Cari Contribuenti, Almeno Chiedete i Nomi dei primi 100 Creditori Insolventi del Monte dei Paschi

Di FunnyKing , il - 59 commenti

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Facciamo per un attimo finta che per davvero, lo Stato, con i soldi di voi cari contribuenti italiani intervenga direttamente a ricapitalizzare il Monte dei Paschi. Banca per anni gestita dalla politica, specialmente dal PD, e che tuttavia ha prestato soldi a cazzo (nel senso tecnico del criterio utilizzato nella valutazione del rischio di credito) agli amici massoni di ogni colore politico. Tanto che lo stesso Silvio Berlusconi dichiara che il Monte dei Paschi “gli è tanto caro”.

Faccio una proposta, per una volta fatevi inculare consapevoli, almeno fatevi inculare sapendo chi vi sta cavalcando da terga. Non solo gli ex-dirigenti, non solo i responsabili politici. C’è un elenco preciso, quello dei creditori insolventi che gonfiano il “book” (eh come fa figo in inglese!) dei Non Performing Loans ovvero dei crediti dati a cazzo agli amici massoni.

Alcune cose si sanno già, da Libero Quotidiano:

……..Così fra i clienti che non hanno rimborsato figurano la Sorgenia della famiglia De Benedetti e Don Verzè che, grazie anche all’amicizia con Silvio Berlusconi aveva fondato l’ospedale San Raffaele portandolo anche al dissesto con un buco di duecento milioni. Dagli archivi risultava anche, almeno fino all’anno scorso, una fidejussione di 8,3 milioni che il Cavaliere aveva rilasciato a favore di Antonella Costanza, la prima moglie del fratello Paolo. La signora aveva acquistato, per nove milioni, una villa da sogno in Costa Azzurra e poi aveva dimenticato di pagarla. A Siena, però, conoscevano bene la famiglia Berlusconi e si fidavano. Erano stati i primi a credere nella capacità imprenditoriali di Silvio e non se n’erano certo pentiti.

Non altrettanto bene però, sono andate le cose con il gruppo che fa capo a Carlo De Benedetti, l’eterno rivale del Cavaliere. Sorgenia, il gruppo elettrico guidato da Rodolfo, primogenito dell’Ingegnere, ha lasciato un buco da 600 milioni. Le banche hanno trasformato i debiti in azioni. Ora sperano di trovare un compratore. Il cuore di Sorgenia è rappresentato da Tirrenia Power le cui centrali sono localizzate in gran parte fra la Liguria e l’Italia centrale. Naturale che Mps fosse in prima linea nel sostenere l’investimento e oggi a dover contabilizzare le perdite.

Ma i problemi di Mps non si fermano alla Toscana e zone circostanti. La forte presenza in Lombardia attraverso la Banca Agricola Mantovana ovviamente l’ha portata in stretti rapporti d’affari con il gruppo Marcegaglia che ha sede da quelle parti. Fra l’altro Steno, fondatore dell’azienda siderurgica, era stato uno dei soci della Bam che aveva favorito l’ingresso di Siena. Tutto bene fino a quando al timone è rimasto il vecchio. Poi è toccato ai figli Antonio ed Emma. Complice la crisi economica, hanno accumulato un’esposizione di 1,6 miliardi che le banche hanno dovuto ristrutturare aggiungendo altri 500 milioni.

Ma a parte questi nomi eccellenti chi sono gli altri debitori che hanno mandato in crisi la banca più antica del mondo? La ricerca non è facile. Il gruppo dei piccoli azionisti del Monte guidato da Maria Alberta Cambi (Associazione del Buongoverno) ha cercato l’identità delle insolvenze. I dirigenti della banca si sono rifiutati di rispondere schermandosi con le regole della privacy. Qualcosa, però, hanno detto. Non i nomi ma almeno la composizione.

Viene fuori che il 70% delle insolvenze è concentrato tra i clienti che hanno ottenuto finanziamenti per più di 500mila euro. In totale si tratta di 9.300 posizioni e il tasso di insolvenza cresce all’aumentare del finanziamento. La percentuale maggiore dei cattivi pagatori (32,4%) si trova fra quanti hanno ottenuto più di tre milioni di euro. Ovviamente un tasso di mortalità così elevato sulle posizioni più importanti apre molti interrogativi sulla gestione. Anche perché la gran parte dei problemi nasce dopo l’acquisizione di Antonveneta. Prestiti concessi nel 2008 che finiscono a sofferenza nel 2014. Certo sono gli anni della grande crisi. Ma non solo. La scansione dei tempi dice anche un’altra cosa: Mussari e Vigni hanno concesso i crediti. Profumo e Viola hanno dovuto prendere atto che erano diventati fuffa.

E dai su il 70% delle insolvenze BMPS arriva da personcine che sono riuscite a farsi dare più di 500.000 euro!

Allora almeno i primi 100 a partire dall’importo più grande a scendere eh?

Almeno loro.

Li vogliamo pubblicare eh, uno in fila all’altro.

O vi piacciono proprio i festini in maschera?

 

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  • Festini in maschera come in Eyes Wide Shut?

    Ma veramente bisogna focalizzarsi sulla questione di chi ha ricevuto a sbafo i prestiti dal montepacchi, nessuno che voglia fare un assalto giudiziario nei confronti dei messeri furbacchioni?

  • Martin Lutero

    Mi auguro che questa sia solo l’occasione per far riflettere Grillo, sulle sue posizioni sul MPS.
    Dovrebbero andare a cercare i soldi a lacrime e sangue (e badilate, se occorre, e andare a sequestrare tutte le garanzie e andare a questionare a fondo quelli che hanno concesso questi crediti.
    Erogazione irregolare di credito, dice niente ai non bancari??

    • Il_disturbatore

      Cane non mangia cane, tra compagni di sx non si fanno questi screzi anche se al popolo ovino sembrano agli antipodi

  • Mister Libertarian

    Grande campagna stampa su tutti i giornali per dar voce alla proposta di istituire un’Autority antibufala. Ok. Ma quando facciamo un’Autorità per far sapere ai cittadini ciò che i media tacciono per compiacenza?? Dagospia fa un piccolo elenco delle società che si sono indebitate anche in tempi recentissimi, con MPS per somme molto ingenti. Il primo indebitato è un personaggio che non nomino perché porta jella in quanto dove passa rovina aziende. Naturalmente nessuno pensa di restituire i soldi perché tanto ci sono quei fessi ciabattoni d’italiani che pagano. Pensate che bella un’autority che faccia tacere questi blogger impertinenti. Da chi la facciamo nominare?? Dal Parlamento in cui c’è una maggioranza che rappresenta il 20% dei cittadini?? Dal Governo che è stato incaricato da un Presidente che fa parte dello stesso partito di governo, in sostituzione di un governo quasi identico bocciato dai cittadini al referendum?? O dalla tessera number one che se ne sta in Svizzera al riparo da Ufficiali Giudiziari??

    (L. De Carolis)

  • Luigi za

    Ma no sono solo frateli e sorele smarrite che hanno sbagliato.
    Insomma sono sostanzialmente mettinculi.
    Ma voi, COGLIONI, ricordate sempre di distinguere l’errore dall’errante. Siete o non siete solo dei poveri prendinculi?

    • Lupis Tana

      su rischio calcolato scrivere un po’ meno volgare no?

      lo sappiamo anche noi che questa gentaglia merita la ghigliottina…
      almeno i primi dell’anno… no saluti todai tan lup

      • Luigi za

        @lupistana:disqus

        scusa hai ragione. Non Voi COGLIONI ma Noi COGLIONI

  • Gianox

    Quando leggo notizie come queste, ribollo di rabbia a tal punto di sperare che venga il giorno del giudizio universale subito.

    • alex

      No, il giudizio non deve essere “universale”, deve essere ben locale e mirato. Certe “razze o etnie” devono scomparire per avere l’homo sapiens, possibilità di evoluzione.

  • Giesse

    Leggevo oggi che Unicredit è messo peggio di MPS. Sembra che servano 10 miliardini a breve scadenza. Ed è solo l’inizio.

    • Il_disturbatore

      Unicredit ha ancora una testa di comando e possibilità per correggere la rotta se necessario.
      MPS è già fallita, non porta i libri in tribunale solo perché si illude di rifarsi sulla pelle degli italiani con l’avallo della Bce.
      Fortuna vuole che alla BCE non sia ancora arrivato Weidmann, sennò la musica sarebbe stata diversa…. da requiem

      • Giesse
        • Noel

          che bomba!

        • Luigi za

          @disqus_58BAE4jsgq:disqus
          grazie per la segnalazione.
          Ma più che il contenuto dell’articolo mi ha sorpreso (in realtà per me é solo una conferma) il tono dei commenti: NON VOGLIONO CREDERE che Unicredit e quindi tutti noi siamo sull’orlo del baratro o forse stiamo già precipitando.

          Non disperare Matteo ma torna in pista, quelli in massa son pronti a rivotarti.

    • Massimo

      13 mld per la precisione

    • Rifle

      Ho letto l’articolo che ne parla, è veramente apocalittico e inquietante.

      Non posso fare a meno di notare che lì, almeno, qualcuno che ci metterebbe i soldi ci sarebbe.
      Certo
      si tratta di fondi arabi, il rischio è quello di una diluzione del
      capitale delle fondazioni e quindi la perdita della “italianità” della
      banca.

      Ma, insomma, di qualche morte ormai le banche italiane devono morire.
      Secondo me meglio i fondi privati esteri che il fondo ESM europeo (che imporrebbe anche una tutela politica) o la nazionalizzazione a spese dei contribuenti.

    • Noel

      hai la fonte?grazie

  • giampaolo randi

    Per Unicredit ne servono tredici….e se rimane sistemica, nonostante le cessioni di attività in Polonia, Austria, la vendita di Fineco, Pioneer e la chiusura di moltii sportelli, ebbene Unicredit dovra’ accantonare almeno altri cinque miliardi , per rispettare il cet1 al 18%, imposto dal Financial Stabily Board di Basilea

    • Rifle

      Ho spostato il commento sotto.

    • deadkennedy

      A DB il cet 1 lo hanno addirittura ridotto ma di che parliamo ormai

    • Ronf Ronf

      Cui prodest? A chi giova la cessione di tutte queste attività? Risposta: a FR-GER

  • elf elrond

    SORGENIA /cifeconia è morta e sepolta.
    L’ultimo chiodo sulla bara lo ha messo l’elezione di Donald Trump, che non finanzierà certo le energie alternative (vento solare e altre belinate) che stanno sul mercato solo con i contributi statali agli amici degli amici.

  • Nicola Albano

    Forse voleva dire debitori

  • alex

    Per queste ragioni gli italiani d’itaglia, devono affogare nella loro merda!! Vedo molti scrivere su RC: ma dove cominciamo con il repulisti, chi sono coloro i quali fare buum, difficile agire quando il nemico non è identificabile e altre scuse di merda. Dove cominciare è scritto qui, ci sono nomi e cognomi, sono pochi, ma bastano per cominciare. Italiani, gente di merda, lamentosi, stronzi, froci con il culo altrui, furbetti, vagabondi e inetti. Preparatevi a vedere violentati figli e mogli, preparatevi a strisciare, preparatevi a subire passivamente, non avete scampo. Neanche scappare vi riesce, semplicemente state fermi sul sofà, aspettando l’inculata, ogni scusa è buona per non fare niente, per non assumere una qualche iniziativa. Ma vi rendete conto di cosa siete, di cosa apparite agli occhi altrui nel mondo? Un paese fermo, inerte, posseduto dalle peggiori persone, dai ladri più abietti, da decenni. Non producete, non cacate, non mangiate, non trombate, non consumate, solo un lento andazzo verso l’abisso e la morte dolorosa. Ma che cazzo ci state a fare vivi? Suicidatevi velocemente, almeno coloro che arriveranno, non avranno i coglioni rotti da gente senza spina dorsale.

    • Rabo

      Prova a togliere il calcio e vedrai come reagiscono

    • luis

      Vai a fare in culo.

      • alex

        Già fatto. Ora il culo è il tuo, il mio è a salvo dall’italico coraggio.

    • Rifle

      Molti dei punti che hai descritto sopra sono reali ma, domanda:
      sei un italiano violentemente autorazzista?

      Oppure uno straniero ?
      Nel secondo caso sei sempre libero di andartene, nessuno ti trattiene.

    • luis

      Se vomiti così sarà perché sei emigrato, ma non tutti quelli che rimangono si meritano lo schifo che si ritrovano. Non tutti possono emigrare, quindi abbassa il tono e smettila di vomitare sentenze solo perché hai potuto andartene. Non è che hai fatto grandi cose, eroe

      • Etrusco

        Di una cosa possiamo stare tranquilli….. nel caso sia emigrato non si tratta di una fuga di cervelli

    • Noel

      esagerato!

    • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

      In verità stavamo aspettando te, condottiero di questa ceppa!

    • Fabrizio Bertuzzi

      hai toccato un nervo scoperto 😀

    • Fabrizio Sb

      Mi ricorda un post di Dacia Valent.

    • ws

      Suicidatevi velocemente, almeno coloro che arriveranno…

      …. metteranno le pecore come al paese loro … 😎

  • Alfonso Domici

    E le Coop?

  • Hannibal Lecter

    Non mi meraviglia che ci sia anche il giuseppe detto anche il garibaldi, debitore e noto ladro di cavalli a cui tagliarono l’orecchio, mercenario al soldo dell’imperialismo inglese, noto commerciante di schiavi cinesi. Per quanto riguarda gli altri debitori, SEMPRE DI TESSERE NUMERO 1 E CAMICIE ROSSE SI TRATTA!!!!!!!!!!!

  • Rifle

    MPS la considero ormai morta e forse neppure più nazionalizzabile.

    E’ incredibile che il titolo sia stato tolto da giorni e non si sappia quando verrà riammesso in borsa.
    E’ altrettanto incredibile che il governo la tiri così per le lunghe sulla definizione delle condizioni del suo salvataggio.

    Nel frattempo immagino che il fuggi fuggi dei correntisti continui.
    Quand’è che verranno pubblicati dati aggiornati (a fine anno) dei flussi di cassa?

  • marcoferro

    iniziassero a prendere i soldi a quei papponi per prima cosa allora. e se non pagassero allora dovrebbe scattare il pignoramento. così un governo serio darebbe l’esempio.

  • SDM

    Se avete grosse somme sui conti correnti, spostatele nelle banche che per ora risultano più solide (attenetevi anche ai consigli di Paolo nei suoi precedenti articoli). Se possibile, dividete il liquido su più conti in banche diverse. Osservate attentamente l’andamento in borsa, quello non lo possono artefare. Consigliate ai nemici di aprire un conto all’Unicredit.

    • Noel

      sono tutte uguali,ormai sta diventando sempre più un effetto “dòmino”

  • Antonello S.

    In quel 34% di insolventi o cattivi pagatori figurano personaggi che hanno ottenuto più di 3 milioni di euro, personaggi indubbiamente di un certo peso, con le giuste conoscenze negli ambienti che contano.
    Questa informazione avvalora la tesi secondo cui il bail-in lungi dall’essere uno strumento di regolazione/educazione bancario, è in primo luogo, come avviene dalla notte dei tempi, un altro provvedimento alla Superciuk, cioè necessario a “rubare” ai poveri/polli per dare ai ricchi furboni.

  • Veneto is not Italy

    Basta scrivere post-veritá, la versione ufficiale é che i crediti inesigibili sono quelli concessi ai piccoli debitori.
    Parola di antitrust 😉

  • Albert Nextein

    In effetti se io voglio conoscere i soci di una srl o di una spa , li posso conoscere tramite le camere di commercio, pagando pochi euro.
    E se voglio conoscere se un dato nominativo abbia un rapporto di lavoro , e presso chi, in un ambito metropolitano o ex-provinciale posso rivolgermi al Centro per l’impiego del luogo adducendo buone e comprovate ragioni.
    Temo però che il garante della privacy potrebbe opporsi nel caso di mps.
    Occorrerebbe un aiuto da parte di un omologo di Snowden.
    Il che è meno difficile di quanto potrebbe apparire.

    • FP

      Però l omologo dovrebbe avere il paracadute incorporato,visti i precedenti…

    • Lila

      Anche no. Se Caio e Sempronio hanno un debito con la banca, è ovvio che il rapporto è tra la banca Caio e Sempronio, e quindi vvige la privacy, ma se Caio e Sempronio non ripagano il debito alla banca e la banca riversa il suo debito ai cittadini, sia in qualità di correntisti, azionisti o obbligazionisti…o peggio di semplici contribuenti, è ovvio che la privacy decade.

      • Albert Nextein

        Ti risulta che esista una norma del genere?
        Io non lo so, ma anche se esistesse temo che il garante la interpreterebbe alla luce di superiori interessi sociali e nazionali.

  • Veneto is not Italy

    OOT. FK, posso chiederti la tua opinione su investimenti in P2P lending?

  • Luigi za

    Correntista tipo di MPS e presto pure di Unicredit possessori magari entrambi di azioni della banca

    http://www.freedomthirtyfiveblog.com/kj4tv8dlagreat/wp-content/uploads/2015/05/15-05-overconfidence-dunning%E2%80%93kruger-effect.jpg

    Io so’ furbo.
    State sereni a voi non può succedere nulla di male. L’ha detto Matteo ed il suo fido scudiero Padoan, una coppia che é una garanzia di …..

    • Albert Nextein

      Una garanzia di coglionerie e balle.

  • Lucio

    Poi ci si chiede perché salvino con intervento statale. Per pararsi il culo, ovvio.

  • what you see is a fraud

    Secondo me MPS dovrebbe cercare di dichiarare il fallimento delle aziende legate a coloro che hanno i debiti superiori a 500 mila euro .
    Con la propsettiva di un bel fallimento di Sorgenia e di altri vedrete che si affretteranno a pagare subito .

    • Ronf Ronf

      Ti sbagli: un fallimento di Sorgenia sarebbe devastante per l’immagine del PD e quindi MPS mai farebbe una cosa del genere visto che si tratta di De Benedetti.

  • Tenerone Dolcissimo

    OK Quando partiamo? Si potrebbe fare una bella letterina e portarla di persona a PADOAN

  • Giorgio Tazzi

    Sarebbe bello anche pubblicare le loro foto con tanto di intervista su come hanno fatto a turlipanare popo di funzionari e 60.000.000 di Italiani.

  • ForzaKarolina

    L’ha sempre detto il Grande Oscar: il problema sono quasi sempre sui grandi fidi. E aggiungo io: bisogna smettere di usare il debito al posto del capitale. Questi gruppi si quotino in borsa!

    • nathan

      Sui piccoli fidi il problema è solo di mentalità italopiteca.

  • ws

    la ” privacy” e’ sempre la prima risorsa dei criminali

  • cipperimerlo

    Tanto tuonò che piovve: anche l’antico (di usi e cultura) gentiluomo liberale e presidente del sindacato dei banchieri italiani ha gettato la spugna ed il cuore oltre l’ostacolo. In nome del popolo stressato e contribuente, e dopo pressanti richieste provenienti dalla politica, anche Antonio Patuelli chiede di conoscere i nomi dei primi cento debitori insolventi di MPS, oltre che delle quattro banche risolte e di qualsiasi altra banca che finirà assistita da denaro pubblico. Basta privacy, dice Patuelli, è ora di sapere. Vaste programme, che tuttavia finisce da subito ad impantanarsi in difficoltà e contraddizioni.

    Che la politica, soprattutto quella italiana, si muova per spin propagandistici, è noto da tempo. Sulle banche, Patuelli ha dichiarato ieri in una seminale intervista al Mattino:

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    «Io chiedo a titolo personale che vengano resi noti i primi 100 debitori insolventi delle banche che sono state salvate. E per farlo, penso al varo di una norma di legge sia per le banche risolute [sic] sia per quelle preventivamente salvate dallo Stato. Bisognerebbe cioè fare un’eccezione alle attuali regole della privacy proprio alla luce del fatto che si tratta di banche nelle quali sul piano della risoluzione o del salvataggio preventivo è intervenuto lo Stato o le altre banche e i risparmiatori»

    Vi chiederete (almeno, lo speriamo): ma a che servirebbe questa specie di additamento al pubblico ludibrio, quello che gli americani chiamano name and shame? Ve lo spiega Patuelli:

    «Una norma come quella proposta farebbe più chiarezza e contribuirebbe anche a evidenziare più facilmente i casi di violazione di una norma che si chiama mendacio bancario, attualmente vigente e che si verifica quando qualcuno prende in prestito dei quattrini raccontando cose false alla banca a cui li chiede in prestito. La legittimità di questa semplice norma, che può essere anche un emendamento, deriva eticamente dal fatto che se lo Stato decide di fare un intervento preventivo, vi può essere un’eccezione alla regola della privacy. Lo stesso avrebbe valore nel caso in cui, come avvenuto con il provvedimento del 22 novembre 2015, lo Stato ha deliberato di procedere con la risoluzione per le 4 banche in crisi. In quel caso ha costretto i risparmiatori da un lato e tutte le altre banche italiane dall’altro a sacrifici. Per me, è eticamente giusto che si vedano quali sono stati almeno i principali debitori insolventi»

    Se state continuando a chiedervi a che servirebbe identificare i maggiori debitori insolventi, dovete ammettere che Patuelli ha dato la sua versione: appurare i casi in cui questi cattivoni di debitori hanno compiuto una vera e propria circonvenzione d’incapace, abbindolando con mendacio non solo i dipendenti bancari addetti alla prima istruttoria ma anche gli uffici centrali preposti all’erogazione del credito. Voi ricordate quei truffatori pakistani che molti anni addietro andavano dai cassieri allo sportello e li ipnotizzavano, facendosi consegnare rotoli di banconote, ringraziando ed allontanandosi senza versare una goccia di sangue? Ecco, qui siamo in una dinamica simile: le banche italiane vittime di debitori ipnotizzatori. Una vera e propria ipnosi di massa, quasi la nascita di una religione o di una setta. Patuelli fa bene, a difendere le “sue” banche: deve essere chiaro che non si è trattato di mala gestio o di incentivi distorti di banchieri che cercavano di crescere con ogni mezzo ma di truffa ai danni delle banche. E che caspita.

    Ma Patuelli non aveva ancora finito di invocare l’”etica”, che già alcuni pignoli guastafeste levavano il loro ditino. Scusi, presidente Patuelli, ma non possiamo solo guardare le sofferenze conclamate: serve guardare anche negli incagli, perché quelli spesso sono sofferenze mascherate. E non solo: serve guardare anche nei prestiti in bonis, perché anche in quelli potrebbe celarsi l’ipnosi ad orologeria dei truffatori. E comunque, perché guardare solo le banche che hanno avuto aiuti pubblici? Serve prevenire, perdiana. Quindi, si proceda a frugare anche tra sofferenze, incagli e crediti performing delle banche che non hanno ancora avuto aiuti di stato, perché prevenire è meglio che curare. L’opinione pubblica, convinta dalla stringente logica di queste argomentazioni, si schiera compatta: serve passare al setaccio tutti i crediti erogati dalle banche italiane. Perché qualcuno ha avuto il fido ed altri no? Cosa c’è sotto, sopra, dietro, davanti? Le famiglie prendono a guardarsi in cagnesco: hai visto il nostro vicino, in che appartamento abnorme vive? Poteva permetterselo, col suo lavoro? Certo, lui dice che ha avuto il mutuo, ma proprio quello è il punto: se lo meritava realmente? E se un domani non fosse più in grado di pagare e la banca dovesse essere salvata coi miei soldi? E quella smorfiosa della moglie, sempre così griffata ed ingioiellata? Non è che avrà avuto un mega prestito personale che domani dovrò ripagare io con le mie tasse?

    La situazione sfugge rapidamente di mano. A tutti, tranne che alla politica. Un noto governatore progressista suggerisce di istituire un numero verde: pensate che il vostro vicino goda immeritatamente di un fido? Chiamateci, questo è il nostro numero, attivo 24 ore su 24. Ben presto, le segnalazioni di fidi sospetti intasano il centralino del SEG, il Servizio Etico Governativo. Chiamano famiglie ed imprese, senza sosta: “A me niente fido per il capannone ed al mio vicino di là della strada sì, vergogna!” Nel frattempo, in parlamento si fa strada un disegno di legge per istituire le Corti Popolari del Credito (CPC), frutto di una incredibile e commovente convergenza tra tutti i partiti tradizionali ed il M5S. I giudici preposti a valutare il merito di credito di chiunque sono rigorosamente popolari, cioè estratti a sorte tra i cittadini: basta con i “tecnici”, che ci hanno rovinato! In pochi mesi, entrano in funzione CPC in ogni provincia italiana, lavorando senza sosta ad analizzare i crediti sofferenti, incagliati ed in bonis di tutte le banche italiane.

    Tra i giudici si fatica molto a raggiungere la maggioranza deliberante e di conseguenza l’erogazione di nuovi fidi si blocca. Nel frattempo, molti tra i prestiti in essere vengono revocati, perché in essi le giurie popolari hanno riscontrato il fumus del rischio di insolvenza. In alcuni distretti delle Corti Popolari del Credito si formano inedite alleanze politiche tra giudici di designazione Pd e quelli indicati dal M5S, per revocare alcuni fidi e dirottarli altrove, a più meritevoli debitori, in funzione delle erogazioni etico-liberali dei medesimi ai partiti. Iniziano i primi fallimenti a catena ma ministri e sottosegretari si dicono molto soddisfatti: se quelle aziende falliscono dopo la revoca del credito significa che c’era del marcio, in quell’affidamento, e quindi che le corti popolari funzionano, nella loro etica opera di dare senso al concetto di “merito di credito”. Anche i giornali partecipano all’imponente sforzo nazionale per un “nuovo credito etico”: parte la campagna “Fate prestito“, con titoli a caratteri cubitali in prima pagina.

    Ma le cose si avvitano: le banche, i cui uffici credito sono stati esautorati, iniziano a registrare un’impennata di insolvenze. Si verifica anche un episodio spiacevole: un anziano funzionario dei crediti, che aveva tentato di erogare un fido senza chiedere la preventiva autorizzazione dell’apposita sezione speciale della corte popolare, viene identificato grazie ad una soffiata e bruciato vivo nella sua auto, mentre cercava di sfuggire ad una folla di aspiranti giurati popolari. Un numero crescente di banche finiscono in dissesto, il Parlamento si accinge a nazionalizzarle. Grande soddisfazione della politica: finalmente, con banche pubbliche, sarà possibile tornare a fare credito a famiglie ed imprese.

    Patuelli chiama disperato i giornali, supplicando un’intervista per spiegare che lui non intendeva una cosa del genere. Un direttore di testata, mosso a compassione, gli risponde che da Roma hanno vietato di intervistarlo, che ormai lui non è più il capo dei banchieri italiani, visto che l’Abi sta per essere sciolta per decreto e che secondo fonti affidabili sarebbe stata aperta un’indagine sul suo conto, che potrebbe portarlo all’arresto con l’accusa di connivenza con i debitori ipnotizzatori. Dopo un negoziato con le autorità, Patuelli ottiene un salvacondotto e si ritira al confino a Ravenna, per scrivere le sue memorie: “Storia di un liberale etico“.

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