Il Suicidio Assistito e l’Eutanasia? Molto Meglio Tollerarli e non Regolarli

Di FunnyKing , il - 73 commenti

Ciascuno, nel pieno delle proprie facoltà mentali ha la libertà di suicidarsi e di farlo nella maniera che preferisce normalmente senza dolore fisico, il problema dunque si pone solo per chi costretto dalla paralisi non può esercitare quella libertà e quindi necessita di un aiuto esterno e degli strumenti più idonei per togliersi la vita.

Tuttavia non vorrei mai che una Legge dello Stato regoli e permetta il suicidio assistito a norma di legge. Su questo e solo su questo sono d’accordo con il direttore Blondet: nel momento in cui la libertà di suicidarsi dovesse mai diventare un diritto riconosciuto dallo Stato, a norma di legge, essa verrebbe corrotta. Diventerebbe un Businnes e uno strumento per eliminare un problema e un costo, uno strumento di ricatto.

Quindi un male.

A quel male preferisco un male minore, la clandestinità e la tolleranza. Preferisco che la libertà di togliersi la vita aiutati da medici, parenti e amici rimanga in una zona grigia. Non mi fido dei diritti garantiti dallo Stato, so come poi si declinano nella realtà. Ah e per inciso quando dico Stato penso a quello italiano perché li si è formata la mia percezione di cosa esso sia.

Forse se fossi nato nel paese di cui ora sono ospite avrei un punto di vista diverso.

Condivisioni
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • Disca

    “nel momento in cui la libertà di suicidarsi dovesse mai diventare un diritto riconosciuto dallo Stato, a norma di legge, essa verrebbe corrotta. ” senza contare l immediata introduzione di una tassa. Comunque lo stato italiano non riuscirà mai a legiferare su questo tema.

    • Il_disturbatore

      Non ne sarei così certo… dopo le unioni di fatto e la possibilità di avere figli per coppie strane, non mi stupirei se andassero oltre.
      Ovviamente questi sono temi di prioritaria importanza per cialtronia

      • Noel

        si,sono le classiche obanate ahimè ormai introdotte in europa

      • Paolo Venturini

        Chiaro che per risolvere la problematica di 17 milioni di poveri in Italia, le cose da fare siano, nell’ordine:

        1) Consentire a Niki di avere un altro figlio surrogato da madre disgraziata del sud del mondo.

        2) Festeggiare la possibilità che le future famiglie siano composte da: Padre 1, Padre 2, Madre 3, Madre 4, Madre 5 in surroga (ma non del mutuo) e figlio con possibilità di scelta gender al compimento dei 14 anni.

        3) Deliberare la gratuità sanitaria per tutti coloro che procederanno al suicidio assistito, con precedenza nelle liste di attesa per coloro che risultino disoccupati.

        4) Abolire definitivamente l’arcaica usanza del matrimonio, in specie tra esseri umani di differente sesso.

        5) Liberalizzare qualsiasi tipo di droga, con particolare riguardo a quelle che possano provocare disturbi psicotici gravi.

        6) Introdurre quale materie obbligatorie di studio sin dalla scuola d’infanzia: storia della massoneria e analisi principi luciferini.

        Io credo che così si possa risolvere un pò tutto……………….

    • Sepp

      Perche’………………

  • Pareggiamoiconti

    Visto il modo distorto in cui vengono intesi i “diritti” quando sono previsti dalla legge, e’ difficile non essere d’accordo

  • Gianox

    Mi preme sottolineare questo punto.
    La vicenda di tale dj Fabo non è esplosa per caso.
    Tutto ciò è stato pienamente pianificato.
    Lo scopo è quello di rendere accettabile, attraverso la strumentalizzazione di questa vicenda, (chi di voi aveva mai sentito parlare di questo tizio prima dell’altro ieri? Perlomeno, io no) l’attuazione di un piano politico teso ad istituire la pratica dell’eutanasia.
    Si tratta, classicamente, dello schema della finestra di Overton.
    Quali che siano le opinioni personali di ciascuno al riguardo dell’eutanasia non è cosa che mi riguardi.
    Tuttavia, non posso che sottolineare la tempistica sospetta. E questo mi lascia da pensare, perché significa che qualcuno vuole indirizzare l’opinione pubblica.
    Chi lo voglia e perché lo voglia, beh, questa è per me la domanda da porsi, a prescindere dalle opinioni che ognuno di noi può avere sull’argomento.

    • Mela

      Nulla avviene mai per caso in quelle sfere. Un maggiore tasso di suicidi è piena armonia con i loro piani di controllo della popolazione. Le procedure possono variare a seconda delle zone. In questo caso, in occidente, ruffiani come Mario Draghi sono incaricati di sovrintendere alla rarefazione monetaria che, indirettamente, controlla perlomeno le nascite, e accelera le morti, come si dice di sopra. Siccome i soldi te li levano, con l’estorsione fiscale che ti strozza al 70%, oppure non ti permettono di lavorare e di guadagnarli, con la svendita e la chiusura della grande industria, vedi i trucchi delle nazionalizzazioni, delle privatizzazioni e delle dislocazioni (impropriamente dette dagli ignoranti “delocalizzazioni), le nascite calano, aumenta la presenza di africani e i vecchi tenderanno a morire di freddo o di caldo prima del tempo. E però non disperare, anche a te, o ai tuoi figli, resta, o resterà, la gradita consolazione alternativa omosessuale, e a ciò ti preparano con la scuola che confonde i generi, che fa vestire i bambini da femmine e li fa giocare a fare “alla mamma”, come quel vecchio degenerato di Nichi Vendola, che ti priva della tua storia, del greco e del latino, che ti aiuta ad abortire quando sbagli e che si prende anche i tuoi reni, dopo averti espropriato della roba quando eri ancora in vita.

      • Gianox

        Era proprio lì che volevo andare a parare.

      • maboba

        Un obbrobrio. Speriamo che non riescano nei loro intenti e questo dipende anche da noi

    • hurom

      è una propaganda alla morte liberatoria.
      così tanti altri in crisi con la vita, potranno accedere ad una rapida conclusione indolore.
      arriveremo probabilmente al distopico film futuristico (!!) soylent green, (i sopravvissuti )
      dove gli anziani e/o scomodi o sfiduciati vengono eutanasizzati in strutture bellissime e riciclati in mangime per le masse umane diseredate.

      guardatelo, merita, ma attenzione, non mangerete più barrette dopo 😉
      https://it.wikipedia.org/wiki/2022:_i_sopravvissuti

      il film è del 1973
      “…nel 2022 la terra è devastata da inquinamento e sovrappopolazione…”
      suona familiare come incipit?
      cosa ci stanno martellando nella testa negli ultimi lustri?
      gli allevatori/macellai delle masse umane ci dicono sempre tutto cosa vogliono farci prima di attuare i loro piani, è una legge del gioco, devi avvertire i giocatori sempre, in forma indiretta magari, ma almeno poi non puoi essere accusato di inganno plateale….

    • Sepp

      E’ tutto manipolato, hai ragione.

  • SDM

    Ho avuto esperienza personale con due casi simili relativi a miei parenti vicini, e mi permetto di notare una certa confusione in materia.
    Naturalmente rispetto le opinioni diverse dalla mia, questo è fondamentale.
    Tuttavia ritengo il libero arbitrio elemento fondamentale di una società civile.
    Quella che persone in condizioni vegetative, o di grave menomazione che vada oltre la tetraplegia vivono è un’esperienza soggettiva, la cui percezione varia a seconda della personalità e delle esperienze fatte nella vita precedente.
    Taluni, me incluso, considerano questa forma di esistenza una non-vita, anzi, una costante umiliazione agli occhi propri e del mondo, nonché un’inestinguibile fonte di sofferenza inflitta ai cari e a coloro che sono costretti a prendersi cura dell’indigente. Costretti, sì, dalla propria coscienza e morale, al costo di terribile pena, tristezza e sospensione.
    Per me vita è poter camminare, parlare, potermi pulire da solo, poter vedere, ridere, mangiare, poter avere un futuro, progettare anche una piccola sciocchezza che mi renda il domani diverso dall’oggi. La vita è trovare uno scopo, una ragione per alzarsi dal letto la mattina. Infliggere ai miei cari un terribile dolore ogni volta che mi vedono, condizionare per sempre la loro vita, sapere che la mia immagine è essa stessa espressione di un amaro vincolo sarebbe per me peggio della morte. Chissà, forse sono troppo fiero.
    D’altronde, laddove sento molti parlare di “vita” che non si dovrebbe sprecare, quando leggo paragoni con bambini appena nati, penso che costoro non comprendono una cosa fondamentale: se la vita è una cosa naturale, e quella umana, premiata dal trionfo della coscienza superiore, è il fiore all’occhiello della biologia, cosa resta di naturale, di logico, nell’essere sospesi in un limbo artefatto, sorretto dal lavoro di macchine elettroniche? Come si può paragonare l’esistenza di un bambino o di un vecchio a quella di una persona in coma irreversibile, o anche nello stato del ragazzo da poco mancato? Abbiamo il coraggio di farci queste domande?
    La vita umana è solo il battito del cuore, o è qualcos’altro, qualcosa di superiore?
    Abbiamo tanto da imparare dalla natura, e la scienza, la medicina, la tecnologia, hanno lo scopo, a mio avviso, di servire l’uomo in quanto trionfo della natura; le scienze non possono divenire fini a sé stesse, serve un limite alla loro azione, altrimenti si generano mostruosità, o si gira in tondo.
    Se mi capitasse un destino tanto triste, anch’io vorrei subire l’eutanasia, e non vorrei che nessuno me lo impedisse. Perché la vita è mia, mi appartiene e me la devo gestire come meglio credo, nel rispetto e nella responsabilità verso coloro che mi sono prossimi. Vita? No: nel momento in cui fossi attaccato ad una macchina e privato della mia dignità già inizierei a morire.

  • so_matic

    E come si fa a lasciar fuori lo stato: tecnici per studi di fattibilità, comitati etici, strutture di preparazione e poi le varie associazioni che si verranno a creare.
    Ed infine, sti poveracci che vogliono morire … dovranno pur lasciare il dovuto obolo prima di entrare nell’ Ade

    • Sepp

      Sai quanta gente si butta sotto i treni ogni settimana? almeno 5,
      questi non hanno fatta domande alle ferrovie.
      Fabo non voleva morire, voleva risolvere il male, chi vuole
      morire, lo fa.

  • Paulo Paganelli

    In alcune tradizioni spirituali come il Buddismo e lo Spiritismo si crede che l’anima sceglie di incarnarsi e di fare addirittura un piano per l’esistenza terrena. Questo pensiero implica la totale assunzione di responsabilità per la propria vita sia nella gioia che nel dolore. Fare la scelta di quando lasciare un corpo ormai invalido potrebbe essere vista nell’ottica della responsabilità personale e non come un peccato. Comunque la responsabilità esige riflessione e una profonda analisi dei propri motivi per essere cosciente di non sfuggire ai propri doveri esistenziali. Come può un’altra persona giudicare questa scelta? Come potrebbe uno Stato, entità astratta priva di coscienza, giudicare o regolare tale scelta? Si dice che la vita sia un dono, chi (o cosa) ha ricevuto questo dono è libero di accettarlo pienamente? Se è un dono non può essere una imposizione, ma una accettazione e dunque una scelta di esistere in un corpo. Forse la scelta estrema e cosciente di lasciarlo andare potrebbe essere una esperienza utile in qualche modo.

    • maboba

      Sono convinto che questo “dono” abbia un significato, anche se non so quale sia. Come me penso non lo sappia nessuno e solo con un atto di fede si possa darglielo. Per questo non siamo padroni della vita, così come non lo siamo della morte e il suicidio, umanamente comprensibile in casi come questi, è sempre una sconfitta e credo per nulla utile a chi lo compie.

    • Sepp

      Da noi e’ avvenuta una aberrazione, la religione e’ diventata stato,
      oggi vogliono confondertil e idee dicendoti che gli imperatori
      romani si credevano dei, e’ falso, si chiedeva, a quei tempi, di omaggiare
      la sua persona con il rituale ufficiale. Nessuno metteva la religione
      davanti agli affari di stato.

  • Blas

    I medici mai devono partecipare a eutanasie. Il medico deve solo cercare di guarire. Che quel lavoro lo faciano boie. Giá é abbastanza corrotta la medicina per l’aborto.

    • Romeo

      “Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.” … parole che hanno almeno 4 secoli in più della Chiesa Cattolica. Qualcuno si chiede ancora cosa spinse già allora a pensarle, a scriverle, a ripeterle in un giuramento?

      • hurom

        il problema è che ai tempi di ippocrate uno come fabo moriva subito, e non aveva bisogno di sostanze letali per uscire fuori da una situazione assurda causata dai medici stessi con il loro accanimento terapeutico su un essere che in natura non durerebbe in quelle condizioni 1 ora.

        • Blas

          Quello non cambia il fatto che non é buono permettergli di uccidere. Hanno giá troppo potere su di noi pazienti.

        • Romeo

          Se per questo ai tempi di Ippocrate non c’era neppure la possibilità di essere coinvolti in un incidente automobilistico con tutte le conseguenze del caso… Ma il punto è un altro. Ritengo sia altamente improbabile che quelle parole siano state pensate, scritte e ripetute in giuramento da tempi così remoti e per tanti secoli perché non c’era possibilità di accanimento terapeutico. Si tratta infatti di propositi che definirei “costruttivi” e non solo “cautelativi”. Infatti, cosa avrebbe vietato di pensare, scrivere, ripetere in giuramento qualcosa del tipo “non somministrerò…salvo in casi disperati…”? Non c’erano casi disperati? Basta leggere qualche descrizione di battaglie di quei tempi: uomini che correvano tenendosi le budella perché non fuoriuscissero completamente dai ventri squarciati, ossa maciullate, accecamenti, ustioni orribili, ecc. Inoltre, esistevano anche incidenti sul lavoro, domestici e stradali con i mezzi di allora, che potevano comportare vittime sopravvissute in condizioni pietose. Che fare allora? In moltissimi casi il futuro medico si sarebbe trovato di fronte a pazienti ridotti in modo orribile, tra urla che possiamo immaginare… Come avrebbe agito avendo la possibilità in coscienza di porre rapidamente fine a tutto quello strazio? Allora intervenire significava procurare nell’immediato ulteriore dolore e lasciare per il futuro solo basse probabilità di sopravvivenza ed alte probabilità di ulteriori sofferenze e condizioni di vita misere… Io sono convinto che nella testa di chi ha pensato, scritto e ripetuto in giuramento quelle parole era chiaro che la medicina avrebbe avuto successo e sarebbe progredita solo perseverando nella lotta per la vita senza la minima esitazione.

          • Sepp

            Il giuramento di Ippocrate, all’origine era un giuramento
            fra maestro e discepolo, anzi prescelto, era una arte
            segreta e sacra, pochi dovevano esserne a conoscenza.
            Chiedeti come mai tutte le arti sacre sono diventate di
            massa?

          • Romeo

            Le sue sono osservazioni intelligenti. Ci rifletterò sopra.
            Di primo acchito rispondo che un contributo determinante lo ha dato il cambio di visione del senso della vita, e della sofferenza in particolare, associato alla diffusione del cristianesimo. Penso all’istituzione dei nosocomi già in epoca giustinianea…

        • Sepp

          In uno stato laico esiste il “Sacro”?

  • Caio Giulio

    Questa volta devo dire che sono d’accordo al 100 % con te.

  • Edoxxx

    La chiamata è arrivata, VOGLIAMO UN DUCE

    • Edoxxx

      Lo VOLETE VOI?

      • maggioranza_silenziosa

        No.

        • Sepp

          E’ gia’ una dittatura sul modello sovietico,
          la nomenklatura e’ composta dagli stessi
          personaggi che ruotano e lasciano
          il posto al’altro, tipo gli orologi a carosello.

    • Mela

      A me basterebbe un politico che agisca per gli interessi del proprio popolo, e non per quelli delle banche centrali, come purtroppo fanno tutti i lecca-suole odierni, sempre più stupidi e inetti.

      Poi, è pur sì vero che questo può farlo solo un individuo profondamente patriottico e, soprattutto, allergico alle menzogne.

    • MaAncheNo

      Se uno con la bandiera di San Marco si richiama al simbolo piu’ nazionalista e centralista della storia italiana, siamo davvero senza speranza.

  • silvano

    Secondo me il problema di legiferare in tal senso non sarà mai preso in considerazione da nessun governo…intendo da quelli soliti insediati in Italia…o al massimo saranno in grado di partorire una pasticcio del tipo classico nostrano che contenta troppo poco tutti per non scontentare nessuno

  • maboba

    Pienamente d’accordo, anche se per me l discorso vale per ogni tipo di stato

  • Antonello S.

    Opinione che non condivido assolutamente, perchè impregnata di quel pregiudizio auto-razzista che non ha ne senso ne logica.
    Se consideriamo la Svizzera all’avanguardia come Stato, noi tutti abbiamo il dovere morale di prenderla ad esempio, anche per svincolarci, come nel caso del giorno, da ogni negativo retaggio di Santa Madre Chiesa.
    Il resto è solo squallida teoria genetica.

    • Sepp

      Rifletti su quello che dici, sei italiano apposta, meglio
      tentennare che buttarsi nel precipizio.

  • alex

    La scelta di vivere o morire, non dovrebbe “mai” essere posta nelle mani di altre persone. E’ una scelta individuale, della quale la persona si assume tutte le responsabilità. Agli esseri ipocriti, non deve essere dato questo “potere”. Quanti medici & Co, nel silenzio e nell’indifferenza della popolazione, fanno “eutanasia” su tanti pazienti, ogni giorno? Basta una endovena di “certi medicinali regolari” al momento giusto e con il paziente nelle condizioni giuste, per provocare la morte. Lo Stato deve mettere a disposizione gli strumenti, la scelta se usarli, oppure no, è personale, intima,individuale, libera. Vi sarebbe molto da dire sul suicidio e l’intenzione per la quale è praticato, basta limitarsi a dire che: se praticato per sfuggire alla sofferenza, al dolore, in una sorta di “fuga”, dal corpo fisico, non raggiunge le aspettative, anzi aumenterà un certo carico spirituale.

    • Sepp

      Non basterebbe farlo senza chiacchierare troppo?
      il solito vizio italico del melodramma?

      • milano1954

        no è business, e come sempre dietro ci sono interessi importanti (come già in Svizzera e in Belgio)

  • SDM

    Ho avuto esperienza personale con due casi simili relativi a miei vicini parenti, e mi permetto di notare una certa confusione in materia.
    Naturalmente rispetto le opinioni diverse dalla mia, questo è fondamentale.
    Tuttavia ritengo il libero arbitrio elemento fondamentale di una società civile.
    Quella che persone in condizioni vegetative, o di grave menomazione che vada oltre la tetraplegia vivono è un’esperienza soggettiva, la cui percezione varia a seconda della personalità e delle esperienze fatte nella vita precedente.
    Taluni, me incluso, considerano questa forma di esistenza una non-vita, anzi, una costante umiliazione agli occhi propri e del mondo, nonché un’inestinguibile fonte di sofferenza inflitta ai cari e a coloro che sono costretti a prendersi cura dell’indigente. Costretti, sì, dalla propria coscienza e morale, al costo di terribile pena, tristezza e sospensione.
    Per me vita è poter camminare, parlare, potermi pulire da solo, poter vedere, ridere, mangiare, poter avere un futuro, progettare anche una piccola sciocchezza che mi renda il domani diverso dall’oggi. La vita è trovare uno scopo, una ragione per alzarsi dal letto la mattina. Infliggere ai miei cari un terribile dolore ogni volta che mi vedono, condizionare per sempre la loro vita, sapere che la mia immagine è essa stessa espressione di un amaro vincolo sarebbe per me peggio della morte. Chissà, forse sono troppo fiero.
    D’altronde, laddove sento molti parlare di “vita” che non si dovrebbe sprecare, quando leggo paragoni con bambini appena nati, penso che costoro non comprendono una cosa fondamentale: se la vita è una cosa naturale, e quella umana, premiata dal trionfo della coscienza superiore, è il fiore all’occhiello della biologia, cosa resta di naturale, di logico, nell’essere sospesi in un limbo artefatto, sorretto dal lavoro di macchine elettroniche? Come si può paragonare l’esistenza di un bambino o di un vecchio a quella di una persona in coma irreversibile, o anche nello stato del ragazzo da poco mancato? Abbiamo il coraggio di farci queste domande?
    La vita umana è solo il battito del cuore, o è qualcos’altro, qualcosa di superiore?
    Abbiamo tanto da imparare dalla natura, e la scienza, la medicina, la tecnologia, hanno lo scopo, a mio avviso, di servire l’uomo in quanto trionfo della natura; le scienze non possono divenire fini a sé stesse, serve un limite alla loro azione, altrimenti si generano mostruosità, o si gira in tondo.
    Se mi capitasse un destino tanto triste, anch’io vorrei subire l’eutanasia, e non vorrei che nessuno me lo impedisse. Perché la vita è mia, mi appartiene e me la devo gestire come meglio credo, nel rispetto e nella responsabilità verso coloro che mi sono prossimi. Vita? No: nel momento in cui fossi attaccato ad una macchina e privato della mia dignità già inizierei a morire.

  • Cruciverba

    Assolutamente d’accordo è anche il mio pensiero a riguardo .

  • Anto Nella

    aborro totalmente l’idea che uno Stato (crapulone) si voglia arrogare il diritto di legiferare sulla mia vita e sulla mia morte, aborro il pecorame che questo invoca a gran voce, ma sopra ogni cosa aborro l’imposizione di una cronaca allineata e sottomessa ad un progetto che vuole fare dell’uomo una materia prima

    • Domenico

      Infatti attualmente lo Stato si arroga il diritto di impedirtelo e di condannarti da 5 a 12 anni se fai qualcosa.
      Nessuno obbligherà mai nessuno al suicidio, ma chissà perché la paura di questa fandonia porta a obbligare a chi vuole suicidarsi di non poterlo fare.

  • Davide

    e ma la zona grigia di cui parli obbliga il medico a prendersi una responsabilità altissima, che si faccia una legge sul testamento biologico, almeno quello che vuoi che succeda lo scrivi nel pieno delle tue facoltà mentali

    • Domenico

      Funny crede che “zona grigia” significa ognuno fa come vuole.
      Non ha capito che attualmente quella più che zona grigia è ZONA PROIBITA, ovvero se fai qualcosa in tal senso sei punito.

  • MaAncheNo

    Non mi risulta che in Svizzera “sia stata corrotta diventando un business , un problema, un costo e uno strumento di ricatto”.

    In Belgio nemmeno. Quando ci libereremo delle favole cattoliche che deviano le menti di adulti altrimenti razionali ed anche intelligenti, sara’ sempre troppo tardi.

    • Sepp

      In quei paesi puoi viverci finche’ non ti viene
      lo sghiribizzo di contestare, finche’ come allegro
      consumatore vivi e schiatti, ma se per un risveglio
      brusco sbagli pantofola, ti accorgerai che il paradiso
      non e’ poi tanto paradisiaco, devi stare alle regole.

      • MaAncheNo

        Se per te le regole sono un problema e’ perche’ vuoi vivere al di fuori delle regole.
        Io sto decisamente meglio dove vivge uno stato di diritto e i furbi prima o poi li acchiappano e pagano per quel che fanno.

        Son gusti.

    • funnyking

      appunto è la Svizzera.

      • MaAncheNo

        Parliamo della Svizzera calvinista, immagino 😉

    • milano1954

      in Svizzera la sanità NON è un business? ma stiamo scherzando? la sanità è il principale problema per gli svizzeri e i ticinesi in particolare. Una famiglia con due figli spende almeno 1500 Fr AL MESE (oltre alle franchigie, che sono pesanti e su prezzi SCANDALOSI, una confezione di Augmentis 50 Fr, in Italia 11 € circa…).
      Inoltre vige una completa ed omertosa tutela delle strutture ospedaliere e dei medici (leggere un paio d’anni di cronaca per farsi un’idea, per esempio sull’EOC…).
      Nello specifico ho percepito tanta preoccupazione fra i ticinesi, per non dire rabbia per quelli che hanno parenti anziani ricoverati in ospizi (è la regola lì) e che vengono circuiti da queste associazioni tipo Exit per il suicidio assistito (in molti ospizi hanno direttamente una sede …).
      L’uomo occidentale deve ringraziare le “favole cattoliche”, che sono quelle che hanno creata l’assistenza sanitaria moderna e gli ospedali (per esempio)…ma tanto presto torneremo alla grande civiltà greco romana e al suo profondo rispetto per i valori dell’uomo (sì , quelli dei senatori, e neanche sempre…)

      • milano1954

        e comunque l’esaltazione dell’eugenetica e dell’eutanasia non è una invenzione di Adolf Hitles e soci, è il frutto avvelenato del darwinismo sociale e deriva dai migliori ambienti scientifici e professionali di Inghilterra, Svezia, Belgio, ecc, dove ha causato centinaia di migliaia di morti e di sterilizzazioni forzate fra fine 800 e anni 50…

      • Nikytower

        Ho avuto la sfortuna di dovere frequentare a lungo un ospizio… mi son sempre detto che ci fosse stato un dio non avrebbe permesso di soffrire così tanto in attesa di morire… 🙁

    • Romeo

      Consiglio la visione del documentario “L’euthanasie, jusqu’où?”. Se non si ha voglia di vederlo tutto, basta quello che dice l’infermiera al minuto 2:
      https://www.youtube.com/watch?v=i-bR53nANUI&t=1208s

      • MaAncheNo

        Consiglio piu’ che altro al minuto 19:00 preciso.

  • gino monte

    in molte situazioni, non lo stato ma il settore medico PRIVATO già è una macchina nazista che decide della vita e la morte delle persone.
    mettiamo che hai un’assicurazione medica privata e che sei malato cronico: l’ospedale per te è costretto a spendere molto più di quanto tu paghi di polizza. quindi per l’ospedale o per l’assicurazione tu sei una PERDITA.
    e così sono portati a non curarti come si deve per vedere se schiatti il prima possibile.

    • Sepp

      ci sono persone di categoria “A” e persone di serie “b”, certi ospedali ricevono
      tutti gli aiuti dello stato anche se la magistratura ha inquisito il suo
      direttore, li’ si mangiano i soldi dell’assicurazione e quelli delle tasse. (NOSTRI)

      • gino monte

        io vivo in un paese in cui la sanità privata è dominante (brasile) e mi riferisco a “logiche” tipiche della sanità privata dominante.

    • Nikytower

      Vero… però il contraltare è che negli ospedali pubblici c’è l’interesse all’accanimento terapeutico per non farti morire anche se sei in sofferenza grave e inutile.

  • matrix

    Articolo veramente apprezzabile e secondo me anche il Dr. Blondet aveva centrato questo punto peccato che poi gli piaccia sempre mettere qualcosa per fare business ed alzare il numero dei lettori che vanno a leggerlo anche per sentire l ultima sparata.

  • Mauro Rossini

    finirà così
    ricordate,
    la fantascienza tecnologica SBAGLIA SEMPRE
    la fantascienza sociologica NON SBAGLIA MAI

    https://en.wikipedia.org/wiki/Logan's_Run

  • nathan

    Per quanto vi sforziate di eguagliarlo mettendoci del vostro, l’articolo precedente di Blondet inerente a questo dibattito resta imbattibile in quanto a vaneggiamenti, una pietra miliare.

    • GianAntonio

      Concordo in pieno. Purtroppo.

    • Domenico

      Già! Difficilmente facendolo apposta si riuscirebbe a scrivere di peggio e di più vergognoso.

    • matrix

      Dio grazie… non sono solo al mondo. Io ero stato anche soft per evitare le maledizioni dei seguaci

  • sfunk

    Non è opportuno, lo sai, conservare la vita in ogni caso;
    essa infatti non è di per sé un bene; lo è, invece, vivere come si deve. Pertanto
    il saggio vivrà quanto a lungo gli compete, non quanto più può;
    osserverà dove gli toccherà di vivere, con chi, in che modo e quale sarà
    la sua attività. Si preoccupa sempre della qualità, e non della
    quantità della vita: se gli capitano molte cose spiacevoli, e tali da
    turbare la tranquillità del suo animo, egli si mette senz’altro in
    libertà. E non lo fa soltanto in casi di estrema necessità, ma appena la
    Fortuna cominciare a diventare sospetta, considera attentamente sotto
    ogni punto di vista se non sia quello il momento di porre fine
    all’esistenza”
    Seneca

  • prof

    Meno male che la notte ha portato consiglio a tutti quanti e la discussione si sta indirizzando dove è logico che sia. Ieri avevo postato un commento (cancellatomi dai moderatori) nel quale prescindevo totalmente dai giudizi di valore sul tema dell’eutanasia del povero Fabo per concentrare l’attenzione, invece, sugli aspetti devastanti che una legge in tal senso potrebbe produrre sulla società: una legge, qualsiasi essa sia.
    La nostra civiltà ha considerato fino ad ora la vita come un bene indisponibile. Indisponibille significa che io non ho la disponibilità della vita degli altri e nè tampoco della mia. Questo è stato un cardine dello sviluppo umano e civile della nostra civiltà rispetto alle altre: non è un caso se, in Italia, non si è mai concepita la pena di morte (personalmente ho sempre condiderato gli usa come una società con un grado di sviluppo inferiore al nostro, ma questa è una valutazione appunto personale).
    Di converso posseggo però il libero arbitrio e pertanto potrei togliermi la vita contravvenendo la legge naturale che sancisce il principio di indisponibilità. Alla stessa stregua potrei decidere di rubare, ammazzare e fornicare.

    E’ con piacere che constato come i piu’ abbiano immediatamente individuato i rischi di una legge sull’eutanasia e sulle sue conseguenze a livello di attuazione in strutture pubbliche come gli ospedali. Per aver detto che non mi sentirei tranquillo in un ospedale ove esistesse la facoltà di operare l’eutanasia, seppur (e a maggior ragione) regolata dalla legge e per aver ricordato il bravo dottore Cazzaniga da Saronno e la pletora di quei colleghi zitti e ciechi (quanti?), per queste cose, dicevo, il mio post è stato cancellato. Piu’ sotto i miei dubbi sono in toto suffragati dalla testimonianza agghiacciante di una infermiera francese: un po’ troppo solerti i ns. moderatori? Forse sono ancora giovani e non hanno avuto genitori anziani cui prestare assistenza in ospedale … Ma tant’è.
    Capita anche che io sia un cattolico, e di quelli che, con un po’ di disprezzo, si bollano come tradizionalisti (oggi) o lefebvriani (fino a poche ore fa): come tale non ho bisogno di ricorrere ai precetti dottrinari della mia religione per avversare una pratica criminale come l’eutanasia e noterete che le argomentazioni usate sono puramente laiche, a difesa del cittadino dalle possibili deviazioni criminali nascenti all’ombra di cavilli e/o interpretazioni e/o forzature e/o uso malvagio delle leggi dello stato che, proprio per loro natura, non sono infallibili (in altri tempi si sarebbe detto che non sono Vangelo).

    Non ho bisogno di ricorrere alla mia Religione perchè, come ha detto anche un Papa, Papa Ratzinger, i precetti della nostra Fede sono tutti fondati su basi di verità e ragione (intesa come ratio): non esiste un singolo iota nella nostra Fede tramandata (la Scrittura) e praticata che contraddica il bene dell’uomo e che non sia fondata su solide basi razionali.

  • maboba

    A tutti i favorevoli.
    Non siate ipocriti e non usate termini da lingua di legno come “fine vita” etc. e chiamate le cose con il loro nome. Si tratta di introdurre l’EUTANASIA per legge dello stato.
    Oggi ho assitito per puro caso al pistolotto di Mentana su raitre dalla Berlinguer. Con aria contritissima, occhi volti verso il basso ha ammesso non solo le grandi colpe dei giornalisti al riguardo per non aver fatto ababstanza propaganda, ma anche che è ora, dopo il divorzio, l’aborto, le unioni civili fare una legge sul “fine vita”. Ho interpretato quell’aria e quegli occhi verso il basso perché probabilmente consapevole dell’ipocrisia che lo avvolgeva pur di non usare la vera parola di cui trattasi: EUTANASIA. Parola che soprattutto per un giudeo come lui ha un suono più che sinistro.
    Comunque ormai sono schifato da questa debordante marea giornalistica sul “fine vita” e soprattutto schifato sempre più dai giornalisti soprattutto televisivi, ipocriti e conformisti. Non tutti ovviamente, ma capisco e apprezzo sempre più il vaffa di Trump.

    • Alberto

      Auguri di non dover ambire…
      Mai dire mai

  • Domenico

    Caro funny il punto qui non è il voler regolamentare per via statale il suicidio, il punto a cui tu e “tutti coloro a cui le cose piacciono così come sono” dovete rispondere è il seguente:

    Volete che Marco Cappato o una qualsiasi persona che aiuta un altra nel suicidio, su precisa richiesta di quest’ultima, sia condannato dai 5 ai 12 anni di galera?

    Perché cari miei che non volete regolamentazioni sappiate al momento queste regolamentazioni ci sono, lo Stato nel suicidio assistito è presente, e lo è in qualità di ostruzionista e giustizialista. Quindi di nuovo la domanda rimane. Attendo risposta.

  • Nikytower

    Sono pienamente d’accordo… più lo stato sta fuori dalla nostra vita (e dalla nostra morte) meglio è.
    Ci manca solo una tassa sul suicidio…

  • gedeone

    il porre fine alla propria vita giudicata non meritevole di essere ulteriormente vissuta, deve essete prerogativa esclusiva dell’ interessato.
    Lo stato semplicemente non deve impedirlo

Donazioni (Solo in Bitcoin)

Vuoi Ringraziare "come si deve" Rischio Calcolato. Fatti un favore, impara a usare il Bitcoin, procuratelo e dona un frazione (anche multipli non ci offendiamo) a questo indirizzo:
1CHpkA1Xma61Q2JZZ8tpo6pDNAiD81SNAE

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi