Spuntano carte d’identità, bufale di giornata e istigazioni a delinquere. Ma le vere notizie no

Di Mauro Bottarelli , il - 44 commenti

fake-news-invasion
Non ci fosse da piangere, sarebbe da sbellicarsi dalle risate. Dunque, non solo gli inquirenti tedeschi hanno arrestato e torchiato per quasi 20 ore un cittadino pachistano che non c’entrava niente con la strage al mercatino d Natale ma, adesso, sono alla ricerca di un tunisino di 21 anni, Anis A., la cui identità non è stata scoperta attraverso un sofisticato lavoro di intelligence ma recuperando nella cabina del tir usato per l’attacco la sua carta d’identità e, udite udite, il foglio di via. Esattamente come il commando parigino, anche questo jihadista ha la fissa del portare con sé i documenti, quando entra in azione: volessi mai che venisse fermato per eccesso di velocità o divieto di sosta.
berlin_truck4
La cosa strana è che i documenti sono stati trovati parecchio dopo la strage, a quanto pare, quando ormai era stato rilasciato il pachistano: c’era così tanta confusione in cabina da non trovarli? Parliamo della cabina di un tir, non di un appartamento di 200 metri quadrati con anfratti, soppalchi e controsoffitti. Quindi, delle due l’una: o i documenti li hanno trovati subito ma hanno preferito torchiare il pachistano, vendendolo alla stampa come il possibile responsabile o li hanno trovati solo dopo ore, quindi chi fa i rilievi è meglio che vada a fare un altro lavoro. La terza ipotesi, ovvero che qualcuno ce li abbia messi dopo, non la prendo nemmeno in considerazione.

Abbiamo poi l’eroe di Natale, ovvero l’autista polacco che ha cercato di evitare la strage, provando in tutti i modi a opporsi all’uomo che gli aveva sottratto il camion per compiere l’attentato. Lukasz Urban, questo il nome del conducente di cui la Bild pubblica oggi l’ultima foto, non è stato ucciso subito ma ha provato a evitare la strage, scatenando una lotta nella cabina, cercando in tutti i modi di deviare la traiettoria del suo mezzo. Come accadde a Nizza, quando un uomo su una moto si affiancò all’autista per provare a fermarlo.
bild
E, citando fonti investigative, il quotidiano tedesco aggiunge che sul corpo del polacco sono state riscontrate ferite da taglio e che era ancora vivo al momento della strage. Forse, si azzarda, è proprio grazie alla sua strenua difesa che il tir non ha proseguito la sua rotta omicida ma si è fermato a metà del mercatino. Resta il fatto che il proprietario della compagnia di autotrasporto per cui lavorava ha detto che Lukasz era un gigante, un uomo enorme e che per riuscire ad avere la meglio su di lui non sarebbe bastato un uomo solo: certo, se quell’uomo ha un coltello è più facile ma mi scuserete se anche su questa dinamica non sono proprio prono all’accettazione della versione ufficiale.

Ma si sa, le bufale – anzi, le fake news – sono retaggio esclusivo della Russia, la quale utilizza la sua propaganda per influenzare il voto estero, creare narrative ad hoc in Siria e chissà quali altre nefandezze nascoste. I media occidentali, invece, no. E nemmeno i servizi di intelligence e di sicurezza. Strano però, perché stando ai risultati di questo sondaggio,
russian_poll
condotto da Morning Consult, solo il 29% degli americani pensa che i russi siano davvero responsabili per l’hackeraggio del Partito Democratico prima del voto di novembre: insomma, per il 71% dei cittadini Usa le verità degli organi di informazione ufficiali e autorevoli sono fake news. E adesso, come la mettiamo con la post-verità?
Ma anche con l’attualità non siamo messi bene, perché quanto sto per riportarvi è un editoriale pubblicato dal New York Daily News a firma di Gersh Kuntzman e dedicato all’assassinio dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov. Tenetevi forte. “Io non verso lacrime per Andrei Karlov. Francamente, sono sorpreso che questo omicidio non sia avvenuto mesi fa. Dopo tutto, questa pare la sentenza emessa dal Washington Post nel suo reportage del 9 ottobre, quando diceva che la comunità internazionale sembra non trovare vie per fermare i crimini di guerra compiuti dal regime siriano e dai suoi alleati russi, specialmente ad Aleppo. Ma, al netto della legge internazionale, i leader e i funzionari di entrambi quei Paesi stanno preparandosi a subire future forme di giustizia in diversi modi. La giustizia ora è stata servita”.
karlov5
Ma non basta: “Dopo aver visto la morte di Karlov non ho potuto non pensare al caso di Ernst von Rath, l’ambasciatore nazista in Francia, ucciso a colpi di pistola nel consolato da uno studente ebreo nel 1938. Come Karlov, Rath era la faccia pubblica dell’atrocità, in questo caso il genocidio, l’antisemitismo e l’aggressione globale di Hitler. Rath è stata una vittima innocente? Certamente no. Non solo ha difeso l’oppressione di Hitler verso gli ebrei come necessaria per il benessere della Germania ma è stato al fianco di Hitler mentre questi devastava l’Europa e uccideva innocenti. Rath avrebbe potuto opporsi alla leadership nazista quando questo sarebbe servito di più ma non lo ha fatto. E questo ci porta a Andrei Karlov”.
putin-assad
Ecco il finale, roba che se lo pubblicassi io, attenderei la Digos con le valige pronte alle 4 del mattino: “Il lavoro di Karlov in Turchia era di stemperare le tensioni sulle atrocità compiute dai russi in Siria, il che significa che il suo lavoro era di normalizzare la figura di Vladimir Putin. Dato questo ruolo, non era un diplomatico ma un soldato e la sua morte è la stessa che si può trovare su un campo di battaglia fuori di Aleppo e in una galleria d’arte ad Ankara. Il suo assassino era anch’esso un soldato, non un terrorista ma un soldato. I terroristi uccidono innocenti con camion nei mercatini di Natale o con aerei che abbattono grattacieli. I soldati uccidono i loro simili”. Ora, nel presentarvi l’editore del New York Daily News attraverso la sua scheda su Forbes,
zuckerman
mi chiedo: non si configura il reato di istigazione a delinquere? L’editorialista, infatti, dice chiaro e tondo che se qualcuno ritiene il soggetto x un dittatore o un perpetratore di barbarie, non solo è legittimo ucciderlo ma anche eliminare chiunque lo rappresenti, financo con funzioni diplomatiche. Questa è la stampa Usa, quella che strepita contro gli hacker russi e le fake news: in effetti, le bufale su Internet sono cosa ben più grave dell’istigazione all’eliminazione fisica dei nemici.

E, a proposito di bufale, eccone una stroncata sul nascere.

Egyptian Police Arrests 5 While Creating FAKE 'Wounded Aleppo Children' Photos

La polizia egiziana ha infatti arrestato cinque persone a Port Said, in Egitto, mentre stavano scattando foto posate di una ragazzina ferita con l’intento di pubblicarle on-line sui social media per rappresentare la distruzione portata dai russi ad Aleppo, come conferma una nota ufficiale del ministero degli Interni egiziano. Gli arrestati stavano anche lavorando a falsi video che mostravano la distruzione di Aleppo a causa dei raid aerei russi. Oltre al fotografo e al suo assistente, sono stati arrestati anche i genitori della presunta “martire”, la quale dove avanzare con addosso una veste bianca sporca di sangue e con in mano un orsacchiotto. Già mi immagino gli strilli delle varie Jebreal e Gruber di questo mondo se per caso la polizia egiziana non fosse intervenuta in tempo e le false foto fossero finite sui social network.

Perché è di questo che vogliono che ci preoccupiamo, è di questo che vogliono che parliamo: del timore di andare ai mercatini e di quanto Assad e Putin siano brutali e assassini. Non per altro ma perché altrimenti dovrebbero parlare di questo,
nato_tanks
ovvero del fatto che il 16 dicembre scorso tank e veicoli corazzati statunitensi sono arrivati in Olanda per essere dispiegati in un enorme deposito nella provincia di Limburg: la struttura è l’ex base militare Eygelshoven vicino a Kerkrade e qui verranno “parcheggiati” i veicoli che sono destinati a un combat team di una brigata corazzata Usa. A gennaio, poi, l’esercito americano dispiegherà circa 4mila uomini e 2mila veicoli militari su base rotativa in Polonia, Romania, Bulgaria e nelle nazioni baltiche: le forze Nato, poi, si muoveranno verso il Baltico all’inizio della primavera, quando un battaglione americano stazionerà vicino al confine con l’enclave russa di Kaliningrad. Insomma, andiamo allegramente a provocare la Russia, senza alcun motivo apparente, se non la volontà di qualcuno Oltreoceano e Oltremanica di non permettere alla nuova amministrazione Usa di normalizzare i rapporti con Mosca. Ma è meglio che la gente parli dei documenti dell’attentatore di Berlino o delle fake news che hanno danneggiato la Clinton alle elezioni. Molto meglio.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi