Le origini della disuguaglianza

Di Lorenzo Marchetti , il - 25 commenti

L’articolo originale é disponibile a questo indirizzo.

Chi guida la crescita economica oggi nel mondo?

Risposta: gli Stati Uniti d’America, di gran lunga.

In questo post, ho intenzione di affrontare i motivi per cui i paesi importatori sono i driver dell’economica mondiale, le ragioni per cui questo é possibile e le ragioni profonde della crescita della disuguaglianza nel mondo occidentale, Europa e USA in primis.

Il post é per forza di cose sintentico: ogni paragrafo potrebbe fornire argomenti per molti altri post e, perché no?, non sarebbe una cattiva idea.

I concetti che illustreró sono a mio avviso molto interessanti, e mi hanno richiesto due anni di studi per inquadrarli nel loro complesso, specialmente per liberarmi dal “rumore” delle notizie economiche e finanziarie.
Ad esempio, quando i giornali affermano che la Germania é la locomotiva d’Europa, sono in errore. Sono gli importatori netti d’Europa, che fanno debito, che sono la vera locomotiva del Continente.

Ecco perché.

Innanzitutto, ogni paese ha importazioni ed esportazioni. Al tempo del gold standard, fino al 1970, la bilancia commerciale doveva…beh, bilanciarsi! Se un paese esportava piú di quanto importava (il paese era in trade surplus) c’erano meccanismi di compensazione che rendevano le esportazioni piú costose. Di conseguenza, dopo un po’di tempo, le esportazioni diventavano piú costose e il paese che era esportatore netto diventava meno competitivo. Quindi, sarebbero salite le importazioni, diminuite le esportazioni e un nuovo punto di equilibrio sarebbe stato raggiunto.

NOTA: ci occuperemo del meccanismo di compensazione nel gold standard in un altro post. Oggi ci occuperemo dei disequilibri commerciali in un contesto di denaro fiat e in condizioni di globalizzazione, che fino a 45 anni erano entrambi inesisten, e che hanno cambiato la storia. 

Oggi questo meccanismo di compensazione non esiste piú.
Un paese puó incrementare indefinitamente il suo deficit o surplus commerciale, per molti anni di fila. Cioé rimanere per decenni esportatore netto (Giappone negli anni 70 e 80 e Cina dagli anni 90 ad oggi).

Diamo un’occhiata a questo grafico:

NOTA: Questo grafico é stato preso da qua. I dati si riferiscono al 2014 e sono in miliardi di dollari

Ci sono paesi che sono esportatori netti (cioé che sono in trade surplus, barre sulla destra), e paesi che sono importatori netti ( cioé sono in trade deficit, barre a sinistra, numeri negativi).

Gli USA, nell’ultima riga, sono di gran lunga i piú importanti importatori netti al mondo (800 miliardi di dollari nel 2014,  si potevano comprare tutta la produzione esportata di Cina e Germania combinate!). Per darvi un’idea, 800 miliardi in un anno fanno 1,5 milioni di dollari al minuto di denaro che dagli USA finisce fuori dai confini statunitensi).
Questo significa che se gli USA finiscono in crisi da debito privato, cioé imprese e famiglie smettono di comprare macchine tedesche e computer cinesi  (e apparecchiature IT, telefonini, circuiti integrati ecc.), allora la situazione per la Cina e la Germania sarebbe durissima.
In altri termini, se i due principali importatori netti come UK (occhio UE a ricattare il Regno Unito per la Brexit…) e USA smettessero di stampare dollari e sterline per comprare beni e servizi da Germania e Cina, l’economia mondiale collasserebbe.

NOTA: ho scritto stampare anche se in realtá oggi il denaro é digitale per il 97%. Ne ho parlato qua, qua e qua.
Sono gli importatori netti che spingono l’economia. Se gli importatori netti come USA e UK smettono di creare denaro dal nulla per comprare beni e servizi, non ci sarebbe nessuno cui vendere roba.
Ma,

  1. é possibile comprare roba semplicemente stampando denaro? sembrerebbe un pasto gratuito, e ci dicono che non esistono pasti gratuiti.
  2. e poi, perché non c’é iperinflazione? Ci dicono che se la massa monetaria aumenta, allora con la stessa quantitá di denaro compriamo meno cose.

La risposta alla prima domanda é sí, é possibile per uno stato comprare roba semplicemente stampando da alcuni decenni a questa parte. Per capire come sia possibile, diamo una occhiata al seguente grafico che mostra la storia della bilancia commerciale americana. Gli Stati uniti sono campioni mondiali di deficit commerciali, cioé importano molto piú di quanto esportano, ma vogliamo capire se sono stati in deficit solo sporadicamente (come nel 2014, come abbiamo visto prima) o se sono in deficit su base sistematica.

Accidenti!!
A partire dalla metá degli Anni Settanta, gli USA sono stati sempre in deficit! Sono QUARANTA anni che importano piú di quanto esportano. Anno dopo anno. E, guarda un po’, il picco del deficit é stato raggiunto proprio poco prima del grosso crash del 2008.

Ora, cambiamo prospettiva. Vorrei che deste un’occhiata ad un altro grafico: la stagnazione pluriennale dei salari dei lavoratori americani.

NOTA: ragazzi, le paghe in Europa hanno seguito lo stesso andamento. 

Il grafico é preso da qua.

La linea blu scura mostra la produttivitá negli USA, cioé quanto prodotto viene creato da un lavoratore americano nel suo orario di lavoro. Grosso modo potete immaginarla in questo modo: se la tecnologia evolve, per costruire una macchina non é  piú necessario un mese, ma  una settimana, a paritá dello stesso numero di lavoratori. In altri termini, la produttivitá per un lavoratore é aumentata di quattro volte.
Vi aspettereste quindi che se costruite una macchina 4 volte piú velocemente, siete pagati 4 volte di piú. Il grafico peró dice che non é andata affatto cosí: infatti la linea blu chiara, che mostra l’incremento del salario dei lavoratori, rimane piatta e vi butta una secchiata d’acqua ghiacciata addosso (in effetti il colore blu chiaro ci sta tutto…)
Vedete da voi che a partire da metá anni Settanta (ancora metá degli anni Settanta!) c’é un gap fra produttivitá e salari che si allarga sempre piú.  Ora potreste chiedervi: ma se le macchine sono vendute, e io sono pagato uguale, a chi vanno i soldi dei profitti delle vendite delle macchine in piú che io, lavoratore, ho concorso a produrre?

Ehm….La risposta é: le corporazioni. Gli Industriali. Gli azionisti. E i tizi delle banche commerciali e di Wall Street che hanno esteso il credito alle corporazioni e alle industrie per allargare il giro d’affari con la globalizzazione. Rispondiamo quindi alla seconda domanda, cioé perché non c’é inflazione. Semplicemente, con miliardi di persone che vivono con pochi dollari al giorno, delocalizzare le industrie fuori dai confini nazionali (i capitali si creano e si spostano in pochi minuti, le persone non si spostano con altrettanta velocitá) fa sí che le paghe nei paesi occidentali siano rimaste schiacciate per decenni, il debito privato (famiglie e imprese) sia aumentato esponenzialmente perché se non hai abbastanza reddito per mantenere il tuo standard di vita, ricorri al debito.

Ma é davvero cosí? Bene, se ho ragione, allora le banche dovrebbero aver visto i propri bilanci, agli attivi, esplodere a partire da metá anni Settanta. Le banche commerciali dovrebbero aver creato credito per consentire alle imprese di espandersi all’estero e alle famiglie di indebitarsi per i beni di consumo giapponesi e cinesi e per i mutui delle case (che sono passati da una durata di 15 anni ad una durata di 30 anni negli ultimi venti anni).
C’é una metrica che consente di capire se il denaro, o meglio il credito/debito é aumentato in questi anni. Questa metrica si chiama M2 Money Supply. In modo un po’ grossolano, ma utile per i nostri scopi divulgativi, é la somma dei soldi depositati in tutti i conti correnti e depositi bancari.  Insomma, i soldi “veri” che adoperiamo nella nostra vita reale per fare acquisti, viaggi, comprare casa, investire nell’istruzione, aprire una impresa, etc.

NOTA: la definizione esatta di M2 si puó trovare a questa pagina

Accidenti! (di nuovo)

Il denaro creato della banche é letteralmente esploso da metá anni Settanta. Dopo metá anni 90 é diventato quasi parabolico.

NOTA di approfondimento per futuri post: questo é legato all’esplosione delle riserve delle banche centrali e alla finanziarizzazione selvaggia a partire dall’abolizione della distinzione tra Banche Commerciali e Banche di investimento sotto Clinton, e la creazione incontrollata di derivati con un sottostante sovrastimanto perché in bolla. 

Quindi, possiamo dire di aver visto le cose da punti di vista diversi e indipendenti. Abbiamo diversi indizi e alcune conferme. Da questi grafici, possiamo concludere che qualcosa é successo agli inizi degli anni Settanta che ha cambiato profondamente il mondo, alterando vecchi equilibiri.

  1. Gli USA sono diventati importatori NETTI (finanziando le bolle giapponesi e cinedi in epoche differenti)
  2. Le paghe non hanno tenuto il passo con la produttivitá, quindi di fatto é aumentato il ricorso al debito per famiglie e piccole imprese che non hanno retto botta con la globalizzazione
  3. Le banche hanno visto letteralmente esplodere i propri bilanci, con conseguente esplosione di bonus, benefits etc per il top management

Non sorprende quindi che i tizi della finanza (da non confondere con il cassiere di banca) sono diventati sempre piú ricchi: semplicemente, gestivano sempre piú denaro.

Ma possiamo fare di meglio? disponiamo di un’altra metrica per verificare gli la disuguaglianza é aumentata negli USA negli ultimi 40 anni, senza doverlo inferire da uno strano grafico produttivitá contro salari?
In effetti, questo indicatore esiste, si chiama indice di Gini. Maggiore é, maggiore il gap fra ricchi e poveri. Quindi, l’indice di Gini é un misuratore di disuguaglianza.

NOTA: l’esatta definizione dell’indice di Gini si puó trovare a questa pagina.

Il grafico é stato preso da qua.

Ecco la conferma definitiva: la disuguaglianza é andata aumentando negli USA a partire dai primi Anni 70. Prima , la disuguaglianza era in discesa netta a partire dal principio della Seconda Guerra Mondiale.
Giunti a questo punto, abbiamo tutte le prove che ci occorrono per dire che qualcosa agli inizi degli Anni 70 ha cambiato il mondo. Gli Stati Uniti, l’economia piú grossa del pianeta, hanno iniziato ad avere enormi deficit commerciali: questo ha comportato aumento dei debiti delle famiglie, aumento della disuguaglianza, incremento dei profitti per le menti finanziarie. La globalizzazione ha inferto il colpo di grazia.

Ora iniziamo a grattare la superficie delle ragioni per cui siamo sommersi da debito.
A partire dagli anni Settanta, i salari sono rimasdti al palo, e i tizi di Wall Street hanno fatto soldi a palate gestendo quantitativi immensi e crescenti di denaro perché gli USA potevano stampare a manetta dollari che finivano in Giappone e Cina. Questi li reinvestivano in azioni, immobili, titoli di Stato americani, Fannie Mae e Freddy Mac: altro fiume di soldi che per gestirlo e rivenderlo in titoli cartolarizzati necessitava delle menti di Wall Street. Risultato secco per un padre di famiglia americano: invece di 15 anni, per ripagare un mutuo ora servono dai 30 ai 40 anni.
Una quantitá immensa di denaro é stato CREATO sotto forma di credito, e la maggior parte di questo denaro é finita nelle mani di pochi (in ottemperanza al Principio di Pareto, per cui l’1% possiede il 50% della ricchezza, come nel 1896.)

 

L’evento scatenante per tutto questo é stata l’abolizione del Gold Standard nel 1971 per opera di una decisione unilaterale degli USA nel 1971, sotto Nixon. 

Abolendo il Gold Standard, la bilancia commerciale non doveva piú essere bilanciata. Gli USA iniziarono a stampare dollari a manetta per comprare economici prodotti Giapponesi prima e cinesi dopo, facendo esplodere gli investimenti in Giappone prima e Cina dopo. Bolle a go-go . In questo modo, sono finiti in un abbraccio mortale con i loro creditori. Tuttavia, i normali lavoratori sono finiti per stracci, oggi votano Trump perché inferociti contro un sistema che percepiscono iniquo e che non capiscono. Wall Street ha fatto soldi a palate. Esplodono bolle sempre piú grosse e violente perché l’unico modo per non implodere é aumentare il credito in circolazione.  Non é tanto la deflazione tecnologica ad aver cambiato il mondo: é stata la possibilitá di far crescere il credito senza controllo, avvantaggiando le vecchie generazioni, che hanno pienamente goduto di questa enorme disponibilitá di credito, rispetto alle nuove. E i paesi emergenti che si sono industrializzati a scapito delle economie occidentali, in piena crisi di identitá quando il portafogli é vuoto.

Grazie all’invenzione del fax, della telescrivente, a partire dagli anni 70 é staot possibile velocizzare il trasferimento di capitali ed efficentare la loro gestione. Oggi con la fibra ottica si sfruttano millisecondi di differenza fra due piazze differenti per fare soldi sulle transizioni valutarie. La globalizzazione é esplosa con internet. Il resto é storia.

Ora, a tutti piace la Green Economy: affacciarsi e vedere mulini e prati verdi invece delle industrie. Purtroppo, se non produciamo noi , altri producono altrove e noi paghiamo a credito. Ci deindustrializziamo e non ha molto senso sfornare ingegneri se non ci sono industrie. Le industrie si sono trasferite dall’altra parte del globo e ora abbiamo campi verdi. La sovradisponibilitá di ingegneri fa si’ che le paghe si comprimano: prima era il turno dei diplomati, ora dei laureati e dottorati in discipline scientifiche che sono comunque meglio remunerate di tutte le altre.

Vorrei peró che di tutto questo post ricordaste una cosa: é stata la rottura del Gold Standard nel 1971 il detonatore, il big bang iniziale, che ha consentito l’esplosione del debito globale, la finanziarizzazione selvaggia, gli effetti nefasti e non positivi della globalizzazione, la deindustrializzazione occidentale, la disoccupazione, lo smarrimento delle attuali generazioni costrette ad emigrazioni spacciate per occasioni. Altri fattori importanti hanno concorso poi a rendere il mondo quello che é adesso, ma questo é stato il detonatore iniziale, il grande trigger, secondo il parere di chi scrive.

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