I regali di Natale più venduti sin dal 1983

Di Francesco Simoncelli , il - Replica

di Jeffrey Tucker

Lasciate che sia il mercato a decidere.

Queste sette parole sono tra le più rivoluzionarie nella storia del genere umano.

In un primo momento il mercato potrebbe apparire come una serie di segnali ed indicatori su un tabellone. Ma dietro i numeri ed i bilanci si trovano valori umani, indicatori sulla mappa che la gente usa per trovare la via d’uscita dallo stato di natura.

Con mercato, non intendiamo una forza spersonalizzata e al di fuori della nostra vita. Intendiamo le scelte delle persone riguardo la loro vita. Il mercato è quello che io e voi scegliamo, e cosa fanno gli altri per servire ogni nostro desiderio in un contesto di libertà e diritti umani.

Lasciare che il mercato decida significa accettare i risultati, anche se a livello personale vogliamo che accadesse qualcos’altro. Riconoscere questo fatto, ci darà più pace e prosperità di qualsiasi altro sistema che invece coinvolge imposizioni sulla vita e sulla proprietà altrui. Non dobbiamo amare ogni risultato, ma ci rendiamo conto che nel lungo periodo, e per la maggior parte delle persone, il mercato garantisce un accesso ad una vita migliore.

Abbasso i prepotenti

Quelle sette parole, quindi, rappresentano un ripudio della dittatura, dell’autoritarismo, del dispotismo, e di ogni altra forma d’imposizione contro le persone e le loro esigenze. Suggeriscono una fiducia in un processo modellato dalle persone stesse, e le loro decisioni sono una guida migliore rispetto anche a quelle di persone presumibilmente più intelligenti armate di tutti i poteri dello stato. Suggeriscono una deferenza nei confronti di qualcosa al di fuori del nostro controllo diretto, ma all’interno del micro-controllo di tutti gli altri: non solo le persone che conosciamo, ma miliardi di persone che non conosciamo.

I risultati del mercato non alimentano l’utopia di nessuno. Ma questo è il punto: nessuno arriva a realizzare la visione di quello che dovrebbe essere, perché sappiamo che la realizzazione dell’utopia di una persona è molto probabile che porterà ad un incubo per tutti gli altri. Se si stabilisse un insieme minimo di regole generali – non rubare, non usare la violenza, non fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te – si creerebbe una cultura politica che genererebbe più opportunità per tutti di prosperare e realizzare i propri sogni.

Ma non è sbagliato?

C’è una critica persistente secondo cui il mercato sarebbe privo di sentimento, virtù e anche morale. Questo non è vero, e non bisogna far altro che guardare alle feste natalizie per averne conferma. Il più sacro dei periodi dell’anno è associato con l’apoteosi degli scambi commerciali. Questo non è un caso. Commercio significa persone che danno cose agli altri e che ne ricevono altre in cambio. Significa servire l’un l’altro in pace e con amore.

Se questo è vero, allora le feste natalizie dovrebbero ravvivare il mercato come null’altro. Ma c’è un problema: i risultati del mercato sono senza copione. Nessuno può anticipare chi vince e chi perde. Sfuggono ad un qualsiasi tentativo di previsione, e ci ricordano costantemente l’assenza dell’onniscienza in questo mondo.

E se amate la libertà, e siete disposti a convivere con la realtà dell’inconoscibilità del futuro, questa è una cosa bella. Potete dire: “Oh, è brillante” o “È davvero di cattivo gusto” o “Sebbene sia molto venduto lo trovo ridicolo”, ma capite che è la cosa migliore se i consumatori abbiano facoltà di scelta e se i produttori siano in grado di mettere a disposizione la loro creatività al servizio delle masse.

Non è necessario amare i risultati del mercato per capire come tale sistema permetta alle persone di avere facoltà di scelta sulle decisioni cruciali di come la società utilizza le sue risorse produttive, creando sempre più ricchezza da cui tutti traggono beneficio.

E allora chi vince?

È decisamente entusiasmante guardare il mercato in azione, soprattutto quando si prende in considerazione il lungo termine, come ad esempio il 1983. A prima vista sembra folle e casuale. Perché qualcuno dovrebbe avere a cuore “Cabbage Patch Kids” o “Barney” il dinosauro o “Tickle Me Elmo?” Sono solo stupidi giocattoli, giusto? Forse no. Tutti questi prodotti hanno alimentato l’immaginazione umana e hanno permesso alle persone di immaginare mondi fantasiosi. Sono simboli degli aspetti più imprevedibili ed affascinanti della personalità umana.

Nessuno di questi giocattoli sarebbe potuto nascere dalla mente di un qualche pianificatore centrale, sia durante la campagna elettorale sia durante lo svolgimento della carica. Sono invece nati da un settore bellissimo, fantasioso e produttivo che noi chiamiamo mercato. Non possiamo far altro che rimanere basiti davanti a tutti i suoi misteri e sorprese, soprattutto davanti alla sua capacità di trovare lavoro laddove un qualsiasi pianificatore intellettuale, dittatore, o burocrate sapientone non sarebbe stato in grado.

Ma pensateci: il mercato incarna un’autenticità straordinaria. I risultati dicono la verità nuda e cruda: evidenziano ciò che è economicamente sostenibile nel quadro delle disponibilità esistenti tra risorse e tecnologia, e realizzano i nostri sogni a cui diamo più valore. Si noti che i risultati utilizzano la divisione del lavoro in tutti i modi possibili e immaginabili, a prescindere dalla classe, dalla razza, dal sesso, dalla lingua e dalla nazione. Il mercato non è limitato alla cosiddetta “identità” che ritroviamo nella politica di tutti i giorni.

Forse questo è il motivo per cui tanti intellettuali disprezzano il mercato. Esso rivela delle verità a cui non possono accedere, non importa quanto siano brillanti o che titoli di studio possano avere. Il mercato passa oltre ogni presunzione, ogni idea preconcetta di quello che dovrebbe essere, e presenta la realtà così com’è. Può non star bene, oppure si può vedere la meravigliosa personalità umana quando le persone hanno diritti e libertà.

Sono sicuro che mentre scorrerete la lista qui sotto, sorriderete e vi rallegrerete della bellezza del mercato. Un meraviglioso modello in cui a tutti gli acquirenti è permesso di dipingere un bel quadro. E i risultati sono sorprendenti, proprio perché nessuna persona è al comando.

E anche se ci sono decenni di storia a cui far riferimento, questa è una cosa che sappiamo; quello che non sappiamo, invece, è cosa ci porterà l’anno presente. È un mondo di gioie e sorprese, proprio come la mattina di Natale. Il mercato invita tutti a sperimentare tale gioia ogni giorno della propria vita.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

Condivisioni
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

Donazioni (Solo in Bitcoin)

Vuoi Ringraziare "come si deve" Rischio Calcolato. Fatti un favore, impara a usare il Bitcoin, procuratelo e dona un frazione (anche multipli non ci offendiamo) a questo indirizzo:
1CHpkA1Xma61Q2JZZ8tpo6pDNAiD81SNAE

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi