Le paranoie avanzano: il Quarto Reich ha sede nel Varesotto, mentre Wilders è un agente israeliano

Di Mauro Bottarelli , il - 20 commenti

taxi_driver5
Una piccola e breve premessa: è almeno da quindici anni che convivo con la nomea di complottista, la cosa non mi ha mai creato problemi. Anche perché, come diceva sempre mio nonno, il tempo è galantuomo. Talmente galantuomo da vedere Hillary Clinton sconfitta alle presidenziali da Donald Trump anche per le balle sesquipedali che ha raccontato quando era Segretario di Stato. Dire che l’Isis non era propriamente il frutto di spontaneismo jihadista anti-Assad è coinciso per mesi e mesi con l’essere complottista, ora anche il più borghese e mainstream dei commentatori non ci mette più la mano sul fuoco, se interpellato riguardo le connivenze Usa con il cosiddetto Califfato.
isis_us
Dire che gli attentati di Parigi parevano un pochino sui generis è stato per settimane il modo migliore per garantirsi il pubblico ludibrio, oggi alla luce dei buchi investigativi e delle manchevolezze alla Clouseau dell’intelligence francese e belga, è difficile trovare qualcuno che sposi la versione ufficiale tout court. E potrei andare avanti per ore, perché probabilmente l’eccesso di dietrologia è un peccato ma l’abbeverarsi acriticamente alla fonte delle versioni ufficiali, soprattutto se si fa il mio lavoro, è peccato mortale e senza possibilità di redenzione.
paris_terror

Dico questo perché la giornata di oggi mi ha regalato due perle, probabilmente Sant’Ambrogio ha voluto farmi un dono. Se infatti chi come il sottoscritto eccede nell’esercizio del dubbio, sbagliando di grosso anche talvolta, ci sono media assolutamente autorevoli che si nutrono di ossessioni e paranoie, dimenticando completamente la realtà che vive il Paese e le reali preoccupazioni della gente. Mi riferisco a una delle colonne del progressismo editoriale di questo Paese, “La Repubblica”. Nell’edizione odierna, penso anche cartacea ma io l’ho letta on-line, ci regala un reportage dall’amena Caidate, borgo di 300 anime del Varesotto, dove ha sede – udite udite – una comunità nazionalsocialista che nega l’Olocausto.
varese1
Ora, il fatto che esista un’area di estrema destra negazionista non è una novità di oggi (David Irving e Robert Faurisson ci sono andati anche a processo), diciamo che “Repubblica” se puntava allo scoop ha scambiato un petardo per una bomba H (voglio darvi una dritta per un futuro articolo, ci sono un sacco di persone che hanno negato i gulag staliniani e in alcuni casi hanno ricoperto anche importanti cariche politiche e istituzionali). Eppure, il tono del reportage è alle soglie dell’apocalittico: i 300 membri della Do.Ra. (Comunità militante dei dodici raggi) vivono addirittura organizzati in maniera militare, si rifanno a una certa simbologia pagana legata al Reich e le donne del gruppo hanno resuscitato il Servizio ausiliario femminile (Saf) della Repubblica di Salò, organizzando convegni e distribuendo volantini con l’effige di Eva Braun. Apologia di fascismo e negazionismo? Se sì, le autorità interverranno. Perché finora nessuno si è mosso al riguardo e questo va avanti da quattro anni, alla luce del sole. Fanno risse? Spedizioni punitive? Imbrattano? No, vivono per i fatti loro e in base a regole che per loro vanno bene. Non fanno proselitismo, non creano disagio agli abitanti. Di più, quando sono stati contattati per formare una lista civica alle elezioni municipali, hanno risposto “no grazie” e non hanno nemmeno contatti con l’estrema destra “visibile” di Casapound e Forza Nuova.
varese2

Non vogliono nessuno, vogliono starsene per i fatti loro e celebrare i solstizi. Scrive Repubblica: “Il giardino coperto di foglie ricorda i boschi dove i Do.Ra. organizzano i solstizi: mogli, bambini, cani, canti identitari, birra a fiumi, salamelle. E svastiche bruciate e loro intorno, a cerchio. Nella Germania del Reich il solstizio era un rito propiziatorio che serviva a rievocare le virtù del sacrificio e del prestigio: i falò erano elevati in onore al Führer”. Birra a fiumi e salamelle, un bel problema. Magari la svastica bruciata lo è di più, lo ammetto ma cerchiamo di mettere le cose in prospettiva: a meno che non sia nascosto in Sud America con Jim Morrison e John Belushi, Adolf Hitler pare essere morto, il Reich seppellito e non giungono notizie di possibili ritorni a breve.

Certo, per “Repubblica” il solo fatto che esista Alternative fur Deutschland è segnale sufficiente per lanciare l’allarme democratico (senza porsi la domanda in base alla quale è un po’ dura mettere in pericolo la democrazia attraverso il consenso popolare, un po’ un cortocircuito) ma di fronte a quanto sta accadendo nel mondo o anche soltanto in Italia, 300 persone che hanno deciso di vivere in maniera certamente estrema e particolare ma senza rompere l’anima a nessuno, sono un pericolo cui dedicare un reportage? Lo dico per due ragioni: primo, come ho già detto, se c’è reato di apologia, ci penserà la magistratura ma visto che sono lì da quattro anni, senza far mistero di simboli e preferenze politiche, forse anche in Procura hanno cose più serie e urgenti di fare. Secondo, la coerenza. L’articolo, infatti, mette in risalto con cadenza quasi paranoica la presenza nel fabbricato delle rune, quasi queste fossero il male assoluto. Strano, perché le rune che stanno sulle divise delle milizie neo-naziste ucraine, quelle che difendono il governo golpista finanziato da Soros e protetto da Usa, Ue e FMI, non hanno mai dato fastidio a “Repubblica”, anzi. E quelle non si limitano a festeggiare i solstizi con birra, salamelle e svastiche bruciate, quelle fanno le ronde e picchiano la gente, spesso ammazzandola.
ucraina_runa2
Ma “Repubblica” è troppo occupata con Putin e la Crimea, si sa. Insomma, ci sono rune che meritano l’attenzione della Digos e altre che meritano gli stanziamenti della Lagarde: basta dirlo, però capite che l’emergenza democratica di Caidate perde un filino di credibilità. E’ come chiamare i pompieri per una sigaretta mal spenta, mentre il palazzo di fronte è in fiamme. Il problema è che finché le paranoie dell’establishment per l’allarme populismo si limitano ai reportage di Repubblica, poco male: è un giornale privato che tratta le notizie che vuole e come vuole. Se per Mario Calabresi il rischio nazista, l’allarme democratico da contrastare, sono 300 persone a Caidate e non migliaia di miliziani a Kiev, è un problema (serio) suo.
the_blues_brothers

Il guaio è che ci si mettono anche strutture statali a creare cortine fumogene, quando si comincia a capire che l’aria si fa pesante. Non più tardi di quattro giorni fa vi parlavo del processo cui è sottoposto il leader del Partito della libertà olandese (PVV), Geert Wilders, per istigazione all’odio razziale per quanto detto nel corso di un comizio nel 2015. Se ricordate, vi dissi che se non fossero riusciti a farlo fuori per via giudiziaria, avrebbero tentato dell’altro, visto che l’ultimo sondaggio dell’istituto Maurice de Hond (29 novembre), vede il PVV primo nelle preferenze degli elettori e in grado, se si votasse oggi, di ottenere 33 seggi sui 150 della Camera bassa olandese, in aumento dagli attuali 15. E siccome l’appuntamento con le urne è fissato per il marzo 2017 e il tempo stringe, ecco che l’altro giorno il quotidiano “De Volkskrant” spara la bomba: i servizi segreti olandesi (AIVD) hanno condotto un’indagine legata al sospetto che Geert Wilders sia stato pesantemente influenzato nelle sue scelte da figure politiche e militari israeliane di primo livello.
geert_wilders5
Dunque, l’uomo che mezza Europa bolla come fascista, nazista e di estrema destra, sarebbe un agente sotto copertura di Israele o comunque una sua quinta colonna in Olanda? E poi sarei io il complottista? Così pare, visto che, tra il 2009 e il 2010, l’AIVD ha investigato “i possibili collegamenti con Israele e la loro possibile influenza sulla lealtà di Wilders”. Ora, facciamo tutti quanti pace con il cervello: non appena qualcuno dice che Israele con la sua azione di lobbying influenza le scelte di politica estera di vari Paesi, vedi gli Usa (e vedi le scelte effettuate da Donald Trump prima ancora di entrare a Pennsylvania Avenue) si viene bollati come anti-semiti e fiancheggiatori del terrorismo islamico di cui Tel Aviv è il primo nemico ma se Geert Wilders ha rapporti con funzionari israeliani è un traditore della patria olandese? Oltretutto, fonti dei servizi hanno dichiarato sotto anonimato al quotidiano che “un’inchiesta su un leader dell’opposizione è assolutamente un caso eccezionale in Olanda, tanto che questo tipo di indagini sono considerate un assoluto no-go per la loro sensibilità e delicatezza politica”.
wilders-crop
L’investigazione riguarda il periodo in cui Wilders era parlamentare e il suo gruppo supportava il governo d centrodestra guidato da Jan Peter Balkenende e a smuovere i servizi sarebbero stati gli stretti rapporti del leader politico con persone molto influenti a Tel Aviv, tra cui l’ex capo dei servizi, generale Amos Gilad e l’ambasciatore israeliano in Olanda. Peccato che questi contatti, a detta degli stessi servizi e su conferma della comunità ebraica olandese, non si siano tramutati in azioni concrete nell’agenda politica di Wilders e del suo partito. Stranamente, i risultati dell’indagine non sono mai stati resi noti, né pubblici. Ora, questa foto,
ajax_israele
relativa a una coreografia dei tifosi dell’Ajax, ci mostra come l’influenza di Israele in Olanda – e soprattutto ad Amsterdam – sia storica, mentre la retorica ferocemente anti-islamica di Wilders ha ovviamente un appeal molto forte sulla comunità ebraica locale, tanto più che lo stesso leader politico ha un passato giovanile di volontario nell’insediamento di Moshav Tomer e si è sempre detto favorevole a una completa occupazione israeliana della Cisgiordania. Niente di nuovo, lo si sa da sempre.
geert_wilders3

Ora, i servizi olandesi non avevano nulla di meglio da fare? Ma, soprattutto, come mai una manina ha fatto pervenire a uno dei principali quotidiani olandesi dettagli sull’indagine secretata proprio ora che il PVV è in testa ai sondaggi e mancano poco più di tre mesi al voto per le legislative? Solo una coincidenza? Accidenti, ci sono ricascato, ancora complottismo. Chissà, magari trovano una pericolosa runa anche a casa di Geert Wilders da qui a marzo, sicuramente “Repubblica” ci farebbe un reportage e scopriremo la verità. Sono proprio disperati, non c’è niente da fare.
sturmtruppen
A questo punto mi aspetto un dossier sull’affiliazione di Marine Le Pen ad Al-Nusra e un documento riservato del Bundesnachrichtendienst sui sabba satanici con sacrifici umani cui partecipa Frauke Petry. Occhio Matteo Salvini e Giorgia Meloni, potreste presto essere tacciati di ordire un golpe con Antonio Razzi (il quale garantirebbe il sostegno politico e l’appoggio militare di Kim Jong-un), il mago Otelma e la comunità nazionalsocialista di Caidate. E’ proprio vero, una risata li seppellirà.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares

Incoming search terms:

  • elezioni olanda 2017
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

RC Twitter

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi