Conviene estendere la garanzia contro i guasti per una vettura?

Di Lorenzo Marchetti , il - 22 commenti

Visto che stiamo in ambito “Rischio Calcolato”, oggi ci occupiamo di rischi di natura un po’diversa da quella finanziaria.

Studiare l’economia é per me inutile se lasciate nel puro campo delle dissertazioni accademiche.

Come ingegnere, adotto un approccio esclusivamente pragmatico: studiare l’economia mi é servito per capire che me ne dovevo andare dall’Italia, che dovevo surrogare per la seconda volta il mutuo in Italia, e comprare ora una casa in Olanda (incrociamo le dita…). L’ingegneria per gli acquisti importanti (come la casa) mi é servita poco o niente. Sono riuscito a comprare la mia prima casa al picco della bolla del 2007 perché ignoravo la dinamica dei tassi di interesse. Una volta compreso un minimo di macroeconomia, ho surrogato con successo due volte, ho sfanculato un sedicente intermediario finanziario che puntava 4 anni fa ad un aumento dei tassi sui BTP,  e ho fatto ciao ciao all’ex Belpaese (sono romano e sono avvelenato con le amministrazioni capitoline).

L’aspetto professionale, ingegneristico, mi é stato fondamentale per trovare lavoro e cambiare aziende. Insomma, per la pagnotta.

Ora vediamo come talvolta qualche piccola conoscenza ingegneristica di base aiuta a capire come non buttare i soldi in acquisti importanti. Oggi ci concentriamo sull’acquisto di una automobile.

Ho giá scritto a questa pagina dei costi esorbitanti di possesso di un’auto in Olanda. Da due a tre volte piú costoso che in Italia. Il confronto numerico é impietoso.

Ora, quando acquistiamo un’auto nuova, in genere il rivenditore cerca di venderci anche una polizza assicurativa che copre contro guasti per ulteriori tre anni oltre ai canonici due (marchi come Hyundai e Kia, coreani, includono 5 e 7 anni di garanzia ma lo fanno per penetrare il mercato europeo: a breve si riallineeranno anche loro alla pratica dei due anni, secondo me).

Ora, conviene acquistare la polizza di estensione garanzia, in genere del costo di centinaia di euro, pagati “upfront”, ovvero subito?

Una disciplina di ingegneria é l’analisi di affidabilitá, ovvero sviluppare modelli per valutare la probabilitá che un pezzo si rompa: a seconda poi del punto e della funzione intaccati, ci sono vari livelli di severitá del guasto: ad esempio minimo, medio, critico e catastrofico. Se si rompono i freni mentre guidiamo, stiamo nel catastrofico (la probabilitá associata deve essere pressoché zero, con varie barriere meccaniche ed elettriche indipendenti perché ció non avvenga o comunque che avvenga in modo soft). Non é su questo che ci concentriamo, ma su rotture quali motore, alternatore etc. Critiche perché la macchina ci lascia a piedi. Non minori come per esempio con una lampada bruciata.

Tenete conto che batterie, gomme, spazzole tergicristallo, graffi ai sedili etc non sono coperte dall’extra assicurazione visto che dipendono strettamente dalle condizioni meteo, dallo stile di guida e dall’attenzione del conducente.

Ora, per un qualsiasi sistema ingegneristico, come una vettura,  vale la legge che i difetti, se ce ne sono (nessun processo, per quanto ottimizzato e sottoposto a quality control serrato, é perfetto) si verificano i primi tempi con alta probabilitá. Si parla di mortalitá infantile. Se il pezzo é fallato, si rompe presto. E’un problema di workmanship, cioé di lavorazione, scelta dei componenti e dell’assemblaggio.

Se la prima fase é superata in modo indenne, assistiamo ad un plateau in cui il sistema funziona entro le specifiche, cioé é operativo. Dopo un certo intervallo (anni nel caso di un’autovettura) i guasti riprendono in modo esponenziale: ció é dovuto all’usura. Quanto scritto é illustrato nel grafico seguente. Failure rate, sull’ordinata, indica la frequenza dei guasti.

Un modo per allungare la vita utile operativa é quello di ricorrere al derating, cioé si fa lavorare un componente lontano dai livelli di stress per cui é stato qualificato. Ad esempio, un 2.0 litri BMW benzina sviluppa oltre 250 cavalli. Un analogo Mazda ne sviluppa solo 165. I giapponesi non sanno fare i motori? no, semplicemente spingono enormemente sull’affidabilitá e i motori non sono tirati al limite, senza turbo o impostazioni al limite. Se in giro in Olanda si vedono taxi solo Mercedes e mai BMW il motivo é presto detto. Il Mercedes é meno tirato, 210 cavalli, e i taxi percorrono, su una classe E, 999000 km e poi vengono venduti in Romania, senza alcun problema con manutenzione ordinaria. I BMW schiattano prima: un mio amico imprenditore, gestore di una compagnia di taxi, le BMW non le vuole vedere nemmeno dipinte. Gli hanno fatto perdere un sacco di soldi in fermo macchine e riparazioni. Io peró vado matto per la BMW serie 4 Gran Coupé.

Quindi, tornando a noi: conviene l’estensione della garanzia? Se chiedono 500 euro per una vettura che ne vale meno di ventimila, caso tipico in Italia visto che le medie-piccole sono le piú vendute, la risposta é un secco no. Se avete problemi, state certi che li sperimentate nel primo anno, quando avete ciclato tutte le stagioni con un uso normale/spinto. Spingete un po’per stressare i componenti e accelerare la mortalitá infantile, se ce n’é, perché state in garanzia nominale. Poi, certo, la jella capita, ma le compagnie di assicurazione ci campano con queste paure.

 

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  • Lucio

    il grafico a “vasca da bagno”. Era dai tempi dell’università che non ne vedevo.

    In tutta la tua analisi hai dimenticato un fattore importante: i km percorsi.
    I vari componenti non si rompono a tempo ma ad utilizzo. Quindi il tempo dipende dai km percorsi annualmente.
    Se si percorrono anche meno di 5mila km/anno si rischia di vedere la mortalità infantile ampliarsi fino ai 2-3 anni.
    Se si percorrono 40mila km/anno ecco che avremmo rotture tipiche dei 120’000-150’000 km dopo solo 4-5 anni.
    L’estensione della garanzia impone vincoli chilometrici? Se si allora non conviene farla.
    L’estensione quali componenti non copre? Perchè pompa della benzina/gasolio, frizione, alternatore e molti altri componenti dopo un tot di km è probabile inizino a dare problemi. Sono coperti o considerati danni da usura?

    Io non ho mai fatto l’estensione della garanzia e per ora non ne ho nemmeno avuto bisogno. Non percorro tanti km e quindi arrivo (o spero di arrivare) a cambiare l’auto quando questa è sui 140’000 km. Questo per me significa 7-8 anni di utilizzo.
    Per ora ho sempre rotto componenti che non vengono coperti dalla garanzia aggiuntiva (o se li ho rotti questo è successo comunque dopo 5-6 anni).

    PS: per il nuovo cerco sempre km 0. Compro bene e l’auto è praticamente nuova. Basta avere pazienza e cercare anche lontani da casa.

    • Sí, ho considerato implicito un uso inferiore ai 100mila km in due anni, tipico delle garanzie. Se consideri una percorrenza media, che so, di 30 mila km annui (un italiano in media ne percorre meno di 15mila all’anno), ecco che 100mila km si traducono in tre anni e rotti.

      Quindi da una distanza si passa facilmente ad un tempo. E ritorna la scala t della curva.

      Alla fine dell’articolo ho scritto che conviene stressare un po’la vettura nel primo anno, proprio per rendere evidenti i casi di mortalitá infantile, laddove presenti. Proprio l’opposto del classico rodaggio che ci dicevano i nonni.

      La durata dipende dipende dal derating (140mila km su una citycar, equipaggiata con un mille sono cosa ben diversa da un duemila, che non li sente nemmeno da lontano). Tipicamente, ma qua entriamo veramente nel tecnico, si adopera la formula di Arrhenius per valutare la riduzione per esempio della vita dei componenti al variare di temperature o tensioni di esercizio.

      • Lucio

        30mila annui non sono per nulla pochi.

        E nella discussione non ho considerato due fattori importanti:
        1) come vengono percorsi i km (se in città che è gravoso o per lunghe tratte a velocità più o meno costante).
        2) come viene trattata la vettura. Cioè pilota attento (evitare tirate a freddo, fare il cooldown dopo aver strapazzato l’auto, evitare “sfrizionate” e “grattate”) oppure da un “inesperto” o da uno che non gliene frega na mazza.

  • IcemanTM

    La risposta è assolutamente si: la garanzia è di legge 24 mesi. I costruttori lottano in uno dei mercati più competitivi che ci siano. Tenderanno a risparmiare su ogni singolo componente, inclusi i marchi blasonati.
    Quindi non state comprando un’auto ma il godimento pacifico di un bene per 24 mesi. Dopo sono cazzi, o avete risorse, tante calcolando che tra restyling e nuovo modello la vita media di ogni auto è drasticamente corta con svalutazioni monstre del “vecchio”, per ricambiare spesso l’auto o scegliete la divinità a cui indirizzare le vostre preces oppure estendete per un pugno di euro il più possibile la garanzia.
    Ogni minima cazzata che si potrebbe rompere costerà tra pezzo e mano d’opera, minimo 50 euro l’ora più iva manco fossero orafi di Bulgari, più delle 500/600 euro dell’estensione.

    • Alcoor26 .

      La garanzia non esiste neanche di 2 anni come da mio commento sopra in pratica.
      Personalmente le macchine ora durano meccanicamente tranne casi improbabili. E’ l’elettronica il problema. Se andate in concessionaria costa tutto troppo, ma non è colpa della concessionaria, ma della casa madre.

      • Ronf Ronf

        Consentimi una battuta: maledetta elettronica… e Casaleggio non fa nulla?

        • Guarda, l’elettronica basta farla lavorare entro un buon derating: tipicamente, per progetti spaziali, il componente, per esempio un transistor, va fatto lavorare 40 gradi piú in basso della temperatura di qualifica.

          Quindi, se l’elettronica salta, é per errori di design: non hanno quantificato bene lo stress.

  • land 110

    Francamente nessuno Di voi é Meccanico
    Funziona un Pô cosi:
    0100.000 difetti costruttivi
    100.000150.000 manutenzione ordinaria
    200.000 e più tutti il resto
    Olii cambio e differenziali inclusi se vuoi essere sicuro

    E poi un iniettore diesel comincia a morire. A 90.000 km anche se haï la meglio Auto
    Unica differenza tra BMW e Mercedes sono i tagliandi costosisssimiiii fatti in Mercedes che sono parecchio puntigliosi (cambiano pezzi quando arrivi a un certo kilometraggio ( li dividono in a/b/c ),BMW no!
    Poi io che amo la meccanica preferisco BMW e adoro land rover con tutte le sue rogne

    In realtà un auo si cura ,poco tempo e ben usato ,ma quanti capiscono Di meccanica???
    P.s. con l elettronica é molto più semplice

  • Stefano74

    Buon Ragionamento che però non considera :
    -Fenomeni a fatica che non rientrano esattamente nell’Usura (esempio cricche che propagano)
    -Casi non così particolari come le valvole di scarico sui TD di prima generazione >>>> pezzo che si poteva migliorare non costringendo a fare sempre un tratto aggiuntivo per portare in temperatura la valvola

  • Alcoor26 .

    2 osservazioni:
    -Nella totalità dei consumatori è ovvio che non conviene mai; l’assicurazione è una scommessa, vince sempre il banco.
    -La garanzia non esiste quasi neanche dei 2 anni iniziali. E’ garantita, se!

    E’ garantita se fai i tagliandi quando lo dicono loro ovvero di più di quanto abbia bisogno.
    E’ garantito se utilizzi prodotti originali, ovvero più costosi.
    Quindi calcolando che in 2 anni capiti di fare un tagliando in più o con la concessionaria anziché dal meccanico di fiducia, la garanzia dei 2 anni la pagate ancora voi (costa 300 euro per 1 anno).

    Esempio personale: Volvo V40, 18 mesi di vita, non passata in garanzia perché i tagliandi sono stati fatti a 25.000 e 52.000 km, anziché 20.000 e 40.000.
    Un guasto che non c’entra nulla colla manutenzione. Oltre al fatto che una macchina che viene usata per lavorare, (non per recarsi al lavoro, ma proprio lavorare), non può star ferma quando lo dicono le concessionarie.

    Insomma, la garanzia è una presa per i fondelli.

    • Lorenzo Ghiselli

      beh, lo sai come son fatte le assicurazioni: quando devono pagare, tirano fuori sempre mille storie..

  • Veneto is not Italy

    Le estensioni di garanzia sui prodotti sono in media una scommessa a perdere per l’utente; é se quella perdita che chi eroga la garanzia ci guadagna.

  • Preciso e lapidario grazie!

  • Phobos88

    Come recita il famoso adagio “bisogna essere fortunati, con le auto”, coi
    suoi due corollari “una volta che trovi un’auto fortunata, non sbarazzartene
    mai più”, e “se chiedi in giro, per il 90% dei modelli di auto, la
    distribuzione tra soddisfatti e insoddisfatti è sempre casuale”…

    Io avevo una peugeot 207 che mi lasciò a piedi in autostrada, dopo 2 anni e
    6 mesi dall’acquisto, per una palese falla progettuale, poi nuovamente (per
    fortuna non in marcia, ma sempre comunque macchina ferma) dopo 3 anni, e poi di
    nuovo dopo 3 anni e 7 mesi circa, sempre per guasti che una garanzia estesa
    avrebbe coperto. Quindi nel mio caso una estensione di garanzia a 4 anni del
    costo di, spariamo, 500 euro, ma esageriamo, 700, mi avrebbe evitato come
    minimo 400+50+500 euro di spesa, oltre alle seccature, che non hanno prezzo.

    Due delle tre volte i guasti erano dovuti a problemi per i quali una casa
    seria avrebbe fatto un richiamo: tubo impianto raffreddamento vicino al motore
    e non correttamente isolato e quindi letteralmente squagliato dal calore, e
    tubi mandata gasolio al filtro posti sotto l’airbox che ci poggiava proprio
    sopra, e vibrando ci aveva fatto un buchetto, scaricandomi il circuito a auto
    ferma (quantomeno quella volta riuscii a portarla al meccanico più vicino senza
    carro attrezzi ricaricando il circuito almeno da mettere in moto l’auto).

    Secondo me un’estensione di garanzia a almeno 4 anni totali, che costi
    massimo un 3-5% del valore dell’auto, può proteggere da eventi non molto
    probabili ma dall’impatto grave (per le finanze del proprietario)

    Poi, datemi del complottista non me ne frega nulla, ma secondo me l’obsolescenza
    programmata di alcuni pezzi (poi con l’elettronica questo è ancora più
    semplice) esiste anche per cominciare a darti rogne FUORI dal periodo di
    garanzia obbligatoria, non dentro.

    Tu ragioni sulla vita utile di cose magari non destinate al mercato consumer, ma il parco buoi come lo tosi se fai auto (elettrodomestici, computer, strumenti di vario genere, ecc ecc) che mostrano problemi in gran parte dentro i due anni dagli acquisti, e meno fuori, e magari durano anni e anni?

    • Le falle progettuali sono corrette nelle versioni successive, quelle prima del major restyle, quando il progetto viene rinnovato da zero. E’buona norma acquistare un’auto nuova dopo un anno almeno che é uscita.

  • Albert Nextein

    Succede lo stesso se si acquistano elettrodomestici o anche altri prodotti elettronici, smartphone compreso.
    Io declino regolarmente la proposta.
    L’esperienza mi insegna che non servono.
    Non mi è mai successo di abbisognare di tale garanzia estesa.
    Quando è successo qualcosa , è capitato durante la normale garanzia.

  • Giesse

    Faccio 50.000 km all’anno. Mai fatto l’estensione di garanzia. Meglio spendere pochi euri in più sull’assicurazione auto ed includere il recupero con carro attrezzi su strade e autostrade. Mai comprato Mercedes o BMW. Solo Ford o Opel, e (purtroppo) Volkswagen. Monovolume o station wagon da 1.600-2.000cc poco tirati. Naturalmente tutte a Metano, originali oppure after market. Le mie auto le ho sempre portate fino alla fine della vita utile oltre i 300.000 km. L’esperienza mi ha insegnato che è meglio spendere per sostituire qlc pezzo tra i 150.000 ed i 300.000km che sostituire l’auto.

  • Esprimere un parere per iscritto diventa pubblicitá occulta? vieni in Olanda, fermati ad un incrocio e conta le marche dei taxi.
    La classe A 45 AMG (non Q) é per appassionati.
    Non ne ho mai visto una in giro. Ho anche scritto che i due litri possono erogare potenze completamente diverse su berline di analoghe dimensioni e optionals, rivolte alla stessa tipologia di clientela. Mazda ha preferito semplicitá, affidabilitá ed economia di esercizio alle super prestazioni.
    BMW é un ottimo brand, ma soffre alle elevate percorrenze.
    Parla con i gestori taxi olandesi: credo che loro sappiano, visto che i bilanci li fanno, quanto gli costa un’auto oltre i 200mila km. E mi ripetono, anche perché ci viaggio spesso come passeggero su Mercedes classe E, che non danno problemi con manutenzione ordinaria. Sono auto che fanno oltre duecentomila km/anno.
    E’altresí cosa nota che le Audi sono meno affidabili delle Skoda, entrambi gruppo VW. Semplicemente perché le Audi spesso montano soluzioni all’avanguardia, e Skoda soluzioni rodate.
    L’articolo era per enfatizzare il fatto che non conviene l’estensione di garanzia, in media. Non pubblicizzare questo o quello.

    Se un’auto é fatta in Spagna o Camerun non conta nulla: se rispetta i requisiti di qualitá e product assurance, se le facilities sono certificate, il personale qualificato, i componenti sono gli stessi, il controllo di configurazione é ok etc. la locazione geografica non conta nulla ai fini del prodotto finale. Al limite la logistica per i tempi di consegna dei componenti e del prodotto finale, se mancano le autostrade e i porti…

  • GrimReaper

    Mai fatto tagliandi (al massimo il primo se mi obbligano in casa), mai fatta estensione di garanzia, sempre comprato le macchine più “meccaniche” (ossia le meno infarcite di elettronica) presenti sul mercato. Ora mi godo da anni il mio Duster e ne sono estremamente soddisfatto. Ma ovvio ai fighetti itaglioti non piace…e io godo!

  • davide

    mai visto quanto è larga la testa del 2143 centimetricubi quattro cilindri mercedes? Da li capisci perchè quel motore che lo montano sulla classe C e la classe E lo mettono pure sui veicoli commerciali.

    • Mai Rassegnato

      Tutti costruttori montano i motori di derivazione automotive su i loro veicoli commerciali vedi Renault con 1.6 dci su furgone traffic o Fca con 2.0 mjt su ducato, al limite depotenziandoli per maggiore affidabilità..

      • davide

        Perkins è il + grande costruttore di motori diesel ad uso industriale, agricolo e per i veicoli commerciali. Non ho mai sentito di un Perkins equipaggiare una vettura ma ho visto i perkins montati sui commerciali VW e Ford e se non m’inganna la memoria pure la Renault si arrese per qualche tempo a Perkins sui furgoni. se Hai qualche antica memoria la VM di Ferrara forniva i suoi diesel industriali 2500 cc alla mitica Alfa Romeo.
        Quel motore poi lo vendettero pure ai tedeschi per i furgoni. Non ricordo quale casa (G.M. ?)

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