E con la farsa del terrorista cotechino e dei profughi eroi, la Germania getta la maschera.

Di Mauro Bottarelli , il - 70 commenti

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Per cominciare, solo una nota di cronaca per dovere di informazione: stamattina la Germania ha vissuto il suo allarme terrorismo quotidiano, per l’esattezza alla stazione ferroviaria di Rastatt, nel Baden-Wuertenberg. Lo scalo è stato evacuato a causa di un allarme bomba e il traffico stato interrotto ma dopo l’intervento in forze della polizia e degli artificieri, si è scoperto che l’allarme telefonico era opera di un mitomane. Ma il meglio di quel Truman Show che è ormai la colonia europea degli Usa ce lo offre la Bild con queste foto, la cui esclusiva per l’Italia è stata acquisita da Repubblica. L’uomo legato come per un bondage degno del night club di fantozziana memoria è – o, forse, sarebbe – Jaber Albakr, il 22enne siriano che nel weekend ha terrorizzato l’area metropolitana di Lipsia, dopo che la polizia aveva rinvenuto nel suo appartamento un grosso quantitativo di esplosivo dello stesso tipo utilizzato per gli attentati di Parigi e Bruxelles e che sarebbe servito per un attacco contro un aeroporto.
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Bene, ieri è stato arrestato proprio a Lipsia dopo una caccia all’uomo durata due giorni e iniziata sabato dopo un raid nella città di Chemnitz. E come è stato catturato? Un sofisticata operazione di intelligence? Un’astuta trappola per farlo uscire allo scoperto? La collaborazione tra servizi segreti di vari Paesi? No, ad aiutare le forze dell’ordine nella cattura sono sono stati due connazionali, anche loro profughi siriani. E già qui viene abbastanza da ridere ma aspettate perché il meglio deve ancora venire.
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Il presunto terrorista, il quale ha ottenuto lo status di rifugiato, li avrebbe contattati ieri verso mezzogiorno per chiedere ospitalità ma – come riferisce Repubblica nella didascalia della foto – i due uomini in serata hanno capito, anche grazie a un messaggio diffuso in arabo dalla polizia, che si trattava di un ricercato. Il compianto Derrick a questi gli fa una pippa. A questo punto, uno è andato in commissariato, mentre l’altro ha legato Albakr sul divano del loro appartamento. Poi, l’arresto. E, guarda caso, il ringraziamento immediato di Angela Merkel ai due coraggiosi profughi a nome di tutta la Germania. Nemmeno la “Famiglia Bradford” aveva finali così lieti e strappalacrime.

Ora, al netto che ormai tg e giornali possono scrivere qualsiasi cosa e purtroppo la gente se la beve, come è possibile che uno che ha contatti con l’Isis – come ha confermato la polizia dopo l’arresto – e che addirittura sarebbe in grado di compiere attentati dinamitardi in solitaria, visto che non è emersa una rete di collegamento, si faccia legare come un cotechino con un cavo del telefono? Chi era il siriano che lo ha immobilizzato, Chuck Norris?
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E poi, fosse anche vero, perché il ministro degli Interni non si è ancora dimesso? Ha mobilitato forze di sicurezza per due giorni, tramutando Lipsia in una città in stato d’assedio e l’emergenza terrorismo viene risolta da due profughi siriani, insospettiti da un messaggio in arabo diffuso dalla polizia? Cos’è, il remake tedesco del Commissario Lo Gatto? Da notare poi come l’uomo che ha immobilizzato il pericoloso terrorista, forse allievo di Capitan Findus per la capacità di districarsi con corde e nodi, abbia avuto anche la freddezza da paparazzo consumato di fotografare la vittima in varie posizione, addirittura dedicando un’istantanea al cavo che ha salvato la Germania da un terribile attentato. Ma ci avete preso davvero tutti per imbecilli?

Ora, io capisco che l’Isis sia un esercito abbastanza di manica larga per quanto riguarda le affiliazioni, visto che basta fare un videomessaggio prima di entrare in azione e si è automaticamente membri – una sorta di “C’è posta per te” del jihad – ma questo è proprio il Gatto Silvestro del terrorismo. Riesce a seminare un esercito di poliziotti e teste di cuoio per due giorni interi e poi si fa fregare da due connazionali con un filo del telefono? Questo non deve andare in galera, deve andare in un centro di recupero per disadattati gravi. Un po’ strana e non proprio lineare, anche la comunicazione della polizia riguardo l’accaduto. Primo, da quando un arresto di questo profilo – almeno stando all’allarme scatenato da subito – viene comunicato via twitter con una frase simile: “Stanchi, ma felicissimi”.
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Cosa sono, sposini in luna di miele dopo la prima notte? Sciatori di fondo a fine gara? Il capo della polizia sassone, Joerg Michaelis, ha poi subito confermato che esiste un nesso fra il siriano arrestato e l’Isis e sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Interni, Thomas de Maiziere, il quale ha dichiarato: “Le indagini hanno mostrato che simili atti, come li abbiamo visti in Francia e Belgio, non sono da escludere anche in Germania”. Insomma, non c’è una versione che collimi con l’altra: prima si parlava di arresto durante un blitz, poi dell’aiuto di un connazionale e infine di due connazionali, il gatto e la volpe, i quali hanno legato il sospetto con un cavo del telefono, come nemmeno MacGyver, di fatto consegnandolo loro alla polizia. Ma si sa, ci vuole riserbo per le indagini.
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Una cosa è chiara, però e tremendamente seria: la Germania sta diventando la palestra di un esperimento di terrore collettivo. E’ una vera e propria strategia della tensione che, state certi, ci accompagnerà per parecchio tempo, in vista del voto del prossimo settembre. La Merkel che ringrazia pubblicamente i due profughi, di fatto tramutandoli in eroi nazionali, rappresenta il volto più ignobile della politica europea: come dire, vedete che non ho sbagliato aprendo le porte lo scorso anno, vedete che il terrorismo si vince insieme.
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E la cosa funziona, perché immediatamente su Facebook il maitre a pénser del nulla elevato a diritto umano, Saverio Tommasi, ha scritto quanto segue: “Jaber Albakr – il terrorista siriano pronto ad agire in Germania – è stato catturato da altri due rifugiati siriani, la storia è stata raccontata dalla Bild. L’uomo si era fatto ospitare dai due connazionali, ma quando hanno capito la sua vera identità lo hanno legato mani e piedi. Poi fotografato. Poi uno di loro è sceso in strada e ha fermato una pattuglia della polizia. La morale della storia è semplice: le alleanze si fanno con le persone per bene, e le persone per bene non hanno una nazionalità specifica”. Puf, messaggio passato e amplificato da chissà quante migliaia di like e condivisioni. Il web sta diventando l’ebola del pensiero libero. E il problema non è il messaggio di fondo, perché sono d’accordissimo che le persone perbene ci siano ovunque ma il fatto che uno che viene dipinto come intellettuale, si beva questa messinscena degna di una recita di fine anno all’asilo, fa pensare. Delle due l’una: o non è proprio uno che mangia pane e volpe o gioca la stessa partita della Merkel.
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La quale, mentre polizia e servizi mantengono alta la tensione nel Paese, sta giocando la vera partita: l’appiattimento totale della Germania – e quindi dell’Ue – ai diktat americani in Siria, tanto che proprio ieri Barack Obama, messo all’angolo dal blitz diplomatico di Putin tra Turchia e Opec, ha gettato la maschera e detto chiaramente che serve armare i ribelli per fermare Putin in Siria. Ovvero, occorre armare i potenziali Jaber Albakr di domani, quelli che potrebbe far saltare gli aeroporti tedeschi, per bloccare chi quegli stessi terroristi li sta combattendo dal settembre del 2015. Con i missili e i proiettili, non con le parole.
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E questa la logica perversa che sta passando – anzi, che è già passata – nell’opinione pubblica non solo tedesca ma europea post-Bataclan: in certe situazioni, delegate il pensiero a chi vi promette di farvi dormire sonni tranquilli, non fatevi domande, siate sereni nell’emergenza. E così passano le leggi sul lavoro in Francia, si bypassano i consigli europei sulle scelte di politica estera, si caricano di significati millenaristici referendum farsa: tutto in nome della lotta al terrore, dell’emergenza permanente, della paura come unica Dio.
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Mentre i Saverio Tommasi del mondo beatificano il cavo del telefono del profugo eroe, il governo tedesco si muove. Ve lo avevo anticipato la scorsa settimana, ora c’è l’ufficialità: Berlino torna a prendere in considerazione nuove sanzioni contro Mosca. Alla preoccupazione di Angela Merkel per la situazione in Siria, in particolare ad Aleppo, si sono aggiunte negli ultimi giorni notizie di iniziative considerate aggressive da parte della Russia, soprattutto il rafforzamento della presenza militare sia in Medio Oriente, sia sul confine Nordorientale dell’Europa. Durante una conferenza stampa, il portavoce della Merkel ha palesemente declinato di escludere il ricorso a nuove sanzioni, mentre quello del ministero degli Esteri ha aggiunto che proposte formali non sono sul tavolo ma che la questione di nuove misure contro il Cremlino sta ricevendo un’attenzione crescente.
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Ragazzi, c’è Deutsche Bank da salvare e venerdì scorso il Dipartimento di Giustizia Usa è stato molto chiaro con l’amministratore delegato, John Cryan: la multa da 14 miliardi per i subprime non si rinegozia. O magari sì ma occorre meritarsela quella rinegoziazione. Caso strano, Germania e Francia negli ultimi giorni hanno fatto partire un’offensiva anti-russa degna della Guerra Fredda: la prima minacciando nuove sanzioni, che di fatto imporrebbe come al solito a tutta l’Ue e la seconda con la risoluzione all’Onu per il cessate il fuoco con no-fly zone su Aleppo, di fatto un regalo a Isis e Al-Nusra bloccato dal veto di Mosca.
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Perché se Deustche Bank cade, subito dopo tocca a Societe Generale o BNP Paribas. Quindi, allineati e compatti verso il volere del sovrano d’Oltreoceano ai suoi ultimi colpi di coda da presidente. A questo serve la paura, a questo servono gli allarmi bomba e i profughi eroi: a non farci capire in quale guaio stiamo andando a infilarci. Il tutto per preservare l’egemonia Usa e il sistema bancario tedesco. Una parola dal governo italiano al riguardo? No, c’è il referendum. Il nostro nemico è il CNEL.

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