Erano abituati a Fantozzi che scriveva la rabbia in cielo. Ora hanno paura perché la scrive nell’urna

Di Mauro Bottarelli , il - 47 commenti


Chiedo scusa, di quale organizzazione è prevista per oggi la manifestazione contro Donald Trump? Gli organismi monocellulari del Borneo o il fan club di Giorgio Mastrota? Qui non si capisce più nulla. Come ci mostra il video

Satanist Protest Against Trump!

anche i satanisti hanno voluto dire la loro contro l’insediamento alla Casa Bianca del tycoon newyorchese. Ora mancano solo Scientology e gli alcolisti anonimi, poi siamo al completo. Nani e ballerine, un classicissimo. A fare notizia, poi, è stata la grande manifestazione delle donne tenutasi a Washington DC e in altre città del mondo, una chiara presa di posizione contro il sessismo implicito nella figura del nuovo presidente e una rivendicazione di orgoglio e dignità della donna. Il tutto capitanato da Madonna, una che non solo in vita sua ha visto più cazzi che tramonti ma che, addirittura, prometteva pompini agli elettori democratici in caso di vittoria di Hillary Clinton. Se questa è la portavoce dell’orgoglio rosa, mi attendo che in futuro verrà invitato una ex detenuto per reati sessuali come testimonial.

Ma tranquilli, il muro di ipocrisia e menzogne sta cominciando a cedere. Forse avendo fiutato l’aria (meglio non fare un frontale con il presidente, dopo tutto), è stato nientemeno che il New York Times a svelare chi stava dietro quelle proteste e lo ha fatto attraverso un’inchiesta di Asra Q. Nomani, musulmana, femminista e nota attivista dei movimenti liberali nell’Islam. Ecco la sua denuncia: “Attraverso le mie indagini, che ho pubblicato in un file su GoogleDocs, ho scoperto che Soros ha finanziato, o ha sostenuto in passato, almeno 56 associazioni partner della marcia, incluse quelle principali come Planned Parenthood, che si oppone alle politiche anti-abortiste di Trump, e il National Resource Defense Council, che si occupa invece di ambiente.

Altri collegamenti tra Soros e le organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa, includono associazioni politiche come MoveOn.org e il National Action Network . Altri beneficiari di Soros presenti alla manifestazione sono: American Civil Liberties Union, Center for Constitutional Rights, Amnesty International e Human Rights Watch. Le organizzazioni finora citate non sono intervenute per smentire il fatto”. Come al solito, spontaneismo. Abbiamo a che fare con gli utili idioti del potere, gente che – magari in buona fede – non vede che sta tirando l’acqua al mulino di chi ha governato il mondo da quaranta anni a questa parte, riducendolo così e che ora ha paura.

Ha paura perché negli Usa come in Europa, i politici al potere avevano una certezza: il grado di narcotizzazione e passività dell’opinione pubblica erano totale, anche grazie ai media. Eravamo tanti Fantozzi che scrivono con il pensiero in cielo che il megapresidente è uno stronzo ma, una volta scoperti, tornano all’ovile, facendo ammenda e pagando il prezzo umiliante dell’asservimento pur di essere perdonati. Poi, di colpo, cambia tutto: il Brexit ha rotto gli argini dello status quo, ha dimostrato che l’impossibile non esiste, ha messo l’establishment di fronte al fatto compiuto dell’imponderabile che diviene realtà. Non so se Londra andrà avanti come promesso pochi giorni fa dal premier Theresa May, il cui attivismo – a partire dalla prossima visita a Donald Trump, ammiratore reo confesso di una Gran Bretagna fuori dall’Ue – non deve essere piaciuto a qualcuno di influente, visto che proprio oggi è saltato fuori uno scandalo relativo al sistema Trident che vedrebbe sul banco degli imputati proprio la leader conservatrice, da cui i laburisti vogliono spiegazioni al più presto.

Il manovratore ha paura ma è ancora in grado di muovere le sue pedine: tanto più che a giorni l’Alta Corte deciderà se il risultato del referendum debba passare al vaglio di Westminster per un voto parlamentare confermativo. Ma non basta, perché dopo lo schiaffo del Brexit, è arrivato il vero e proprio pugno in faccia della vittoria di Donald Trump, l’evento spartiacque sia per gli Usa che per il mondo intero. Il castello di carte è andato in frantumi, lo status quo di potere ha visto l’architrave neo-con sbandare vistosamente di fronte al nuovo che avanza, tanto da ingaggiare una guerra sotterranea furiosa e senza precedenti in seno al Deep State. Non sono bastate le accuse di sessismo, quelle di aiuto da parte del Cremlino, i dossier farsa sugli hacker russi e il presunto ricatto che Mosca potrebbe esercitare nei confronti del presidente a causa di certi giochini fatti in un albergo moscovita con alcune prostitute: tutto cancellato, tutto archiviato.

Peggio, tutto ignorato, perché se c’è una cosa di cui dobbiamo riconoscere il merito a Donald Trump è l’aver assestato un colpo mortale al sistema dell’informazione ufficiale, uscita totalmente screditata e con la reputazione a pezzi dalla campagna elettorale Usa. La gente non si beve più le bugie della CNN o le sparate del Washington Post: prima verifica da altre fonti, compara la narrativa e decide cosa sia vero e cosa falso. Si sono addirittura inventati una fattispecie editoriale ad hoc per sostenere le loro tesi, la post-verità sostanziata attraverso la diffusione di fake news: hanno armato la mano dei social network, hanno scomodato telegiornali e trasmissioni di approfondimento. Niente fare, la gente ha capito che le fake news, in realtà, molto spesso sono le versioni che la stampa cosiddetta autorevole offre dei fatti.

Establishment ha paura di questo Fantozzi nuovo e ribelle, un uomo normale che è stanco di scrivere la rabbia in cielo o di sopprimerla dentro di sé, facendosi marcire il fegato. La rabbia, giusta o sbagliata che sia, ha imparato a incanalarla nei processo supremo di creazione del patto democratico: le elezioni. Quindi, nasce la Brexit, nasce Trump alla Casa Bianca, nascono i timori per una Le Pen sempre in aumento nei sondaggi, nasce la quasi certezza della vittoria di Geert Wilders tra due mesi in Olanda. Nasce la consapevolezza che la Merkel potrebbe pagare un prezzo molto alto alle sue scelte in tema di immigrazione, con Sigmar Gabriel che da qualche tempo parla come un militante di Alternative fur Deutschland. A testimoniare la paura, ci ha pensato poi uno dei maggiori esponenti del ventennio che ha visto la globalizzazione e l’Ulivo mondiale (Clinton, Blair, Schroeder, Zapatero) creare i presupposti dello sfacelo attuale: Romano Prodi.

In un’intervista con “La Stampa”, ecco cosa dice l’ex presidente della Commissione UE: “Trump, ma anche il populismo europeo, interpretano il malessere della classe media, ma anche operaia. E’ un fenomeno chiarissimo: la Brexit vince nei sobborghi popolari e non a Londra; Trump nel Mid West, certo non a New York o in California. E il Movimento Cinque Stelle? Vince nelle borgate romane, non ai Parioli! Questo perché in questi anni si è salvata soltanto la parte medio-alta, mentre è aumentata la distanza tra ricchi e poveri.. Il recente rapporto Oxfam a un richiamo impressionante quando dice che otto Paperoni hanno lo stesso livello di ricchezza di 3 miliardi e mezzo di persone. Cosa aspettiamo a reagire? Aspettiamo la rivoluzione? Non è meglio cercare la giustizia prima che avvenga la rivoluzione?”. Ops, questa non è solo paura, rasentiamo il terrore.

E ancora: “C’è la necessità di un riformismo attivo, perché quando eravamo ragazzi, il tema era: più tasse o più welfare? Da 35 anni in qua è restata in campo solo la ricetta del meno tasse e la sinistra ha rincorso”. Che cosa bisogna fare, allora? “Un esempio. La Commissione europea ha avuto un momento di gloria quando ha imposto alla Apple di pagare all’Irlanda una multa da 13 miliardi di euro di tasse non pagate. Verrebbe da dire: bene. Ma si andrà sino in fondo? La Apple ha 250 miliardi di dollari di liquido…”.

Ora, al netto che di Romano Prodi non mi fido nemmeno quando è in versione ciclista, figuriamoci in versione Che Guevara e che si è scordato di dire che l’Irlanda si è opposta per prima a quella multa, non vi pare un po’ tardi per cercare di fermare i buoi in fuga? Prodi teme la rivoluzione: fa bene, perché se non si arriva a un drastico cambio di paradigma, i rischi aumentano e per via elettorale, oltretutto, senza nemmeno bisogno di spinte insurrezionali. Hanno giocato con il fuoco, si sono scottati. Come spiegare altrimenti la sostanziale tenuta del M5S, nonostante facciano una cazzata dopo l’altra? Perché la gente soppesa le cose e, al netto dei congiuntivi sbagliati e dell’affaire Alde, tra Di Maio e Verdini o Alfano, sceglie sempre e comunque il primo, almeno per il beneficio del dubbio.

Una riprova di cosa potrebbe accadere la avremo sabato prossimo, quando a Roma il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, ha indetto una manifestazione per la sovranità nazionale e contro il governo Gentiloni, di fatto una conta della destra-destra che Salvini vorrebbe far nascere come alternativa al centro-destra moderato e inciucista di Forza Italia (state certi che, finché non sarà risolta la grana con Vivendi, Silvio Berlusconi voterà anche una legge per legalizzare l’esproprio proletario, se il governo dovesse presentarle alle Camere). Certo, una cosa è la piazza e una le urne ma contarsi fa sempre bene ed è esercizio democratico, tanto più che sarà interessante vedere quale sarà la presenza leghista nella capitale, cartina di tornasole per capire se davvero Salvini crede in un’alleanza che peschi anche delusi di Forza Italia e dell’M5S o se voglia soltanto appendere il cappello della sua persone sulla protesta populista, di fatto cercando di cannibalizzare anche il 5% di Fratelli d’Italia. Vedremo, una cosa però è sicura fin d’ora: Fantozzi si è stufato. Vedremo se avrà il coraggio di andare fino in fondo o se qualche promessa e qualche prebenda lo faranno tornare al comodo e, in fondo, rassicurante ovile dell’establishment.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi