Anche l’India costringe Apple a produrre in loco (Noi, no).

Di Maurizio Blondet , il - 113 commenti

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Apple produrrà gli IPhone a Bangalore, la Silicon Valley indiana. Motivo:  superare i dazi  all’importazione che mantengono  scarsissima la  quota di mercato per gli smartphone della multinazionale di Cupertino – 2,7% –  laddove Samsung ha il 24,  la  cinese Lenovo il 9,5;   senza contare i produttori locali cresciuti dietro la protezione dei dazi, Micromax  col  16,7%  del mercato,  Intex 10,8 %, Lava  col  4,7 per cento. Ciò, in un mercato non ancora giunto a maturità, mentre le vendite Apple stanno rallentando in  Cina. Apple non solo assumerà  lavoratori indiani, ma dovrà utilizzare  il 30 per cento di componenti  fabbricati in loco,  come è prescritto dalle leggi indiane   per potere vendere manufatti  esenti da dazi perché considerato prodotti nazionali.

Dunque anche la Federazione indiana, come già la Cina, e  prima ancora Giappone e  Corea, si servono del protezionismo strategico per far crescere le loro economie ed accaparrasi competenze e know how, obbligando le multinazionali, se vogliono vendere nel loro territorio, a produrre nel territorio.   Anche il Brasile ha obbligato a produrre IPad localmente.

Quanto a Trump, durante la campagna elettorale ha ingiunto ad  Apple di portare una parte della sua produzione in  Usa (oggi tutti gli smart  con la mela  sono prodotti dalle taiwanesi e  cinesi  Foxconn e Pegatron),  minacciando in caso contrario   di appioppare sui cellulari  cinesi un  dazio  del 45%.  Secondo il sito Nikkei,   la produzione in America farebbe raddoppiare i costi.  Dato che è  meno drammatico di quanto sembra, dal momento che Apple produce lo IPhone 7  per un costo di 225 dollari, e  lo mette in vendita per 649  dollari a pezzo, quasi  il triplo: tutto profitto puro.

Noi, ultimi  scemi del villaggio globale

L’Unione Europea è   rimasta la sola a mantenere a suo danno il libero-scambio dogmatico, inflessibile idiota del villaggio globale, facendosi invadere da  produzioni industriali,  magari inventati qui,  o dove eravamo leader di mercato.  Così ad esempio, nel 2009, l’Europa aveva il 20% del mercato mondiale dei pannelli solari; tre anni dopo la Cina ha conquistato  il 70% di tale mercato,  vendendo anche in Europa,  grazie ad un dumping sfacciato dei prezzi.  Finalmente, nel giugno 2013, la Commissione europea impone su tali prodotti importati dalla Cina un dazio dell’11,8%:  troppo tardi ormai, la filiera produttiva europea era scomparsa, importiamo dalla Cina il prodotto – ovviamente, una volta raggiunta la  posizione dominante e di semi-monopolista, la Cina ha aumentato i prezzi.

Anni prima  già i cinesi avevano adottato la stessa strategia con le  terre  rare: anche se la Cina è il paese che dispone del 35%   delle riserve di queste costose materie prime, una dozzina  d’anni fa  l’estrazione era molto meno concentrata,  esistevano altri giacimenti nel mondo. Pechino, a  fine anni ’90, ha abbattuto i prezzi distruggendo i concorrenti esteri, per poi rialzarli riducendo artificialmente la produzione. Anzi, ha ridotto anche l’esportazione delle terre rare,  obbligando in tal modo le  industrie (elettronica) che ne  hanno bisogno, di impiantarsi sul suo territorio.  http://www.lemonde.fr/planete/article/2012/03/14/pourquoi-la-chine-restreint-ses-exportations-de-terres-rares_1667656_3244.html

Ecco uno dei motivi per cui il 90 per cento dei cellulari venduti nel mondo sono fabbricati in Cina,   e noi ne abbiamo perso il know-how , e forse   –  almeno così afferma Apple – non si potranno rimpatriare  le produzioni degli IPhone perché  in Usa non ci sono abbastanza lavoratori così altamente specializzati come quelli che occupa la  Foxconn (50 mila dipendenti, altri 60 mila li ha recentemente sostituiti da robot).

Parimenti,  l’Europa ha  spalancato il nostro mercato ai pneumatici cinesi, laddove gli Stati Uniti ne  hanno vietato l’import,  sì  che oggi i pneumatici cinesi  costituiscono il 40% del mercato di sostituzione. Sull’acciaio, stessa dogmatica apertura. Il nostro asservimento ai comandamenti del globalismo senza freni è giunto a questo:  che l’europea Airbus, per vendere aerei  in Usa e Cina, ha accettato di impiantare fabbriche in loco: per gli Usa in Alabama, da  dove escono 4 Airbus al mese per il mercato  americano,  la ditta europea  ha investito mezzo miliardo di dollari e dà lavoro a 5 mila americani.  Si  prega notare   che alla concorrente  Boeing    la UE non ha mai nemmeno osato imporre condizioni del genere, e la Casa americana è libera di occupare il mercato europeo.

http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/09/14/airbus-implante-son-premier-site-d-assemblage-aux-etats-unis_4756148_3234.html

Eppure  potremmo mettere condizioni a chi vuole entrare nel nostro mercato:  siamo un   appetibile mercato di mezzo milione di abitanti   con un alto potere d’acquisto; o meglio che lo  aveva, ed ora ne ha molto meno, perché ha perso milioni di posti di  lavoro, e quel che è peggio, di fabbriche e conoscenze tecniche per   produzioni avanzate.

Non è stata solo la recessione mondiale del 2008 la causa della   colossale perdita di  lavori e di industrie, ma anche l’applicazione  dissennata  dei comandamenti   liberoscambisti che gli altri, i concorrenti, non hanno mai applicato (come la Cina) o applicato in modo selettivo (Usa).

Eppure in Italia  sono ancora tanti gli euro-entusiasti beati.  Memorie cortissime. 25  anni fa, le cose non andavano perfettamente,  ma gli scambi erano molto più  equilibrati. Negli anni ‘8-90 le quattro principali economie della futura zona euro avevano tassi di crescita del 2 per cento l’anno.

Poi,  Maastricht.  I suoi  cantori ci hanno cantato il  roseo futuro che la moneta unica ci avrebbe aperto.  “Con l’euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più”Ci  spiegò  Romano Prodi (1999)- Capo del Governo, presidente della C.E..  Il parere critico di Bettino CraxiSi presenta l’Europa come una sorta di paradiso terrestre, ma nel migliore dei casi l’Europa per noi sarà un limbo, nel peggiore delle ipotesi sarà un inferno” fu liquidato con Craxi. 

Più crescita, più posti di lavoro, ci avevano cantato i Delors e Padoa Schioppa. Questo, in pubblico.  Agli iniziati, Padoa Schioppa (allora ministro Economia Governo Prodi)   rivelava il vero scopo della moneta unica: “Nell’europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un unico principio:attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.

Ora possiamo vedere quanto aveva ragione la Thatcher: “ “La Germania si ritroverà la sua naturale fobia dell’inflazione, mentre l’euro risulterà fatale per i paesi più poveri perchè devasterà le loro economie inefficienti.

E tuttavia gli  italiani anche oggi, a maggioranza, voterebbero per restare nell’euro.  Dopo 25  anni  di Maastricht che ha aperto i nostri mercati a tutti i venti, che ha imposto austerità che rendono impossibile uscire dalla grande depressione in corso da dieci anni,  anni in cui i paesi di cui sopra non hanno più raggiunto il tasso di crescita pre-euro (tranne  la Germania).

Ormai dieci premi Nobel per l’economia, fra cui il popolarissimo (a  sinistra) Stiglitz, hanno decretato che l’euro è una rovina e che abbandonarlo sarebbe una buona idea. Ma  noi, tramite i media,  abbiamo fiducia in Mario Draghi e dei poteri forti: l’euro “è la nostra forza in un mondo incerto”,   con il ritorno alle monete nazionali “saremo troppo piccoli per combattere la concorrenza estera” (come se adesso la UE la combattesse!), “dovremo ripagare il debito pubblico integralmente (ovviamente  andrà cancellato almeno in parte), i mercati non ci farebbero più credito!”Invece sì che tornerebbero a farcelo, perché torneremmo competitivi e in crescita…

Nel complesso, come si vede, quegli stessi che ci hanno indotti ad entrare nell’euro con false  speranze, adesso  ci tengono dentro la sua gabbia   con la paura: se uscite dall’euro sarà il caos, la miseria, l’insolvenza, l’inflazione, la svalutazione…”

E  naturalmente l’italiota, imperioso ignorante,  che vive di rabbie e di paure,   si acquatta, offre i polsi alle manette. Accetta  con ciò  l’estinzione in un declino senza uscita.

Dovrebbe guardare la Grecia. La UE, ossia la Germania, dopo averle imposto traguardi irrealistici, e i greci sono  riusciti  togliendosi il pane di bocca a risparmiare un “avanzo primario” dai loro magri bilanci, dice: no, non basta, dovete fare altre riforme, stringere ancora l cinghia. Persino il Fondo Monetario, che non è composto di anime caritatevoli, ha detto: bisogna ridurre il debito della Grecia, condonarlo, altrimenti non entro nel  “salvataggio” con nuovi prestiti. Ma Schauble ha detto no: nemmeno un euro condonato! A  questo punto,è chiaro il progetto Schauble: uscito (per causa sua) il FMI  dal “salvataggio”,  tutto il programma di nuovi prestiti ad Atene per pagare i creditori viene annullato.  La Grecia sarà spinta fuori dell’euro – come Schauble voleva fare già cinque anni fa, e tornare alla dracma con un’economia mutilata da cinque anni di “salvataggio” e di riforme.

Cosa credete che sia l’Europa a due velocità di cui ha accennato la tramontante Angela? E’ il progetto di “unione europea” secondo Schauble  già delineato nel ’94: espellere i piccoli e fastidiosi da aiutare, costituire un “nucleo duro”  da far aderire a più dure austerità  e riforme, privatizzazioni   e accumulo di “eccedenti primari” per pagare i creditori. L’Italia (con la Francia seconda) è la vittima designata. Anche perché i governi che ci hanno messo,  sono servili a quegli interessi. Infatti subito Gentiloni:  perbacco, l’Italia deve essere nel nucleo duro! (il nucleo dell’euro rivalutato ancor di più ,  al servizio delle ricette di austerità tedesche).  Padoan il loro ministro, incitato da Moscovici  a trovare 3,4 miliardi in più, invece di  strapparli ai parassiti pubblici che divorano la ricchezza del Paese  (il Quirinale continua a costare più di Buckingham  Palace,  mezzo miliardo l’anno;  il Parlamento, quasi un miliardo…..) cosa  sta offrendo? La privatizzazione delle Poste, delle Ferrovie Alta Velocità, e, secondo voci allarmanti anche la  Cassa Depositi e Prestiti. Con le quali “si finirebbe di consegnare i risparmi degli italiani ad  investitori internazionali, emanazione di banche d’affari straniere”,   s’è lagnato Antonello Giacomelli, sottosegretario  allo  Sviluppo Economico. Ben svegliato! Ma è un po’ tardi.

Insomma ci stanno consegnando mani e piedi agli interessi altrui.  E con  l’ultimo asservimento  credete che ci siamo guadagnati di restare nell’euro? Non vi hanno detto, i media terroristici, quel che ha  sancito David Folkerts Landau (2016) – Capo economista della Deutsche Bank :  “” L’Italia deve decidere se riformare a fondo e repentinamente lo stato con il taglio delle pensioni, il taglio della sanità pubblica, il taglio dei servizi pubblici e il taglio della spesa scolastica, o se lasciare l’eurozona ”.

 

In questo contesto,  additiamo il comportamento disgustoso dei comunisti – quelli che avrebbero la responsabilità di governare e non ne sento nessuna, continuando a litigare sulla data del loro congresso, delle loro elezioni, di come rottamare Matteo Renzi –  e ad intascare emolumenti milionari.  Perché tanto, lo sanno benissimo, il loro compito è consegnare gli ultimi cespiti nazionali agli “investitori internazionali”; e infine quel che rimane – noi fra le macerie- alla Troika. Che ci “governerà” al posto loro, come già “governa” i greci al posto di Syriza. Ma attenti:  loro continueranno a prendere gli emolumenti e a spartirsi le cariche?  Chiediamo alla Troika almeno questo: che ci liberi di costoro e li sostituisca con un suo agente coloniale,  un podestà  straniero.

 

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L’articolo Anche l’India costringe Apple a produrre in loco (Noi, no). è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • Lorenzo Ghiselli

    Tafazi style: a noi piacciono le bottigliate sulle balle. E allora?

  • Mauro Rossini

    “Quirinale continua a costare più di Buckingham Palace, mezzo miliardo l’anno”
    Così per inciso con tutti i soldi che pagano i turisti per visitare palazzi e castelli dei Windsor la monarchia inglese produce begli utili…

  • Cruciverba

    Ottimo articolo ! Il piano è quello .
    Putroppo alla maggioranza degli Italiani non interessa nulla fuorchè il proprio piccolo orticello .
    La Barbarie Europea è necessaria per risvegliare e scuotere l’animo delle persone .
    Un Amara Medicina per inconsapevoli malati .

  • Gianox

    Che bello vivere in un paese le cui massime autorità, quando non impegnate a vivere alle spalle del contribuente, si ingegnano per renderti la vita sempre più miserabile.
    Oserei dire che il loro compito è quello di perseguitare l’italiano. Vogliono la distruzione dell’Italia e della sua civiltà.
    Infatti, quando fai loro presente che gli italiani avrebbero bisogno di aiuti statali per fare figli, ti rispondono: “Dove è il problema? Li importiamo dall’Africa”.
    Non male, proprio, avere governanti così razzisti verso i propri cittadini.

  • aiccor

    ma vi ricordate quando ci dicevano: eh be’, certo che la benzina costa cara, con la lira il petrolio e’ caro! ora un litro di super ha battuto ogni livello! Siamo un popolo di analfabeti (70%) di prossima estinzione.

    • MaAncheNo

      Il 75% del prezzo della benzina in Italia è composto da tasse. Molto sovrane.

      • Francesco Biondi

        75% ? che ccazzo! Troppo poco…VIVETE AL DI SOPRA DELLE VOSTRE POSSIBILITA’, non va bene, CI VOGLIONO PIù TASSE, CI VUOLE IL 140%………………………….CI VUOLE PIU’ EUROPA

        • MaAncheNo

          Cosa c’entra l’Europa con le accise sulla guerra in Abissinia (ancora attive), sulla diga del Vajont e su missioni in Libano e in Bosnia, per me resta un mistero.

          PS: sono tutte accise ancora attive, tra le tante

          http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2016/02/accise-italiane_1024x687.jpg

          • Francesco Biondi

            Mi riferisco al fatto che, nonostante la pressione fiscale sia immane, i nostri politici ci chiedano di pagare ancora più tasse. Le accise sulla benzina ne sono un esempio. E dall’alto ci fanno capire che così non va bene, che la pressione fiscale in Italia non può essere diminuita (parole della Lagarde) ma allo stesso tempo i tagli al superfluo non vogliono essere apportati dai nostri cari politici.
            Lo so che quelle accise servono per far fronte ai loro porci comodi e sprechi ma dubito che, se si dovesse far fronte un giorno a ciò, le tasse scenderanno mai. E’ stato sempre così in ITAGLIA. CI VOGLIONO DISTRUGGERE…In primis la nostra classe dirigente

          • Blondet

            Ovviamente, bisogna prima accompagnare a piazzale Loreto l’attuale classe politica…

          • MaAncheNo

            Non ne esiste un’altra.

            E’ quella che gli italiani hanno allevato e continueranno ad allevare, che si chiami DC, Forza Italia, PCI, PDS/DS, Lega (sigh), M5S (se il buon giorno si vede dal mattino…) etc

            La maggioranza degli italiani vogliono che i loro governanti siano come i loro genitori:

            – che gli raccontino balle per farli sentire meglio (incluse che sono belli, bravi e buoni e sicuramente tra i migliori)
            – che facciano loro credere che possono torglieli dai guai, indipendentemente da quanto la fanno grossa
            – che la colpa non risiede mai all’interno della famiglia
            – che se prendono brutti voti e’ sicuramente colpa del professore

          • AnonimoSchedato

            Non si potrebbe evitare la violenza, in qualche modo?

          • Francesco Biondi

            Riprendo dalla mia risposta e dal commento di Angel “…..E meno male che tutti tutti parlavano di “Italeave” prossima ventura. Seeeee…
            “FMI: Schäuble guida gli europei nel chiedere più austerità, per altri 10 anni. Lo staff e tutti Paesi non europei dell’Fmi hanno risposto che è una pura follia. I ministri dell’Economia di ITALIA E FRANCIA HANNO SCHIERATO I LORO PAESI NEL VERTICE DELL’FMI CON LUI”.
            http://www.corriere.it/opinioni/17_febbraio_15/ministro-padoan-sta-schauble-ma-solo-grecia-2ab38e72-f2f0-11e6-a761-60f3fdff5014.shtml

            Metteranno altre accise?

          • MaAncheNo

            Scontato che ne metteranno altre.

  • Svicolone61

    È evidente che chi scrive sa molto poco di cosa significhi “produrre” un oggetto
    hi-tech composto da un paio di dozzine di componenti…..

    • MaAncheNo

      40-50 indiani che assemblano i phone.

      Peraltro…mi sembrava di ricordare che l’India avesse giusto qualche abitante in piú dell’Italia, anzi…dell’Europa tutta…per giustificare l’investimento.

    • ecomostro

      Sì, infatti… ai fini pratici mi pare una comparsata tipo la mitica “Apple Academy” di Napoli tanto sbandierata da Renzi come chissà quale compensazione industriale.
      Semmai più che pretendere che assemblino gli iPhone in Italia preferirei che il sistema paese fosse più competitivo così che magari la StMicroelectronics riuscisse a realizzare più componenti da vendere alla Apple per tutti gli iPhone del mondo.

      • Ronf Ronf

        Meglio tenere la gente disoccupata invece di fare l’assemblaggio, vero?

        • ecomostro

          Beh, se per fare lavorare qualche decina di persone devi imporre a tutti i consumatori della nazione un aggravio di costi per acquistare un bene non credo che la cosa stia molto in piedi…

  • Ale C.

    Sugli pneumatici, noi in Italia abbiamo pure fatto di più.
    Svenduto il gioiello che è Pirelli.

    • MaAncheNo

      Io non ho svendutoo un capperoe tu nemmeno, visto che era ed e’ una compagnia privata.

      La tragedia e’ che viviamo in uno stato che non permette ne’ di fare azienda ne’ di essere competitivi su scala globale nel lungo periodo.

      Per quello le aziende che raggiungono una certa dimensione vengono tutte prima o poi cedute.

      • Ale C.

        “noi” intendeva proprio quello.
        e di per sé ci sta. come dici tu giustamente, è una compagnia privata.
        il problema è che le nostre anche grandi appena crescono o scappano o vendono. nessuna che abbia la forza di fare acquisti all’estero.

        • MaAncheNo

          No. Il problema non e’ quello, se non in casi isolatissimi (che di solito riguardano la Francia).

          E’che le aziende estere operano in contesti che quantomeno non mettono i bastoni tra le ruote alle imprese e che danno certezza del diritto, ergo possono diventare solide e crescere.

          Da noi ormai e’ impossibile, infatti anche le aziende italiane di una certa dimensione che stanno vendendo si sono tutte formate al piu’ tardi negli anni 80, quando le condizioni di tassazione e regolamentazione non erano cosi’ eccessivi.

          Oggi sarebbe impossibile, nel medio-lungo periodo.

          A tal riguardo sono curioso di vedere quanto durano cose tipo Eataly etc (Che sono cmque minuscole su scala anche solo continentale, peraltro).

          • Ale C.

            che poi. Eataly è cresciuta grazie alla politica, non dimentichiamolo.

          • Ale C.

            “anche perché”. sul resto ti avevo già dato ragione 🙂

          • Ronf Ronf

            Guarda che “Ma Anche No” è un troll prodiano-montiano-renziano

    • Ronf Ronf

      Meglio vendere ai cinesi (paese extra-UE) piuttosto che ai tedeschi (membro UE) perchè le normative UE impediscono ad un soggetto extra-UE di delocalizzare

      • Ale C.

        l’ideale sarebbe che le imprese in Italia possano vivere e crescere senza necessità di essere vendute.
        diciamo che è una magra consolazione.

        • Ronf Ronf

          Ripeto: non è importante il nome del proprietario. La cosa che è davvero importante è che il proprietario NON possa delocalizzare

  • Ale C.

    sapete qual è la cosa che mi fa incazzare più di tutte?
    che chi ci ha ridotto così non ne pagherà mai le conseguenze.

    • AnonimoSchedato

      Di questo non sarei così certo. Radiazioni, polveri sottili, acqua fertilizzata da bere e catramata per il bagno, traffico, incidenti, tumori, non fanno tante distinzioni, per non parlare dell’inverno nucleare, dovessimo arrivarci.

  • Ale C.

    beh. però non è del tutto corretto. un conto è il mercato libero.
    un conto è il mercato che è libero solo in una direzione e regolamentato dall’altra.

  • Paolo Venturini

    Il vero problema dell’Itaglia è che quelli disposti ad incazzarsi sul serio son veramente pochi (e son quasi tutti su Rischio Calcolato)!

  • Leo Fabiani

    Un iPhone fatto in Italia costerebbe 4379 euro di cui 3700 di tasse

    • cavallo pazzo

      Falso, l’hai letto l’articolo? Costerebbe sui 400-500 euro. Che non è poi così tanto considerato a quanto lo vendono.

      • MaAncheNo

        Non potrebbe mai costare meno di quanto costa in qualunque altro paese europeo, per evitare dumping.
        Se* ci fosse davvero una differenza nei costi di produzione, sarebbe tutto ulteriore margine di guadagno per Apple.

        Non serve una laurea in marketing per immaginarlo.

        • cavallo pazzo

          Ma questi sono problemi di Apple. Come faceva Sony a fare i miliardi senza delegare la produzione agli schiavi? Se Apple riesce a stare sul mercato pagando salari decenti bene. Altrimenti chiuda.

      • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

        Meglio!
        Così diventerebbe ancor più un prodotto d’elite di cui la maggioranza della gente farebbe a meno, invece di indebitarsi x anni x possederlo, e poi sarebbero problemi tra la Apple e lo Stato.

  • Mister Libertarian

    Senza un minimo di libero mercato tutti i beni e i servizi costerebbero dieci volte di più.

    Il problema sono gli statali, i pensionati retributivi, le imprese protette e sussidiate, non chi produce meglio e a minor costo.

    • –<>– –<>–

      Il mercato deve essere comunque regolato, non bisogna vedere solo le grandi imprese, ma anche il piccolo artigiano.
      Per esempio, un elettricista ha i requisiti tecnico professionali per eseguire gli impianti, ma non c’è nessuna legge che vieti a un bidello di comprarsi il materiale necessario e farsi un impianto elettrico.
      È assurdo che si richiedano figure professionali e lavori a regola d’arte se poi si vende a chiunque l’occorrente per poterselo fare da solo, di nascosto.
      In questi casi il libero mercato danneggia il lavoro.

      • Mister Libertarian

        Il libero mercato seleziona automaticamente i migliori.

        E’ la regolamentazione statale che favorisce gli asini e i raccomandati.

        • –<>– –<>–

          “Il libero mercato seleziona automaticamente i migliori”
          Falso, ed è proprio lì che stà l’errore, il paradosso tra teoria e pratica.
          Il mercato sceglie i meno cari, quelli che fanno il prezzo più basso, che in genere sono i peggiori.

          • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

            Concordo come linea di principio ma, non sempre chi fa il prezzo più basso ha il prodotto peggiore e l’impedire il fai da te, oltre che impossibile,aumenterebbe i prezzi degli “autorizzati”, impoverendo il cittadino comune.

          • –<>– –<>–

            Un prezzo basso, sotto la media, ( ormai la prassi), corrisponde ad un lavoro fatto in fretta con materiali scadenti.
            Il cittadino comune dovrebbe capire che esistono dei tariffari, e che l’artigiano non è un extracomunitario che vende cianfrusaglie con il quale contrattare il prezzo.
            I problemi, come sempre arrivano a lavoro finito. Prima è tutto ok, quando si pretendono prestazioni che poi ci si rifiuta di pagare.
            Per non parlare poi del fatto che a molti cittadini comuni ė impossibile fare una qualsiasi fattura o ricevuta, dato che si rifiutano di pagare l’iva.

          • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

            Ok, ma stai mischiando il fatto produttivo con la tassazione.
            Riprendo le fila del discorso…………………….

            In economia di mercato, NON POSSONO ESISTERE TARIFFARI!

            Questa affermazione NON E’ CONTESTABILE!

            Quindi la concorrenza è fatta solo ed esclusivamente SUI PREZZI, soprattutto perchè non è possibile stabilire a priori “un prezzo” apoditticamente esatto.
            A me non interessa chi fa il lavoro, interessa che chi lo fa, lo faccia bene ed al miglior prezzo.
            Se tu vuoi vivere in una casa con piscina pretendendo che te la paghi io con un tariffario CHE SOLO TU GIUDICHI EQUO, questo è contrario ad una Economia di Mercato.
            Se tu fai un lavoro con materiali scadenti, io farò di tutto perchè si sappia e al fine che tu non possa lavorare più.

            La scorrettezza del committente non c’entra in questo discorso.
            E’ un problema che investe l’ambito giudiziario, lento e farraginoso, per il recupero dei crediti.

            Il rifiuto della fattura e del pagamento dell’IVA è una forma di ribellione contro la vessazione fiscale dello Stato e non c’entra nulla sul prezzo della prestazione che decidi tu.

          • –<>– –<>–

            Una tariffa è stabilita in base ai costi e alla parte che spetta al professionista, e in settori come idraulica, elettricità esistono tariffe a “punto acqua” o ” punto luce”, che a parità di lavoro oscillano ma non di troppo.
            Un conto è trovarsi in concorrenza con altre imprese, un altro è trovarsi come concorrenti chi ha altri mestieri e fa l’installatore (male) per hobby, facendo prezzi molto al di sotto dei prezzi correnti.
            Secondo lei, una persona che studia, fa corsi di perfezionamento e aggiornamento per poter praticare un mestiere, fa parte di una casta privilegiata?
            Ma allora a cosa servono i requisiti tecnico professionali?
            Quindi un macellaio potrebbe fare anche il chirurgo in base al suo ragionamento.
            Forse confonde la libertà con il caos.

          • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

            Scegli tu dove vuoi vivere:
            Se parli di prezzi e tariffari, non vuoi una economia di mercato.
            Se parli di specializzazioni indotte dal legislatore al fine di diminuire il numero delle ditte concorrenti nel tuo lavoro, non vuoi una economia di mercato, ma tenti surrettiziamente di introdurre un controllo statale sulla concorrenza.

            Nel passato, i migliori lavoratori erano persone che si specializzavano di propria volontà, non per obbligo giuridico, ed il mercato decideva chi fosse il migliore.

            Se neghi che chiunque possa fare e svolgere un lavoro in base alla propria capacità, non vedo perchè anche la semplice sostituzione di una lampadina o di una batteria alla propria auto debba essere consentita.

            In base al mio ragionamento, il Chirurgo ha studiato per fare quel mestiere, ma non può pretendere di essere pagato di più, in base ad un attestato burocratico di formazione che chiunque può procurarsi pagando per certificare la frequenza del corso.
            Molto meglio sarebbe aumentargli lo stipendio in base alle operazioni riuscite.

            Il lavoro ed il suo prezzo si basano solo alla tua abilità di esecuzione e nel contesto del mercato in cui lavori, non di certo in base a “pezzi di carta” comprati che livellano falsamente il mercato.

          • –<>– –<>–

            Il libero mercato non è certamente quello che pensi tu, dove ognuno fa quel che gli pare anche se non lo sa fare.
            I pezzi di carta (diplomi, lauree, abilitazioni etc) si sudano, non si comprano.
            Il tuo non è mercato, è giungla, dove vale la legge del più forte, del più furbo, del più disonesto, segno di una società incivile.
            La guerra è finita più di settant’anni fa, ma la mentalità tutta italiana di campare di espedienti e furbizia, nella totale ignoranza, è dura a morire.

          • AnonimoSchedato

            Se non lo sa fare, i costi della sua incompetenza ricadranno sull’acquirente che poi pagherà di più per far rifare il lavoro. Da uno che lo sa fare, quando avrà imparato la lezione. Espedienti e furbizia li pagano gli acquirenti, alla lunga. Quello che chiedi tu è protezione del tuo cantuccio, in un paese in cui scendono le entrate disponibili (più tasse, meno lavoro) tu vorresti essere immune, mentre (guarda un po’) più diventano poveri gli altri più toccherà anche a te. Inevitabile.
            Conosco ingegneri a 700 euro netti al mese (perchè non emigrino, non so) come puoi aspettarti che non decidano di migrare in campi dove hanno la competenza per operare e che offrono condizioni migliori? La speranza di fare il lavoro per cui hanno sudato comincia a scemare in questi giovani colleghi, credi davvero di riuscire a proteggere il tuo cantuccio a lungo? Il mercato è uno, la mobilità è necessaria perchè si stabilizzi.

          • –<>– –<>–

            Io sono per un paese dove ognuno fa il suo mestiere, nel paese dei balocchi e dei furbetti, come piace a te, dove il poliziotto, il bidello l’infermiere etc, nel loro tempo libero vanno a fare cose sulle quali non hanno nè requisiti nè competenze riconosciuti, ci vivo già.
            E sono convinto che il modo migliore per fermarli sia agire alla radice, evitando di vendergli materiali che per legge, non possono maneggiare.
            Non ci vuole molto a capirlo, a meno che non si abbia a che fare con una persona senz’arte nè parte.

          • AnonimoSchedato

            E’ il “riconosciuti” che ti frega. Dici di voler limitare quelli che non hanno le competenze. Sacrosanto. Ma poi chiedi che siano “riconosciute”, cioè stabilite da qualcuno superiore. Il Grande Tutore. In realtà chiedi una barriera all’ingresso (“sono troppi, alziamo l’asticella”). Chiedi che per montare un punto luce in un appartamento si sappiano tutte le norme CEI per i grandi impianti industriali, che non si applicano al caso in specie, ma “non vorrai mica lasciarle fuori dall’esame?”. Chiedi protezione. E forse sei pure disposto a pagare un pizzo per averla, tanto poi si ribalta sul cliente. Sbaglio?

          • –<>– –<>–

            norme cei?
            Secondo te basterebbe il manuale delle giovani marmotte.
            Ancora non siamo al punto, ma se prende piede la tua mentalità, si certificheranno lavori non più ” a regola d’arte” ma ” a [email protected] di cane”

          • AnonimoSchedato

            Hai appena descritto altri sintomi della malattia di cui parlavo sopra.

          • –<>– –<>–

            La diagnosi chi l’ha fatta?
            Un dottore? uno sciamano? Uno stregone o un fattucchiere?
            Tanto per te sono la stessa cosa.

          • AnonimoSchedato

            Non applicare Schopenhauer con me. L’ho letto anch’io “l’arte di ottenere ragione”. Con questo genere di risposte dimostri solo di non aver più argomenti.

          • –<>– –<>–

            Al tuo “non argomento” come dovevo rispondere?

          • AnonimoSchedato

            Francamente, a me sembrava un utile nota. I tuoi argomenti sul lavoro fatto in fretta con materiali scadenti (che spesso è vero, ma anche da parte dei “riconosciuti”, i pirati ci sono in ogni professione) sono sintomi di quella malattia economica. Non ti convincerò, ma se qualcuno dovesse leggere questa discussione avrà un elemento in più per farsi le sue idee.
            Perchè onvece delle barriere all’ingresso non proponi un meccanismo di gogna mediatica per pubbliccizare i lavori rivelatisi mal fatti, con nome e cognome del pirata? Forse perchè quello si applicherebbe a tutti e non solo agli ultimi arrivati ? Io c’ero ai tempi dell’applicazione iniziale della 46/90 e del “tutti abilitati”. So che genere di gente si è trovata in mezzo ai protetti (poca per fortuna, ma c’è).

          • –<>– –<>–

            Guarda che un installatore riconosciuto è responsabile dei suoi lavori, dato che li certifica.
            Un bagnino o un portalettere che lo fanno per hobby, a tempo perso per arrotondare, non hanno nessuna responsabilità.
            Possono addirittura negarsi di aver fatto il lavoro, in caso di incidenti o malfunzionamenti.

          • –<>– –<>–

            Chi leggerà questa discussione si renderà conto che stai difendendo l’abusivismo, la non professionalità.
            Sfido chiunque abbia un titolo o una specializzazione in qualcosa, guadagnata con anni di sacrifici, a darti ragione sul fatto che qualunque pincopallino possa fare il suo mestiere.

          • AnonimoSchedato

            La discussione verte sui mezzi da utilizzare per evitare che il pincopallino faccia abusivamente quello che non è capace di fare, non sul fatto che gli incompetenti non debbano fare ciò che non sono capaci di fare.
            Spiace che non si riesca a distinguere tra scopo e mezzo.

          • –<>– –<>–

            Innanzitutto deve avere una partita iva, cosa che a te può anche non interessare, ma è fondamentale.
            A tutt’oggi non esiste niente che possa evitare che pincopallino lavori abusivamente.
            Gli è permesso di farlo tranquillamente, se è bravo a farlo di nascosto non ha problemi.
            Io propongo di limitare la vendita dei materiali solo alle persone autorizzate (partita iva e titoli professionali.
            Tu, a come hocapito, sei per la giungla.

          • AnonimoSchedato

            E tu per i lacci e lacciuoli. Per gli altri, ovviamente, come sempre accade ai sostenitori delle corporazioni. È chiaro che non ci capiamo, il mio interesse è trovare una regola che permetta il buon funzionamento della società nel suo insieme, vista come sistema complesso. Il tuo sembra più personale.
            Solo per curiosità, come penseresti di impedire al commercio online transfrontaliero intraUE di ignorare la tua proibizione di vendita?
            E a quello extraUE? E quale effetto pensi possa avere sui prezzi dei beni questa limitazione della concorrenza?

          • –<>– –<>–

            Contrastare l’abusivismo non vuol dire essere corporativista.
            Una società abusiva è sicuramente una società incivile.

          • –<>– –<>–

            Ps: se vuole, può andare in qualche piazza di alcune città italiane, dove cinsono i taxisti in sciopero.
            Così le spiega quanto è bella la sociatà abusiva.

          • AnonimoSchedato

            Pessima scelta di campo. I tassisti stanno facendo cose illegali (come l’interruzione di pubblico servizio) per difendere un monopolio che non ha ragione di esistere e in particolare contro altri autisti (ncc) che fanno il loro lavoro per vivere e sono soggetti allo stesso calo della clientela dovuto alla crisi.
            E non si può fare a meno di notare che queste illegalità non sono tollerate, ad esempio, negli scioperi dei conducenti di bus (fasce protette, precettazione, gogna mediatica).
            Così come si nota che agli scioperi dei dipendenti non si dà il minimo risalto, non esistono sui media, mentre questo è in ogni TG, con solo le ragioni degli scioperanti e non degli altri (strana inversione).
            Forse nella mia battuta iniziale l’identificazione non era così lontana dalla realtà come pensavo.

          • AnonimoSchedato

            Ogni tipo di intervento sull’auto è riservato per legge. Manco cambiare l’olio potresti…

          • –<>– –<>–

            È appunto quello che sostengo.
            Esistono tante leggi che vietano di farsi dei lavori, ma dipende solo dalla discrezione delle persone, poichè il mercato mette a disposizione tutto l’occorrente per violarle.
            Se uno che non ha requisiti non può realizzare un quadro elettrico, perchè gli è permesso di acquistare tutto l’occorrente per poterselo fare?

          • AnonimoSchedato

            Perché i commercianti sanno difendersi meglio!
            Non ti bastano i limiti innaturali che già ci sono? Ne vuoi altri?

          • –<>– –<>–

            Che c’entrano i commercianti, se si decide di vivere in comunità è normale che ci siano delle regole che gesticano il quieto vivere equamente.
            Se poi le trovi così innaturali, sei anche libero di tornare a vivere in una caverna, con tutti gli annessi e connessi.
            Ci mancavano solo gli anarcoliberisti!!!

          • AnonimoSchedato

            Hai sbagliato bersaglio. Pur fiero sostenitore dello stato minimo, di anarcoide c’è ben poco in me. Cosi diresti se ti apostrofassi come socialista? O peggio, visto il caso in discussione, come mafioso? 🙂

            Le regole condivise sono il fulcro della civiltà. Quelle imposte sono quasi sempre strumento di sopraffazione di qualcuno su qualcun altro.

            Le regole inutili o dannose non si possono difendere come “quieto vivere” (e quelle che creano protezioni e monopoli anche sotto forma di corporazioni sono dannose).
            Nel caso in specie sono innaturali perchè:
            1) la limitazione del mercato su base corporativa è sempre contro natura, porta sempre alla limitazione della concorrenza e quindi a servizi pessimi a prezzi esosi, cambia solo il tempo che ci mette a degradare: lo stato transitorio, secondo la terminologia della teoria dei sistemi.

            2) le ragioni con cui la si giustifica (l’interesse pubblico a non avere guasti che causano danni a terzi, come potrebbe accadere se un incompetente ripara i freni e si schianta per un guasto a questi contro un innocente che passava di là) si possono raggiungere con metodi diversi che non limitano l’accesso al mercato (ma comunque costosi, e quindi occorre contemperare i diversi interessi). Un esempio potrebbe essere l’ispezione (in USA, ad esempio, tutti gli impianti vengono ispezionati dagli uffici dello sceriffo, secondo regole codificate e poco soggette ad interpretazione) o il collaudo, ma ci sono senz’altro altri mezzi che non riducono la concorrenza e la libertà.

            Tornando all’esempio degli impianti, chi ha la competenza per farli (es l’ingegnere che giudica se sono ben fatti o no) ha tutto il diritto per farli. Anche in casa d’altri e a pagamento, figuriamoci a casa sua.
            Poi normalmente non gli converrà, perchè preferisce fare altro, ma in caso di bisogno, il diritto potrà essere esercitato. E lo stesso vale per chiunque abbia raggiunto tale competenza, magari studiando da solo la notte.Il fulcro del ragionamento è che le economie di scala rendono tale comportamento antieconomico fintanto che le regole di mercato fanno il loro lavoro. Il tempo necessario per acquisire la comptenza lo studioso notturno lo divide su un solo lavoro, il professionista su molti. Quindi dovrebbe convenire far fare il lavoro al professionista, perchè lo fa a costo totale inferiore. Se non conviene più, il mercato è malato, e nascondere il sintomo della malattia con leggi inapplicabili e liberticide posticipa la cura della malattia, ergo aumenta il dolore e la durata della malattia.

            PS: I commercianti erano un esempio di lobby (corporazione) che è riuscita a difendersi dalla pretesa dei ladri di libertà (altrui) di impedire la vendita di prodotti che potrebbero essere usati per svolgere attività riservate innaturalmente a qualcuno (vorrei dire illeggittimamente, ma dovremmo intenderci sui termini, solita diatriba tra giusnaturalisti e giuspositivisti).

          • –<>– –<>–

            1) il mercato è già limitato, e non per motivi corporativi, ma per motivi professionali, nel senso che per poter fare il chirurgo, l’elettricista, l’ingeniere o il geometra, devi conoscere gli argomenti che stai trattando, e questo ti viene riconosciuto da apposite attestazioni.
            Il tuo mi sembra un ragionamento alla Cetto Laqualunque, che nominò primario di chirurgia un suo picciotto perchè spinava bene il pesce.
            2) il famoso “Ufficio complicazione affari semplici”, della serie … “Ti mettiamo a disposizione tuuto ciò che ti serve per violare la legge, poi ti becchiamo (1 su 1000) e ti facciamo un mazzo così.
            L’esempio Usa è il massimo. Un paese dove si vendono le armi liberamente a tutti, pazzi compresi, e poi si fanno discussioni sul perchè ci siano tanti omicidi.

          • AnonimoSchedato

            A parte che non vendono liberamente (prova!), non vedo che c’entri. Le norme USA nel campo degli impianti sono molto più razionali. E non sono nate per iniziativa statale (innovazioni, hai voglia che si sveglino quelli seduti in Parlamento!) ma come regole condivise (in questo caso su iniziativa delle assicurazioni e dei pompieri, attraverso la National Fire Protection Agency, un ente privato e non profit).
            Sulla limitazione del mercato per motivi professionali, potrei essere d’accordo, ma tu chiedi la limitazione per via legislativa. Chiedi un tutore. Chiedi protezione. Chiedi di non essere colpito dalla guerra alla classe media. Guardati intorno. Non ti salverai da solo. Nessuno potrà.
            Quanto a 1) ti è sfuggito un “nominò”. La nomina implica un potere superiore, quello stato che qualcuno vorrebbe minimo, e che tu dai per acquisito nella sua forma attuale di mostro tentacolare onnipresente. Che porta appunto alla nomina degli amici degli amici.
            2) Lotto con gli UCAS tutti i giorni. Esistono perchè ci sono milioni di pagine di norme “non armonizzate” (giuridichese per dire “scritte alla carlona e in contrasto una con l’altra”). Le protezioni che chiedi tu sono altre pagine inutili, tanto chi vi vive di espedienti un modo per girarci intorno lo trova sempre. Sono gli onesti a esserne penalizzati, con tutte le complicazioni che portano. E relativi costi da ribaltare e ulteriore perdità di competitività e altra gente spinta dal maggiore delta costi verso i pirati.

            Ogni tanto mi chiedo cosa faccia nascere in voi tutta questa “sindrome di Stoccolma” verso lo stato e le sue mafie.

        • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

          Fandonie! Il libero mercato non è mai esistito, da che esistono gli Stati e le classi dirigenti!

        • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

          E la tangente favorisce le imprese decottea svantaggio di quelle sane, che x stare in una simile competizione devono a loro volta corrompere e alzare i prezzi!

      • ecomostro

        Non ho capito molto il discorso… mi pare come dire che se ai cuochi sono richiesti precisi requisiti tecnico-professionali per cucinare e specifiche norme di igiene nelle cucine dei ristoranti, se poi ti cucini “da solo” e “di nascosto” gli spaghetti a casa tua stai “danneggiando il lavoro”.

        • –<>– –<>–

          Lo vedo che non ha capito …. Ma non posso farci niente.
          Ė un problema suo.

    • cavallo pazzo

      Bravo! Soros approva questo commento e piange di gioia nel constatare che i suoi discepoli non si sono arresi. Non c’è nulla da fare: il liberismo è una patologia simile al condizionamento da setta religiosa. Non c’è realtà che tenga, il cervello del liberista è cotto. Buona deindustrializzazione e africanizzazione. E mi raccomando, dare sempre la colpa all’intervento per la cataratta fatta da mio padre. La colpa è della sanità e delle pensioni. E’ risaputo.

      • Mister Libertarian

        Se io voglio scambiare beni o servizi con una persona che abita in un qualsiasi posto del mondo, chi cazzo sei tu che pretendi di impedirmelo con la forza?

        Con quale diritto, che non sia la prepotenza più infame e ingiusta?

        • cavallo pazzo

          E con che diritto tu che sei dall’altra parte del mondo e paghi i tuoi operai con una ciotola di riso fai concorrenza a me che vivo in un Paese (ancora) (semi)civile in cui è vietato pagare i dipendenti con una ciotola di riso? Ben venga la concorrenza, ma ad armi pari. Se fai un prodotto migliore, se riesci a produrlo in 2 ore invece che in 12, ben venga: meriti di sbaragliarmi. Ma se la tua unica bravura è quella di pagare i dipendenti con una ciotola di riso puoi anche attaccarti al cazzo.

          • cavallo pazzo

            Ovviamente silenzio….che vi aspettavate? Il liberista è uno che vuole pagare 2 spiccioli in meno la roba che compra e se ne sbatte i coglioni della povertà che dilaga e delle imprese che chiudono a causa delle sue scelte. Finchè non tocca a lui, chiaro. Quando poi tocca a lui è il primo a frignare e a richiedere protezione dallo stato.

        • Ronf Ronf

          Amico caro, se l’Europa si deindustrializza senza creare delle alternative di sviluppo, poi a vincere le elezioni non saranno i Tory, ma i Podemos. Non dimenticarti mai questa cosa: capito?

          • Mister Libertarian

            Amico mio, basterebbe riportare le tasse e la burocrazia sul lavoro a com’era negli anni ’50 e ’60, e l’Italia e l’Europa crescerebbero immediatamente a due cifre, azzerando la disoccupazione.

            Finchè accetteremo questo modello statalista, la deindustrializzazione è inevitabile.

          • cavallo pazzo

            Falso, non potresti cmq mai competere con chi paga i propri dipendenti con una ciotola di riso. Soprattutto visto che è pieno di traditori che comprerebbero sempre cmq il prodotto taiwanese invece che quello italiano per risparmiare 2 lire.

          • ecomostro

            Gli smartphone dell’italiana Brondi S.p.A. costano dai 100 ai 150 euro a seconda del modello, mentre gli Apple iPhone o i Samsung Galaxy costano il quadruplo.
            Se i consumatori italiani scelgono le marche straniere è un motivo di prezzo secondo te?

          • cavallo pazzo

            Ammetto che non li conoscevo neanche. E da quel che ho letto non devono neanche essere male: il rapporto qualità-prezo sembra ottimo. Dovrebbero fare più pubblicità. Certo non ai livelli di apple e sams perchè evidentemente non possono permetterselo. Ma farli conoscere. Non c’è alcun motivo per cui non dovrebbero vendere discretamente.

          • ecomostro

            Guarda che non è mica l’unico produttore italiano di cellulari… c’è anche la NGM Italia s.r.l. in provincia di Pisa (specializzata in cellulari dual-SIM), la Komu Newmobi s.r.l. in provincia di Firenze, la Nodis s.r.l. nell’hinterland di Milano… e fino a qualche anno fa c’erano anche la Ekoore in provincia di Caserta e la Télit a Trieste (che adesso ha spostato la sede a Londra), mentre la Italtel S.p.A. (produttrice del mio primo cellulare negli anni ’90… se non ricordo male costava qualcosa come un milione di lire e pesava quasi mezzo chilo) si è specializzata in altri settori sempre nel campo delle telecomunicazioni. Conoscevi questi marchi?
            Quello che voglio dire è che il punto non è imporre dazi o protezioni doganali non tariffarie… il punto è chiedersi: “Perché la Apple vende un sacco di iPhone in Italia mentre la NGM non vende un sacco di Dynamic in California?” e “Come possiamo fare affinché anche le nostre aziende tecnologiche siano competitive sui mercati di tutto il mondo?”.

          • AnonimoSchedato

            Non penserai che Brondi produca in Italia, vero?

          • Mister Libertarian

            Hai sbagliato esempio, dato che i redditi pro-capite di Taiwan sono molto più alti dei nostri: 46000 dollari contro 35000 mila.

            Mettitelo bene in testa: gli straccioni miserabili siamo noi che vogliamo il protezionismo, il reddito di cittadinanza e i diritti acquisti, senza più lavorare.

            In Asia sgobbano duro e ci hanno sorpassati da un pezzo.

          • cavallo pazzo

            Sgobbano duro per una ciotola di riso e per arricchire 4 schiavisti. Ovviamente c’è un refuso: non mi riferivo a Taiwan, Paese sviluppato e coccolato negli scorsi decenni dagli Usa in chiave anti-cinese la cui popolazione sta subendo lo stesso impoverimento in atto da noi, ma ai paradisi dei liberisti come Taiwan e il Bangladesh. Il modello di riferimento dei parassiti di casa nostra. Beh, col cazzo che gli italiani accetteranno di uniformarsi o anche solo avvicinarsi a quelle condizioni. Vacci tu a lavorare come un vietnamita. E ricordati di ringraziare alla fine.

          • Ronf Ronf

            Ok, ma Robert Mundell ha dimostrato che l’Euro è una stronzata alluncinante (vedi la teoria sulle aree valutarie ottimali) perchè due (o più) economie diverse NON possono avere la stessa valuta.

      • cipperimerlo

        Dev’essere il classico bancario del cazzo o il microimprenditore figlio di papà, che ha ereditato l’azienda familiare che produce la stessa palta da 50 anni (ed era roba vecchia già 50 anni fa)…

    • Ronf Ronf

      Ok, ma: verrebbe da chiedersi come mai la Thatcher e Milton Friedman erano del tutto contrari alle tesi europeiste di Delors prima e di Prodi-Monti-Letta-Renzi poi!

      • Mister Libertarian

        Che c’entra? Anch’io sono totalmente contro quel mostro burocratico centralizzato e protezionista che è la Ue.

        Io difendo il libero mercato tra imprese ed individui.

        • Ronf Ronf

          Occhio che un pò di protezionismo ci vuole. Se la gente rimane senza lavoro, poi vota Podemos e poi tu ti puoi scordare il libero mercato tra imprese ed individui: anzi, ti becchi la patrimonialona

    • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

      Falso e bugiardo! Mentitore seriale!
      Stare fuori dall’Eurozona non vuol dire abbandonarsi ad un’economia socialista, ma non subire, ad esempio, l’importazione di arance nord africane impoverendo i nostri coltivatori.

      Proprio poche ore fa ho visto in un discount (DISCOUNT!!!!!!!!) pomodori Italiani a 4,58€ al chilo, quasi 10.000 Lire al chilo, vecchio conio!!!!!
      Con la Lira, non avremmo mai avuto questi prezzi!
      I contadini venivano a suonare al citofono di casa x venderli in periodo agostano a 100£/kg, oltrepassando la filiera tradizionale!

  • –<>– –<>–

    Gli italiani hanno sempre posizioni “originali”.
    E non è neanche colpa dei politici, che sono un riflesso della società.
    Per esempio, l’europeismo.
    Per i francesi e i tedeschi è giusto stare in europa, ma sono consapevoli che prima di tutto viene l’interesse nazionale, non tanto in chiave politica (nazionalismo), ma tanto in quella economica.
    Gli italiani sono invece convinti che stare in europa significhi fare gli interessi dei francesi, tedeschi etc, a nostro discapito.
    L’europeismo italiano è un europeismo idiota, non meraviglia se questa idiozia si manifesti anche oltre i confini europei.

  • Angel

    E meno male che tutti tutti parlavano di “Italeave” prossima ventura. Seeeee…
    “FMI: Schäuble guida gli europei nel chiedere più austerità, per altri 10 anni. Lo staff e tutti Paesi non europei dell’Fmi hanno risposto che è una pura follia. I ministri dell’Economia di ITALIA E FRANCIA HANNO SCHIERATO I LORO PAESI NEL VERTICE DELL’FMI CON LUI”.
    http://www.corriere.it/opinioni/17_febbraio_15/ministro-padoan-sta-schauble-ma-solo-grecia-2ab38e72-f2f0-11e6-a761-60f3fdff5014.shtml?refresh_ce-cp

    Eh sì: Padoan (e chi lo manovra) hanno deciso non solo di rimanere nell’Euro, ma addirittura nel “nucleo duro”, anche a costo di sequestrarci le mutande. E c’è chi invoca le elezioni fra un anno… Lo ripeto: fra un anno saremo tutti a pane&cipolla, come dopo il Sacco di Roma.

    • Blondet

      Grazie, ciò perfeziona la mia tesi…

    • Paolo Venturini

      Questi ci distruggono……………

  • giuseppe

    …ci manderanno forse un James Brooke per tenerci a bada?

  • land 110

    Non capisco se capite che hanno colonizzato L Europa e se ne servono
    Come si sono serviti degli africani per esempio

  • cavallo pazzo

    L’Europa merita di fallire e diventare un continente del terzo mondo irrilevante.

  • Hannibal Lecter

    Non me la prendo con i politici, dopo tutto fanno il loro sporco mestiere di servi LORO STANNO ALDILA’ DELLA SPONDA, me la prendo con gli ITAGLIOTI CHE DANNO ANCORA IL 30% DI VOTI AL PARTITO CHE TI HA AFFAMATO, CHE TI HA FATTO DIVENTARE UNO ZOMBI DEL LAVORO, CHE HA TOLTO TUTTI I DIRITTI CONQUISTATI IN ANNI DI SCIOPERI, CHE TI HA TOLTO LA DIGNITA DEL LAVORO, CHE HA FATTO DIVENTARE QUESTO PAESE UNA CLOACA UMANA, CHE HA FATTO DIVENTARE QUESTO PAESE TERRA DI CONQUISTA X CHIUNQUE.
    E VEDI QUESTO POVERO POPOLO ITAGLIOTA SCODINZOLARE COL POTENTE DI TURNO, LO APPLAUDE, GLI STRIGE LA MANO, SI FA I SELFIE MAH CHE PAESE E’?

    • Uto Uto

      basta guardare quanti sono i condomini che partecipano alle assemble di condominio invece di dare la delega ad altri….

    • davide

      è questo paese! nella foto il popolo romano (notare il colosseo) festante accoglie i nuovi padroni gli mmerreggani sugli Sherman dopo che le loro Fortezze volanti hanno buttato tante di quelle bombe sugli scali ferroviari da fare 10 volte + morti della rappresaglia delle fosse ardeatine. Forse il nonno della Merkel era antipatico ai romani perchè non lanciava dal carro armato chewingum e cioccolata.
      Con tutto il rispetto per i romani che mi leggono. Io sto in Romagna e mio padre mi raccontò scene…come dire….stucchevoli…. quando le teste quadre abbandonarono in fretta e furia la linea gotica in aprile 1945 https://uploads.disquscdn.com/images/f2c6c0f1fd8c36a8fb828efa555927e57d7bf4034aa390af0412d94be50944bd.jpg

  • Nikytower

    Si continua a parlare di noi e loro come se ci fosse qualcuno nell’ambito di uno stato o un sovrastato che fa l’interesse dei sudditi detti anche cittadini.
    Si parla giustamente di “stato sovrano” come se dovesse fare l’interesse dei sudditi… in realtà fa il suo cioè quello dei cortigiani. Ma la cosa peggiore è che è “sovrano” senza un re. Così nessuno considera il bene della sua nazione come “suo” e per un tangentino si vende qualsiasi cosa. (Da qui nasce l’esigenza di esportare le democrazie).
    A me di essere suddito itagliano o neuropeo non cambia nulla. Son comunque suddito. Comunque dovrò pagare la sessantesima… (ex decima) e a questo punto, potendo scegliere, sceglierei di essere suddito di chi mi ruba meno soldi dalla banca attraverso l’inflazione.

  • Uto Uto

    ”Non è stata solo la recessione mondiale del 2008 la causa della
    colossale perdita di lavori e di industrie, ma anche l’applicazione
    dissennata dei comandamenti liberoscambisti che gli altri, i
    concorrenti, non hanno mai applicato (come la Cina) o applicato in modo
    selettivo (Usa).”
    SANTE PAROLE

  • Uto Uto

    ”Agli iniziati, Padoa Schioppa (allora ministro Economia Governo Prodi) rivelava il vero scopo della moneta unica: “Nell’europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve
    oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del
    lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un
    unico principio:attenuare quel diaframma di protezioni che nel
    corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’
    individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.”
    VEDI LA RIFORMA FORNERO E IL GOVERNO MONTI.

  • cip ciop

    Funny king qualche giorno fa si è vantato del fatto che non esistesse un vero sentimento nazionale, non capisco quindi come mai si pubblichi questo intervento.

  • cavallo pazzo

    Direttore non dica così! Mi fa piangere tutti i ricardini pro-global che scrivono su RC! Non si fa. Vuole togliere a costoro la paccottiglia in plastica tossica a pochi euro? Vuole far loro tenere un cellulare 2-3 anni invece di cambiarlo ogni 6 mesi? Lei è cattivo! Cattivo cattivo! Il libero mercato e l’abolizione dei dazi arricchisce tutti, è risaputo. E se la realtà dice il contrario, beh significa che la realtà è sbagliata. Ricardo e Friedman parlano chiaro!

  • marcoferro

    non l’itaslia non si fa rispettare da nessuno figurarsi imporre qualcosa. con quel manipolo di mollaccioni dai kuli grassi che abbiamo al governo.

  • A. Luca B

    Blonde è riuscito a dire prima che l’euro è cattivo e la Germania kattiva ci mette le manette, poi che la Germania kattiva ha il diabolico piano di sbatterci fuori e (unica cosa vera) che le due velocità le ha in testa dal 94.

    Decidiamo o sono kattivi perché avevano preparato il trappolone e ci vogliono dentro o sono kattivi perché nel 94 non ci volevano e ora ci vogliono sbattere fuori.

    Kattivi per tutte e due le cose é un po’ schizofrenica come posizione

  • A. Luca B

    Ditegli anche che se il costo alla produzione é x tutto il resto NON è profitto.

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