Confondendo causa ed effetto sull’immigrazione, l’Europa rischia veramente l’esplosione sociale

Di Mauro Bottarelli , il - 77 commenti

ceuta
Nella migliore tradizione italiana, si chiude il recinto quando i buoi sono già scappati. Dopo aver accolto chiunque per mesi e mesi, prescindendo dal reale status di chi arrivava in nome di un non meglio precisato “dovere dell’accoglienza”, il Viminale sta studiando ora un piano per accelerare le espulsioni, il quale contemplerebbe anche modifiche al reato di clandestinità, che costituisce ancora un ostacolo per i rimpatri, la convocazione della Consulta islamica, la riapertura dei Cie e l’accelerazione delle procedure per le richieste di asilo. Parole, come al solito. Anche perché appena sentiranno aria di espulsione, i clandestini che stanno nei centri di accoglienza o nelle strutture private convenzionate con lo Stato, si daranno alla macchia, facendo perdere le loro tracce, come avvenuto in Germania lo scorso anno.
milano2

Tanto più che, ormai, a fronte dell’inazione totale dei governi e del politicamente corretto che li rimbambisce, i cosiddetti migranti non hanno più paura di nulla. Questo filmato

Spain: Nearly 1,000 refugees attempt to scale Ceuta border-fence

ci mostra cosa è accaduto nell’enclave spagnola di Ceuta, al confine con il Marocco, all’alba di ieri. Circa 1000 clandestini hanno tentato di sfondare le protezioni di filo spinato alta 6 metri per entrare in territorio spagnolo: a detta di un funzionario di polizia, “erano molto ben organizzati e violenti”, tanto che sono finiti in ospedale una dozzina di poliziotti, sia spagnoli che marocchini. Il governatore di Ceuta in un comunicato ha dichiarato che “la folla di migranti ha tentato di forzare le protezioni in più punti, usando sbarre di ferro, taglierini e grosse pietre”. Il ministero dell’Interno marocchino ha detto che il numero di migranti che ha tentato di entrare a Ceuta era di 800 e tutti sono stati arrestati, stando a quanto riportato dalla Reuters: sempre le autorità del Marocco hanno dichiarato che 50 agenti di polizia sono finiti in ospedale, dieci dei quali in gravi condizioni. Uno di loro ha perso un occhio negli scontri.
ceuta2
Sempre la Reuters, citando fonti ministeriali marocchine, ha reso noto che “d’ora in poi, chiunque tenterà di compiere atti simili, finirà di fronte alle competenti autorità che decreteranno l’espulsione dal Marocco o pene più severe, a seconda della gravità degli atti compiuti”. Quanto accaduto riporta alla mente gli scontri del mese scorso, quando 400 immigrati hanno tentato di forzare i blocchi sempre a Ceuta, dando vita a scontri che hanno portato a decine di feriti. Tutto documentato dalla Reuters e dal video, altro che “fake news” o bufale, quelle le lasciamo volentieri a “Medici senza frontiere” o all’UNHCR.
spain-migrants

E attenzione, perché nel weekend è accaduto anche qualcosa di più grave dei fatti di Ceuta, ovviamente senza che un singolo telegiornale o quotidiano ne facesse menzione. Purtroppo quanto preconizzato nel luglio scorso da Patrick Calvar, capo dei servizi segreti francesi (non un complottista o uno xenofobo) sta diventando realtà: “La Francia è sull’orlo di una guerra civile che potrebbe essere innescata dalle violenze sessuali di massa nei confronti delle donne da parte dei migranti, come successo a Colonia a Capodanno”.
patrick-calvar
In questo caso non parliamo di una città francese e di violenze sessuali ma di Elk, 60mila abitanti nel nord-est della Polonia, dove sempre ieri è accaduto quanto testimoniato da questi video.

Fakt24.pl Ełk demolka tureckiego kebabu

EŁK – CAŁOŚĆ, ZAMIESZKI, AWANTURA, PROTEST, ZADYMA po ataku imigrantów na POLAKA w Ełku. Riot in Elk

Circa 300 persone sono scese in piazza dopo l’omicidio di un 21enne del posto durante un rissa sabato notte e hanno devastato il negozio di kebab turco dove lavora il presunto aggressore, il quale per tutta risposta a un petardo gettato nel negoziato per festeggiare Capodanno ha ucciso con due coltellate il giovane Daniel. La polizia ha arrestato 25 persone implicate negli scontri e nella devastazione, dopo che la marcia silenziosa per posare candele sul luogo dell’omicidio è degenerata. Nonostante la polizia non abbia voluto rivelare la nazionalità delle quattro persone fermate per l’omicidio, la stampa polacca ha fatto trapelare – senza essere smentita – che si tratta di due algerini, un tunisino e un marocchino, tutti impiegati nel negozio di kebab di proprietà di un uomo del luogo. Parlando a TVP-info, il portavoce della polizia, Rafal Jackowski, ha confermato che “la folla era di 200, 300 persone e alcune dozzine di loro si comportavano in maniera molto aggressiva”. Interpellati dalla stessa emittente sul perché hanno deciso di scendere in piazza, alcuni cittadini hanno detto di non sentirsi più sicuri nella loro città e che “quanto accaduto a Capodanno ha portato a un’avversione verso gli stranieri”. Dopo aver devastato il locale, la folla ha preso di mira un altro ristorante nelle vicinanze, stando alla testimonianza del consigliere comunale, Michael Tyszkiewicz, alla PAP. Il sindaco di Elk, Tomasz Andrukiewicz, ha invitato la cittadinanza a non fomentare l’odio e a rispettare il dolore dei genitori del ragazzo ucciso: “Abbiamo vissuto un’enorme tragedia, chiedo ai miei cittadini di rispettare il lutto della famiglia di Daniel, ucciso a soli 21 anni”, ha dichiarato parlando con Gazeta Wiadomosci.
elk2
Ma sempre sabato un altro incidente simile è accaduto nella città di Lublino, sempre in Polonia, dove due ragazzi hanno attaccato un altro negozio di kebab gestito da stranieri, scrivendo sui muri con lo spray “F..k Islam” e “F..k Isis”. Parlando con Polska Times, Shullye Parvez, proprietario del locale, ha parlato di clima pesante: “Una settimana fa, qualcuno è venuto al ristorante e ha cominciato a insultarci pesantemente. Ci ha minacciato e ha urinato per terra. Ora è successo qualcosa di ancora più grave, due uomini sui 25 anni sono entrati nal notte di Capodanno e hanno devastato tutto, entrambi avevano il volto coperto da cappucci della felpa ma abbiamo le telecamere di sorveglianza e i video sono già stati consegnati alla polizia”. Se saranno identificati e ritenuti colpevoli di incitamento all’odio, i due rischiano fino a due anni di prigione.
elk1

Ma la di là dei singoli episodi, è l’aria ad essere cambiata in Polonia, come testimonia il noto commentatore politico serbo-americano e direttore per la politica estera della rivista Chronicles, Srdja Trifkovic, parlando con RT: “Il funerale con tutti gli onori riservato al camionista ucciso nell’attentato di Berlino ci mostra una framework più ampio del sentimento anti-islamico e anti-immigrati del Paese. In generale, sono le nazioni dell’ex blocco sovietico, comprese Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria ad aver posto in essere la resistenza più dura contro il tentativo dell’Ue di imporre quote di migranti ai singoli Stati, questo senza considerare l’opinione al riguardo dei vari Parlamenti e dell’opinione pubblica”.
srdja-trifkovic2
E ancora: “E’ in questo contesto che nasce e va vista questa sorta di espressione di rabbia dei nativi e resistenza verso ciò che nell’Europa centrale e dell’Est viene visto come il fallimento delle politiche occidentali di eccessiva accoglienza dei migranti e dei tentativi falliti di integrarli nella società”. Parole di un notista politico conservatore ma più che moderato, il quale ora vive e lavora a Chicago, dove è stimato per le sue analisi di politica estera, non di un pericoloso estremista di destra. Forse, prima di gridare al razzismo e ai crimini d’odio, sarebbe meglio riflettere sulla quantità di benzina che si è sparsa in giro per l’Europa fino ad ora. Sparsa da quelle stesse istituzioni che ora puntano il dito verso il rischio rappresentato da un singolo cerino e minacciano repressione e censura in nome dell’accoglienza e dei valori condivisi, trasformando il diritto alla sicurezza dei cittadini in un’onta da codice penale e morale. A forza di confondere causa ed effetto sul tema immigrazione, rischiamo di ritrovarci con tante piccole Elk e allora non basterà più cercare di scaricare la colpa su chi aveva denunciato i rischi con largo anticipo. A meno che questo sia proprio l’epilogo voluto.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi