Merkel si prepara a un’altra delusione elettorale. Ma il problema è la guerra proxy mossa dagli Usa

Di Mauro Bottarelli , il - 66 commenti

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Domani si vota nel Land di Berlino e per la Merkel si profila un’altra cocente delusione. Stando all’ultimo sondaggio INSA, infatti, al primo posto ci sarebbe l’SPD con il 22%, seguito dalla CDU con il 18%, sei punti in meno del voto nel 2011 e allo stesso livello dei Verdi, mentre Alternative fur Deutschland e la sinistra della Linke si attesterebbero al 14% ciascuno. Di fatto, la CDU sarà fuori dai giochi, visto che si profila una maggioranza di governo tra sinistra e Verdi ma AfD al 14% a Berlino è qualcosa che nessuno avrebbe pronosticato fino a due mesi fa.
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E la Merkel lo sa, perché mercoledì sera alla manifestazione in supporto dei candidati CDU nel sobborgo di Lichterfelde c’erano soltanto 2500 persone a sostenerla, tanto che alcuni giornali cominciano a chiedersi se dopo un’eventuale sconfitta a Berlino, le speranze di candidarsi per un quarto mandato l’anno prossimo saranno ancora integre. E nonostante la Cancelliera continui a difendere la sua politica verso i migranti, i numeri parlano chiaro: a Berlino, città con 3,5 milioni di abitanti, sono arrivati 80mila rifugiati e gli elettori hanno puntato i fari della campagna elettorale su costi, sicurezza e integrazione legati di questa ondata.
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E questi video

RAW: Brawl between migrants & locals in Bautzen, Germany

Germany: Clashes erupt in Bautzen between far-right protesters and refugees

ci dicono che il problema in Germania comincia a sfuggire al controllo. Nella notte tra mercoledì e giovedì, infatti, nella piazza del mercato della città di Bautzen, nell’Est del Paese, si sono verificati violenti scontri tra un’ottantina di cittadini tedeschi, tra cui molti militanti di estrema destra e una ventina di immigrati. E non è la prima volta che accade nella cittadina. Sono volate bottiglie e altri oggetti e la folla inferocita gridava che la piazza e la città erano tedesche: sono dovuti intervenire circa 100 agenti della polizia per sedare la mega-rissa, utilizzando manganelli e spray urticante ma le stesse forze dell’ordine, nel comunicato emesso giovedì mattina, hanno scritto che “l’alterco è stato provocato dai richiedenti asilo”.
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Nonostante questo, gli scontri sono proseguiti nei pressi dei centri di accoglienza e tutti e tre gli edifici che accolgono i migranti in città sono stati presidiati dalla polizia, la quale ha invitato a non uscire. Ma c’è di più, i manifestanti hanno anche lanciato pietre contro un’ambulanza che cercava di raggiungere il centro per soccorrere uno dei migranti feriti negli scontri. E come dicevo prima, Bautzen non è nuova a questi episodi: a febbraio fu dato alle fiamme l’edificio che avrebbe dovuto ospitare dei migranti in arrivo e, anche in quel caso, i manifestanti cercarono di fermare l’autopompa dei vigili del fuoco che stava arrivando sul posto per domare le fiamme. Ma tutto il Paese sta bruciando: lo scorso mese di agosto, la polizia criminale ha reso noto in un report che da inizio anno si sono verificati 665 attacchi contro centri per rifugiati.
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Ma la Germania e la Merkel hanno anche un altro problema, decisamente serio. Questi grafici
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ci mostrano l’andamento di ieri del titolo azionario e del bond più rischioso di Deutsche Bank, quello con rendimento 6% per un controvalore di 1,75 miliardi di euro, dopo che il Dipartimento della Giustizia Usa ha proposto al colosso tedesco una multa da 14 miliardi di dollari per chiudere un contenzioso sui subprime: Deutsche Bank ha immediatamente risposto picche ma il crollo è stato devastante. “Stanno cascando come pietre, visto che la multa, anche se ridotta, potrebbe superare tutte le previsioni di detenzione della banca”, ha dichiarato Tomas Kinmonth, credit strategist di ABN Amro, a detta del quale “qualsiasi cifra sopra i 10 milioni porrebbe la banca in enormi difficoltà, non solo sul pagamento dell’interesse su quel bond ma anche rispetto a un possibile annullamento temporaneo del coupon”.
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Parliamoci chiaro, con questa mossa gli Usa hanno dichiarato guerra alla Germania, quindi all’Europa. E il perché sta tutto in questi grafici (cliccando si ingrandiscono),
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i quali riassumo la legacy economica dell’amministrazione Obama: un disastro totale e il prodromo di una nuova crisi. A dirlo non è il sottoscritto o la Pravda ma l’ultimo studio della Harvard University, intitolato “Problems Unsolved and a Nation Divided”, nel quale si fa notare come “nonostante la narrativa della ripresa, l’economia Usa ha continuato a deteriorare nel post-recessione. Tutto questo è attribuibile a mancanza di strategia economica, specialmente a livello federale e a un sistema politico che è diventato una delle nostre più grandi debolezze”. Ma non basta: “Gli americani non credono più nei leader politici e la polarizzazione politica è cresciuta drammaticamente. Gli americani sono sempre più frustrati nei confronti della politica e chi si proclama indipendente dai partiti tradizionali ormai pesa per il 42% del totale dei cittadini”.
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E sempre ieri, l’ex segretario al Tesoro Usa, Larry Summers, ha pubblicato un nuovo documento che distruggere gli enti regolatori del mercato statunitense, accusandoli di non aver fatto nulla per rendere più sicuro il sistema bancario: “Con nostra grande sorpresa, abbiamo scoperto che l’informazione sul mercato finanziario offre pochissimo supporto alla narrativa che vede le principali istituzioni come significativamente più sicure di quanto fossero prima della crisi e alcune voci addirittura supportano la tesi in base alla quale i rischi sono addirittura aumentati”.

Ma non c’è solo questo, c’è anche questo.
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Ovvero un Paese sempre più violento e fuori controllo socialmente in molte sue componenti, tanto che qualcuno comincia ad avanzare tesi come queste:

Michael Savage: Hillary Is In Free-Fall, Obama May Suspend Election

RWW News: Quayle: Election May Not Take Place

ovvero, se Hillary Clinton dovesse risultare davvero troppo malata per poter partecipare alle elezioni (o se si decidesse che deve essere malata a prescindere), Barack Obama potrebbe sospendere del tutto la tornata elettorale. Farlo, però, imporrebbe l’emanazione dello stato di emergenza e della legge marziale temporanea. Finora non lo credevo possibile ma dopo la mossa contro Deutsche Bank e dopo l’attacco della Harvard University alla politica economica di Obama, le possibilità salgono. E parecchio.

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