Come le banche commerciali creano denaro: i luoghi comuni (sbagliati)

Di Lorenzo Marchetti , il - 53 commenti

Questo post fa parte della serie Money series: l’articolo originale è a questa pagina.

In questa figura, il denaro creato dalle banche commerciali in UK dal 1969 al 2014.

Le considerazioni preliminari che ho esposto la scorsa volta erano intese a spiegare la metodologia che seguo quando studio le materie economiche. Fondamentalmente l’approccio é questo: la teoria resiste alla prova dei fatti? spiega come funziona il mondo? o é solo buona per i libri di testo e rimane lá e viene spiegata per anni e anni da docenti annoiati? Questo mi ha portato e demolire alcune idee sbagliate che tra l’altro sono ancora insegnate nei corsi di Economia all’università.

NOTA: Un testo ottimo che spiega come al giorno d’oggi il denaro viene creato, trasferito e distrutto, é “Where does money come from?” del think thank inglese Positive Money. E’un testo che dovrebbe essere letto da chiunque si occupi di economia e finanza oggigiorno. 

Primo luogo comune: i soldi che metti nel conto corrente a tuo nome sono i tuoi.

Abbiamo giá abbondantemente smontato questa convinzione in un post precedente, e non ripeteremo qui il contenuto.


Secondo luogo comune: Una banca ti presta i soldi quando ti accorda un mutuo o un prestito.

L’atto del “prestare qualcosa”implica che chi presta rinuncia al possesso di qualcosa per un po’di tempo, cioé per la durata del prestito. Per esempio, potresti prestare 20mila euro ad un tuo amico o parente che te li restituirà tra un anno. In questo caso, per un anno avrai 20mila euro in meno a disposizione nel tuo patrimonio.

Nel caso di una banca, questo non é vero. Banalmente, la banca crea i 20mila euro dal nulla e li mette sul tuo conto quando richiedi un prestito. Nel bilancio della banca, all’Attivo figurano +20mila euro a tuo nome, al Passivo figurano +20 mila euro a tuo nome. E’una stupida operazione contabile. La banca non prende 20mila euro da nessuno per metterli nel tuo conto. Pertanto, siccome i soldi sono creati dal nulla, ecco che i 20mila euro sono finiti nell’economia reale, ammesso e non concesso che decidi di spenderli per comprare un’ auto o rifare il soggiorno o pagarti un master. Questo é importante: il 97% del denaro in circolazione, inclusi i conti correnti, é denaro creato dalle banche commerciali. Solo il rimanente 3%, fatto da banconote e monete, é stampato dalla Zecca del Tesoro.

NOTA: mi rendo conto che questo é estremamente difficile da accettare per l’uomo di strada. Io ho fatto studi tecnici di alto profilo, mi credevo informato sui fatti, tuttavia sono rimasto sbalordito quando ho letto queste cose. Semplicemente, la Prima Legge della Termodinamica, secondo la quale nulla si crea o distrugge ma tutto si trasforma, era per una sorta di architrave mentale, valido in ogni contesto incluso le attivitá umane. In finanza, cosí non é: il denaro é un prodotto dell’attività umana e viene creato e distrutto nel circuito bancario. 

Tornando a noi, una banca non ti presta i soldi, li crea dal nulla, e lo fa con la confidenza che un giorno tu glieli restituisca con un interesse aggiunto. Tu e la banca siete vincolati da un contratto, per esempio un contratto di mutuo, che é un asset per la banca.

Ricorda: nel mondo di oggi, non esiste differenza tra denaro e credito, come ho spiegato qua.

NOTA: in un altro post della money series, ho spiegato quello che io considero vero denaro, cioé oro, bitcoin e contante. Ma le mie opinioni non contano. Erano spunti di riflessione volti a spiegare come nasce un interesse e come un interesse separa il concetto di denaro da quello di credito. Oggi il denaro é credito ovvero debito. MONEY = CREDIT = DEBT

Potresti domandarti da dove provenga il denaro per pagare gli interessi. Naturalmente, non é stato ancora creato. Verrá creato in futuro dal circuito bancario. Una volta che la rata del mutuo é stata pagata, quel denaro é stato distrutto. Spiegheró meglio questi processi in un post dedicato perché messa cosí non é chiarissma la cosa, me ne rendo conto.

Terzo luogo comune: il denaro viene creato per mezzo del meccanismo della riserva frazionaria.

Per una spiegazione su come funzioni la riserva frazionaria, googlate “riserva frazionaria”oppure andate a questa pagina.

Quest’ assunto non é del tutto sbagliato, ma é molto fuorviante. E’ il classico esempio da libri di testo ottuagenari.

Primo, non spiega chi ha dato i soldi al tizio che deposita per primo il denaro in banca. Se vai in banca a depositare, mettiamo, 10mila euro nel tuo conto, e per effetto del moltiplicatore della riserva frazionaria i 10mila dopo un bel po’di transizioni bancarie finiscono per diventare 100 mila, per mezzo di un reserve ratio del 10%, ti manca un pezzo del puzzle: i primi soldi, i 10mila euro iniziali, chi li ha creati?

Secondo, le banche oggigiorno hanno diversi metodi per bypassare il controllo del reserve ratio, pertanto la realtá é che sono le banche a decidere quante riserve devono mettere sulla base del numero di mutui e prestiti che fanno, non il contrario. Cioé non é vero che esiste la Banca Centrale che controlla con la quantitá di riserve che una banca commerciale ha, e che esercitando questo controllo la Banca Centrale dice a quella commerciale “ehi bella, piú di tanti soldi in prestiti non puoi erogare! scordati di espanderti troppo!” Teoricamente, non c’é limite alla quantitá di credito che una banca puó creare. La crisi del 2007 é lí a ricordarcelo.

Quarto luogo comune: le banche prendono i soldi dai risparmiatori (le famiglie) e li prestano alle aziende (che fanno investimenti)

Questa é la piú divertente. E’la storiella che ci raccontano da quando siamo bambini. E’ falsa. Come la leggenda di Babbo Natale. Come abbiamo visto, per mezzo di un semplice esercizio (esercizio, non trucco) contabile, le banche creano denaro dal nulla e attraverso i prestiti e i mutui danno a chi é concesso credito il potere di spendere il credito e di far girare l’economia. Piú prestiti, piú il credito si spande, piú soldi ci sono in giro. Le banche non prendono i soldi da una parte e li mettono in un’altra, come quando riordiniamo la camera da letto. Chiaramente, le banche fanno profitti caricando sui mutuatari interessi piú alti rispetto agli interessi che paga ai depositanti.  Ma questa á un’ altra storia.  Le Banche fanno soldi creando soldi, applicando una delta tra il costo del denaro che applicano a chi chiede il prestito, e il costo del denaro che la banca deve pagare a chi ha il conto corrente.

Poiché il credito é il ponte tra presente e futuro per tradurre idee e progetti in un prodotto finito, puoi immaginare da te che se lasci il controllo dell’erogazione del credito ad una societá privata (la banca é una impresa privata), ecco che se i banchieri si svegliano “storti” una mattina possono chiudere i rubinetti del credito. Se il banchiere non ha fiducia nella mia capacitá di ripagare il debito, non mi fa credito. Se viviamo in un periodo di boom, é piú facile che mi faccia credito. Quindi, non é che il banchiere non mi fa credito perché non ci sono abbastanza soldi nei correntisti da poter attingere per farmi un prestito!

La disponibilitá a creare credito é una questione di percezione del rischio da parte del banchiere sulla capacitá di ripagare il debito del futuro debitore, che puó indurre il banchiere a preferire di creare denaro per acquistare altri asset che rendano di piú con meno rischio per l’immediato.  Ma qua apriamo un’altra porta: la differenza fra banche commerciali e banche di investimento. Per ora é off-topic.

Dopo questa breve introduzione, ti potresti domandare:

1. Se la banca puó creare denaro “ad libitum”, per lo meno teoricamente, allora perché puó andare a gambe all’aira? perché non puó creare tutto il denaro che le serve per evitare la bancarotta? Bella domanda, in effetti.

2. Se la banca puó creare denaro “ad libitum”, per lo meno teoricamente, perché teme cosí tanto una corsa agli sportelli? in fondo, potrebbe stampare tutte le banconote che vuole e chiudere i conti correnti senza troppi danni.

La risposta in un prossimo post.

 

A conclusione di questo articolo, vi invito a guardare questo eccellente video, breve ma molto professionale e disponibile sottotitolato in diverse lingue (incluso l’Italiano), prodotto dal Think Tank inglese Positive Money.

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