E allora perché non sei adato a lavorare in uno di questi centri di eccellenza invece che emigrare in svizzera dove per tua stessa ammissione di esperienza diretta sei stato malpagato e maltrattato?…

          • milano1954

            non lavoro in Svizzera e non ne ho l’intenzione. credo di aver lavorato per lungo tempo in eccellenze italiane e di conoscere mezzo mondo. In Ticino ci ho investito, ed è uno sbaglio che NON si ripeterà, non dovete preoccuparvi, i miei pochi risparmi di famiglia non vi disturberanno più: abbiamo già dato, come si dice…

          • milano1954

            una ulteriore precisazione: in Ticino dovo lavoro solo a ticinesi DOC, che adesso sono senza lavoro…i concorrenti ticinesi assumevano SOLO frontalieri con (presumo) gli usuali sistemi

          • Piripiro

            Seee, tu credi ancora alla favola della fuga dei cervelli… hi hi hi… l’unica fuga che c’è stata è quella dei vari ba!otelli… :-)))

          • tu non fuggi da nessuna parte.

          • Piripiro

            Infatti, non ho motivo di farlo 🙂

      • Piripiro

        In verità sono gli imprenditori itaglioti che si delocalizzano in ticino a preferire i loro compatrioti perché possono assumerli a salari da fame e a condizioni lombarde…
        Basta leggere i quotidiani locali per redersin conto dei problemi (salari sotto il minimo legale, contributi sociali non versati, contratti falsi) che questi imprenditori italici portano in Ticino…

        • mediamente il ticinese è comunque inferiore all’Italiano, come lavoratore, su questo non ci piove, se poi gli italiani costano pure meno e li puoi licenziare in qualsiasi momento…

          • Piripiro

            Figurati, quando noi andiamo all’estero esportiamo personale qualificato (ah ah ah) e quando invece arrivano da noi gli stranieri vengono a rubarci il lavoro!… ma vaaaa

          • Non vorrai mica confondere il lavoratore italiano con un ghanese analfabeta vero? Il secondo in una società strutturata è solo un peso.

          • Piripiro

            Se tu dici che gli svizzeri sono incompetenti di fronte ai frontalieri in possesso di diplomi della CEPU e Radioelettra , usciti da un sistema scolastico da terzo mondo io posso benissimo confondere un ghanese con un italico!… ritorna nella realtà Nuke!… :-)))

          • tu sei ancora in Italia, e si vede.

          • milano1954

            delirio…un medico “ticinese” è lo scarto del sistema svizzero (altrimenti starebbe in Svizzera tedesca a guadagnare il doppio, anche perché comunque ha dovuto già starci 11-12 anni tra laurea , specializzazione e /o tirocinio FHM, in Ticino non c’è università. idem legge, ecc ecc. Un infermiere italiano è laureato (laurea breve), in Svizzera esce da una suola professionale (e le scuole professionali svizzere non hanno più nulla a che vedere con quelle di una volta, 3/4 degli apprendistati vengo svolte in enti pubblici o parapubblici…). Infatti , fiché c’era un po’ di buon senso, c’rano porte aperte a tutti i professionisti italiani…

          • Piripiro

            Si i famosi professionisti della CEPU!…

          • milano1954

            basta con la schifosa invidia sociale! i professionisti italiani sono strapreparati, medici, ingengeri, avvocati o commercialisti che siano! (come peraltro imprenditori ed artigiani).
            e infatti i ticinesi ne hanno il TERRORE…

          • milano1954

            buffonata, e ovviamente invidia totale di piccoli e oscuri provinciali rancorosi e ignoranti.
            Ripeto è generale opinione nel mondo che i professionisti italiani sono ai massimi livelli; i ticinesi? basta chiedere agli altri svizzeri….loro li conoscono bene

          • Piripiro

            Si, si nel mondo… peccato che poi in patria i preparatissimi ai massi livelli hanno fatto fallire il paese. Sarà solo sfortuna…

          • Se non sei qualificato o non sgobbi ( meglio entrambi ) in Ticino non ti prendono, a prescindere dallo stipendio. E possono mandarti via in qualsiasi momento.

        • milano1954

          falso, per esperienza diretta.il dumping illegale salariale è una creazione degli pseudo imprenditori e professionsiti ticinesi doc…

    • milano1954

      delirio, puro delirio: dipendente pubblico italiano?o ticinesi rancoroso?
      e comunque anche tra i romeni ci sono ottimi lavoratori, il razzismo è disgustoso, si vergogni!

      • kikko19

        abitando all’estero (molto piu’ a nord) non appartengo a nessuna delle sue categorie, io intendevo come percezione che ha il suo amico “ticinese rancoroso” e’ ovvio che ci sono italiani bravi e romeni bravissimi… ma di questi tempi l’invasore e’ visto non proprio benissimo.

  • Cruciverba

    Credo piu’ che altro che ai Ticinesi dia fastidio il Dumping che portano i Frontalieri ed il fatto che molti Frontalieri sono persone qualificate e valide .
    La gente sputa in faccia sempre un sacco di bile agli Italiani ma per quanto riguarda il lavoro il Popolo Italiano ( del Nord Italia soprattutto ) è uno dei popoli piu’ laborioso ed industrioso di tutta Europa.
    Nei miei viaggi esteri ho visto veramente poca gente che lavora duramente con un rapporto qualità/prezzo ottimo come gli Italiani .

  • Tommasodaquino

    No non è che in Italia è un tabù parlare dei referendum popolari sulle tasse. è proprio dichiaratamente stabilito dalla costituzione italica che i referendum abrogativi (quelli propositivi manco a parlarne, mica deve decidere la gente, altrimenti i politici rischierebbero di diventare persone serie…..) non possano questionare sulla tassazione. Qui in Italia quelli che mangiano con le tasse sono persone oneste, non oserebbero mai violare la sacra costituzione. Rubano a norma di legge. E che cavolo, siamo o no i fondatori del diritto romano??

    • A. Luca B

      Il diritto italiano non ha quasi nessuna Parentela con quello romano.

      È una storpiatura della concezione francese lasciata dalle conquiste Napoleoniche

      • Tommasodaquino

        ero fortemente ironico in ogni parte del post

  • Ottimo post. Complimenti.

  • Alcoor26 .

    Però non va bene.
    Se sono un’impresa svizzera e la disoccupazione è poca, è probabile che lo svizzero disoccupato sia non tanto affidabile. E in quel caso sono costretto ad assumere uno svizzero anzichè un italiano più valido. Al di là del costo.

  • Österreicher

    Mi sembra un po come il discorso qui in Austria delle università di medicina invase dai tedeschi. Peccato che vengono fatti dei test per entrare e se gli austriaci studiassero un po di più invece di dedicarsi a fumare e ubriacarsi forse riuscirebbero ad entrare pure loro. Poi una volta finita l uni se ne ritornano in Germania per il semplice fatto che guadagnano di più ma anche questo non si più dire. Il problema dei frontalieri che abbassano i salari medi è un problema relativo perchè sarebbe già vietato per legge essendoci penso come in Austria dei salari minimi per ogni professione se poi si chiudono gli occhi questo è un altro discorso

  • paolosenzabandiere

    POTENZA DELLA MALA POLITICA.
    In quarant’anni di mala politica ci hanno fatto diventare gli “svizzeri” della svizzera.

  • Piripiro

    Secondo l’articolista il ticino 40 anni fa , cioè nel 1976 era una delle regioni più miserabili d’europa!… o l’autore ha 10 anni oppure era ubriaco quando ha redatto questo articolo…

    • funnyking

      eppure è così caro il mio ignorante. Il fenomeno dei Ticinesi a bassa specializzazione che cercavano lavoro in Lombardia è scomparso nell seconda metà degli anni settanta con il boom econiomico Ticinese el’arrivo dei capitali (contanti) italiani. La chiamarono “terziarizzazione” sappiamo di cosa si trattava. Improvvisamente la richiesta di impiegati e quadri dirigenti nelle banche e nel settore finanziario si alzò.
      Oggi invece l’economia ticinese è terziario non bancario (software e altro) e industria ad altissimo valore aggiunto.

      • Stefano74

        Emergerà progressivamente la capacità dei ticinesi di competere con le proprie competenze e meriti, senza l’inutile immigrazione italiana. Però c’è la libera circolazione delle persone che li salva giusto ?

  • TheoGattler

    Non comprendo quale sarebbe lo svantaggio per le imprese ticinesi, in quanto nulla vieta di cercar personale tra i frontalieri se NON c’è personale svizzero disponibile.

    • AnonimoSchedato

      Il prezzo lo fa la scarsità. Se c’è abbondanza il prezzo scende. Vale anche per la merce lavoro.

      • Ronf Ronf

        Esatto: infatti gli immigrati servono proprio per far calare il salario medio.

        • milano1954

          ci sono, a quanto si dice, anche aspetti “pratici” legati al sistema di tassazione : pare prassi corrente per gli imprenditori svizzeri dichiarare 3000 o 4000 al mese e corrispondere realmente metà o un terzo. Tanto si usa il contante, tassazione non ce n’è, i contributi AVS sono bassi per il datore di lavoro, la cassa malati il dipendente non la paga…O , in alternativa, fare un contratto al 50% e poi far lavorare al 100% .
          Ovviamente grazie anche al fatto che non ci sono controlli (purché si sia ovviamente ticinesi doc, per gli italiani le vessazioni della amministrazione sono viceversa la regola…)

      • TheoGattler

        Il paragone con gli immigrati non regge…. ciò non impedisce certo ad un ragazzo di Varese di inviare un CV a Bellinzona; diverso è il discorso per un cittadino di Nairobi.

        • AnonimoSchedato

          Non ho capito. La domanda iniziale era o no “quale sarebbe lo svantaggio (…) visto che nulla vieta di cercar personale tra i frontalieri se NON c’è persdonale svizzero?

          Prima bisogna esaurire le code (in senso gaussiano) o no?
          E non sono forse queste code meno appetibili del frontaliere? se no a che servirebbe la legge?

  • cipperimerlo

    Nel febbraio 2014 un quesito referendario di rango costituzionale (una di quelle meravigliose forme di democrazia diretta che la Svizzera mostra con legittimo orgoglio al mondo), ha stabilito, con uno scarto di soli 20 mila voti, che entro tre anni la Confederazione avrebbe dovuto fissare tetti massimi per i permessi di soggiorno e contingenti annuali per tutti gli stranieri, determinati in funzione dei bisogni dell’economia.

    Sul mercato del lavoro la preferenza avrebbe dovuto essere data agli svizzeri. I trattati internazionali contrari a queste regole, come l’Accordo di libera circolazione delle persone con l’Unione europea avrebbero dovuto essere rinegoziati. Il referendum, promosso dall’Unione di centro (destra conservatrice), e che vedeva contrari tutti i partiti rappresentati nel parlamento federale con l’eccezione della Lega dei Ticinesi e del Movimento dei cittadini ginevrini, aveva tuttavia una formulazione piuttosto generica, non definendo né l’entità dei contingenti né l’autorità chiamata a fissarli e neppure i criteri da applicare. Motivo per cui il governo federale elvetico si era impegnato a sottoporre “al più presto” al parlamento una proposta per la sua attuazione, intavolando al contempo un dialogo con la Ue, da cui proviene la stragrande maggioranza dei flussi immigratori nella Confederazione. Nel 2013, anno precedente il referendum, infatti, su oltre 80 mila stranieri emigrati in Svizzera, circa il 75% proveniva dall’Unione. Senza contare i frontalieri italiani e francesi, che lavorano in Ticino e nella regione ginevrina.

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    L’accordo tra Svizzera e Ue per la libera circolazione delle persone è del 2002, e rappresenta l’architrave su cui poggia la pletora di accordi economici e commerciali bilaterali tra l’Unione e la Confederazione. La reazione di Bruxelles all’esito referendario fu immediata: niente libera circolazione, niente accordi bilaterali. Ciò premesso, voi svizzeri decidete pure in tutta libertà. Dopo oltre due anni e mezzo, ed a cinque mesi dalla scadenza del triennio, ieri il parlamento federale svizzero ha finalmente approvato un progetto di attuazione dell’esito referendario. Esito che, ribadiamolo, ha prodotto un nuovo articolo costituzionale. E che è accaduto, quindi? Che la Camera del popolo ha deciso che il progetto di attuazione non applichi ai cittadini dei Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) i tetti massimi e i contingenti per l’immigrazione chiesti dall’iniziativa referendaria.

    Ora, mentre in Italia i referendum sono solo abrogativi, non riguardano la costituzione ed hanno una robusta tradizione di svuotamento degli esiti per opera del legislatore, in Svizzera una simile pronuncia parlamentare ha fatto scandalo: la stampa parla apertamente di violazione della costituzione. Il punto vero è un altro: l’esito referendario ha spinto la Svizzera in un vicolo cieco, a fronte dell’intransigenza della Ue, che considera intoccabile il principio della libera circolazione delle persone. Motivo per cui, la pronuncia parlamentare rappresenta la scelta del minore dei mali tra perdere gli accordi bilaterali e disapplicare la volontà popolare che si fa costituzionale. Al punto che è in arrivo una nuova iniziativa popolare, dal suggestivo nome “Fuori dal vicolo cieco!“, che prevede di sottoporre all’elettorato l’abrogazione dell’articolo costituzionale adottato nella votazione del 9 febbraio 2014.

    Come scrive con assoluto candore il quotidiano ginevrino le Temps:

    «Si tratterà di trovare una soluzione che consenta di chiedere con eleganza al popolo – senza dargli la sensazione che si era sbagliato, perché detesta questo – di decidere tra la restrizione dell’immigrazione che voleva e la salvaguardia degli accordi bilaterali. Questo passaggio sembra difficilmente evitabile. (…) Al Consiglio degli Stati spetterà l’elaborazione di qualcosa più coerente»

    Viviamo in tempi decisamente interessanti e terribilmente interconnessi, se persino nella magica Svizzera si giunge a sconfessare un esito referendario su un quesito esistenziale come l’immigrazione. Qualcosa di cui il governo britannico dovrà tenere conto, quando metterà mano all’Articolo 50, avvierà il processo di fuoriuscita dalla Ue e dovrà mettersi a negoziare con la Ue medesima su tutto ed il contrario di tutto. Intanto, prendiamo atto che la complessità del mondo e le sue interdipendenze stanno producendo ovunque una versione light della sovranità popolare. Il popolo è sovrano ma non troppo, per non farsi troppo male. A volte, e persino in un paese come la Svizzera, la democrazia diretta è un lusso che non ci si può permettere. Demagoghi avvisati, popolazione mezza salvata.

    Adesso si ride…

    • milano1954

      pienamente d’accordo, tranne che non sono tempi interessanti, ma molto tristi

  • gianluca pointo

    interessante

  • MaAncheNo

    C’e’ da fare un po’ d’ordine pero’ perche’ come al solito i giornali italiani mettono tanta pancia, poco cervello e nessuna intelligenza:

    1. “chi vive sul suo territorio per rapporto a chi proviene dall’estero”

    Non significa svizzeri ma RESIDENTI in Svizzera. Da Comasco non mi sembra cosi’ strano che si voglia evitare il dumping fiscale di chi vuole guadagnare svizzero ma spendere italiano per vivere (non che a Como e Varese la vita costi poco, ma comunque non quanto in Svizzera, a partire dalle case).

    2. “il tasso di disoccupazione in Ticino sta scendendo sotto la media svizzera”

    Affari svizzeri e non italiani. Decidono loro cosa fare o non fare a casa loro. Anche perche’ se (come e’ largamente vero) non troveranno professionisti locali, le posizioni saranno comunque coperte dai frontalieri, ovviamente.

    3. Gli UK, se non sbaglio, hanno legislazioni simili, il che non impedisce loro di attrarre quantita’ industriali di lavoratori esterni DI QUALITA’, per le posizioni per cui non si trovano candidati locali. Decidono gli UK pero’ e non chi vuole entrare a lavorare per diritto divino.

  • GrimReaper

    Grandi ticinesi, hanno fatto la scelta più giusta.

  • Piripiro

    “Ticinesi non dovrebbero dimenticare che il Ticino solo 40 anni fa era una delle regioni più miserabili di Europa. I lavoratori svizzeri, ignoranti e poveri anche per gli standard italiani andavano a fare i muratori nel milanese…”

    Alcuni dati per dimostrare quanto sia errata questa affermazione.
    In Ticino la piena occupazione interna fu raggiunta a metà anni ’50. Da quel momento fu necessario importare mano d’opera. I lavoratori stranieri passarono dal febbraio 1950 al febbraio 1960 da da 8’900 unità a 47’000 con un incremento annuale del 12,4%.
    Naturalmenti si possono trovare in fete altri dati a completamento di quanto no scritto.
    In ogni caso il Ticino dopo gli anni ’50 era tutto a parte che una regione più miserabile d’europa.
    Anche l’apporto di imprenditori italiani delocalizzari era nullo.
    Consiblio all’autore di questo articolo la lettura del libro “lo sviluppo secolare dell’economia del ticino”.

    • milano1954

      quarant’anni fa si era negli anni settanta, e il Ticino già aveva raggiunto un livello di grande benessere, ESCLUSIVAMENTE grazie ai capitali e al lavoro ITALIANI. Fino alla seconda guerra mondiale il ticino era un angolo miserabile e disperato, i cui abitanti andavano a fare i braccianti in Lombardia, poi sono arrivate ricchezza ITALIANE in fuga dalle distruzioni della seconda guerra mondiale, e successivamente i capitali dal boom economico italiano.Anzi, per fare un po’ di storia il Ticino ha avuto la sua indipendenza a Napoleone, prima era una COLONIA svizzera…
      Negli anni settanta c’è stato l’arrivo di tante famiglie di imprenditori e professionisti italiani (non solo le tasse o la paura del comunismo, ma quella ben più concreta dei sequestri), e da qui il decollo del Ticino. ( e quel poco di industria che c’era in Ticino era TUTTA frutto di investimenti italiani).
      Senza gli italiani il Ticino non esiste, basti pensare agli infimi livelli di scolarità (fino a 15 anni fa NON C’era una università, ancora negli anni 70 mi sembra che nel Sottoceneri ci fosse UN LICEO…).

      • Piripiro

        Bene, vedo che pure tu dici che 40 anni fa in Ticino c’era benessere!… confermi che l’articolista della storia di questo cantone non sa niente… :-)))
        Per il resto dal tuo scritto , come molti altri qui, traspare una notevole invidia nei confronti dei cugini svizzeri.

        • milano1954

          negli anni settanta è cominciato AD ARRIVARE il benessere in Ticino, ed esclusivamente GRAZIE AGLI ITALIANI, ripeto:
          – il Ticino era (e tornerà probabilmente ad essere) sottosviluppato:
          -mancanza di capitali locali (e quelli italiani se ne andranno perché ormai non ha senso lasciarceli)
          -manodopera indigena costosa, inefficiente e con livello di scolarità infimo, soprattutto per gli scarsissimi laureati, ma non solo, basti pensare alle inesistenti competenze linguistiche);
          -possibilità di usufruire di personale straniero a bassi costi in esaurimento a breve (dal 2018)
          -costi assurdi, per livello dei prezzi interni ridicolmente alto (per assenza di concorrenza) e per un tasso di cambio irrealistico (per il Ticino, per il resto della Svizzera è un altro discorso)
          -nessun “vantaggio” di protezione fiscale (la legislazione svizzera è la più trasparente verso le autorità UE)
          -normativa sempre più farraginosa, applicata in modo estremamente discrezionale da una amministrazione molto “legata” ai locali interessi di lobby.
          Il Ticino ha avuto una grande opportunità dal 2005 e poi con il 2011 con la possibiltà di accogliere ondate di italiani ad elevata qualificazione e con buoni capitali in fuga; si è arroccato nella difesa delle lobby locali (professionisti ed imprenditori) terrorizzate dalla concorrenza italiana (di livello incommensurabile).
          Non vedo quale invidia avere verso i ticinesi, sono i ticinesi (per esperienza diretta) ad avere una immensa invidia verso i lombardi.Mi dispiace vedere come in pochi anni una società possa “suicidarsi” preparandosi in futuro molto scuro.
          il Ticino NON è la Svizzera, è la Calabria della Svizzera (con la differenza che è una confederazione, per cui gli altri cantoni-entro certi limiti- del prossimo disastro ticinese possono “fregarsene”

          • Piripiro

            Analisi indubbiamente sorprendente e comica… un paese sottosviluppato come il ticino che sfama decine di migliai di famiglie di una razza superiore come i lombardi!
            E pensare che in europa giudicano l’itaglia un paese barzelletta… evidentemente si sbagliano :-))))

          • milano1954

            veramente sono i ticinesi che hanno mangiato e mangiano a quattro palmenti sugli italiani . Ancora si deve vedere sotto la luce del sole un capitale o un imprenditore TICINESE…ma l’invidia sociale e un secolare senso di inferiorità sono difficili a digerirsi.
            Comunque nei prossimi anni avranno modo di dimostrare quanto sono bravi DA SOLI…

            Il Ticino equivale a una piccola provincia italiana senza né arte né parte …non paragoniamo gli stracci con la seta.
            Cosa sia il Ticino bisogna chiederlo ai veri svizzeri, loro li conoscono…e li apprezzano come si meritano (l’ultimo sondaggio diceva: razzisti e cialtroni, se ben ricordo)

  • carlo gabbi

    I Ticinesi guardano solo lo stipendio, ma forse dovrebbero anche considerare che il costo della vita in Ticino è più basso che nel resto della Svizzera.

  • MicAud

    Premetto che sono un italiano trasferito in Svizzera da una decade. In questo periodo ho capito che il popolo svizzero è un esempio di civiltà per la popolazione mondiale e questo articolo vi fornisce un assaggio:
    http://www.swissinfo.ch/ita/gli-stranieri-votano-quasi-come-gli-svizzeri/1251382

    Insieme a lavoro qualificato, gli italiani sono i principali esportatori di cultura di illegalità. Come ha detto Draghi quando era a capo della Banca d’Italia, essa è estesa a tutti i livelli. Inutile negarlo, per noi certi tipi di reati non sono neanche più considerati tali (intestare un proprio bene a qualcun’altro per “ottimizzazione fiscale” ad esempio), e intanto ci diciamo che dobbiamo far qualcosa per difenderci dallo stato e sopravvivere…
    Non è che cose del genere non vengano fatte qua, ma è che in Italia lo fanno tutti e lo fanno in maniera professionale.
    Penso questo e lo scrivo con molto dispiacere

    • kikko19

      macché, qua scrivono in tanti che vogliono fregare lo stato, e vogliono andare in svizzera ad insegnare il senso civico. Fanno benissimo ad alzare muri e limitare gli accessi, tra molti italiani c’è anche gentaccia, tanta.

    • Mister Libertarian

      Se gli svizzeri si mettono a far votare gli stranieri (che non a caso votano più a sinistra degli autoctoni) si autodistruggono.

  • Albert Nextein

    E dove sta il problema?
    La Svizzera è degli svizzeri.
    Regolamentano l’accesso al loro territorio.
    Ci sarebbe da prendere esempio.

    • milano1954

      ma è una battuta? la Svizzera ha firmato degli accordi internazionali,. Gli accordi internazionali SI RISPETTANO (da Grotius in poi….). Con questa votazione la Svizzera ha gettato la maschera ed è uscita dal consesso delle nazioni “civili”.
      Quella sizzera è solo ottusa prepotenza, del genere mi distorco gli accordi a mio piacimento (le persone no, le merci e i capitali sì)…ed è una bruttissima strada.
      Leggere bene il testo approvato , è una autentica provocazione: gli svizzeri si riservano di favorire gli svizzeri in pastria discriminando i foresti e minacciano ritorsioni se qualcuno dovesse mai discriminare gli svizzeri nella UE…..
      La brexit è una altra cosa, pienamente legittima: si dà la chiara indicazione di disdire TUTTO un pacchetto di accordi con la UE.
      Qui è un mix di stupidità, violenza ed arroganza

  • Lila

    Non condivido niente di quelllo che ha scritto il sig. FunnyKing in questo post. Il problema non sono gli italiani, ma il dumping salariale

  • Stefano74

    “c. nessuno Stato estero ostacoli l’accesso di persone fisiche o giuridiche svizzere al suo mercato interno in modo contrario allo spirito dei trattati internazionali conclusi con la Confederazione;….. “. Ovviamente per il principio di reciprocità non succederà….

  • Stefano74

    Ma a questo punto che fine fanno gli accordi bilaterali con la UE a cui gli svizzeri comunque non vogliono giustamente rinunciare?

    • milano1954

      tipica cultura svizzera della legalità: gli accordi valgono SOLO per quello che fa loro comodo.
      e poi ci sono ancora polli che pensano di poterci investire…

  • Antonello S.

    Ah che bello leggere questo articolo nel blog che decanta le beatitudini del libero mercato, della libera circolazione di cose, persone e capitali…
    Come ho scritto più volte, l’uomo non è fatto per vivere completamente libero, come una bestia allo stato brado, ma deve soggiacere a determinate regole di civile convivenza.
    Regole sia sociali che economiche, dettate dalla logica e dalla storia. Sarà poi compito della democrazia e dei suoi strumenti controllare che le persone delegate ad applicare queste regole siano nel giusto.
    P.s. secondo me il Ticino ha fatto benissimo a votare in questo modo al referendum.

  • kenzo2k

    Guardiamo i numeri:
    350.000 abitanti/residenti
    Circa 160.000 lavoratori residenti
    Circa 60.000 frontalieri
    Circa 6000 disoccupati residenti

    Ammettiamo anche di azzerare i disoccupati (impossibile), i frontalieri servono comunque e praticamente tutti, a meno che non si vohliano impiegare vecchi e bambini.

    Il resto è demagogia, propaganda e fuffa.

    Voglio poi vedere se e quando la legge applicativa dovrà recepire il referendum come faranno a equiparare la formazione professionale di uno svizzero con un fontaliero, con quali tabelle e criteri, visto che i percorsi formativi sono diversi alla radice…

    Questo è solo fumo negli occhi.

    Ps. Il referendum sul brexit non ha avuto effetti perché chi sa…sa che il brexit “effettivo” non ci sarà (come per il referendum svizzero).

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