L’Era della Disobbedienza

Di Marco Tizzi , il - 70 commenti

“Siate dubbiosi e trasgressivi” queste sono le parole che Veronesi ha lasciato come testamento. Non lo conoscevo, ma sono esattamente le stesse parole che lascerei anch’io come mio epitaffio. È tutto quello che ho da lasciare a questo mondo. Ed evidentemente, per una strana casualità del destino, pare che proprio oggi un numero immenso di elettori americani abbiano seguito questo invito, anche senza sapere chi fosse Veronesi. Oggi in tanti hanno deciso di essere dubbiosi e trasgressivi, di puntare i piedi, di disubbidire.Obey-Disobey
Chiariamo: non mi piace Trump, come non mi piace nessun politico. Queste elezioni erano talmente orribili che mi faceva cagare anche il candidato libertario, forse perché libertario lo era solo di nome. Ma Hillary Clinton era troppo invotabile, troppo sporca, troppo compromessa, troppo guerrafondaia, troppo pericolosa. Diciamolo, troppo felicemente cornuta per rappresentare l’altra metà del cielo. Le donne si meritano di meglio. Ed era anche troppo perdente: ma come diavolo hanno fatto a candidare alla Presidenza degli Stati Uniti d’America una che aveva perso (male) pochi anni prima le primarie? Perché? Ve lo dico io perché: perché sono arroganti. Sono convinti di poter manipolare qualsiasi mente, grazie ai loro giornali che non legge più nessuno e la loro TV a cui non crede più nessuno, di poter soggiogare i sudditi e costringerli ad ubbidire ai loro voleri. E invece milioni di elettori americani hanno deciso di disubbidire.
Adoro i disubbidienti.
Sarebbe ora che  la smettessimo di cercare di educare i bambini e cominciassimo ad imparare da loro. Ad imparare come puntare i piedi, rifiutandoci di fare qualcosa che non vogliamo. Disubbidire a regole che riteniamo ingiuste. Disubbidire a persone di cui non ci fidiamo. Oggi penso si chiuda definitivamente un cerchio, che casualmente troviamo nei numeri: 9/11, 11/9, 9/11. Caduta del muro di Berlino, crollo delle torri gemelle, vittoria di Donald Trump. La libertà che sembrava avesse vinto e invece era solo una maschera su un nuovo regime, l’apice della guerra che metteva a nudo quel regime e oggi, finalmente, milioni di votanti che comunque la si pensi bisogna ammettere che quel regime lo hanno mandato a fare in culo.
In questo umile blog praticamente tutti abbiamo creduto nella vittoria di Trump. Il sottoscritto forse per primo, subito dopo il referendum per la Brexit (leggete bene il p.s.). Certo, avevamo paura dei brogli, ma dei voti, sinceramente, non ha mai avuto paura nessuno. Perché eravamo così convinti? Perché abbiamo capito tutti che siamo entrati in una nuova era, l’era della disubbidienza. Un’era in cui chi va a votare ci va magari senza convinzione su chi vota, ma con l’assoluta certezza su chi sono i loro nemici. E che continueranno a votare in massa contro di loro. Oggi, infatti, non è Hillary Clinton che ha perso. Oggi hanno perso in tanti. Tanti che sono riconosciuti dagli elettori come nemici pubblici.

 
NEMICO PUBBLICO NUMERO UNO: I POLITICI
In pochi lo hanno notato, quasi nessuno. D’altra parte in pochi ci hanno capito qualcosa di queste elezioni. Ma Donald Trump ha pronunciato nel suo discorso dopo la vittoria delle parole che secondo me sono davvero storiche: “this political stuff is NASTY and tough”. Per chi non avesse troppa dimestichezza con l’inglese: la politica è dura e DISGUSTOSA. Trump ha vinto soprattutto perché NON è un politico. E la gente ODIA i politici.

Finalmente.
Purtroppo da antipolitico credente e praticante credo che chi si candida ad un’elezione comunque sia sempre un politico o almeno voglia diventarlo. Quindi sono sicuro che tra quattro anni ci troveremo a deridere la sua politica. Però una cosa è certa: in questa nuova era chi vuole vincere un’elezione deve almeno sembrare di non essere un politico, altrimenti non avrà speranze.

 
NEMICO PUBBLICO NUMERO DUE: LA STAMPA
Togliamoci questo sassolino dalla scarpa. Spariamo pure sulla crocerossa con un AK47 e diamo pure qualche colpo finale con un Remington a pompa da distanza ravvicinata: la stampa mainstream, così com’è oggi, non serve più a un cazzo. Tutta questa campagna elettorale è stata seguita in Italia con un minimo di decenza solo da Mariagiovanna Maglie, che non a caso scriveva per Dagospia, quello che è il più interessante sito di informazione non solo in Italia, ma forse in tutto il mondo occidentale, con il suo dissacrante utilizzo dei titoli su articoli selezionati accuratamente e alcuni pezzi originali davvero liberi. Il resto tutto una piatta merda.
Non va meglio nel resto del mondo, anzi. Fate conto che sull’aggregatore (se, sto gran cazzo) di Google News versione americana, a vittoria già conclamata da ore, la notizia era la QUARTA. Vi rendete conto? Questo per dire che non è certo internet in se ad essere il vero grande nuovo medium, ma che internet è un ambiente anarchico dove di fianco alle centinaia di testate che facevano spudoratamente campagna elettorale per Hillary Clinton c’erano tanti piccoli dubbiosi e trasgressivi che se non altro ponevano qualche domanda. Gente che si chiedeva se davvero era meglio per i neri votare per un altro democratico dopo che una polizia con a capo un presidente democratico e nero come loro li ammazzava come mai non era successo prima. Gente che si chiedeva se davvero questa “sinistra” faceva il bene della gente che diceva di difendere. Gente che si chiedeva se era il caso di votare ancora qualcuno pagato da Wall Street. Gente che ha perso giorni a leggere le mail rivelate da Wikileaks. Gente qualsiasi come me e tanti altri che usano il proprio tempo libero a proprie spese per esporre le proprie idee, beccandosi valanghe di insulti senza battere ciglio, per la sola unica voglia di esprimersi.
Ecco, scusatemi, ma una soddisfazione ce la dobbiamo prendere: noi ci abbiamo preso, ancora una volta, mentre voi, cari giornalistoni pagati a peso d’oro, NON CI AVETE CAPITO UN CAZZO. Sapete perché? Perché siamo persone qualsiasi, abbiamo un lavoro (o più di uno) con cui ci guadagniamo da vivere, sappiamo cosa cazzo vuol dire in questo mondo voler vivere una vita tranquilla, voler fare impresa, voler vivere in pace, lo sappiamo e sappiamo che questo schifosissimo sistema non ce lo permette più e che quindi la normalissima gente comune, curiosamente, s’è rotta il cazzo. Voi che cazzo volete sapere? Cosa volete capire? Vivete in un mondo surreale, non fate più parte di questo pianeta. Non potete capirlo e tanto meno raccontarlo.
Quindi in futuro più la stampa mainstream appoggerà qualcuno, meno quel qualcuno avrà una possibilità di vincere un’elezione, nell’era della disubbidienza. Segnatevelo.

 
NEMICO PUBBLICO NUMERO TRE: LA GRANDE FINANZA
Bene, metto questo nemico al terzo posto, ma in realtà è il nemico che rischia di più. Cari signori dell’alta finanza vi do un consiglio: pagate delle guardie armate e pagatene tante. Il livello di odio dell’uomo della strada nei confronti dell’alta finanza è tale che se oggi dovesse scoppiare una rivoluzione vera le prima vittime sarebbero loro, ne sono certo. È giusto tutto questo odio? Sinceramente non credo. Lo Stato ha concesso alla finanza il diritto/dovere di distribuire in sua vece il denaro inventato dal nulla. Non sorprende che la finanza se ne sia tenuto parecchio per se. Non sorprende nemmeno che altrettanto lo abbia distribuito ai propri amici, politici compresi. È il socialismo bancario, bellezza, è il regime in cui viviamo. Non vi piace? A me fa schifo. Ma occhio a combatterlo, perché sappiate che senza il sistema bancario o si torna al totalitarismo statale assoluto o vi tocca vivere in un mondo di libero mercato, nel vero capitalismo, che proprio perché esistono la moneta fiat e la grande finanza non sono mai esistiti. Come diceva Ron Paul “prima di dare la colpa al Capitalismo bisognerebbe provarlo”. Io sono pronto a provarlo, anche domani, voi siete sicuri? Ricordo le parole del film Margin Call, quando il broker esperto (Will Emerson) spiega al ragazzo che ha scoperto che il sistema sta saltando in aria (Seth Bergman) che il giorno dopo sarebbe stato licenziato:

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Da oggi sia chiaro che in qualsiasi elezione e in qualsiasi referendum l’alta finanza si schiererà da una parte coi loro cazzo di report che non ci prendono MAI, be’, quella parte politica sarà svantaggiata. Gli elettori vomitano al solo sentire Goldman Sachs, Citigroup, UBS, Deutsche Bank, Berkshire, JP Morgan e compagnia ributtante. Sono ipocriti? Sì, lo sono. Perché nessuno ha spiegato mai loro come funziona davvero il sistema e come funzionerebbe senza, nessuno ha spiegato loro che l’inflazione monetaria e il debito fanno girare questo mondo disfunzionante e nessuno ha spiegato loro che il potere divino di queste poche mani è anche il potere che consente all’uomo della strada di comprarsi a rate la TV a 62 pollici, una casa che non potrebbero permettersi e l’automobile tanto sognata per riuscire a scoparsi le fighe che non li avrebbero mai cagati. È così, ma nessuno se ne rende conto. Le istituzioni finanziarie sono il centro del socialismo bancario, ma hanno commesso il clamoroso errore di tenersi troppo denaro appiccicato alle mani e questo errore, prima o poi, lo pagheranno caro.

 
NEMICO PUBBLICO NUMERO QUATTRO: GLI ESPERTI, GLI INTELLETTUALI, GLI ECONOMISTI
Un signore che si chiamava Goebbels aveva capito che il Sistema di Potere (malavita e religioni organizzate, finanza e, a capo di tutto, lo Stato) aveva bisogno di controllare l’informazione e che per questo aveva bisogno di costruirsi una pletora di “menti illuminate” ovviamente pagate dal Sistema di Potere stesso per sostenere le sue idee e le sue scelte. Goebbels era uno dei capi assoluti del partito nazional socialista – che poi venne chiamato nazista per far sparire la parole “socialista” in modo da poterla utilizzare serenamente anche dopo averli sconfitti – una delle più mostruose manifestazioni della politica e dello Stato nella Storia. Le sue idee sono state utilizzate da tutti i politici praticamente in tutto il mondo, dopo di lui.
Ovunque nascono questi mitologici “esperti”, gente che di mestiere infila la lingua nel culo del potere per tesserne le lodi, ricambiati da profumati stipendi. Tra di loro esistono coloro che si autodefiniscono “intellettuali”, che nessuno ha mai capito che cazzo significhi, colmi di inutili titoli, gente che vive nel proprio iperuranio senza mai dover mettere i piedi per terra e fare la fatica di cercarsi un lavoro vero. O gli “economisti” che per dare un lustro alla loro pseudoscienza si sono anche inventati un premio Nobel, che Nobel stesso non si sarebbe mai azzardato a concedere, lui che non ha nemmeno messo la matematica tra le attività umane degne della sue eredità. Figuriamoci “l’economia”. Infatti questi superbi fancazzisti hanno la caratteristica in comune di non imbroccarci mai nemmeno per sbaglio, di inventare indici numerici volti solo a confermare le loro strampalate tesi, di cambiare idea ogni volta che vengono pubblicamente smerdati (e succede praticamente sempre). A cosa servono? Beh, forse oggi sappiamo a cosa servono. Servono a far andare in rovina la gente che li paga, perché a questa gente non crede più nessuno.

 
NEMICO PUBBLICO NUMERO CINQUE: L’UNIONE REPUBBLICHE SOCIALISTE EUROPEE
Ci avevano detto che nasceva per portare la pace tra gli Stati Europei. Beh, devo dire che se lo scopo era quello, il fallimento è totale. Ho 41 anni e non ho mai visto gli Stati europei odiarsi così tanto e così apertamente.
Facciamola finita. È meglio per tutti.
Nel povero Paese in cui vivo non c’è nemmeno un partitino, nemmeno minuscolo, che sia contrario all’Unione Europea. Ma per fortuna nel resto dell’U(RS)E sì. E per fortuna si profila l’asse Trump-May-Putin.
Siete circondati. Arrendetevi. Avete rotto i coglioni. Sparite e facciamo finta di nulla. Lo ammetto, mi piacerebbe vedervi penzolare dagli alberi, ma lasciamo stare. Peace and love. Però sparite, che non vi si può più vedere, ne sentire. Tanto qualsiasi sia lo schieramento che l’U(RS)E fa proprio è destinato a sconfitta certa.

 
NEMICO PUBBLICO NUMERO SEI: I SONDAGGI
Esistono due motivi di costante bisticcio tra me e il nostro ospite FK: Apple e i sondaggi. Proprio non riesco a capire come cazzo faccia ad appassionarsi ai sondaggi. È ormai palese che non solo non si avvicinano più alla realtà, ma che siano una totale e miserabile perdita di tempo e denaro. Chi di voi, onestamente, contattato per un sondaggio ha risposto sinceramente? Chi non si è tolto la soddisfazione di prenderli per il culo?
Dopo questa ennesima, gigantesca figura di merda, spero davvero che i sondaggi spariscano per sempre dalle nostre vite. Spero che i sondaggisti vengano derisi. Spero che nessuno dei miei soldi venga mai più speso per questa attività. E spero che FK si trovi un altro hobby.

 
L’ERA DELLA DISOBBEDIENZA: PROSSIMI CAPITOLI
Bene, come ho detto andrò a votare al referendum e voterò NO. Ci sono possibilità di vincere, se stanno zitti tutti i nemici pubblici che sono schierati per il NO stesso. Purtroppo sono in tanti. Vadano a farsi fottere.
Se anche dovessimo vincere comunque il governo non cadrà. Anzi, lo terranno su a quel punto a qualsiasi costo. Probabilmente verrebbe anche protratta la legislatura oltre i suoi termini con la scusa della nuova legge elettorale, che sarà alla fine un proporzionale, come quella che i cittadini italiani avevano già cancellato con un referendum. Questo grazie alla banda di coglioni che porta il nome di Movimento 5 StAlle. Che comunque è destinato a vincere proprio perché nell’era della disobbedienza si vota più contro che a favore. Purtroppo i grillini sono molto peggio di Trump (al quale adesso hanno anche il coraggio di leccare il culo) e nemmeno lontanamente paragonabili all’UKIP (di cui sono tesserato), ma sono un semplice, banale, movimento Marxista di stampo sudamericano. E lì, dichiaratamente, vogliono portare l’Italia. Personalmente me ne fotto, alle prime avvisaglie sparirò o mi darò all’illegalità: la salvezza resta sempre individuale.
Ma l’era della disobbedienza si farà vedere forte in Francia, in Austria, in Olanda e magari anche in Germania, dove forse si sono rotti il cazzo di avere una cancelliera che ha vinto davvero solo un’elezione e comanda invece da tre mandati. Chissà.
C’è anche una piccola, remota possibilità che la gente voglia iniziare a disubbidire davvero: magari iniziano a ritirare i soldi dalle banche per comprare metalli, bitcoin o semplicemente per tenere i contanti nascosti da qualche parte. Il bank run è l’atto di disubbidienza definitivo.
Fidatevi, andrà tutto bene. E’ solo un momento molto strano delle vostre vite.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

“Non si può contare troppo sulle maggioranze silenziose. Il silenzio è fragile… un rumore forte, e non c’è più.”
“Ma la gente è così scoraggiata e demoralizzata. Qualcuno forse protesterà, ma sono solo voci nel deserto.”
“Il rumore dipende dal silenzio che lo precede. Più totale è il silenzio, più sconvolgente è il tuono.
I nostri padroni non sentono la voce del popolo da generazioni.
Ed essa è molto, molto più forte di quanti essi ricordino.”

(A. Moore “V for Vendetta”)

V per Vendetta

Shares

Incoming search terms:

  • argento fisico elezioni americane
  • ilmondo fa schifo perche e pieno di lecca colo e pochi ribelli frase
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi