Come i deficit statali ci impoveriscono

Di Francesco Simoncelli , il - 69 commenti

di Frank Shostak

Secondo alcuni commentatori il deficit di bilancio degli Stati Uniti resta ancora un grave problema economico, nonostante il tema attiri meno attenzioni rispetto al passato. Il bilancio del governo federale ha registrato un attivo di $33.4 miliardi a settembre 2016 rispetto ad un attivo di $90.9 miliardi a settembre del 2015. La media mobile a 12 mesi del bilancio del governo federale si è attestata ad un passivo di $49 miliardi a settembre 2016 rispetto ad un passivo di $44.2 miliardi ad agosto 2016, e ad un passivo di $37 miliardi a settembre del 2015.

La maggior parte degli esperti è del parere che il danno arrecato dal deficit di bilancio derivi dal cosiddetto “effetto spiazzamento”: l’idea che il debito pubblico assorba fondi degli investitori che altrimenti sarebbero stati utilizzati per gli investimenti privati, facendo salire i tassi d’interesse. Tuttavia, dato che attualmente i tassi d’interesse rimangono a livelli storicamente bassi, essi sostengono che non vi sia alcun bisogno di preoccuparsi del deficit di bilancio in quanto tale. Al contrario, molti esperti sostengono che aumentare il deficit possa rappresentare un vantaggio per la crescita economica.

Data la crescita economica ancora sottotono, viene anche sostenuto che un aumento del deficit di bilancio in risposta ad un forte aumento della spesa pubblica, andrà ad aumentare la domanda aggregata e questo a sua volta rafforzerà la crescita economica globale. Ancora una volta, questi commentatori considerano gli attuali tassi d’interesse bassi come un’opportunità affinché la politica fiscale diventi più attiva.

Al contrario, ci sono commentatori che sono a favore di una riduzione del deficit, i quali sono del parere che i conti dello stato devono essere sempre bilanciati, vale a dire, lo stato deve vivere dei propri mezzi così come fa ogni individuo.

Conta la spesa pubblica — non il deficit

Ciò che conta per la salute dell’economia non è la dimensione del deficit di bilancio, bensì la dimensione della spesa pubblica. Quando lo stato approva progetti per aumentare la domanda aggregata, questi progetti in realtà consumano ricchezza. Il fatto che il settore privato non abbia intrapreso questi progetti, indica che hanno una bassa priorità tra gli individui.

La realizzazione di questi progetti indebolirà il benessere degli individui, perché sono finanziati a scapito di progetti che hanno una priorità più alta e sarebbero stati realizzati dal settore privato.

Quando lo stato decide di promuovere una particolare attività, finanzierà i vari individui che sono impegnati in tale attività. Il denaro ricevuto, a sua volta, permetterà loro d’accedere al bacino della ricchezza reale.

Lo stato non è un creatore di ricchezza reale. Parassita il settore privato. Questo a sua volta significa che più lo stato spenderà, meno finanziamenti reali saranno disponibili per il settore privato.

Ciò impedirà la creazione di ricchezza reale e impoverirà l’economia nel suo complesso. Si osservi che se lo stato potesse generare ricchezza reale, allora non avrebbe bisogno di tassare il settore privato.

Vari commentatori sono del parere che negli USA e in altre grandi economie, lo stato potrebbe portare crescita economica migliorando le strade. Il miglioramento delle strade sembra una grande idea. La questione chiave è se per un determinato bacino di ricchezza, gli individui americani possano permetterselo.

Ad esempio, un individuo potrebbe pensare di comprarsi una Mercedes, purtroppo il suo bacino di ricchezza reale gli consente solo d’avere una Toyota di seconda mano. Se dovesse destinare tutta la sua ricchezza all’acquisto di una Mercedes, correrebbe il rischio di danneggiare gravemente il benessere suo e della sua famiglia, poiché non avrà mezzi sufficienti per sfamarla.

Deviare ricchezza dai produttori

La modalità con cui si devia ricchezza reale del settore privato è di secondaria importanza. Ciò che conta è se viene deviata ricchezza reale. Il metodo può avvenire attraverso le imposte dirette o le imposte indirette e tramite la stampa monetaria.

Il livello effettivo delle imposte è quindi dettato dalla spesa pubblica — più lo stato prevede di spendere, più ricchezza reale verrà sottratta al settore privato.

Un mutuatario dev’essere un creatore di ricchezza affinché possa essere in grado di rimborsare il prestito più gli interessi. Questo aspetto non vale quando parliamo dello stato, poiché non è un creatore di ricchezza, esso la consuma solamente.

Il danno causato dal debito pubblico

Un altro strumento per deviare ricchezza reale è attraverso i prestiti. Ma come?

Come può lo stato, che non produce ricchezza reale, ripagare il debito?

L’unico modo in cui può farlo è prendere in prestito ancora una volta dallo stesso creditore — il settore privato che invece genera ricchezza. Stiamo parlando di un processo in cui il governo prende in prestito da voi al fine di rimborsarvi.

A questo proposito possiamo vedere che il debito pubblico in percentuale del PIL, che si attestava al 55% nel 1959, è arrivato al 100.5% nel 2015.

Inoltre, poiché lo stato non è un’entità che genera ricchezza, più spende più risorse deve prendere dai creatori di ricchezza. Ciò significa che il livello effettivo delle imposte è la dimensione dello stato stesso. Suggeriamo che l’obiettivo di compensare il deficit di bilancio in quanto tale, potrebbe essere una politica sbagliata. In definitiva ciò che conta per l’economia non è la dimensione del deficit di bilancio, ma la dimensione della spesa pubblica — la quantità di risorse che lo stato ingloba.

Ad esempio, se la spesa pubblica è di $3,000 miliardi e le entrate sono di $2,000 miliardi, allora lo stato avrà un deficit di $1,000 miliardi. Dal momento che la spesa pubblica deve essere finanziata in qualche modo, questo significa che lo stato deve far ricorso ad altre fonti di finanziamento, quali i prestiti, la stampa di denaro o nuove tasse. Lo stato impiegherà ogni sorta di mezzo per ottenere risorse dai creatori di ricchezza e sostenere le proprie attività.

Ciò che conta qui, non non è se il deficit è di $1,000 miliardi. Ciò che conta è che la spesa pubblica ammonta a $3,000 miliardi. Per esempio, se le entrate dello stato fossero state di $3,000 miliardi grazie a tasse più alte, allora potremmo parlare di un bilancio in pareggio. Ma come questo cambierebbe il fatto che lo stato sottrae $3,000 miliardi in risorse dai creatori di ricchezza?

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

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  • Christian Caiumi

    “Ma come questo cambierebbe il fatto che lo stato sottrae $3,000 miliardi in risorse dai creatori di ricchezza?”
    Sottrae un cazzo. Quei 3000 miliardi non finiscono bruciati nel forno della pizza, ma vengono NUOVAMENTE SPESI NEL CIRCUITO PRIVATO.
    Siete proprio dei poveretti…

    • Francesco S

      Oh bene, mi racconti la favoletta dei servizi pubblici efficienti, oltre al fatto di “giustificare” la rapina fiscale.

      • Christian Caiumi

        Se uno è malato la soluzione non è ucciderlo ma curarlo. Se i servizi pubblici non sono sufficientemente efficienti andranno riformati. Peraltro il loro primo compito non è essere efficienti, che è un compito del mercato privato, che ha altri scopi.
        Lo stesso mercato privato ha largamente dimostrato, in regime di piena libertà nella circolazione dei capitali, di essere del tutto incapace a gestire un ciclo economico funzionante, quindi, per cortesia, non mi tediare con le consuete banalità.

        La “rapina” non esiste. Quei denari raccolti vengono spesi TUTTI nel circuito privato, quindi smettetela di frignare.

        • Francesco S

          Bene, oltre alle baggianate inserite nel suo commento, visto che mescola ciclo economico con circolazione dei capitali senza avere la minima idea di come s’intersecano entrambi, arriviamo all’assurdo: non è compito dei servizi pubblici essere efficienti. Ha timbrato il cartellino oggi?

          • Christian Caiumi

            Non mescolo proprio nulla. Il mercato si è dimostrato del tutto inefficiente nella gestione dei capitali, quando aveva modo di farlo liberamente, tutto qui. Visto che di efficienza si parlava, ciascuna misurata nel proprio ambito.
            E sì, il primo scopo del servizio pubblico non è quello di essere “efficiente”, ma di garantire copertura, servizi, dignità pubblica anche laddove non vi fosse “convenienza economica” nel farlo. Cosa che il privato non può fare, e che rende il pubblico impossibilitato ad essere “pienamente efficiente”. Il che ovviamente non significa che debba essere disfunzionale.
            E si risparmi commenti personali che non si può permettere, visto che non ci conosciamo. D’accordo?

          • Ale C.

            scusa però “inefficiente” è un conto.
            “non conveniente” è un altro.
            es. lo stato spende mille euro per un medicinale per tenere in piedi uno di 95 anni: “non conveniente” ma eticamente doveroso.
            “inefficiente” : lo stato spende 3000€ per lo stesso medicinale perché 2000€ sono finiti in mazzette (nella peggiore) o perché chi lo produce è l’unico fornitore dello stato e quindi fa il prezzo che vuole.

          • Christian Caiumi

            Bravo, allora pigliatela con il monopolista o con il sistema privo di regole pubbliche che permette ad una singola azienda di diventare monopolista, e con quella stessa azienda perchè nonostante abbia tutti i mezzi per perseguire il “libero mercato” e la “concorrenza” preferisce corrompere lo Stato ed eliminare la concorrenza, che è esattamente ciò che fanno TUTTE LE AZIENDE APPENA RAGGIUNTO UN CERTO POTERE. Non si era detto che i privati “fanno sempre la scelta migliore”? Quella di corrompere? Ah grazie dell’informazione…

          • Ale C.

            non sei obiettivo: se un’azienda corrompe è perché, perlomeno, dall’altra parte c’è uno che si fa corrompere. non puoi negarlo (a meno che tu sia corrotto o stupido).

            inoltre è lo stato che “acquista” quindi è allo stato che spetta la decisione per cui la colpa è più del pubblico dipendente (che dovrebbe fare gli interessi della collettività) che del privato (che deve fare gli interessi suoi).

            negarlo è mentalmente disonesto.

            inoltre spesso è il sistema che, anziché essere privo di regole anti-monopolio, ne scrive proprio per favorirne.
            stai rigirando le carte in tavola.

            infine. se un’azienda trova un dipendente corrotto grazie al quale può produrre un bene di bassa qualità e farlo pagare 10 volte tanto quello che lo farebbe pagare in privato secondo te qual è la scelta “migliore” (al netto del rischio di finire in galera, ovviamente) per quell’azienda?

            ma, anche senza tanta malizia, hai mai provato e vedere i beni venduti alla PA sul sito consip?

          • Christian Caiumi

            “se un’azienda corrompe è perché, perlomeno, dall’altra parte c’è uno che si fa corrompere”
            Quantomeno c’è dolo da entrambe le parti, resta il fatto che l’iniziativa è stata presa dall’azienda, che poteva evitare di tentare la corruzione. E quindi ha la maggiore responsabilità. Diverso il discorso della concussione, che configura una maggior responsabilità da parte dell’ente pubblico.

            “è lo stato che “acquista”
            Non ha nessuna importanza. Corrompere è reato, come già detto è ovvio che c’è corresponsabilità, ma l’iniziativa la prende chi corrompe.o tenta di farlo.

            “dovrebbe fare gli interessi della collettività”
            L’azienda che tenta di corromperlo potrebbe essere benissimo quella che eroga il servizio migliore.

            “che deve fare gli interessi suoi”
            Ciò non giustifica minimamente il tentativo di corruzione, anzi è un’aggravante nella supposta condizione di “superiorità etica” del privato, che già da quel che ha appena detto lei, appare inesistente.

            “inoltre spesso è il sistema che, anziché essere privo di regole anti-monopolio, ne scrive proprio per favorirne”
            Che interesse avrebbe lo stato ad autosottrarsi potere per delegarlo ad un potente privato se non sotto la spinta del privato stesso?

            “stai rigirando le carte in tavola.”
            No, scusa ma lo fai tu. Ripeto: se io sono lo stato, perchè dovrei favorire una grande azienda invece di “me stesso”, se non sotto la spinta, morale o violenta, dell’azienda stessa?

            “se un’azienda trova un dipendente corrotto grazie al quale può produrre un bene di bassa qualità e farlo pagare 10 volte tanto quello che lo farebbe pagare in privato secondo te qual è la scelta “migliore” (al netto del rischio di finire in galera, ovviamente) per quell’azienda?”
            Stai sostenendo che il mercato privato è intrinsecamente corrotto e che si comporta illegalmente. Sei sicuro di ciò che affermi?

            “ma, anche senza tanta malizia, hai mai provato e vedere i beni venduti alla PA sul sito consip?”
            No, ma so benissimo cosa aspettarmi: molti (non tutti) privati ladroni e furbi che vendono prodotti nel migliore dei casi costosi e inutili, nel peggiore scadenti e costosi, e molti (non tutti) funzionari pubblici incompetenti a schivare la fregatura o privi della capacità di impostare verifiche sui prodotti. Peraltro credo ci sia molta più attenzione in tal senso negli ultimi anni.

          • Ale C.

            a me pare che tu parta dal presupposto che lo stato è “giusto” e tutti i tuoi giudizi sono basati da quel presupposto. oppure che tu stia trollando ma voglio scartare questa ipotesi.

            “Non ha nessuna importanza. Corrompere è reato, come già detto è ovvio che c’è corresponsabilità, ma l’iniziativa la prende chi corrompe.o tenta di farlo.”
            Ce l’ha eccome. Perchè il “potere” decisionale è in mano allo stato. Se deve comprare una mela e sceglie chi gliela vende marcia tra altri che invece vendevano mele buone, la colpa è di chi ha provato a vendere la mela marcia o chi ha comprato quella marcia, oltretutto usando soldi non suoi?

            “Ciò non giustifica minimamente il tentativo di corruzione, anzi è un’aggravante nella supposta condizione di “superiorità etica” del privato”.
            Gisuto. Non ho mai sostenuto che il privato sia eticamente superiore.E per fare un esempio la crisi di Lehman Brothers & co. è lì a dimostrarlo. Sostengo che dovrebbe essere lo stato ad essere eticamente superiore ma purtroppo alla prova dei fatti non è così e secondo me è più grave. Perché lo stato usa soldi non suoi ma prelevati a chi lavora e produce per contraccambiare servizi.

            “se io sono lo stato, perchè dovrei favorire una grande azienda invece di “me stesso”, se non sotto la spinta, morale o violenta, dell’azienda stessa”
            Qui ho capito che parti dal presupposto che lo stato è in qualche modo perfetto.
            Perché se l’azienda torna al dipendente pubblico un favore personale (sua sponte oppure su indicazione dello stesso, poco cambia per me) e i soldi usati tanto non sono i suoi né alla fine risponde della responsabilità, ecco spiegato il perché.

            “Stai sostenendo che il mercato privato è intrinsecamente corrotto e che si comporta illegalmente. Sei sicuro di ciò che affermi?”
            No. Qui generalizzi una domanda che ho fatto e a cui non hai risposto e hai tratto una conclusione completamente sbagliata.
            Vorrei che rispondessi alla domanda (che per inciso si applica alle solamente aziende “maliziose” che lavorano con la PA e con dipendenti corrotti ma quanti esempi ci sono per trascurare quest’eventualità?).

            E infine.
            “molti (non tutti) privati ladroni e furbi che vendono prodotti nel migliore dei casi costosi e inutili, nel peggiore scadenti e costosi, e molti (non tutti) funzionari pubblici incompetenti a schivare la fregatura o privi della capacità di impostare verifiche sui prodotti”

            Esatto. Però… Supponiamo che io sono un privato ladrone e furbo. Che chance avrei di vendere il mio prodotto scadente e costoso in un mercato di concorrenza?
            Eppure se lo fanno è perché riescono a vendere.
            Quindi c’è un’inefficienza colossale. Che paghiamo tu ed io con le nostre tasse. Ovvero coi tuoi e i miei soldi. E siccome non li cago vorrei che fossero spesi con accortezza e non alla vaffanculo.
            Scusa la scaduta volgare. Ma il discorso, per me, è in fondo tutto lì.

          • Christian Caiumi

            “a me pare che tu parta dal presupposto che lo stato è “giusto” e tutti i tuoi giudizi sono basati da quel presupposto”
            E’ un’affermazione senso senso. Lo stato è “necessario” nella misura in cui senza lo stato non esiste una società, ma una torma di lupi. Può essere ben gestito o mal gestito, che è un’altra cosa.

            “la colpa è di chi ha provato a vendere la mela marcia o chi ha comprato quella marcia”
            Quindi non esiste il reato di corruzione? Buono a sapersi. Aggiorniamo il codice penale!

            “Sostengo che dovrebbe essere lo stato ad essere eticamente superiore ma purtroppo alla prova dei fatti non è così e secondo me è più grave”
            Non è sempre così. Con la differenza che il privato non è MAI tenuto a comportarsi eticamente, in quanto persegue il profitto, ragion per cui necessita di un contraltare. Non sempre lo stato ce la fa, così come non sempre il privato non è etico. Se vuoi etica, cercala nello stato, non la troverai spesso, ma la troverai. Il privato, in ultima istanza, agisce unicamente nella direzione dell’interesse.

          • Ale C.

            appunto. lo stato mal gestito è un crimine morale assai peggiore rispetto ad una azienda mal gestita.

            “la colpa è di chi ha provato a vendere la mela marcia o chi ha comprato quella marcia”
            Quindi non esiste il reato di corruzione? Buono a sapersi. Aggiorniamo il codice penale!
            La smetti di trarre conclusioni errate e proveresti a rispondere alle domande, invece?
            Certo che esiste il reato di corruzione e se venisse pure perseguito sarebbe pure meglio.
            Ma fra corruttore privato e corrotto pubblico, per me è più grave il secondo perché quest’ultimo DEVE ESSERE INCORRUTTIBILE.
            Perché DEVE RISPONDERE ALLA COLLETTIVITA’ DI CUI E’ IL RAPPRESENTANTE NONCHE’ (in quel momento e in quel contesto) IL GESTORE DELLE RICCHEZZE DI TUTTI.
            Quindi ha un ruolo più nobile rispetto al privato.
            Ti è chiaro, detto in questi termini?

          • Christian Caiumi

            “appunto. lo stato mal gestito è un crimine morale assai peggiore rispetto ad una azienda mal gestita.”
            Non sono realtà confrontabili, perchè nascono per scopi diversi.

            “Ma fra corruttore privato e corrotto pubblico, per me è più grave il secondo perché quest’ultimo DEVE ESSERE INCORRUTTIBILE.”
            Se sono due uomini, che differenza c’è tra loro? hanno una testa, due braccia e due gambe. Perchè uno dovrebbe essere autorizzato ad essere un farabutto e l’altro deve esser e”incorruttibile”?
            Perchè pretendi il massimo da uno e nulla dall’altro? In fondo sono entrambi persone.

            Ciò detto, il semplice principio di iniziativa ti dice tutto. Se sei tu a venire a corrompermi, più colpa tua, se sono io a chiedere la mazzetta, più colpa mia.

            “Quindi ha un ruolo più nobile rispetto al privato.
            Ti è chiaro, detto in questi termini?”
            Mi è chiarissimo. Ciò che però non dici è che è più nobile MA ANCHE MOLTO PIU’ DIFFICILE! Perchè richiede una grande etica, e non l’assecondare solamente l’istinto individuale di arricchimento.

            Se Bolt fa i centro metri con me con un peso da 50 Kg attaccato dietro la schiena e alla fine vinco io, sono forse un miglior atleta di lui? O forse lui aveva un compito improbo?

            Ti è chiaro, detto in questi termini?

          • Ale C.

            Certo che è più difficile. per quello è più nobile.
            Ma sto cazzo che non ci sono differenze fra gli uomini.
            Ci sono quelli etici e quelli che non lo sono.
            Ci sono i farabutti e ci sono gli onesti.
            E te lo ripeto per l’ultima volta: un criminale in un’azienda è un criminale. Un criminale nello stato è sempre un criminale. Ma più dannoso, più infame proprio perché gestisce soldi NON SUOI. E danneggia gli altri (per inciso gli stessi a cui ha “requisito” soldi sotto forma di tassazione).
            E non venirmi a dire che è un compito improbo quello di essere incorruttibili.
            Perchè se no comincio a pensare che tu sia il primo.

          • Christian Caiumi

            “Ma sto cazzo che non ci sono differenze fra gli uomini.
            Ci sono quelli etici e quelli che non lo sono.
            Ci sono i farabutti e ci sono gli onesti.”
            Ci sono grandi differenze anche e soprattutto nelle CIRCOSTANZE, caro mio…
            Nel diritto si parla espressamente di CIRCOSTANZE ATTENUANTI, in caso di reati, lo sapevi?

            “E non venirmi a dire che è un compito improbo quello di essere incorruttibili.”
            Dal mio punto di vista non dovrebbe esserlo nemmeno essere etici pur facendo impresa, ma oltre un certo livello in particolare pare essere una chimera…

            “E te lo ripeto per l’ultima volta: un criminale in un’azienda è un criminale. Un criminale nello stato è sempre un criminale. Ma più dannoso, più infame proprio perché gestisce soldi NON SUOI”
            Non sto dicendo che un dipendente pubblico corrotto non vada punito. Sto dicendo che non ha senso pretendere dal settore pubblico la stessa “efficienza produttiva” del settore privato, perchè le condizioni e circostanze applicate ai due mondi sono COMPLETAMENTE DIVERSE. E sono molto più difficili per il settore pubblico.

          • Ale C.

            quindi essere un dipendente pubblico è, di per sé, un’attenuante per i reati?
            Stocazzo. Se uno è onesto, non è perché è dipendente pubblico che non lo fa.
            Una circostanza attenuante potrebbe essere, che ne so, il bisogno di soldi per curare una figlia malata (esempiaccio).
            Ma col cazzo che siccome il compito è difficile, se non riescono a fare il loro dovere dobbiamo far finta di niente o concedere delle attenuanti.
            Se non ne sono all’altezza che facciano altro.

          • Christian Caiumi

            “quindi essere un dipendente pubblico è, di per sé, un’attenuante per i reati?”
            No, lo è se uno pretende dal settore pubblico la stessa “efficienza produttiva” del settore privato.

            “Una circostanza attenuante potrebbe essere, che ne so, il bisogno di soldi per curare una figlia malata (esempiaccio).”
            O magari vivere di contratti precari per anni e anni, o con collaborazioni sottopagate, ecc…

            “Ma col cazzo che siccome il compito è difficile, se non riescono a fare il loro dovere dobbiamo far finta di niente o concedere delle attenuanti.”
            Dipenderà dai singoli casi, che dovranno essere valutati. Fare finta di niente non è mai una buona idea, e lo dici tu e non l’ho mai detto io. Ragionare per estremi non serve a niente.

          • Ale C.

            O magari vivere di contratti precari per anni e anni, o con collaborazioni sottopagate.
            Forse che le stesse (orrende) condizioni non ci sono anche nel privato?
            Inoltre, perché queste dovrebbero essere un’attenuante per uno che ruba? (mi spiego: purtroppo ormai queste condizioni sono talmente generali che praticamente tutti ci passano. dovremmo aspettarci che ognuno sia ladro allora? oppure quello che conta è la scelta che uno fa di rubare oppure di essere onesto?)

          • Christian Caiumi

            “Forse che le stesse (orrende) condizioni non ci sono anche nel privato? ”
            Peggio ancora

            “Inoltre, perché queste dovrebbero essere un’attenuante per uno che ruba?”
            Lei continua a non capirmi… Ho già specificato che non intendo giustificare I SINGOLI COMPORTAMENTI CRIMINOSI! Pur sapendo benissimo che grandi organizzazioni economiche sono in grado di esercitare pressione in molti modi sui rappresentanti della collettività… Ma lasciamo stare. Cerco di spiegarle la SPECIFICITA’ del settore pubblico rispetto a quello privato, e il motivo per cui OGNUNO DEI DUE NON POTRA’ MAI ESSERE UGUALE ALL’ALTRO, e che soprattutto fatico ad oggi ad immaginare una società in cui vi sia UNO DEI DUE SETTORI SENZA L’ALTRO.
            Capisce?

          • Ale C.

            Specificità che porta l’individuo ad essere delinquente. Questo è quanto capisco dal discorso.
            Ma sorvoliamo su questo (chiaramente sto provocando 😀 )
            Sul fatto che pubblico e privato siano diversi sono perfettamente d’accordo e mi pare di averlo già scritto (ma glielo ripeto: ritengo il lavoro pubblico più “nobile” di quello del privato e per questo lo ritengo meno adatto a “chiunque” ma solo adatto a persone di comprovata onestà).
            E infine, non ho mai detto che possa esistere una società basata solo sul privato (anarchia) o solo sul pubblico (comunismo). In entrambi gli estremi si assiste a forzature innaturali.
            Solamente, vorrei uno Stato più snello, più efficiente e con più “nobili” e meno delinquenti.
            Proprio perché fanno i delinquenti con i soldi non loro!

          • Christian Caiumi

            “Specificità che porta l’individuo ad essere delinquente”
            Nel pubblico come nel privato.

            “ma solo adatto a persone di comprovata onestà”
            Che è un po’ come dire che invece i privati sono autorizzati ad essere disonesti… Ma va bene.

            “Solamente, vorrei uno Stato più snello, più efficiente e con più “nobili” e meno delinquenti”
            Allora dica ai suoi amici privati delle multinazionali di smetterla di giocare con l’economia e con le vite della gente facendosi salvare il culo dallo Stato che poi si deve indebitare a causa loro, per esempio… Perchè i delinquenti non sono accettabili, nel pubblico come nel privato.
            Se accetta questo “patto” di limitazione dello strapotere economico, ci posso stare anch’io.

          • Alcoor26 .

            Christian caiumi,colui che passa a scrivere lunghi temi in cui espone le sue tesi come ‘evidenti’ , con ‘chiaro’, ‘lo sanno dalle elementari a educazione civica’ e non mette mai un dato numerico a supporto Delle sue tesi. Tesi evidenti. Solo a lui pero’..
            Spero per lui che sia un troll di proposito.

          • Christian Caiumi

            Ha parlato quello che utilizza “lapalissiano” come parola più frequente…
            Te l’ho già detto, non hai più l’età per la balia. Se vuoi imparare delle cose, studia. Non te li do i riferimenti, è inutile, non mi va di perdere tempo con te.

          • Ale C.

            “Che è un po’ come dire che invece i privati sono autorizzati ad essere disonesti… Ma va bene.”
            Questa è una sua conclusione totalmente delirante.

            “ritengo il lavoro pubblico più “nobile” di quello del privato e per questo lo ritengo meno adatto a “chiunque” ma solo adatto a persone di comprovata onestà”
            vuol dire
            “ritengo il lavoro pubblico più “nobile” di quello del privato e per questo lo ritengo meno adatto a “chiunque” ma solo adatto a persone di comprovata onestà”. Ogni altra sua conclusione a riguardo se la tenga per lei, d’accordo?

            “Allora dica ai suoi amici privati delle multinazionali di smetterla di giocare con l’economia e con le vite della gente facendosi salvare il culo dallo Stato..” Innanzitutto non sono amici miei.
            Ma non facciamo un mescolotto di cose diverse: ha ragione quando dice che chi ha giocato con l’economia globale poi si è salvato il culo coi soldi dello Stato.
            Ma non è che prima della crisi del 2007 (o anche della bolla dotcom del 2001) gli Stati fossero così snelli ed efficienti.
            A meno che non vogliamo fare i disonesti e negare l’evidenza.

            Lei ha mai avuto a che fare con un ufficio pubblico, in Italia, prima di lehman brother? E se mi dice che la causa dei furti degli statali è lehman brother, l’unica cosa che mi resta da dirle è il consiglio di non scadere nel ridicolo.

          • Christian Caiumi

            “Ogni altra sua conclusione a riguardo se la tenga per lei, d’accordo?”
            Non vedo perchè. L’onestà comprovata deve essere pretesa da tutti, in realtà controllando soprattutto il mondo del privato, e proprio perchè culturalmente viene percepita come più “accettabile” una maggior disinvoltura etica in quel settore. Il mondo del pubblico è cambiato moltissimo, mi creda. Probabilmente (come spesso avviene) controllando le pulci agli ultimi della scala ma non ai primi, (perchè quelli servono ai loro amici privati potenti). Ma comunque il settore pubblico è sempre nell’occhio del ciclone sul lato “etico”, il privato no.

            “Ma non è che prima della crisi del 2007 (o anche della bolla dotcom del 2001) gli Stati fossero così snelli ed efficienti.
            A meno che non vogliamo fare i disonesti e negare l’evidenza.”
            Non sia ingenuo. Lo “smontaggio” delle istituzioni pubbliche a vantaggio di un mercato sregolato e arbitrario ha origine almeno alla fine degli anni 70, così come la stessa moneta unica. E si ricordi che quando pretende efficienza dal settore pubblico dovrebbe dire lo stesso dal privato, che EFFICIENTE NON E’. Come appunto dimostrano disastri di 40 di liberismo.

            “Lei ha mai avuto a che fare con un ufficio pubblico, in Italia, prima di lehman brother? E se mi dice che la causa dei furti degli statali è lehman brother, l’unica cosa che mi resta da dirle è il consiglio di non scadere nel ridicolo.”
            Non semplifichi eccessivamente, è inutile ai fini del ragionamento. A parte il fatto che io personalmente ho visto crescere decisamente i servizi pubblici negli anni (quindi non facciamo la solita penosa demagogia da 4 soldi sui servizi pubblici) sicuramente una delle cause delle inefficienze del settore pubblico italiano è la mancanza di risorse, è innegabile. La scuola ha subito enormi tagli, la sanità pure, i servizi generali (strade?) pure. Ho chiesto ad un amico avvocato la causa principale delle lungaggini della giustizia, e lui candidamente ha risposto: “la mancanza di giudici…” Questi tagli nascono in nome della vulgata secondo la quale “tanto i soldi sono spesi inutilmente”, e quindi si possono ridurre i fondi. Col cazzo… La realtà ha dimostrato che i tagli lineari hanno provocato una netta riduzione nell’erogazione dei servizi, in quanto l'”inefficienza” del settore pubblico è trattata come se fosse “totale” e quindi come se i tagli fossero ininfluenti sulla qualità dei servizi. Cosa falsa… E naturalmente la riduzione dei servizi ha dato il via libera alle privatizzazioni come “unica alternativa”…
            Per il resto, l’Italia è un paese sottoposto ad una enorme pressione mediatica quarantennale per convincere la gente che siamo più corrotti degli altri paesi, il che è palesemente un falso (i dati reali sulla corruzione mostrano altro) e soprattutto ciò alimenta nella gente a sua volta la sfiducia nelle istituzioni e la tendenza a fregarsene delle regole in nome del: “se tutti fregano, solo io sono il fesso che non lo fa?”. E questa propaganda è largamente foraggiata dai nostri “alleati” che fin dall’unità di Italia hanno complottato per mantenere l’Italia serva e subalterna (Gran Bretagna in primis, gli USA hanno esercitato direttamente il loro predominio, ad esempio mettendo i mafiosi a fare i sindaci nella Sicilia del 1943, ad esempio…).

            Come vede il discorso è molto complesso e banalizzandolo si restituisce semplicemente un falso. Quindi meglio lasciar perdere.
            Si ricordi che la corruzione e il clientelismo sono figli della schiavitù… E l’Italia non è un paese libero.

          • Ale C.

            vabbeh. chettedevodì.. resta con la convinzione che tutti i problemi del pubblico derivino dai privati disonesti.
            peccato che
            Inpdap: 23MILIARDI DI € di buco (ovvero di pensioni regalate senza previa copertura) riversati sulle casse private.

            Truffe degli statali : 4 MILIARDI DI € di danno in 10MESI (http://www.corriere.it/politica/16_febbraio_01/statali-truffe-4-miliardi-dossier-guardia-di-finanza-illeciti-e4fc5ca8-c85a-11e5-9fb9-4bea8694431b.shtml)

            5MILA (non uno o due criminali) 5 MILA!!!

            http://www.corriere.it/economia/13_dicembre_01/denunciati-5-mila-dipendenti-pubblici-ecco-chi-sono-nuovi-falsi-poveri-04a008b6-5a58-11e3-97bf-d821047c7ece.shtml

            Questi sono numeri, non congetture mie o sue.
            E poi mi tocca sentire che bisogna dargli le attenuanti perché sono statali.
            E che se non lavorano è perchè è colpa dei privati.

            Da lavoratore privato che viene derubato ogni mese del 70% non capisco come mai lei, altrettanto privato (mi par di capire), non riesca ad incazzarsi di maledetto di fronte a queste cose ma a giustificarle.

          • Christian Caiumi

            “E poi mi tocca sentire che bisogna dargli le attenuanti perché sono statali.
            E che se non lavorano è perchè è colpa dei privati.”
            Le avevo già chiesto la cortesia di non banalizzare o manipolare le cose dette. Pazienza.

            Grazie comunque

          • Ale C.

            di fronte ai numeri scappiamo eh?
            Saluti e grazie per la discussione.

          • Christian Caiumi

            Non credo che le convenga mettersi su quel piano, perchè se dovessimo conteggiare i miliardi di debiti privati accumulati dal settore finanziario (e poi ripianati da quello pubblico…) dal 2001 a oggi, le cifre citate da lei risulterebbero poco più che bruscolini…
            Semplicemente non mi piacciono le banalizzazioni, rendono inutili i discorsi.
            A presto

          • Ale C.

            come ad esempio Monte dei Paschi?
            In cui la politica non c’entra, vero?
            Per cortesia….

          • Christian Caiumi

            Una goccia nel mare, se paragonata alle centinaia di miliardi spesi per salvare le banche tedesche, inglesi e francesi, e che servirebbero ora per salvare le banche italiane dopo il disastro della deregolamentazione dei mercati collegata all’Euro, il crollo dell’economia italiana e conseguenti insolvenze.
            Le clientele politiche ci sono sempre, ma si tratta di una goccia nel mare.

          • Ale C.

            come “Dipenderà dai vari casi”??? Cioè tu sostieni che, a priori, devo considerare le attenuanti. E non considerarle caso per caso?
            CAZZO. meno male che la legge è uguale per tutti.

          • Christian Caiumi

            Guarda che è la legge che parla di circostanze attenuanti, non io. A meno che non abbiano cambiato il codice stanotte. Ti risulta?

          • Ale C.

            mi stai trollando.
            dai.
            “Ci sono grandi differenze anche e soprattutto nelle CIRCOSTANZE, caro mio…
            Nel diritto si parla espressamente di CIRCOSTANZE ATTENUANTI, in caso di reati, lo sapevi?” l’ho scritto io?

          • Christian Caiumi

            Perchè? non è così?
            Ma ribadisco, non ti fissare sui singoli casi, che vanno trattati secondo la legge. Lo sforzo da fare è un altro: capire una fattispecie di organizzazione sociale (quella del settore pubblico) lontana dal proprio sentimento e dalle proprie convinzioni, nel rispetto dei ruoli e dei limiti reciproci, allo scopo di costruire una società equilibrata.

          • Ale C.

            vedi sotto.

          • Ale C.

            ps. per il resto. mi sa che stiamo parlando di due “efficienze” diverse. Un conto è quella del “numero di pratiche/ora” sbrigate.
            Un altro è quello del “siccome sono dipendente pubblico posso permettermi di gestire le pratiche con leggerezza”.

          • Christian Caiumi

            “siccome sono dipendente pubblico posso permettermi di gestire le pratiche con leggerezza”
            Affermazione inaccettabile. E’ ovvio che chi fa un’affermazione del genere non può lavorare, non solo nel pubblico ma ovunque.

          • Ale C.

            però è innegabile che capita.

          • Christian Caiumi

            Certamente. Più facilmente nel settore pubblico poichè lì il dipendente è meno incentivato dall’interesse primordiale che c’è nel privato. Che non è una giustificazione al comportamento singolo, ma il modo corretto di rimarcare la differenza tra un settore e l’altro.
            Peraltro, come già sottolineato, l’intero sistema finanziario del Nord Europa dopo l’introduzione dell’Euro ha dimostrato una incredibile leggerezza nel continuare ad erogare prestiti a enti privati dei paesi del Sud pur sapendo che era troppo rischioso, quindi come vede il settore privato non è immune a sua volta da leggerezza.

          • Alcoor26 .

            Adesso e’ colpa del settore privato se gli stati si son fatti garanti tramite l’unione europea di eliminare il rischio cambio, nominalmente anche il rischio fallimento, ma mantenendo tassi diversi.. .
            Bella. Altra perla da segnare..

          • Christian Caiumi

            E’ il settore finanziario ad aver spinto pesantemente per la moneta unica. Furono i banchieri “consiglieri” iperliberisti di Andreatta a consigliargli di separare Banca Centrale e Tesoro, così come furono i finanzieri iperliberisti a suggerire la svolta reazionaria a Reagan. E’ la storia bello mio. Sempre a a tua disposizione, quando vorrai studiarla. D’altronde basta guardare chi ha maggiormente beneficiato dell’attuale stato cose per capire chi ne sia l’artefice.
            E no, non chiedermi i riferimenti. Arrangiati…

          • Alcoor26 .

            Bella tesi. Ah no, non e’ una tesi. E’ un’opinione: non c’e’ un dato o un esempio. E’ tautologicamente così. Perche’ lo dice lei…

          • Christian Caiumi

            Non te li do i riferimenti…

          • Alcoor26 .

            Non ne hai.

          • Christian Caiumi

            Non lo saprai mai…

          • Alcoor26 .

            Lo statale illicenziabile che maneggia soldi non suoi svolge un lavoro piu’ diffice del privato… Bella perla. mi segno anche questa.

          • Christian Caiumi

            Bravo, così impari qualcosa, finalmente.

          • Francesco S

            Fallacia dell’uomo di paglia. Non cerchi di demonizzare il settore privato per giustificare la decadenza di quello pubblico. Quindi secondo lei il settore pubblico non deve essere efficiente, ma garantire copertura. Voglio stare a questo gioco dell’assurdo, quindi va bene non deve essere esfficiente. E se nemmeno si impegna a fornire questa copertura? Chi ci pensa? Uhm. forse lo so: https://twitter.com/Freedonia85/status/805400249569341440

            Vuoi vedere che questo settore privato tanto malvagio non è? MI domando come mai, visto che a lui l’efficienza importa. Ohibò! C’è anche la versione sistema sanitario!

            https://reason.com/reasontv/2013/10/01/the-real-problem-with-obamacare-a-case-s

            Ma tu guarda questo settore privato… come farà mai? Chi glielo fa fare? Ma forse perché sono all’estero…

            https://books.google.it/books?id=w06pCwAAQBAJ&pg=PA178&lpg=PA178&dq=luisa+spagnoli+welfare&source=bl&ots=L0t_g8nK0m&sig=6FIbzRbh6QdJGnax4_1ax3ri6kg&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwi33-LzlpLSAhVH7RQKHRIkD90Q6AEIRTAG#v=onepage&q=luisa%20spagnoli%20welfare&f=false

            Ops!

          • Christian Caiumi

            E lei non manipoli le mia parole:
            “Non cerchi di demonizzare il settore privato”
            Non ho mai cercato di fare questo

            “per giustificare la decadenza di quello pubblico”
            Il settore pubblico è in decadenza parimenti a quello privato. Anzi sotto la spinta di quello privato, che è il vero motore della società attuale.

            “il settore pubblico non deve essere efficiente, ma garantire copertura”
            Non ho nemmeno detto questo. Ho detto “in primis”. Che è fondamentale.

            “se nemmeno si impegna a fornire questa copertura?”
            Frase senza significato. Se lo stato non svolge i suoi compiti non è uno stato democratico ma oligarchico, che probabilmente è occupato da gente che ha tutto l’interesse a far sì che non adempia ai suoi compiti e a far sì che si possa dire: “ecco vedete che lo stato non fa ciò che dovrebbe? Facciamolo fare ai privati!” Cioè non quel signore che lei mostra, che ha avuto una bellissima idea (che spero possa diventare di pubblico utilizzo), ma una qualche esimia multinazionale…

          • Francesco S

            “Non ho mai cercato di fare questo”
            Ha affermato o no che il settore privato è incapace a gestire (qualunque cosa significhi) un ciclo economico funzionante?
            Ha affermato o no che il settore pubblico è in decadenza sotto la spitna di quello privato?

            Poi mi deve spiegare come fa a scindere efficienza e copertura… Questa giustificazione mi ricorda le buche per le strade coperte con semplice catrame durante il periodo delle elezioni, dove basta una piccola pioggia per scomporre quel “lavoro”. Ma, hey, bastava la copertura, tanto l’efficienza è secondaria…

            Si ricodi, infine, che le multinazionali sfruttano il monopolio della coercizione e violenza statale. Senza le barriere all’ingresso erette dallo stato e le varie normative clienteliste, chi verrebbe corrotto per favorire talune aziende? La concorrenza le spazzerebbe via.

          • Christian Caiumi

            “Ha affermato o no che il settore privato è incapace a gestire (qualunque cosa significhi) un ciclo economico funzionante?”
            Certo che sì. Ma questo non significa affatto “demonizzare” il privato. Significa semplicemente dire che non è in grado di gestire da solo la società in assenza del settore pubblico. Semplice.

            “Ha affermato o no che il settore pubblico è in decadenza sotto la spitna di quello privato?”
            Assolutamente sì. E i fatti lo dimostrano, visto che il settore privato ha avocato a sè tutte le prerogative di politica economica, peraltro senza saperle gestire nell’interesse di tutti, come è evidente. Anche qui nessuna demonizzazione, semplicemente l’attestazione di un limite connaturato.

            “Poi mi deve spiegare come fa a scindere efficienza e copertura… Questa giustificazione mi ricorda le buche per le strade coperte con semplice catrame durante il periodo delle elezioni, dove basta una piccola pioggia per scomporre quel “lavoro”. Ma, hey, bastava la copertura, tanto l’efficienza è secondaria…”
            Sono cose che si imparano al liceo in educazione civica: è molto più difficile operare disinteressatamente nell’interesse collettivo che nell’interesse individuale e personale, cosa che chiunque è in grado di fare senza alcuna “preparazione”. Basta assecondare gli istinti primordiali.

            “Si ricodi, infine, che le multinazionali sfruttano il monopolio della coercizione e violenza statale”
            Peccato che lo stato sia una rappresentanza di cittadini e ad essi debba rispondere, mentre le multinazionali rispondono solo ad un’oligarchia di “azionisti”.
            Dire che lo stato è un “monopolio” è come dire un gruppo di persone non possono prendere una decisione comune altrimenti questa si configura come “monopolio”. Sì, il monopolio della decisione presa liberamente da un gruppo!

            “Senza le barriere all’ingresso erette dallo stato e le varie normative clienteliste”
            Le normative non sono mai apertamente clientelari. Vengono interpretate, elasticizzate, deformate…
            E ad ogni modo le clientele impongono allo stato di rispondere ad una pletora di interessi, quindi sono comunque più democratiche degli interessi delle multinazionali, che sono connaturatamente elitari.
            Basterebbe che le aziende smettessero di tentare di corrompere e non ci sarebbero più certe clientele nelle forniture dello Stato. Semplice. Perchè non lo fanno?

            “La concorrenza le spazzerebbe via.”
            La concorrenza è la prima cosa che le aziende spazzano via quando hanno più potere delle altre sul mercato.

          • Ale C.

            La concorrenza è la prima cosa che le aziende spazzano via quando hanno più potere delle altre sul mercato. Non è del tutto vero; giusto per fare un paio di esempi.
            Blockbuster era una potenza. Falliti.
            Nokia era una potenza. Non è stata al passo della tecnologia. Praticamente fallita.
            Worldcom,
            GM,
            etc etc.

          • Christian Caiumi

            E meno male! Se questo sistema fosse infallibile, saremmo già nel Grande Fratello!
            Quello del TTIP, per intenderci…

          • Mauro Rossini

            CETA, prego… il mostro nato dalle ceneri del TTIP…

          • Christian Caiumi

            Sempre da quelle parti siamo…

          • Francesco S

            “Significa semplicemente dire che non è in grado di gestire da solo la società in assenza del settore pubblico. Semplice. […] E i fatti lo dimostrano, visto che il settore privato ha avocato a sè
            tutte le prerogative di politica economica, peraltro senza saperle
            gestire nell’interesse di tutti, come è evidente.”

            Falso. Gli esempi da me riportati nel commento precedente invalidano queste sue conclusioni.

            “è molto più difficile operare disinteressatamente nell’interesse
            collettivo che nell’interesse individuale e personale, cosa che chiunque
            è in grado di fare senza alcuna “preparazione”. Basta assecondare gli
            istinti primordiali.”

            Vorrei ricordarle che lo stato è costituito da persone come me e lei, non è un’entità a sé stante priva di emozioni. Non esiste distinzione, in realtà, tra pubblico e privato. Bensì il modo con cui vengono spesi i soldi in base alle prerogative degli individui. Ad esempio, gli attori di mercato sarebbero più propensi a finanziare ospedali e centri d’assistenza sanitari piuttosto che le guerre a sabbiopoli. Eppure lo stato, dovendo fare il bene della collettività, bombarda allegramente. Lo stato è semplicemente quell’illusione grazie alla quale chi riesce a raggiugnere le leve del potere arricchisce determinati gruppi clientelari e li protegge dalla concorrenza. Lo stato è caos. Minimizzare lo stato nella vita degli individui è l’unico modo che si ha per tenere a bada il “lato oscuro” dell’indole umana.

            “Le normative non sono mai apertamente clientelari. Vengono interpretate, elasticizzate, deformate…”

            Scritte da chi?

            “E ad ogni modo le clientele impongono allo stato di rispondere ad una
            pletora di interessi, quindi sono comunque più democratiche degli
            interessi delle multinazionali, che sono connaturatamente elitari.”

            Come fanno ad imporre qualcosa ad un’istituzione che si suppone debba fare il bene della comunità? Se quest’ultimo punto è vero dovrebbe essere immune, altrimenti è una contraddizione bella evidente.

            “La concorrenza è la prima cosa che le aziende spazzano via quando hanno più potere delle altre sul mercato.”

            Come? Non col presunto “monopolio naturale”: http://francescosimoncelli.blogspot.it/2012/04/il-mito-del-monopolio-naturale-1.html

            Io la risposta credo di saperla…

          • Christian Caiumi

            “Falso. Gli esempi da me riportati nel commento precedente invalidano queste sue conclusioni.”
            Se permette darei un po’ più di credito alle risultanze della situazione economica mondiale degli ultimi trent’anni, che ai suoi esempi…

            “Ad esempio, gli attori di mercato sarebbero più propensi a finanziare ospedali e centri d’assistenza sanitari piuttosto che le guerre a sabbiopoli. Eppure lo stato, dovendo fare il bene della collettività, bombarda allegramente”
            Certo come no… Peccato che le ultime due guerre mondiali siano state volute dai poteri bancari per smontare l’economia statale di mercato nazista, e che le multinazionali come la IBM abbiano tranquillamente lavorato coi nazisti per rendere “efficienti” i loro lager. Le consiglio di non addentrarsi in questo campo, perchè aziende di figli di puttana ce ne sono fin troppe. Lasciamo perdere…

            “Scritte da chi?”
            Negli ultimi tempi direi da politici sotto dettatura dei banchieri (vedi Andreatta col Divorzio) o direttamente da banchieri travestiti da politici (vedi Prodi, Padoa Schioppa, Draghi, Padoan, ecc…)

            “Come fanno ad imporre qualcosa ad un’istituzione che si suppone debba fare il bene della comunità? Se quest’ultimo punto è vero dovrebbe essere immune.”
            Nessuno è perfetto mio caro. I privati però hanno buon gioco perchè nella lotta è più facile vincere se persegui interessi solamente personali, piuttosto che collettivi.
            Hai mai visto i film in cui il cattivo rapisce la morosa del supereroe? Qualcosa del genere, se mi passi la banalizzazione. Ma serve a dimostrare che quando ti interessa solo di te stesso e di nessun altro, sei meno vulnerabile.

            Direttamente dal suo link:
            “I problemi sorgono quando si tenta, e si ha successo, di impedire che altri concorrenti entrino in scena; ad esempio, attraverso vie giuridiche (cavilli legali e burocratici), attraverso la violenza (assoldare delle persone per operare minaccie ed intimidazioni verso coloro che si vuole escludere), ecc. In questi casi il “capitalista,” nonostante possa vendere degli ottimi prodotti e grazie ad essi essere arrivato al successo, vuole solidificare la sua posizione,ottnere “per legge” il diritto al profitto, ed impedire agli altri di fargli concorrenza. Questo è il monopolio da combattere.”

            Che è esattamente ciò che ho detto io.

            “I problemi sorgono quando si tenta, e si ha successo, di impedire che altri concorrenti entrino in scena”
            Quand’è in particolare che ciò succede? Quando non c’è nessun ente esterno al “mercato” che vigili in modo indipendente. Che è sempre ciò che ho detto io….

            Non esiste libero mercato senza un settore pubblico forte e indipendente.

          • Francesco S

            “Se permette darei un po’ più di credito alle risultanze della situazione
            economica mondiale degli ultimi trent’anni, che ai suoi esempi…”

            Con uno stato sempre più potente e onnipresente, ovviamente. Vada a timbrare il cartellino, è in ritardo.

            “Certo come no… Peccato che le ultime due guerre mondiali siano state
            volute dai poteri bancari per smontare l’economia statale di mercato
            nazista, e che le multinazionali come la IBM abbiano tranquillamente
            lavorato coi nazisti per rendere “efficienti” i loro lager. Le consiglio
            di non addentrarsi in questo campo, perchè aziende di figli di puttana
            ce ne sono fin troppe. Lasciamo perdere…”

            Con uno stato sempre più potente e onnipresente, ovviamente. Vada a timbrare il cartellino, è in ritardo.

            “Negli ultimi tempi direi da politici sotto dettatura dei banchieri (vedi
            Andreatta col Divorzio) o direttamente da banchieri travestiti da
            politici (vedi Prodi, Padoa Schioppa, Draghi, Padoan, ecc…)”

            Con uno stato sempre più potente e onnipresente, ovviamente. Vada a timbrare il cartellino, è in ritardo.

            “Che è esattamente ciò che ho detto io.”

            Lei oltre a non aver timbrato il cartellino, non sa neanche leggere.

            “Quand’è in particolare che ciò succede? Quando non c’è nessun ente
            esterno al “mercato” che vigili in modo indipendente. Che è sempre ciò
            che ho detto io….”

            Affitti un vigile ogni incrocio allora. Più lavoro e più vigilanza. Si è ricordato di timbrare il cartellino?

            “Non esiste libero mercato senza un settore pubblico forte e indipendente.”

            Timbri il cartellino, è meglio.

          • Christian Caiumi

            “Con uno stato sempre più potente e onnipresente, ovviamente. Vada a timbrare il cartellino, è in ritardo.”
            Le risultanze sempre quelle sono… Un sistema economico ormai controllato dalle istituzioni bancarie e finanziarie private, non funziona.

            “Timbri il cartellino, è meglio.”
            Brutta cosa la bile… Sempre meglio tranciare tutto piuttosto che riconoscere la validità degli argomenti altrui.

            Comunque grazie per la conversazione, che è sempre utile.

            Di solito non lo preciso mai perchè non ne ho voglia, ma visto che la conversazione non è stata male ci tengo a precisare che non sono dipendente pubblico, non lo sono mai stato e non sono dipendente privato.

            Sono libero professionista e non ho praticamente quasi mai lavorato con istituzioni pubbliche, se non in minima percentuale.
            Tanto per sgombrare il campo e farvi capire che siete un po’ ottusi…

          • Francesco S

            “Le risultanze sempre quelle sono… Un sistema economico ormai
            controllato dalle istituzioni bancarie e finanziarie private, non
            funziona.”

            E non le piace? Eccolo il suo stato che fa del bene alla comunità, mentre abbraccia calorosamente interessi clientelari e fotte alla grande il tessuto produttivo.

            Però a differenza del suo mondo, in cui le ricordo di andare a timbrare il cartellino, esiste per davvero un libero mercato che emergerà dalle ceneri dello status quo intriso di clientelismi e statalismo rampante: http://www.ilgiornale.it/news/usa-loasi-senza-statoecco-citt-costo-zero-dove-tutto.html

          • Christian Caiumi

            “E non le piace? Eccolo il suo stato che fa del bene alla comunità, mentre abbraccia calorosamente interessi clientelari e fotte alla grande il tessuto produttivo.”
            No, non mi piace uno stato servo delle multinazionali, e cioè di un’oligarchia.

            “Però a differenza del suo mondo, in cui le ricordo di andare a timbrare il cartellino”
            Le ho già chiesto la cortesia di risparmiarsi note personali, di cui nulla sa. Suvvia sia gentile.

            Sono molto felice per la cittadina americana! Se sono contenti loro… Sono convintissimo che tutte queste società private erogheranno anche i servizi in perdita… Ma forse no?
            E se poi la società privata per qualche motivo chiude? Dove va a finire il servizio pubblico? E se queste società decidono di utilizzare tutte quelle informazioni pro domo loro? E se decidono unilateralmente di alzare i prezzi per guadagnare di più?
            Non ci ha pensato?

            Ad ogni modo, se la cittadinanza è soddisfatta, tanto meglio! Anche se mi pare di notare nell’articolo una righettina in cui si parla (ma piano piano, è pur sempre Il Giornale) di aumento della diseguaglianza…

            E comunque faccio notare che tra i commenti da rozzo-liberisti vari all’articolo ce n’è uno di tale Raoul che mi pare interessante e che riporto (non me ne vorrà, d’altronde l’ha scritto su un forum pubblico):

            “per sapere cosa faccia l’amministrazione municipale di Sandy Springs uno come me va direttamente a consultare il sito ufficiale di quella amministrazione e poi anche il sito personale della sindaca Eva nonché Galambos e il suo blog personale con i porci alati. Torno a ripetere che il City Council di quella cittadina non si riunisce al bar, l’amministrazione c’è con i suoi funzionari, sembra invece che forze di polizia locali, pompieri etc, siano gestiti al livello più alto, di contea. L’esternalizzazione e il partenariato pubblico-privato (concetti esistenti anche da noi prime che lì!) presuppongono l’esistenza del pubblico!”

          • Francesco S

            Peccato, non ci può fare niente. Continui a leggere testi di educazione civica, sicuramente cambierà le cose.

            “E se poi la società privata per qualche motivo chiude? Dove va a finire
            il servizio pubblico? E se queste società decidono di utilizzare tutte
            quelle informazioni pro domo loro? E se decidono unilateralmente di
            alzare i prezzi per guadagnare di più?
            Non ci ha pensato?”

            Fino a questo momento non è successo. Come la mettiamo?
            Invece lo stato attuale non solo sta derubando il presente ma anche il futuro di eventuali suoi figli. Non ci ha pensato?
            Quando partiranno i carri bestiame non sarà un’attenuante gridare “sono uno di voi”. Da Liberland e Liberstad saluteranno con fazzoletti al vento.

            “Anche se mi pare di notare nell’articolo una righettina in cui si parla
            (ma piano piano, è pur sempre Il Giornale) di aumento della DISEGUAGLIANZA…”

            Ecco, adesso ho capito da che risma proviene il suo credo fetido.

            “E comunque faccio notare che tra i commenti da rozzo-liberisti vari all’articolo ce n’è uno di tale Raoul, ecc.”

            E tante grazie al cazzo. Mica lo stato federale e gli altri apparati parassitari sono stati aboliti!

          • Christian Caiumi

            Raoul ci informa del fatto che gli apparati pubblici sono tutti esistenti, non sono stati affatto aboliti (per fortuna), e che quindi l’articolo è sostanzialmente fuffa liberista del Giornale.

            Per quanto mi riguarda ci sono parassiti nel settore pubblico come enormi parassiti nel privato, soprattutto finanziario, sì proprio quello che domina attualmente. Quella casta di nullafacenti che si arricchiscono speculando sulle vite altrui.
            Sono entrambi parassiti. I finanzieri molto più pericolosi però

  • Enrico Connor

    Le strade, tanto menzionate nell’articolo, sono un “public good”, beni pubblici: per definizione stessa di qualunque testo di teoria economica (che non sono proprio dei bastioni di interventismo statale solitamente), il PRIVATO NON INVESTEREBBE MAI IN BENI PUBBLICI.

    Lo stato, investendo su strade, non ruba nessuna ricchezza a nessuno; sostituisce solo il mercato in alcuni interventi in cui il privato non avrebbe interesse a investire.

  • Antonino Trunfio

    Leggendo, molti dei commenti la dicono tutta dei danni irreversibili prodotti dall’ idolatria moderna dello stato, dalla sua propaganda e dall’opera liturgica del suo clero. Nelle menti di una moltitudine immensa di persone il vuoto a perdere pieno di credenze, miti e superstizioni che un bambino di soli 5 anni coprirebbe di risate e di vergogna. No future

  • Francesco S

    Una notizola dedicata a quelli che “l’efficienza non deve essere una priorità per lo stato.”

    http://lospiffero.com/ls_article.php?id=31982

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