Come una banca commerciale crea e distrugge denaro

Di Lorenzo Marchetti , il - 40 commenti

Questo post é parte della serie “Money series”: la versione originale é a questo indirizzo.

Qualche doverosa precisazione per i lettori di RC: alcuni commentatori, che ringrazio, hanno sollevato il punto per cui gli articoli possono essere incompleti e ci sono troppi rimandi ad altri link. Per esempio, si citava la distruzione del denaro quando si rimborsa un prestito ma non é spiegato (ancora) come. Oggi copro questo argomento. Ci tengo a chiarire che si chiama “money series” proprio perché é una collezione di post che coprono moltissimi aspetti del denaro: cosa é, chi lo crea, come si moltiplica, quali forme puó avere e via discorrendo. Pertanto, nessun articolo puó essere esaustivo di un argomento cosí vasto. La completezza, la coerenza e l’organicitá della serie sono tenute in piedi dai rimandi tra un articolo e l’altro, che é un lavoro in costante divenire.

La scorsa volta, abbiamo elencato quattro luoghi comuni sul processo secondo il quale cui il denaro viene creato dalle banche commerciali.

Il primo punto, cioé  i soldi che metti nel conto corrente a tuo nome sono i tuoi, é stato criticato in un questo post (in inglese).

Il secondo punto era che le banche non “prestano” denaro, nel senso etimologico del verbo prestare, ma lo creano, e quando un debito viene ripagato, lo distruggono.

Ora possiamo entrare nei dettagli e fornire un esempio di come il denaro viene creato quando il sig. Rossi va in banca e richiede un prestito, per esempio, di 20 k€.

Creazione del denaro

Immaginiamo che il bilancio iniziale della banca sia fatto cosí:

Attivo Passivo
1000000 Patrimonio netto: 1000000

Per semplicità, consideriamo le passività formate solo dal patrimonio netto, per un ammontare di 1 milione di euro. Questi soldi sono stati investiti in assets per un equivalente controvalore di 1 milione di euro.

Ora il sig. Rossi va in banca e chiede un prestito di 20mila euro: per esempio, deve comprare un nuovo veicolo per il suo lavoro. La banca verifica la stato di salute presente e passato delle finanze del nostro amico, vede che é tutto ok, il sig. Rossi é un bravo pagatore, il suo reddito é buono per il prestito che richiede, e gli accorda il prestito.

Ecco come diventa il nuovo ipotetico bilancio della banca:

Attivo Passivo
nuovo presito al sig. Rossi: + 20000 nuovo conto per il sig. Rossi: +20000
Attivo passato: 1000000 Patrimonio netto: 1000000
Totale attivo: 1020000 Totale passivo: 1020000

Possiamo osservare alcune cose importanti.

  1. Nell’immediato, la banca non ha bisogno di trovare il denaro per il sig. Rossi da nessuna parte, pertanto…
  2. ..non c’é un vero e proprio “prestito”: il denaro viene creato dal nulla.
  3. Il prestito viene accordato sulla fiducia che il sig. Rossi ripaghi il debito con gli interessi.
  4. Piu’importante: entrambi i lati del bilancio sono aumentati simultaneamente di 20K€, pertanto la banca ha creato nuovo denaro e questo denaro é lá disponibile per il sig. Rossi che puó decidere di spenderlo nell’economia reale, incrementando nel suo piccolo il PIL nazionale (sono soldi che gli servono come investimento per la sua attivitá).

Ora, supponiamo che il prestito abbia una durata di due anni e che il tasso di interesse annuale sul debito sia del 5%. Il tasso di interesse che la banca paga sul conto del sig. Rossi – al passivo del bilancio- sia dell’1%.

Il margine di profitto per la banca é pertanto del 5 – 1 = 4%. Questo é il motivo per cui le banche commerciali fanno soldi creando soldi: in estrema sintesi, applicano una differenza positiva tra il costo del denaro all’attivo (dove ci sono i debitori) e il costo del denaro al passivo (dove ci sono i conti correnti dei depositanti).

Distruzione del denaro

Il giorno dopo che gli é stato accordato il prestito e i soldi sono sul suo conto corrente, pronti per essere utilizzati, il sig. Rossi va dal concessionario e compra una vettura da 20K€.  Per l’acquisto, supponiamo che faccia un bonifico di 20mila euro dalla sua banca, alla banca del concessionario, che in questo post supponiamo essere diversa.

NOTA: in un futuro post spiegheremo come funzionano i pagamenti interbancari.

Subito dopo l’acquisto dell’auto nuova, un bilancio intermedio della banca del sig. Rossi avrebbe questo aspetto.

Attivo Passivo
Prestito pregresso del sig. Rossi: 20000 conto del sig. Rossi: +20000 – 20000 = 0
Nuovo attivo: 1020000 – 20000 = 980000 //decremento delle riserve bancarie Capitale sociale: 1000000
Attivo totale: 1000000 Passivo totale: 1000000


Nel conto corrente del sig. Rossi, al passivo, i 20 mila euro non ci sono piú, perché il sig. Rossi ha usato quei soldi per comprare la macchina. La passività per la banca del conto del sig. Rossi va a zero. Tuttavia, il sig. Rossi deve ancora ripagare il debito, pertanto all’attivo la voce del prestito pregresso al sig. Rossi sta ancora lá: 20 mila euro. Alla colonna dell’attivo però un cambiamento c’é stato: per trasferire i soldi alla banca del concessionario, la banca del sig. Rossi ha attinto alle riserve che detiene presso la Banca Centrale. La variazione delle riserve bancarie in questo caso sta all’attivo, per cui c’è un decremento di 20 mila euro anche all’attivo.

Nota: copriremo il significato e l’uso delle riserve bancarie in un post futuro.

Vediamo quindi che il bilancio ritorna a 1 Milione di euro. C’è un ma: il sig. Rossi sta pagando gli interessi, che non sono mostrati nel bilancio che riporta l’Attivo e Passivo (chiamato Stato Patrimoniale), ma in un altro documento contabile, chiamato Conto Economico. Ci frega poco di dove é riportato, ma dobbiamo ricordare che gli interessi si stanno accumulando.

Ora, supponiamo che dopo un anno il sig. Rossi é in grado di ripagare il debito (capitale iniziale di 20 mila piú gli interessi maturati in un anno che, al 5%, fanno mille euro) . I mille euro di interessi la banca li ha reinvestiti all’attivo nelle riserve bancarie.

Attivo Passivo
presito al sig. Rossi: + 20000 – 20000 = 0 // Rossi ha rimborsato il capitale conto del sig. Rossi:  0
attivo precedente: 1000000 Capitale sociale: 1000000 -> 1001000
extra attivo: +1000 //interessi pagati dal sig. Rossi
Attivo totale:  1001000 Passivo totale: 1001000

Dopo un anno dall’accensione del prestito, ci sono 19 mila euro in meno nel bilancio. Questo denaro é stato distrutto.

L’incremento del capitale sociale, pari a 1 k€, é il profitto lordo della banca, ed é dato dagli interessi pagati sul debito originale. Questo profitto può essere usato dalla banca per pagare lo staff, le tasse, e gli azionisti della banca nella forma di dividendi.

Quindi, ricapitoliamo: 20mila sono stati creati, 20 mila sono stati distrutti, mille euro , pari agli interessi sul prestito e creati altrove, sono il profitto della banca.

In questo giro di creazione e distruzione, il denaro é stato usato dal sig. Rossi per comprare una nuova macchina, la nuova macchina é stata comprata da un concessionario che ha messo i soldi della vendita nel proprio conto, che quindi diventano ulteriore potere di spesa. Il processo secondo cui il denaro fluisce all’interno del circuito bancario nel suo complesso, é spiegato dal modello del denaro endogeno, che copriremo in dettaglio in un futuro post (é necessario spiegare cosa sono le riserve bancarie).

NOTA: Il modello del denaro endogeno (endogenous money model) fornisce una descrizione del processo di crescita/decrescita del denaro nel sistema bancario nel suo complesso molto piú accurato del modello della riserva frazionaria, che é obsoleto e fuorviante.  Non spaventatevi. La creazione del denaro é un fenomeno complesso ed é ignorato dalla gente, il che lascia nelle mani “di chi sa” un enorme potere. Ci serve pazienza e tempo per capire il processo.

La banca ha fatto profitti creando denaro e rendendolo disponibile a un cliente che considerava affidabile. Gli azionisti della banca hanno fatto soldi coi dividendi sull’interesse del debito del sig. Rossi. Preferite lavorare duramente per pagare interessi o creare denaro dal nulla e aspettare che uno vi ripaghi con gli interessi? Direi che la situazione banca-cliente é vistosamente asimmetrica. Ma andiamo avanti…

Il governo, per mezzo delle tasse sui profitti, quindi di una aliquota sui profitti dovuti agli interessi su un debito, si prende anch’esso una quota della fatica che il sig. Rossi ha impiegato nel lavorare nella economia reale.

In ultima analisi, la creazione INIZIALE del denaro, è in essenza una valutazione da gestione del rischio (risk assessment, in inglese): se il tizio é considerato affidabile, la banca gli dá i soldi. Sulla correttezza e attendibilità di certi risk assessment (come Banca Etruria e Monte Paschi insegnano), ci sarebbe poi da discutere.

Ora arriviamo al punto: se i banchieri sono scettici sul prestare soldi a famiglie e imprese, potete immaginare da voi che nel lungo periodo, mentre gli interessi e il capitale prestato vengono ripagati e quindi il denaro viene distrutto, la quantità di credito nell’economia diminuisce. La diminuzione del credito a famiglie e imprese é una delle cause principali che conduce alla recessione. In altri termini, se il rate con cui viene creato nuovo denaro non compensa il rate con cui il vecchio denaro viene distrutto, il credito, che é il ponte tra presente e futuro per le attività economiche di un Paese, deperisce e finiamo malissimo: il credito, per un sistema economico come il nostro, é come l’acqua per un pesce: se l’acqua é poca e non viene ricambiata, il pesce muore di stenti.

Questa é la precisa ragione per cui le Banche Centrali, in un modo piú o meno coordinato in tutto il mondo, hanno iniettato quantità enormi di credito facile nell’economia a partire dal 2008. Poiché le banche commerciali non prestano come prima della crisi, le Banche Centrali sono intervenute per mezzo di massicce iniezioni di denaro e abbassando i tassi di interesse. Tutto questo per evitare una nuova Grande Depressione come quella degli anni ’30. Se hanno avuto successo, e se questa é la strada migliore, e chi avvantaggia questo tipo di intervento, é fuori dallo scopo di questo post. Copriremo le modalità di intervento delle Banche Centrali in futuro.

 

Concludiamo il post dicendo che i prestiti ad attività produttive (come quella del sig. Rossi che chiede un prestito per un’auto per lavoro) é a malapena il 7% del totale dei prestiti bancari.

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