Il destino dell’Europa è segnato


di Alasdair Macleod

L’ultima conseguenza della cattiva gestione economica in Europa è stata il fallito tentativo di riforma costituzionale in Italia.

Il popolo italiano ne ha avuto abbastanza del fallimento economico del suo governo, e s’è rifiutato di darvi più potere.

L’UE e il progetto dell’euro sono stati un disastro economico per tutti i partecipanti, inclusa la Germania, che alla fine sarà costretta a rinunciare ai sudati risparmi che ha prestato agli altri membri della zona Euro. Sappiamo con assoluta certezza che l’euro si autodistruggerà e la zona Euro si disintegrerà.

La classe politica e la BCE sono guidate da credenze economiche — non posso conferire loro dignità definendole teorie ragionate — che renderanno sicuro questo risultato. Inoltre insistono sull’uso di statistiche che non sono corrette per la funzione dichiarata: il miglior esempio è il PIL, che ho criticato all’infinito e non mi ripeterò qui. Inoltre i numeri sono travisati dagli statistici governativi: l’IPC e le cifre legate alla disoccupazione sono i principali esempi.

Questo articolo prende un pezzo scritto da William Hague sul Daily Telegraph per illustrare quanto siano profonde le incomprensioni, anche per un politico relativamente illuminato, riguardo questo mix di assurdità e di propaganda statistica. Questo articolo farà anche riferimento ad un discorso tenuto questa settimana a Liverpool da Mark Carney, governatore della Banca d’Inghilterra, mostrando quanto anch’egli sia disconnesso dalla realtà. Molte delle idee sbagliate che ritroviamo in lui e in Haegue sono condivise da quasi tutti, quindi per la maggior parte passano inosservate.

Hague accusa l’euro per tutti i mali d’Europa: “[…] ha reso alcuni paesi, come l’Italia e la Grecia, più poveri mentre altri più ricchi”, ed è certamente un sentimento comune. Ma non è mai colpa della valuta, ma di quelli che cercano di usarla per ottenere risultati politici ed inevitabilmente falliscono nel loro intento.

Prima che l’euro entrasse in vigore, diverse valute avevano diversi tassi d’interesse, i quali riflettevano la valutazione del mercato riguardo il rischio di credito. Il governo greco, prendendo in prestito in dracme, pagava tipicamente interessi oltre il 12%, mentre la Germania poteva pagare il 3% in marchi. Il fatto che esistessero tassi differenti in diverse valute, imponeva ai mutuatari una sorta di disciplina di mercato.

Dopo l’introduzione dell’euro, i tassi d’interesse per i mutuatari sovrani si sono diretti verso il tasso più basso, che era quello della Germania. Ecco la ragione: le banche potevano aumentare i prestiti nei mercati obbligazionari e monetari per fare soldi facili col differenziale tra i tassi tedeschi e gli altri, presupponendo che l’intera baracca sarebbe stata garantita dalla UE e dalla BCE. Era perfettamente ragionevole aspettarsi questo risultato, ma non è chiaro se i burocrati a Bruxelles erano abbastanza intelligenti da sapere che sarebbe successo. Se si aspettavano un esito del genere, allora hanno ignorato volontariamente le eventuali conseguenze, e se non se lo aspettavano, erano semplicemente ignoranti punto e basta.

Questi stessi burocrati hanno piegato le regole che essi stessi avevano originariamente definito per consentire ai paesi di aderire all’euro. In base al trattato di Maastricht, i deficit di bilancio dovevano essere inferiori al 3% del PIL ed il rapporto debito pubblico/PIL inferiore al 60%. Né la Germania, né la Francia hanno rispettato questi parametri. Invece il governo greco ha mentito, con la piena conoscenza e l’incoraggiamento degli altri membri. No, Hague, è colpa dei policymaker, non della valuta.

Poi continua: “L’adesione all’euro ha costantemente impoverito gli italiani.” Non è così. Sono stati gli italiani che hanno utilizzato un euro a buon mercato per prendere in prestito in modo sconsiderato. Loro, e solo loro sono responsabili della cattiva gestione della loro economia e dei loro problemi di debito, che per inciso oggi superano il limite di Maastricht di oltre il 75%.

Hague, inoltre, spaccia la favoletta dei presunti benefici che l’euro ha consegnato alla Germania: “I tedeschi continuano ad esportare facilmente e hanno eccedenze di bilancio, mentre gli italiani arrancano e sprofondano nel debito.” Questa affermazione tra virgolette sarebbe senza dubbio vera se la prendessimo per quella che è, ma è sbagliato incolpare l’euro. Invece la colpa è degli squilibri fiscali relativi ai tassi dell’espansione del credito bancario e dell’orrore supplementare dei saldi TARGET2. Quest’ultimo artificio ha lo scopo di uniformare gli squilibri monetari che altrimenti emergerebbero sulla scia degli squilibri commerciali. Ma coloro che li hanno progettati sembravano essere completamente all’oscuro che l’unico modo per controllare gli squilibri commerciali, passa attraverso una scarsità di denaro ed accumuli che derivano rispettivamente da deficit ed eccedenze commerciali. Invece i saldi TARGET2 rendono positiva la carenza di denaro che deriva dalle importazioni in eccesso, e riducono le eccedenze di denaro che si accumulano nelle mani degli esportatori. Riciclano i soldi spesi dagli italiani in modo che possano essere spesi di nuovo, o anche accumulati fuori d’Italia, all’infinito. I saldi TARGET2 sono la prova vivente di quanto ci sia di ridicolo dietro al progetto dell’euro.

Hague fornisce un’eccezione alla sua tesi, citando la maggiore produttività della Germania e suggerendo che l’unica via d’uscita per l’Italia è quella d’attuare riforme coraggiose per aumentare la produttività allo stesso livello di quella della Germania. Non dice quali potrebbero essere queste riforme, ma lo dico io: il nuovo governo dovrebbe ridimensionarsi dal 52% del PIL a meno del 40%, meno è meglio è. Porre fine alla distruzione del capitale da parte dello stato, farà miracoli. Le politiche fiscali dovrebbero favorire i risparmiatori. Allo stesso tempo, dovrebbe essere permesso agli italiani di andare avanti con la loro vita e capire che lo stato non li sosterrà con elargizioni sociali.

Infine la conclusione di Hague, sebbene sia corretta dal punto di vista giuridico, non è corretta da un punto di vista strettamente economico. Egli afferma che lasciare l’euro è molto più complicato che lasciare l’Unione Europea, non essendoci un Articolo 50. Egli implica che se l’Italia ritornasse alla lira, non c’è dubbio che crollerebbe rapidamente portandosi dietro le sue banche, perché i creditori italiani si aspetterebbero d’essere rimborsati in euro, mentre il costo dei prestiti in lire continuerebbe ad aumentare rapidamente, indebolendo le finanze pubbliche.

Tuttavia, contrariamente a tutto quello che i keynesiani hanno insegnato agli studenti creduloni, l’obiettivo economico dell’indipendenza monetaria dovrebbe essere quello di una moneta solida, non in continuo deprezzamento. L’Italia ha abbastanza oro per organizzare un gold exchange standard per sé stessa o, in alternativa, potrebbe creare un comitato valutario con l’euro e garantire che la lira conservi valore agli occhi dei creditori stranieri. In entrambi i casi si richiede qualcosa di nuovo ai politici italiani: devono stringere i denti sulle finanze pubbliche e permettere che il capitale sia riassegnato dalle imprese moribonde a nuove attività imprenditoriali dinamiche. Si può fare, e l’Italia emergerebbe rapidamente come una nuova forza industriale.

Ma sarà fatto? Purtroppo no, e qui dobbiamo concordare con Hague. In comune con i loro omologhi altrove, i politici italiani si sono circondati da “yes-men” economici, addestrati a giustificare gli interventi statali nell’economia. È diventato un circolo vizioso che in ultima analisi si concluderà con l’instabilità economica, una crisi ed un eventuale collasso.

Il pensiero di gruppo targato Carney

Hague, sebbene sia un politico britannico di alto livello molto rispettato, perlomeno non è coinvolto nelle politiche monetarie o fiscali in Italia. Molto più pericoloso è qualcuno con la mano sul timone monetario: Mark Carney, Governatore della Banca d’Inghilterra. Di recente ha tenuto un discorso a Liverpool e ha incolpato tutti tranne gli economisti della Banca d’Inghilterra per il fallimento economico in atto. Ha detto che i politici devono promuovere una globalizzazione che funzioni per tutti. Davvero? E come faranno? Egli ha accusato gli economisti mainstream per non aver capito “la realtà dei guadagni irregolari provenienti dal commercio e dalla tecnologia”. Ma sicuramente noi tutti sappiamo che gli economisti mainstream, tra cui quelli nella stessa Banca d’Inghilterra, hanno un record impareggiabile nel fare le cose sbagliate. Aspettarsi che sfoggino improvvisamente previsioni cristalline, è un pio desiderio di Carney.

Ha poi rimproverato quelle aziende che non pagano le tasse. Questa è la classica retorica “è colpa di qualcun altro”, e ha ignorato il fatto che il denaro utilizzato dal settore privato è più produttivo, a differenza di quello in mano statale che invece viene sprecato. Più tasse sono un desiderio dello stato, ma le tasse sono anti-produttive.

Il governatore ha sostenuto poi che la politica monetaria della Banca d’Inghilterra è stata “molto efficace” e che “i dati non supportano l’idea che il periodo di tassi bassi sia andato a beneficio dei ricchi ed a scapito dei meno ricchi.” Ovviamente s’è scordato di dire come sia calato il potere d’acquisto degli stipendi fissi e dei pensionati, mentre i mercati azionari sono arrivati ai massimi grazie ai tassi d’interesse soppressi ed alle iniezioni di denaro attraverso il quantitative easing. Sì, caro Carney, i miei amici della classe media hanno tratto vantaggio dai loro investimenti e dalle loro proprietà grazie all’inflazione monetaria, ma ancora pagano i loro giardinieri e cameriere all’incirca lo stesso salario svalutato.

Questo punto è importante non solo per la cattiva gestione dell’economia nel Regno Unito, ma anche per quella europea. Carney s’è attirato numerose critiche per aver predetto rovina economica in caso di Brexit. Ciò presupponeva che restare in Europa fosse notevolmente meglio che lasciarla, e conferma che i suoi omologhi in Europa, propugnanti le stesse idee, hanno una comprensione della situazione economica quanto quella sua. Carney ha ovviamente sbagliato, ma ancora non c’è stato alcun mea culpa.

Se Carney e Hague vogliono criticare gli eventi economici attuali, dovrebbero iniziare a comprendere correttamente gli effetti negativi di un intervento fiscale e monetario. Devono rendersi conto che puntellare aziende defunte abbassando il costo del denaro e supportandole con contratti di governo, è da luddisti ed è distruttivo. E soprattutto dovrebbero rendersi conto che la gente comune è infinitamente adattabile: ha una grande capacità di resistere alla stupidità dello stato e a quella della banca centrale, e sarebbe invogliata a pagare le tasse se le fosse permesso di badare ai propri affari senza dover soffrire di una micro-gestione centralizzata.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

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  • Christian Caiumi

    “Tuttavia, contrariamente a tutto quello che i keynesiani hanno insegnato agli studenti creduloni, l’obiettivo economico dell’indipendenza monetaria dovrebbe essere quello di una moneta solida, non in continuo deprezzamento”
    I “keynesiani” sosterrebbero una sciocchezza del genere? Ma quando mai?
    Queste sono balle a buon mercato utili solo a squalificare senza reali argomenti proposte economiche che riequilibrerebbero la distribuzione della ricchezza! Nessuno con un po’ di sale in zucca sosterrebbe che una valuta per funzionare bene “deve deprezzarsi continuamente”. E’ una solenne fesseria. Così come è una fesseria che debba apprezzarsi continuamente! Che è parimenti segno di squilibrio.
    La lira si deprezzava PIU’ A CAUSA DELL’APPREZZAMENTO DEL MARCO, che a causa di un suo deprezzamento! E ciò derivava dalle sconsiderate politiche mercantilistiche tedesche. Quindi il progressivo deprezzamento della lira ristabiliva un equilibrio di mercato, violato ab origine dalla solita ansia sociale tedesca che impedisce loro di redistribuire la ricchezza in modo adeguato alla loro dimensione economica!

    • Francesco S

      La smetta lei di raccontare favolette e s’informi prima di commentare: http://phastidio.net/2017/01/18/lira-funesta/

      • Christian Caiumi

        Bella storia… Peccato che il problema di una crisi di bilancia dei pagamenti non sia la valuta a cambio variabile, ma la valuta a cambio fisso! Vogliamo scommettere che in quel periodo l’Italia era in crisi di bilancia dei pagamenti perchè si tentava di tenere il cambio stabile?
        Vogliamo scommettere che c’entrava molto la crisi petrolifera che ha fatto schizzare i costi in maniera imprevedibile e mai più ripetuta?
        Avete bisogno di attaccarvi a casi unici ed estremi per poter dimostrare una teoria?
        La svalutazione va bene se la fa l’Euro ma va male se la fa la lira?
        Possibile che voi “libberisti de noartri” lo siete solo per quel che pare a voi? Il libero mercato va bene ma non per la moneta!
        Liberisti di questo paio di palle…

        • Francesco S

          A cambio fisso con cosa? Così vediamo se abbiamo appreso correttamente la lezione. Le crisi petrolifera non era la causa ma un sintomo. Inoltre se il caso è emerso bisogna tenerlo in considerazione e non sdoganarlo cone evento “una tantum”.

          PS: le sue ulteirori domande sono pretestuose poiché ignorano le passate pubblicazioni del mio blog.

          • Christian Caiumi

            A cambio fisso col dollaro, evidentemente! La crisi petrolifera FU un evento una tantum, non può essere considerato un caso di scuola! E poi un sintomo di che?
            Si legga questo lavoro:
            https://www.researchgate.net/publication/255664667_LA_CRISI_DELLA_LIRA_DEL_1976_CAUSE_CONSEGUENZE_E_POSSIBILI_SCHEMI_INTERPRETATIVI
            In cui la figura 3 mostra CHIARAMENTE come la Banca d’Italia perseguisse un cambio obiettivo col dollaro fino alla fine del 1975, sostanzialmente fisso ed evidentemente insostenibile!
            Tra le ipotesi di quella crisi viene richiamata come la più attendibile quella basata sul “Modello dei Fondamentali” a cura di Krugman-Flood-Garber.
            Guardacaso la descrizione di quel modello parla di APPREZZAMENTO DEL TASSO DI CAMBIO REALE.
            C’è un limite anche all’ottusità, non è possibile piegare i dati di fatto alla propria impostazione ideologica ogni volta!
            Per non parlare delle sciocchezze che ho letto sul fatto che le famiglie e le imprese nell’Euro hanno preso in prestito TROPPO DENARO, a causa dei tassi bassi della moneta unica, ma soprattutto che LA COLPA E’ LORO! Non delle istituzioni finanziarie CHE AVEVANO TUTTI GLI STRUMENTI PER SAPERE BENISSIMO CHE PRESTARE TROPPO DENARO AVREBBE CONDOTTO DRITTI A UNA CRISI! No, è colpa delle famiglie e delle imprese!… Che in sede di crescita del PIL e tassi bassi pensano bene di indebitarsi ritenendo ragionevolmente, in un ciclo economico positivo E CON TUTTE LE AUTORITA’ CHE LI RASSICURANO, di poter restituire i prestiti!
            Io vado dal meccanico, mi monta le pastiglie sbagliate dei freni, faccio un incidente e poi la colpa è mia perchè dovevo sapere che quelle erano le pastiglie sbagliate!
            Come dire: noi banchieri privatizziamo i profitti e socializziamo le perdite!
            Ma per favore, nascondetevi… Secondo me non ci state con la testa.

          • Francesco S

            Tralasciando la seconda parte del suo commento, la quale è una filippica rivolta a non so bene chi visto che il mio punto di vista l’ho documentato più volte sul blog, non può affermare che esistano casi unici ed estremi in economia. Questo perché non esiste la possibilità di replicare allo stesso modo in cui è accaduto un evento economico. Ognuno ha le sue peculiarità ed ognuno ha le sue caratteristiche che devono essere analizzate e prese in considerazione.

            Parlando della crisi petrolifera, invece, l’esplosione monetaria durante l’era Nixon/Burns causò un enorme aumento
            delle importazioni negli Stati Uniti, il quale assorbì letteralmente tutta la capacità mondiale disponibile di petrolio, rame, soia, ferro, polietilene, gomma, sego industriale, ecc. Si trattava sostanzialmente di un’enorme domanda mondiale proveniente dall’Eccles Building. I dati storici mostrano chiaramente com’è stata trasmessa: attraverso un ampliamento del credito bancario statunitense, il quale, a sua volta, ha finanziato una massiccia domanda artificiale di beni strumentali e beni di consumo. Alla fine Arthur Burns dovette porre finire alla festa, tirando i freni monetari e scatenando così la più grave recessione del
            dopoguerra. Senza dubbio il suo quoziente di coraggio era salito bruscamente dopo lo scandalo del Watergate che spodestò Nixon.

          • Christian Caiumi

            A me non interessa cosa ha scritto in passato, mi baso su quel che ha scritto oggi. E quel che scrive sulle responsabilità dell’eccesso di credito nell’Euro è semplicemente irricevibile.
            Sulla crisi petrolifera non posso affermare che esistano casi unici??? Lo affermo eccome! Perchè E’ COSI’. Una crisi di quelle proporzioni di è verificata solo una volta, e ovviamente in ragione di squilibri eccessivi che si sono prodotti a causa di politiche economiche sbagliate.
            Il cambio flessibile ha ESATTAMENTE LO SCOPO DI RIDURRE L’IMPATTO DI QUEGLI SQUILIBRI!
            Tutto il resto sono francamente sciocchezze, come appunto quella di affermare che i keynesiani vogliono una moneta “perennemente svalutata”. Una fesseria indegna di commento. I “keynesiani” vorrebbero un commercio mondiale EQUILIBRATO! E il cambio flessibile è uno dei migliori elementi che lo possa garantire e limitare gli eccessi di paesi quali gli USA o la Germania.

          • Semplice

            In che senso la crisi petrolifera fu un sintomo ?

          • Ronf Ronf

            Mi associo alla tua domanda: anche a me interesa approfondire

  • Semplice

    “che alla fine sarà costretta a rinunciare ai sudati risparmi che ha prestato agli altri membri della zona Euro.”

    Ma basta, basta con queste cazzate. Ogni volta con queste stronzate mai specificate. I krukki hanno si prestato soldi ma lo hanno fatto ai loro alleati baltici & C. Per la Grecia si sono chiappati gli aiuti dei cretini latini per salvare le loro banche marce e in più hanno comprato la Grecia a sconto e venduto a premio le loro armi.

    Basta con queste cazzate, l’unico coglione di paese che ha prestato soldi a destra e a sinistra siamo stati noi ed è già computato nel debito.

    • deadkennedy

      concordo applicare analisi razionali quando si sa ormai fin troppo bene che il gioco è stato barato fin dall’inizio… i ns politici andrebbero per lo meno messi davanti ad un plotone di esecuzione

    • Francesco S

      Le consiglio di consultare i saldi TARGET2.

      • Semplice

        Le consiglio di smetterla con questo atteggiamento !

    • luis

      Esatto, concordo, i krukki hanno preteso che la grecia comprasse aerei militari quando erano già con l’acqua alla gola. Naturalmente sono i politici greci e qui da noi, i nostri che andrebbero processati per Alto Tradimento.
      I krukki fanno i loro interessi, ma i nostri sono dei traditori e dovrebbero subire la sorte dei traditori !!!!

      • Alcoor26 .

        Se gli aerei li comprano, ma non li pagano??? Questo è il target 2.

        • Semplice

          No, il TARGET2, cazzata inventata alla bisogna per chiarire il movimento dei soldi…è tutto, anche i depositi che vanno da A a B.

          Se spostati i tuoi soldi verso la cermania, il T2 aumenta !

          • Alcoor26 .

            Appunto. Aumenta perchè i soldi sarebbero dovuti andare in germania, ma non ci sono andati. RImane il debito tra banche centrali. Proprio quello diceva il mio commento. Han comprato gli aerei, ma…. Li hanno pagati???

          • Semplice

            Come non ci sono andati i soldi ? Se io apro un conto in una banca tedesca e sposto la mia liquidità li, il T2 segna una migrazione non un debito.

            Il T2 è la somma di numerose componenti, regolate o no, debiti/crediti. Se io sposta la liquidità non è un debito ma un credito.

            Se io pago, il T2 segna così come le poste ancora aperte. Capito ora ?

          • Alcoor26 .

            Scusa, se tu sposti i soldi in germania, non sei creditore verso la banca tedesca, la quale è creditrice della banca centrale tedesca per quell’importo, la quale è creditrice della banca centrale italiana???? Proprio questo è il target 2. La banca centrale tedesca rimane a credito delle banche straniere.
            Lascia perdere che nella vicenda l’ultimo creditore sia tu; di solito sarebbe tedesco pure quello.

          • Semplice

            No guarda, non è così, stai facendo confusione. Il T2 segnala i flussi finanziari e di pagamento avvenuti. Immaginiamo per assurdo, mica tanto, che gli altarini tedeschi sul comparto bancario vadano di moda…quel T2 magicamente si ridurrà…indovina perchè ?

          • Alcoor26 .

            Non ho capito. Il pagamento è avvenuto, perchè il tedesco può ritirare i soldi nella sua banca. Ma i soldi virtuali, sono crediti-debiti. La banca del tedesco ha i soldi perchè li garantisce la banca centrale tedesca, che li garantisce col credito che vanta colla banca centrali italiana. Non è questo il target2???

          • Semplice

            Per l’ennesima volta, il T2 è tutto. Tu guardi solo il pagamento da noi a loro senza neppure poter veriifcare cosa sia stato già pagato e cosa no. In più ci sono soldi nostri che vanno da loro non per acquisto ma “semplicemente” per spostare liquidità. Quindi l’errore comune è quello di vedere il T2 solo come debito mentre invece è tutto.

          • Alcoor26 .

            Scusa, ma non capisco ancora. Io ti ho detto cosa è per me il T2, tu no.
            Anche nel caso di spostamento di capitali, come per il pagamento, viene accreditato l’importo sul conto corrente estero perchè questo è garantito dalla banca centrale tedesca che garantisce tramite il credito con la banca centrale italiana. Quel credito tra banche centrali (che c’è anche per il pagamento degli elicotteri dei greci), è il target 2. Questo è per me il target 2. Cosa è per te, non l’ho capito.

          • Semplice

            Ancora, continui a guardare al T2 solo e soltanto come regolazione di crediti aventi oggetto vendita di assetti e/o servizi. Ti ho già detto che se io cittadino italiano, azienda, apro un c/c in germania e quindi sposto i miei soldi da qui a la, quel T2 si sbilancia contro l’Italia ma non c’è nessun credito da vantare, nessuna regolazione tra banche centrali.
            Cosa diversa per acquisti garantiti da banche et simili.

            Siccome il t2 tiene conto di tutto, come ti ho scritto, ergo non solo dei debiti/crediti in essere ma anche quelli chiusi e sopratutto il flusso di liquidità da e verso germania/Italia…ne consegue che leggere il T2 solo come debito verso uno Stato straniero è l’errore più grossolano che possa fare il popolino e un atto deliquenziale da chi sa cos’è, ma per usi politici propri funge da spaventapasseri verso lo stesso populino.

            E qui mi fermo.

          • Alcoor26 .

            Ma perchè non dici cosa è il T2???
            Io te l’ho detto cosa è o cosa penso che sia.
            Ti ho detto che se sposti i soldi in germania, non è diverso da acquistare i servizi; mica fanno differenza se i soldi che vanno di là sono per pagare qualcuno. Come fanno a farla??
            Certo che c’è un credito. Se io sposto i soldi in germania e poi me li ritiro (ma anche se non li ritiro), quei soldi arrivano dall’italia, ma non sono effettivamente arrivati fisicamente ma si compensano a livello di banche centrali. La banca centrale tedesca garantisce il mio prelievo in germania in virtù del target 2 ovvero del credito che ha verso la banca italiana. La banca centrale tedesca fa accreditarmi sul conto gli euro come se me li desse lei, perchè poi gli spetta il credito dalla banca centrale italiana. Questo è il T2!!!
            Tu non dici cosa è questo target 2.

          • Semplice

            Quindi se io apro un c/c in UK, USA ecc…l’operazione viene regolata dalle banchE centrali ?

            Io ti ho spiegato cosa c’è dentro al T2, tu continui a parlarmi di banche centrali. IL T2 E’ LO SCAMBIO FINANZIARO TRA PAESI COMPRENSIVO DI TUTTO .

            Credo che sia giunto il momento di finirla qui, anche perchè è stato dimostrato ampiamente che il T2 non è quello che gli euristi hanno voluto far credere e che pure Draghi è stato costretto a spiegare.

            Ciao

          • Alcoor26 .

            La risposta alla tua domanda è SI!!!
            Certo che se io apro un c/c in america in dollari e ci mando gli euro che ho qui, ovvio che subentrano le banche centrali. Tutte le volte che cambio denaro sto sfruttando accordi tra banche centrali.
            La banca centrale america mi fornisce sul c/c dollari, ma vuole gli euro di pari importo al cambio del momento del trasferimento. Chi glieli dà gli euro??
            La banca centrale italiana che li toglie dal mio c/c. E in questo modo si regola anche il cambio tra banche centrali.
            Il T2 è stato fatto proprio per questo meccanismo valutario che non c’era più con la moneta unica.
            Scusa, ma credo che non sai cosa è il T2.

          • Semplice

            Rinuncio.

  • marcoferro

    si sta andando a sbattere contro il muro, ma nessuno vuole o sa fermare il tir….

  • Dogui

    Dott. Simoncelli, i prestiti elargiti a Grecia ,Spagna e Portogallo , sono stati raccolti tramite il MES. L’Italia ha aderito,col 18% ossia oltre 125 miliardi di euro ( A DEBITO ), dovrà versare una quota per i prossimi cinque anni di 25 miliardi per anno.
    Mi pare di ricordare che i 125 miliardi prestati ci fruttano una quota interessi che è meno della metà di quella che paghiamo per coprire l’emissione di titoli di stato usati per coprire i 125 Miliardi. Questo perchè il MES prevede che al prestito per i membri UE sia applicato un tasso di interesse di favore.
    Con questo voglio dire quanto siamo fessi noi Italiani, e che forse il MES per non parlare del pareggio di bilancio , sono già motivazioni sufficienti a mettere in discussione questo Club Esclusivo.
    Aggiungo anche una teoria molto semplice. L’uscita dalla UE e rinuncia alla moneta unica è sicuramente traumatica , ma se non altro toglie qualsiasi alibi ai nostri incapaci politici, che non fanno altro che nascondersi dietro al paravento del “ce lo chiede l’europa” quando invece sanno tutti che la commissione europea non si è mai espressa sul come raggiungere gli obbiettivi , ma solo sui tempi.

  • Franco Maraschi

    “il nuovo governo dovrebbe ridimensionarsi dal 52% del PIL a meno del 40%, meno è meglio è.”…..grazie al kaiser. Guarda caso pero’ le alte tasse sono proprio per reggere il gioco dell’euro, della mancanza di sovranita’ monetaria. Pertanto le tasse possono essere abbassate solo uscendo dall’euro, applicando la lex monetae, e facendo intervenire la banca d’italia a comprare i btp invenduti, esattamente come era fino a 1981.

    • Ronf Ronf

      Ma farlo capire agli italiani purtroppo è molto, molto, molto, ma molto difficile…

  • what you see is a fraud

    http://www.thenational.ae/news/world/europe/france-building-more-than-100-mosques
    France building more than 100 mosques
    La Francia sta costruendo 100 monskee .
    Con deficienti al potere crypto Khazari tutto e’ possibile .

    http://www.independent.co.uk/news/world/europe/saudi-arabia-offers-germany-200-mosques-one-for-every-100-refugees-who-arrived-last-weekend-10495082.html
    e poi l’Arabia Saudita offre alla Germania 200 moschee ( per chi non lo sapesse sono i posti dove le mosche si riuniscono) una per ogni 100 rifugiati (???? !! ) arrivati lo scorso wek-end !

  • what you see is a fraud

    https://www.youtube.com/watch?v=FBLAgSEkcGk

    Jeff Rense & ‘Meral’ – The Horrifying Muslim Destruction Of Germany
    Jeff Rense
    Citazione “Published on 16 Mar 2017

    “Jeff talks with ‘Meral’ live and direct in Germany. She describes the rape horror and details the sophisticated invasion and planned armed destruction of Germany. Hear the truth about how German law enforcement and the government are encouraging the terrorist invaders every . ”

    Jeff Rense parla con Meral direttamente dalla Germania . Lei descrive l’orrore dei stupri r dettagli della sofisticata invasione e pianificata distruzione armata della Germania . Ascolta come la polizia e il governo incoraggiano gli invasori terroristi.

  • winston-universe

    La Germania fino ad ora non ha pagato per l’euro ancora nulla, 0 , nada , nix.
    Il conto per la Germania arriverà quando si sfascia l’euro è questo in forma combatta è secca.
    La Germania fino ad ora ha solo guadagnato.

    – Più 2 B. (2.000.000.000.000) di Surplus commerciale dal introduzzione del €.
    – Ca. 200 Mrd. risparmiati dal 2010 grazie ai bassi tassi di interesse.
    – Ca. 200 Mrd. risparmiati grazie al MES. Le banche tedesche avevano ca. 400 Mrd. di NPL (Non Performing Loans) nei confronti di Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia. 200 die questi 400 Mrd. sono stati pagati dai contribuenti europei via MES.

    Tutto questo senza l’euro non sarebbe mai mai mai successo. La Germania durante il periodo 1995-2006/7 era il malato d’Europa, poi venne l’euro-crisi è la Germania divenne l’egemone del Europa anche grazia ai pagliacci francesi è sopratutto italiani. Senza il supporto dei pirla francesi è italiani la Germania non andrebbe da nessuna parte.

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