Perifrasi costituzione, art.11: Missioni di pace nel mondo !!

Di JLS , il - 21 commenti

Il proclama favolistico mitologico del corano statalista prosegue con l’art.11, occupandosi dell’argomento “guerra”.

Premesso che le guerre dell’era moderna sono sempre state lo scontro armato tra nazioni, in cui ristretti gruppi di persone che si conoscono tra loro, decidono di mandare a morire milioni di persone che invece non si conoscono affatto.

La guerra è la manifestazione peggiore e più feroce di sentimenti e condizioni umane antiche quante è antico il mondo. I conflitti, le invidie, la prepotenza, o la cupidigia rimarrebbero tuttavia senza la presenza, l’operato e le dimensioni, soprattutto di certi Stati, un fatto locale, baruffe tra comunità limitrofe, scontri tra gruppi di persone.

Lo Stato con la sua presenza e il richiamo alla Patria, uno degli elementi mitologici insieme alla bandiera, all’unità nazionale ed altre castronerie stataliste, è tuttavia il soggetto che, con un apparato militare costituito, in modo esponenziale ha potenziato e moltiplica le dimensioni dei conflitti con milioni di morti e immani distruzioni, ed esporta la guerra ad ogni angolo del globo, dove invece i comuni mortali vorrebbero semmai recarsi solo da turisti.

Quindi è già singolare che un’organizzazione che si regge sulla coercizione, sulla truffa del contratto sociale, che dilapida immense somme di denaro per armarsi, mantenere un esercito regolare, con tutti i servizi necessari ad esso connessi, nella sua costituzione favoleggi di guerra, pace, giustizia.

ART. 11.
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

sordi-soldato

Quindi l’art.11 con le parole “l’Italia ripudia la guerra”  usa chiaramente un trucco linguistico. L’Italia è un territorio e non può compiere alcuna azione. Semmai le persone, o gruppi di persone possono agire, per la guerra o per la pace. (Nei verbali delle riunioni precostituenti, Leo Valiani chiese senza successo che il verbo “ripudiare” voluto da Dossetti, fosse sostituito da “rinunciare”).

Notate che il testo dell’art.11 in modo subdolo definisce anche cosa sia la guerra “strumento di offesa alle libertà degli altri popoli e mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Con questo secondo trucco linguistico, riguardante in questo caso la costruzione della frase, si limita e si definisce la guerra che l’italia ripudierebbe. E’ facile quindi dedurre che se per esempio la guerra riguarda la difesa della libertà di altri popoli, l’italia non ripudia un bel niente; se la guerra scoppia senza che vi siano state in precedenza delle controversie internazionali, l’italia non ripudia un bel niente.

Riconosco che chi ha scritto il sacro testo del corano statalista, deve avere avuto alle spalle veri esperti di comunicazione.

L’esempio concreto di quanto l’art.11 sia una presa in giro, non solo linguistica ma pratica, lo danno le decine di interventi militari dal 1945 ad oggi, nei quali l’italia ha inviato contingenti. (Ovviamente la neolingua impone che non si usi la parola “guerra” e neppure l’aggettivo “militare”, ma espressioni come “missioni di pace”, “peace keeping”, “blue beanies missions”, ecc… ).

Il primo intervento della serie risale addirittura al 1950 con lo scoppio delle ostilità tra le due Coree, del Sud e del Nord. Il seguito non è ancora storia ma cronaca, passando dal Libano (1982) all’Iraq (1991) alla Bosnia (1992) fino ai giorni nostri, con la Libia (2011) e l’Afghanistan (2015 e ancora in corso). Per la cronaca (vedi Il Fatto Quotidiano del 2.6.2016) questa baruffa internazionale costa la modica cifra di 1,27 miliardi di € per l’anno 2016 (1,25 nel 2015).

L’elenco completo delle missioni lo trovate su Wikipedia ( https://it.wikipedia.org/wiki/Missioni_militari_italiane_all%27estero ), con un esilarante primo intervento in Eritrea, (1947-1952) : distaccamento della Guardia di Finanza per controllo economico e fiscale, motivo per il quale a distanza di tempo mezzo nordafrica sta raggiungendo la repubblika della banane per vendicarsi.

L’art.11 continua con “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;” indicando quindi che è consentita una limitazione alla sovranità (nazionale? politica? monetaria? linguistica?) quando questa sia condizione necessaria per la pace e la giustizia fra le Nazioni. Il gioco è sempre lo stesso: il soggetto che dovrebbe consentire è sempre un territorio (itaGlia) e non una persona o gruppo di persone responsabili eventualmente di questo consenso alla limitazione di sovranità. Ricorre qui ancora una volta in poche righe nell’art.11 il trucco di dichiarare una cosa, sottointendendo che la “cosa” è quella stabilita dallo stesso art.11 . In altre parole, si proclama il seguente assioma : le limitazioni alla sovranità sono direttamente concorrenti ad ordinamenti che assicurino la pace e alla giustizia tra le nazioni.

Ora anche questa parte dell’art.11 è smentita dai fatti e dalla complessità del mondo e della realtà.

Ogni paese, comunità, popolo ha ordinamenti completamente diversi, ha concetti di Libertà, pace e giustizia, con mille sfaccettature, e ogni individuo ha la sua scala di valori, credenze e riferimenti. La pace e la giustizia quindi non possono essere il frutto di un ordinamento, cioè di un insieme di leggi “fiat” scritte da gruppi di potere che si alternano al governo di un paese, e legiferano al solo scopo di mantenere il consenso e secondo l’utilità della propria parte politica. La Pace e la Giustizia sono qualcosa di molto più importante e pertanto più difficile da raggiungere e mantenere. La Pace e la Giustizia sono eventualmente il risultato dei soli diritti naturali e del loro assoluto rispetto, cosa sistematicamente violata, dallo stato e stuprata dai governi di ogni epoca, in questo disgraziato paese ormai da decenni in mano a un branco di iene.

Conclude l’art.11 con “promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” con un atto di verità, confermato dalla stessa natura assistenzialista e interventista dello stato che ben conosciamo.

L’elenco delle organizzazioni nazionali, internazionali, private e pubbliche che vivono e in molti casi prosperano di quello che l’art.11 “eroicamente” promuove e favorisce è interminabile.

Enormi sono le somme erogate annualmente dal bilancio dello stato, che dall’ONU arrivano alle piccole e sconosciute Onlus, di cui ogni tanto la cronaca deve occuparsi, perchè qualcuna delle loro “pasionarie” devono essere sottratte dalle mani di coloro che si erano arrogate il diritto di voler convertire allo statalismo itaGliano ed eventualmente all’art.11

E adesso, per quelli che “la costituzione più bella del mondo”: mettetevi in fila per ottobre.

gregge-elettorale

Per chi volesse leggere le precedenti 10 puntate, può farlo qui su Rischio Calcolato. Mi trovate anche su FB, con nome e cognome, immagini sempre di vele e mare. No confusion.

 

 

 

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