Le origini della disuguaglianza

Di Lorenzo Marchetti , il - 25 commenti

L’articolo originale é disponibile a questo indirizzo.

Chi guida la crescita economica oggi nel mondo?

Risposta: gli Stati Uniti d’America, di gran lunga.

In questo post, ho intenzione di affrontare i motivi per cui i paesi importatori sono i driver dell’economica mondiale, le ragioni per cui questo é possibile e le ragioni profonde della crescita della disuguaglianza nel mondo occidentale, Europa e USA in primis.

Il post é per forza di cose sintentico: ogni paragrafo potrebbe fornire argomenti per molti altri post e, perché no?, non sarebbe una cattiva idea.

I concetti che illustreró sono a mio avviso molto interessanti, e mi hanno richiesto due anni di studi per inquadrarli nel loro complesso, specialmente per liberarmi dal “rumore” delle notizie economiche e finanziarie.
Ad esempio, quando i giornali affermano che la Germania é la locomotiva d’Europa, sono in errore. Sono gli importatori netti d’Europa, che fanno debito, che sono la vera locomotiva del Continente.

Ecco perché.

Innanzitutto, ogni paese ha importazioni ed esportazioni. Al tempo del gold standard, fino al 1970, la bilancia commerciale doveva…beh, bilanciarsi! Se un paese esportava piú di quanto importava (il paese era in trade surplus) c’erano meccanismi di compensazione che rendevano le esportazioni piú costose. Di conseguenza, dopo un po’di tempo, le esportazioni diventavano piú costose e il paese che era esportatore netto diventava meno competitivo. Quindi, sarebbero salite le importazioni, diminuite le esportazioni e un nuovo punto di equilibrio sarebbe stato raggiunto.

NOTA: ci occuperemo del meccanismo di compensazione nel gold standard in un altro post. Oggi ci occuperemo dei disequilibri commerciali in un contesto di denaro fiat e in condizioni di globalizzazione, che fino a 45 anni erano entrambi inesisten, e che hanno cambiato la storia. 

Oggi questo meccanismo di compensazione non esiste piú.
Un paese puó incrementare indefinitamente il suo deficit o surplus commerciale, per molti anni di fila. Cioé rimanere per decenni esportatore netto (Giappone negli anni 70 e 80 e Cina dagli anni 90 ad oggi).

Diamo un’occhiata a questo grafico:

NOTA: Questo grafico é stato preso da qua. I dati si riferiscono al 2014 e sono in miliardi di dollari

Ci sono paesi che sono esportatori netti (cioé che sono in trade surplus, barre sulla destra), e paesi che sono importatori netti ( cioé sono in trade deficit, barre a sinistra, numeri negativi).

Gli USA, nell’ultima riga, sono di gran lunga i piú importanti importatori netti al mondo (800 miliardi di dollari nel 2014,  si potevano comprare tutta la produzione esportata di Cina e Germania combinate!). Per darvi un’idea, 800 miliardi in un anno fanno 1,5 milioni di dollari al minuto di denaro che dagli USA finisce fuori dai confini statunitensi).
Questo significa che se gli USA finiscono in crisi da debito privato, cioé imprese e famiglie smettono di comprare macchine tedesche e computer cinesi  (e apparecchiature IT, telefonini, circuiti integrati ecc.), allora la situazione per la Cina e la Germania sarebbe durissima.
In altri termini, se i due principali importatori netti come UK (occhio UE a ricattare il Regno Unito per la Brexit…) e USA smettessero di stampare dollari e sterline per comprare beni e servizi da Germania e Cina, l’economia mondiale collasserebbe.

NOTA: ho scritto stampare anche se in realtá oggi il denaro é digitale per il 97%. Ne ho parlato qua, qua e qua.
Sono gli importatori netti che spingono l’economia. Se gli importatori netti come USA e UK smettono di creare denaro dal nulla per comprare beni e servizi, non ci sarebbe nessuno cui vendere roba.
Ma,

  1. é possibile comprare roba semplicemente stampando denaro? sembrerebbe un pasto gratuito, e ci dicono che non esistono pasti gratuiti.
  2. e poi, perché non c’é iperinflazione? Ci dicono che se la massa monetaria aumenta, allora con la stessa quantitá di denaro compriamo meno cose.

La risposta alla prima domanda é sí, é possibile per uno stato comprare roba semplicemente stampando da alcuni decenni a questa parte. Per capire come sia possibile, diamo una occhiata al seguente grafico che mostra la storia della bilancia commerciale americana. Gli Stati uniti sono campioni mondiali di deficit commerciali, cioé importano molto piú di quanto esportano, ma vogliamo capire se sono stati in deficit solo sporadicamente (come nel 2014, come abbiamo visto prima) o se sono in deficit su base sistematica.

Accidenti!!
A partire dalla metá degli Anni Settanta, gli USA sono stati sempre in deficit! Sono QUARANTA anni che importano piú di quanto esportano. Anno dopo anno. E, guarda un po’, il picco del deficit é stato raggiunto proprio poco prima del grosso crash del 2008.

Ora, cambiamo prospettiva. Vorrei che deste un’occhiata ad un altro grafico: la stagnazione pluriennale dei salari dei lavoratori americani.

NOTA: ragazzi, le paghe in Europa hanno seguito lo stesso andamento. 

Il grafico é preso da qua.

La linea blu scura mostra la produttivitá negli USA, cioé quanto prodotto viene creato da un lavoratore americano nel suo orario di lavoro. Grosso modo potete immaginarla in questo modo: se la tecnologia evolve, per costruire una macchina non é  piú necessario un mese, ma  una settimana, a paritá dello stesso numero di lavoratori. In altri termini, la produttivitá per un lavoratore é aumentata di quattro volte.
Vi aspettereste quindi che se costruite una macchina 4 volte piú velocemente, siete pagati 4 volte di piú. Il grafico peró dice che non é andata affatto cosí: infatti la linea blu chiara, che mostra l’incremento del salario dei lavoratori, rimane piatta e vi butta una secchiata d’acqua ghiacciata addosso (in effetti il colore blu chiaro ci sta tutto…)
Vedete da voi che a partire da metá anni Settanta (ancora metá degli anni Settanta!) c’é un gap fra produttivitá e salari che si allarga sempre piú.  Ora potreste chiedervi: ma se le macchine sono vendute, e io sono pagato uguale, a chi vanno i soldi dei profitti delle vendite delle macchine in piú che io, lavoratore, ho concorso a produrre?

Ehm….La risposta é: le corporazioni. Gli Industriali. Gli azionisti. E i tizi delle banche commerciali e di Wall Street che hanno esteso il credito alle corporazioni e alle industrie per allargare il giro d’affari con la globalizzazione. Rispondiamo quindi alla seconda domanda, cioé perché non c’é inflazione. Semplicemente, con miliardi di persone che vivono con pochi dollari al giorno, delocalizzare le industrie fuori dai confini nazionali (i capitali si creano e si spostano in pochi minuti, le persone non si spostano con altrettanta velocitá) fa sí che le paghe nei paesi occidentali siano rimaste schiacciate per decenni, il debito privato (famiglie e imprese) sia aumentato esponenzialmente perché se non hai abbastanza reddito per mantenere il tuo standard di vita, ricorri al debito.

Ma é davvero cosí? Bene, se ho ragione, allora le banche dovrebbero aver visto i propri bilanci, agli attivi, esplodere a partire da metá anni Settanta. Le banche commerciali dovrebbero aver creato credito per consentire alle imprese di espandersi all’estero e alle famiglie di indebitarsi per i beni di consumo giapponesi e cinesi e per i mutui delle case (che sono passati da una durata di 15 anni ad una durata di 30 anni negli ultimi venti anni).
C’é una metrica che consente di capire se il denaro, o meglio il credito/debito é aumentato in questi anni. Questa metrica si chiama M2 Money Supply. In modo un po’ grossolano, ma utile per i nostri scopi divulgativi, é la somma dei soldi depositati in tutti i conti correnti e depositi bancari.  Insomma, i soldi “veri” che adoperiamo nella nostra vita reale per fare acquisti, viaggi, comprare casa, investire nell’istruzione, aprire una impresa, etc.

NOTA: la definizione esatta di M2 si puó trovare a questa pagina

Accidenti! (di nuovo)

Il denaro creato della banche é letteralmente esploso da metá anni Settanta. Dopo metá anni 90 é diventato quasi parabolico.

NOTA di approfondimento per futuri post: questo é legato all’esplosione delle riserve delle banche centrali e alla finanziarizzazione selvaggia a partire dall’abolizione della distinzione tra Banche Commerciali e Banche di investimento sotto Clinton, e la creazione incontrollata di derivati con un sottostante sovrastimanto perché in bolla. 

Quindi, possiamo dire di aver visto le cose da punti di vista diversi e indipendenti. Abbiamo diversi indizi e alcune conferme. Da questi grafici, possiamo concludere che qualcosa é successo agli inizi degli anni Settanta che ha cambiato profondamente il mondo, alterando vecchi equilibiri.

  1. Gli USA sono diventati importatori NETTI (finanziando le bolle giapponesi e cinedi in epoche differenti)
  2. Le paghe non hanno tenuto il passo con la produttivitá, quindi di fatto é aumentato il ricorso al debito per famiglie e piccole imprese che non hanno retto botta con la globalizzazione
  3. Le banche hanno visto letteralmente esplodere i propri bilanci, con conseguente esplosione di bonus, benefits etc per il top management

Non sorprende quindi che i tizi della finanza (da non confondere con il cassiere di banca) sono diventati sempre piú ricchi: semplicemente, gestivano sempre piú denaro.

Ma possiamo fare di meglio? disponiamo di un’altra metrica per verificare gli la disuguaglianza é aumentata negli USA negli ultimi 40 anni, senza doverlo inferire da uno strano grafico produttivitá contro salari?
In effetti, questo indicatore esiste, si chiama indice di Gini. Maggiore é, maggiore il gap fra ricchi e poveri. Quindi, l’indice di Gini é un misuratore di disuguaglianza.

NOTA: l’esatta definizione dell’indice di Gini si puó trovare a questa pagina.

Il grafico é stato preso da qua.

Ecco la conferma definitiva: la disuguaglianza é andata aumentando negli USA a partire dai primi Anni 70. Prima , la disuguaglianza era in discesa netta a partire dal principio della Seconda Guerra Mondiale.
Giunti a questo punto, abbiamo tutte le prove che ci occorrono per dire che qualcosa agli inizi degli Anni 70 ha cambiato il mondo. Gli Stati Uniti, l’economia piú grossa del pianeta, hanno iniziato ad avere enormi deficit commerciali: questo ha comportato aumento dei debiti delle famiglie, aumento della disuguaglianza, incremento dei profitti per le menti finanziarie. La globalizzazione ha inferto il colpo di grazia.

Ora iniziamo a grattare la superficie delle ragioni per cui siamo sommersi da debito.
A partire dagli anni Settanta, i salari sono rimasdti al palo, e i tizi di Wall Street hanno fatto soldi a palate gestendo quantitativi immensi e crescenti di denaro perché gli USA potevano stampare a manetta dollari che finivano in Giappone e Cina. Questi li reinvestivano in azioni, immobili, titoli di Stato americani, Fannie Mae e Freddy Mac: altro fiume di soldi che per gestirlo e rivenderlo in titoli cartolarizzati necessitava delle menti di Wall Street. Risultato secco per un padre di famiglia americano: invece di 15 anni, per ripagare un mutuo ora servono dai 30 ai 40 anni.
Una quantitá immensa di denaro é stato CREATO sotto forma di credito, e la maggior parte di questo denaro é finita nelle mani di pochi (in ottemperanza al Principio di Pareto, per cui l’1% possiede il 50% della ricchezza, come nel 1896.)

 

L’evento scatenante per tutto questo é stata l’abolizione del Gold Standard nel 1971 per opera di una decisione unilaterale degli USA nel 1971, sotto Nixon. 

Abolendo il Gold Standard, la bilancia commerciale non doveva piú essere bilanciata. Gli USA iniziarono a stampare dollari a manetta per comprare economici prodotti Giapponesi prima e cinesi dopo, facendo esplodere gli investimenti in Giappone prima e Cina dopo. Bolle a go-go . In questo modo, sono finiti in un abbraccio mortale con i loro creditori. Tuttavia, i normali lavoratori sono finiti per stracci, oggi votano Trump perché inferociti contro un sistema che percepiscono iniquo e che non capiscono. Wall Street ha fatto soldi a palate. Esplodono bolle sempre piú grosse e violente perché l’unico modo per non implodere é aumentare il credito in circolazione.  Non é tanto la deflazione tecnologica ad aver cambiato il mondo: é stata la possibilitá di far crescere il credito senza controllo, avvantaggiando le vecchie generazioni, che hanno pienamente goduto di questa enorme disponibilitá di credito, rispetto alle nuove. E i paesi emergenti che si sono industrializzati a scapito delle economie occidentali, in piena crisi di identitá quando il portafogli é vuoto.

Grazie all’invenzione del fax, della telescrivente, a partire dagli anni 70 é staot possibile velocizzare il trasferimento di capitali ed efficentare la loro gestione. Oggi con la fibra ottica si sfruttano millisecondi di differenza fra due piazze differenti per fare soldi sulle transizioni valutarie. La globalizzazione é esplosa con internet. Il resto é storia.

Ora, a tutti piace la Green Economy: affacciarsi e vedere mulini e prati verdi invece delle industrie. Purtroppo, se non produciamo noi , altri producono altrove e noi paghiamo a credito. Ci deindustrializziamo e non ha molto senso sfornare ingegneri se non ci sono industrie. Le industrie si sono trasferite dall’altra parte del globo e ora abbiamo campi verdi. La sovradisponibilitá di ingegneri fa si’ che le paghe si comprimano: prima era il turno dei diplomati, ora dei laureati e dottorati in discipline scientifiche che sono comunque meglio remunerate di tutte le altre.

Vorrei peró che di tutto questo post ricordaste una cosa: é stata la rottura del Gold Standard nel 1971 il detonatore, il big bang iniziale, che ha consentito l’esplosione del debito globale, la finanziarizzazione selvaggia, gli effetti nefasti e non positivi della globalizzazione, la deindustrializzazione occidentale, la disoccupazione, lo smarrimento delle attuali generazioni costrette ad emigrazioni spacciate per occasioni. Altri fattori importanti hanno concorso poi a rendere il mondo quello che é adesso, ma questo é stato il detonatore iniziale, il grande trigger, secondo il parere di chi scrive.

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    Ottimo articolo.

  • Luigi Cifra

    Eh già, ma c’è chi dice che l’oro è una reliquia barbarica…

  • Fabrizio de Paoli

    Sono completamente d’accordo.

    Tempo fa replicai su questo argomento all’econometrista egocentrico, socialista, statalista e, probabilmente prezzolato, il prof. Alberto Bagnai con questo mio post, è un riassunto sintetico che vorrei allegare perché mi sembra in linea con quanto scritto da Marchetti:

    * nota. I virgolettati sono frasi del Bagnai.

    Molto più banalmente cosa è successo negli anni 70 da fare aumentare l’ingiustizia (e relativa diseguaglianza)?
    MORTE DELLA MONETA PER DECRETO!
    Infatti nel 71 viene abolito il gold-standard.
    Tutto quadra: la produttività aumenta non certo perché improvvisamente gli operai iniziano a lavorare di più, ma perché la tecnologia prosegue il suo naturale corso ulteriormente stimolata dalla disponibilità di questi nuovi soldi “piovuti dal cielo” che, come sappiamo, non piovono uniformemente come Friedman auspicava, ma si fermano nelle immediate vicinanze di chi li stampa
    Nel contempo essendoci in giro più soldi, gli stipendi perdono potere d’acquisto per via della svalutazione e le due curve del grafico si separano.
    Se quindi uno vuol chiedersi perché la produttività, da un’ascesa costante subisce un’accelerazione anomala e parallelamente gli stipendi perdono potere, la risposta più ovvia sta nella moneta.

    Dal mio punto di vista si allarga la forbice tra chi diventa ricco grazie al potere politico, e che quindi riesce ad accedere più facilmente ai “nuovi soldi”, ed il vero capitalista o dipendente meritevole che invece crede ancora nell’impresa, nel lavoro, nel prodotto e nel merito.

    “Tecnicamente il secondo grafico grida vendetta nel cospetto di Dio. ”

    Quel grafico è conseguenza di una cosa ben più grave che grida vendetta: il costante degrado monetario peggiorato vergognosamente dal 71 in poi.

    “qualsiasi testo di economia vi dirà che la giusta mercede di un fattore produttivo è commisurata alla sua produttività ”

    Davvero?
    Cioè se ho capito bene, se io lavorassi in una fabbrica che produce secchielli bucati e se producessi giornalmente il doppio dei secchielli rispetto ai miei colleghi operai avrei diritto al doppio dello stipendio?
    E i soldi da dove arrivano?
    Dalla vendita dei secchielli ovviamente, cioè dal mercato, che immagino farà a botte per accaparrarsi un secchiello bucato. …qualcosa non mi torna.

    “se i lavoratori producono sempre di più, ma guadagnano lo stesso, evidentemente per potersi permettere di acquistare quello che producono dovranno acquistare a credito (cioè fare debiti).”

    Oppure acquistare solo il necessario, forse significa che si sta producendo il superfluo. Anche perché il problema si ripresenterà ancora più grave quando l’operaio andrà a ripagare i debiti, in quel momento non potrà di sicuro più comprare ciò che produce e l’azienda chiuderà.

    “Guarda caso, l’aumento della disuguaglianza coincide col decollo dei debiti ”

    E guarda caso il decollo dei debiti coincide con la stampa di più moneta…
    Un saluto .

    • Luigi za

      Fabrizio de Paoli
      “se i lavoratori producono sempre di più, ma guadagnano lo stesso,
      evidentemente per potersi permettere di acquistare quello che producono
      dovranno acquistare a credito (cioè fare debiti).”

      Oppure acquistare solo il necessario, forse significa che si sta producendo il superfluo..

      Appunto!

      Qunado si parla di Economia, chissà perchè, la si applica solo ai Beni e Servizi e mai alle Menti dei protagonisti: Produttori e Consumatori

      Citazione dal post:
      …. fa sí che le paghe nei paesi occidentali siano rimaste schiacciate per
      decenni, il debito privato (famiglie e imprese) sia aumentato
      esponenzialmente perché se non hai abbastanza reddito per mantenere il
      tuo standard di vita, ricorri al debito.

      Ricorrere alla parsimonia nel vivere, no neh?

      E’ una questione di finalità del vivere avvertita, non di regole economiche. Sciocchini!

      • VincenzoS

        Dipende anche da ciò che si vuole “consumare”. Esiste una sostanziale differenza tra passare il tempo libero imbottigliandosi nel traffico del fine settimana e passarlo leggendo un buon libro.

        • Fabrizio de Paoli

          Luigi za e Vincenzo S, state affrontando argomenti che sono scollegati da quello del post di Marchetti che riguarda la mancanza di giustizia monetaria, e che a sua volta origina una diseguaglianza innaturale.
          La diseguaglianza non è di per sé negativa o positiva, è solo un fatto, diventa insopportabile quando è originata da un’ingiustizia. È l’ingiustizia ad essere negativa.

      • Credo ti sfugga un punto, come a quelli che votano Grillo e sono fautori di una improbabile decrescita felice.
        La montagna di soldi che i giapponesi e i cinesi facevano commerciando con gli USA venivano reinvestiti anche nell’immobiliare americano, facendo schizzare in alto i prezzi delle abitazioni.
        Il mutuo é il debito piú importante per una famiglia media. Per cui il padre di famiglia americano si é dovuto svenare per farsi casa.
        Non solo, sono esplosi i costi legati all’istruzione. Nell’articolo c’é un link ad un mio post dove ho coperto questo punto.

        Quindi sono aumentati enormemente i costi di asset base quali casa e istruzione, che sono due investimenti fondamentali per una famiglia con figli. PArliamo di middle class, ovviamente, non di quella fetta crescente di popolazione che vive di sussidi e obamacare.

        Non é parsimonia, é sopravvivenza.

    • Caro Fabrizio,

      sollevai i tuoi stessi punti, anche io in modo articolato come te: i commentatori del blog non mi capirono nemmeno ma mi presero per il culo.
      Quindi, passata l’irritazione, li ho lasciati per strada. Bagnai é uno che ha ragione su molti punti ma ha completamente perso la bussola: tutto é euro, il suo blog si impoverisce giorno dopo giorno perché solo quelli che hanno il suo “bollino di qualitá” continuano a commentare.
      Per di piú non inquadra il problema generale dell’esplosione del credito, per lui i deficit sono buoni in periodi di crisi (cioé sempre, come abbiamo potuto vedere nella storia occidentale), é keynesiano di ferro e come ben sai, inutile ragionare coi talebani di qualsiasi religione.

      • Fabrizio de Paoli

        Proprio così, quel poveretto non sopporta il contraddittorio logico.

  • Tommasodaquino

    Tutto sostanzialmente giusto. Il sistema sta in piedi grazie ad un sistema monetario a valute fiat. Sta in piedi finché Germania e Cina accetteranno carta in cambio di beni. Perché l evoluzione del socialismo è che prima o poi chi produce smette di farlo o lo farà peggio

  • VincenzoS

    Forse sarebbe anche il caso di contestualizzare storicamente il fenomeno. Gli accordi di Bretton Woods che crearono il gold standard furono, essenzialmente, una decisione unilaterale degli USA con un piccolo contentino alla Gran Bretagna. Essi furono presi in piena guerra, e quindi solo dagli Alleati, e tra di loro solo gli USA contavano veramente.
    Essi, generando un sistema centrato sul dollaro, furono perfettamente funzionali agli interessi USA. Gli USA venivano dalla Grande Depressione, la guerra aveva fatto ripartire alla grande la produzione industriale e il loro apparato industriale era l’unico che non solo non era stato danneggiato dalla guerra ma si era anche ingrandito. In altre parole dovevano vendere ciò che producevano a meno di non ritrovarsi folle di disoccupati, i soldati tornati dalla guerra, ben addestrati a menare le mani. Ma come avrebbero potuto i paesi europei (gli altri non contavano nulla) comprare i prodotti USA? Semplice, gli USA regalavano dollari, chiamando il regalo Piano Marshall, per potere comprare i prodotti USA. Lo scoppio della guerre fredda, con l’URSS che si tirò fuori dal sistema, fu la ciliegia sulla torta. In cambio dei dollari gli USA acquisirono il controllo politico-strategico sull’Europa Occidentale e i paesi europei in cambio ricevevano praticamente gratis i prodotti di consumo americani e nel frattempo si industrializzarono. Così come Bretton Woods era stata una decisione USA, lo fu la fine del gold standard causata dal fatto che gli USA si stavano dissanguando in Vietnam. Siccome nel frattempo i paesi europei avevano ricostruito la cosa, aldilà di uno scompenso momentaneo, non era poi troppo grave.
    Il problema della diseguaglianza ha in realtà un’origine molto più legata alla natura dell’essere umano e cioè alla capacità di prendere le decisioni giuste. Quanto più un sistema è semplice tante meno decisioni si devono prendere e quindi si possono prendere meno decisioni sbagliate. In un sistema complesso, dove quindi il numero di decisioni da prendere aumenta e le informazioni di cui tenere conto sono tante, è molto più facile sbagliare una decisione e rimanere indietro. Saranno pochissimi coloro che riusciranno a non sbagliare e a raggiungere i livelli più elevati di reddito.
    Aggiungo un’osservazione per gli Austriaci duri e puri.
    Gli Austriaci affermano che il prezzo di un bene incorpora le informazioni su quel bene, Vero, un prezzo alto mi dice che ci sta alta domanda e scarsa offerta e che quindi può valere la pena investire in quella produzione. Ma oltre a ciò, prima di investire, ho bisogno di sapere se qualcun altro ha già iniziato a farlo. Ebbene, questo è facile quando il mercato ha dimensioni geograficamente limitate, un pelino più complicato è invece sapere se qualcuno ha già iniziato a farlo all’altro angolo della terra.

    • Assolutamente d’accordo. D’altronde gli USA avevano l’apparato industriale in piedi, unici al mondo e tutte le riserve aureee. Gli inglesi si erano svenati giá nella Prima Guerra Mondiale. Quindi un Gold Standard puro non era possibile crearlo e nacqua Bretton Woods, un pessimo ibrido.

      Al solito, ogni volta che c’é una guerra da finanziare il gold standard viene abolito.

      • VincenzoS

        Che poi la cosa buffa è che oggi tutti si scagliano contro l’euro, cioè un sistema a cambi fissi, laddove Bretton Woods era esattamente un sistema a cambi fissi

        • Dissento. Il paragone é fuorviante. L’euro é un sistema a cambi fissi in condizioni di fiat money con il completo “sbraco”dei vincoli sulla bilancia commerciale.

          Anche in regimi di cambi fissi, la Germania in un regime Gold Standard mai e poi mai avrebbe potuto avere un tale surplus nelle partite correnti. Sarebbe stato impossibile,

  • maggioranza_silenziosa

    Bell’articolo.
    La domanda che mi pongo, però, è la seguente: perchè le spiegazioni di fatti per tutti noi così importanti, sono lasciate alla buona volontà di un blogger e non si ritrovano nei giornaloni dal Sole in giù?

    • Perché, ed é la mia opinione, i blogger sono liberi e indipendenti. I giornalisti dei quotidiani rispondono all’editore se ricevono critiche del professorame italiano, che ha fatto carriera seguendo Keynes, ciritiche che finiscono all’orecchio del politico, magari a Bruxelles. E’ottimo per i politici trovare l’avallo dei professori se ti dicono che le teorie economiche suggeriscono di fare deficit, che coincide con le promesse elettorali.

      Aggiungo che gli articolisti del Sole sono pessimi storici, ignoranti e scrivono ora contro l’Italia (2011), ora contro la Germania (2016), sempre contro la Russia e a favore degli USA (vedi TTIP). A prescindere.

      E schierarsi contro corrente é pericoloso e soprattutto COSTOSO.

  • VincenzoS

    Ci sta un’altra osservazione che vorrei aggiungere.
    Molto spesso in campo economico si tende a definire un rapporto causa-effetto tra fenomeni che invece sono semplicemente correlati ovvero che avvengono allo stesso momento magari perché originati dalla stessa causa, causa verificatasi magari anni prima.
    Faccio un esempio tra l’altro non tanto peregrino.
    Se oggi faccio una riforma del sistema scolastico a casaccio, coloro che usciranno dalla scuola tra 10-20 anni non saranno probabilmente in grado di far funzionare il sistema economico. Allo stesso tempo però questa riforma potrebbe produrre qualche altro tipo di effetto. Ad esempio, se sostituissi le ore di studio delle normali materie con ore di educazione fisica i ragazzi che usciranno dalla scuola tra 10-20 anni avranno probabilmente un gran bel fisico. La lettura che si potrebbe dare è che fa un bel fisico della popolazione deriva una cattiva economia. In relatà sono due grandezze che andrebbero di pari passo in quanto originate entrambe dalla stessa causa, una riforma sbagliata del sistema scolastico di cui però, a distanza di anni, pochi si ricordano.

  • Consulente dei nuovi schiavi

    Eccellente. Inutile ogni mio commento ma ci tenevo a fartelo sapere!

    • Grazie mille, scrivere questo blog é tosto peró i commenti danno forza e costruiscono un bel dibattito!

  • Tommasodaquino

    Non voglio risultare pedante come l’altra volta ma per amore della precisione vorrei sottolineare che una cosa è M2 altro è il credito rilasciato dalle banche commerciali. Il secondo è un di cui del primo, moolto più grande. Lo dico perché altrimenti i conti non tornerebbero.

  • sandro ceccato

    Quindi tu stai sostenendo che l’oro determina la sostenibilità e la ricchezza di un sistema?
    Fammi capire; se aumenta la popolazione e noi manteniamo la convertibilità in oro ne risulta che; o estraiamo molto altro oro, oppure ridistribuiamo la ricchezza che c’è (impoverendoci tutti), oppure che i nuovi soggetti economici sono destinati inevitabilmente alla schiavitù.
    Ma Keynes, te, lo hai mai letto?

    • E’ un falso problema. Lo spiega molto bene James Rickards. E’una questione di prezzo. Se manca, l’oro puó essere acquistato dallo Stato e venduto dai privati; se é troppo, viene venduto dalle banche centrali e acquistato dai privati. Il punto é il prezzo e quanto oro puó essere usato come collaterale per l’emissione di credito. 10%? 20%?
      Ci scriveró un post in futuro.
      In ogni caso, non penso che si ritornerá ad un gold standard. Gli stati e le banche centrali hanno altri strumenti per ottenere inflazione e ridurre il proprio debito. Primo fra tutti l’abolizione del contante e i tassi di interesse bancari negativi.

      Qua il punto non é fare il tifo per questo o quel partito. Purtroppo mi rendo conto che é inutile. Regimi faziosi sia lato keynesiani che austriaci.

      • sandro ceccato

        Ma che centra fare il tifo. Le paranoie sulla moneta sono cosa “vostra”. Siete voi che tirate fuori la convertibilità con l’oro perché non riuscite a farvi un’idea chiara di che cosa sia la ricchezza.
        Non ha alcuna importanza chi detenga l’oro, la sua quantità è determinata e non ha davvero importanza chi lo detenga.
        La ricchezza prodotta non è relativa all’oro sotto alcun aspetto, è solo una convenzione che si sono dati molti umani ed è relativa alle caratteristiche del metallo e in primis all’AUREA di misticismo di rara ignoranza ad esso relativo.
        E la questione del debito pubblico è relativa alle regole dettate da chi detiene il potere a livello mondiale e gestisce la moneta a livello politico.

        Capisco che l’idea che tutti (quelli che intendono lavorare) possano avere una occupazione e uno stipendio dignitosi crei delle turbe a chi crede di essere l’unico produttore di ricchezza della società. Ma sarebbe ora che ve ne facciate una ragione e accettiate che il diritto ad avere una vita dignitosa lo detengono tutti. La ricchezza non dipende da oro e terra ed è davvero un’idea medioevale e ottusa.

        Non è una questione di “keynesiani” o “austriaci”, è una questione di scelte etiche.

        Niente di personale

        • Sei male informato. Il gold std è un mezzo per bilanciare le bilance commerciali e tenere sotto controllo l emissione di moneta. Non mi va di perdere tempo a spiegare cose che richiedono ore a qualcuno che non capisce le basi. Il gold std è stato un protettore del lavoro, tutto il contrario di quello che asserisci. E ci sono prove a testimoniarlo. Ripeto: coi talebani non si ragiona.

          • sandro ceccato

            Mettici anche un antani che ci sta bene (hai ragione, è una perdita di tempo).

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