Legge di Pareto & riformatori in cerca di potere


di Gary North

Reality Check

Quando onorato dal codice giuridico, il principio di uguaglianza di fronte alla legge produce sempre disuguaglianza economica. Al contrario, la ridistribuzione della ricchezza attraverso la politica deve iniziare con la disuguaglianza di fronte alla legge. È impossibile ottenere entrambe le forme d’uguaglianza allo stesso tempo, perché le persone non sono uguali nelle loro capacità di soddisfare la domanda dei clienti.

I difensori del concetto di libero mercato iniziano con il principio d’uguaglianza di fronte alla legge. I difensori dello stato sociale iniziano con il principio della disuguaglianza di fronte alla legge.

Capisco perché i critici del libero mercato sono indignati davanti la disuguaglianza economica. Odiano il libero mercato, poiché esso riduce al minimo il potere dello stato e massimizza la libertà. Quello che non cessa mai di stupirmi è il piccolo esercito di difensori auto-proclamati del libero mercato che prendono sul serio l’idea di una maggiore uguaglianza economica. Considerano la disuguaglianza economica come un fallimento del libero mercato e quindi un difetto nell’ideale della libertà.

Ho una buona notizia e una cattiva notizia. La buona notizia è che i riformatori che invocano una maggiore uguaglianza economica non sono stati capaci di raggiungerla — ovunque. La cattiva notizia è che, nella loro ricerca di una meta irraggiungibile di per sé, indeboliscono la libertà e permettono ai peggiori di comandare. La disuguaglianza economica rimane costante; il mezzo per raggiungerla cambia: si passa da soddisfare la domanda dei clienti a catturare le leve del potere politico.

DISUGUAGLIANZA ECONOMICA COSTANTE

La disuguaglianza economica è una costante. Questo irrita i riformatori sociali, ma si rifiutano d’ammetterlo. Se è vero che la disuguaglianza economica è in realtà una costante, allora falliranno tutti i programmi di riforma politica per aumentare l’uguaglianza. Ciò comprometterebbe tutti i programmi di riforma politica che si basano sull’ideale etico di una maggiore uguaglianza economica.

Scopriamo, quindi, che la disuguaglianza economica è una delle costanti della vita.

Venne descritta per la prima in un libro del 1897 dall’economista italiano, Vilfredo Pareto. Aveva condotto uno studio dettagliato sulla distribuzione della ricchezza in diverse nazioni dell’Europa occidentale. Scoprì questo fatto: circa il 20% della popolazione possedeva circa l’80% della ricchezza. Non importava quale forma di governo civile avesse un paese, prevaleva la stessa distribuzione.

Per oltre un secolo, gli storici dell’economia e gli statistici hanno indagato sulla distribuzione della ricchezza. Hanno scoperto una distribuzione molto simile.

Questa distribuzione 20/80 è diventata nota come Legge di Pareto.

La distribuzione di Pareto è quella che viene chiamata legge della potenza. L’angolo di questa piramide di disuguaglianza prevale fino alla cima.

Il 20% della popolazione possiede l’80% della ricchezza
Il 4% (0.2 x 20%) della popolazione possiede il 64% (0.8 x 80%) della ricchezza
Lo 0.8% (0.2 x 4%) della popolazione possiede il 51% (0.8 x 64%) della ricchezza

La cosa ancora più sorprendente è che questa distribuzione prevale anche in settori molto lontani dall’economia: prevale nella distribuzione della popolazione nelle città di una nazione, prevale nella dimensione dei membri delle chiese in una comunità, prevale negli arresti da parte dei dipartimenti di polizia.

Il problema è questo: non si sa perché, e questo dà fastidio agli analisti.

La loro strategia principale per trattare con la distribuzione di Pareto è quella d’ignorarla. E anche i critici del libero mercato la ignorano, nonché il piccolo esercito di difensori auto-proclamati del libero mercato che adotta l’ideale di una maggiore uguaglianza economica insieme agli statalisti in cerca di potere.

UNO STUDIO DEL 2016

Credit Suisse, l’enorme banca svizzera, si avvale di uno staff di ricercatori che ogni anno rilascia un rapporto economico. Il rapporto del 2016 offre un’immagine utile riguardante una piramide di disuguaglianza economica.

[Nota: le percentuali in grassetto non sono nell’originale. Questa versione è stata proposta in un articolo di MarketWatch. Per la versione originale, cliccate qui.]

Guardate bene l’immagine.

Lo 0.7% superiore della popolazione possiede il 45% della ricchezza. La Legge di Pareto ci dice che lo 0.8% della popolazione avrà il 51% della ricchezza. Fin qui tutto bene.

L’8% superiore della popolazione possiede l’85% della ricchezza. La Legge di Pareto ci dice che il 20% della popolazione avrà l’80% della ricchezza. Allarme giallo! Allarme giallo! Credit Suisse segnala una disuguaglianza sconcertante.

Ma c’è un problema enorme con questa immagine. La piramide mostra lo stesso angolo fino a sopra. Eppure se l’8% della popolazione possiede l’85% della ricchezza, questo fatto vìola l’angolo stabile di salita. Le statistiche non sono rappresentate dalla forma della piramide.

Credo che le statistiche contenute nel rapporto siano errate. Si discostano troppo dalla distribuzione normale di Pareto.

Penso anche che gli autori del rapporto abbiano detto a chi ha creato l’immagine come sarebbe dovuta apparire, nonostante il fatto che le statistiche riportate non siano conformi con la Legge di Pareto. Una piramide con lo stesso angolo fino all’apice segue la Legge di Pareto. Al vertice della piramide c’è una cifra — 0.7/45 — molto vicina a quella di Pareto — 0.8/51. Ma il livello successivo — 8/45 — devia molto dalla distribuzione 20/80 di Pareto. I ricercatori dovrebbero offrire una spiegazione. E invece non lo fanno.

Ecco un’altra cosa che devono mostrare: i risultati statistici di questa distribuzione negli anni precedenti. C’è evidenza di una piramide in restringimento, vale a dire, una disuguaglianza crescente? O è la stessa piramide?

Ecco quello che ho scoperto passando 35 anni a studiare le relazioni sulla crescente disuguaglianza economica. Le organizzazioni che forniscono queste relazioni, non segnalano i risultati degli studi precedenti e se hanno utilizzato la stessa metodologia. Non offrono alcuna prova di un cambiamento nella distribuzione della ricchezza. C’è una buona ragione: non esistono tali statistiche. Non vi è alcuna deviazione significativa dalla distribuzione di Pareto. Gli angoli della piramide rimangono gli stessi, decennio dopo decennio, riforma dopo riforma: 20/80, 4/64, 0.8/51.

Più le cose cambiano, più rimangono le stesse.

UNA CRITICA BASATA SULL’INSTILLARE IL SENSO DI COLPA

Comincio con qualcuno di cui non avete mai sentito parlare: Shaun Langlois. Scrive per MarketWatch. Ecco il suo articolo sulla crescente disuguaglianza, intitolato: Global wealth study reveals ‘shockingly’ high levels of economic inequality

Inizia con un’affermazione perfettamente ragionevole: “Nonostante i migliori sforzi di coloro che si arrabbiano contro le disuguaglianze di reddito, il divario tra ricchi e non abbienti non sembra restringersi.” C’è una ragione: la distribuzione di Pareto non cambia molto da un anno all’altro.

E continua: “Secondo il Wealth Report di Credit Suisse, solo lo 0.7% della popolazione mondiale possiede quasi la metà della ricchezza del mondo.” Ha usato l’avverbio “solo”. Avrebbe potuto usare “il solito”. Ancora meglio: “la solita percentuale paretiana.”

Poi fa confusione tra arance e mele: non una percentuale di ricchezza, ma cifre in dollari. “All’altra estremità, il 73% del popolazione ha meno di $10,000 ciascuno.” La sua frase non trasmette alcuna informazione tra la distribuzione di Pareto e la distribuzione segnalata da Credit Suisse.

“Negli ultimi anni è costantemente emersa la sensazione che la ripresa economica fosse poco profonda, insufficiente a raggiungere tutti gli strati della società”, hanno detto i ricercatori nel rapporto. “La prova nei nostri database sulla ricchezza globale sostiene questo punto di vista.”

E allora? Che la ripresa economica sia superficiale o profonda, che prove ci sono di un aumento delle disuguaglianze? Dov’è la prova che la ripresa o la recessione cambino in modo significativo la distribuzione della ricchezza? Ci sono vincitori e vinti. Ma dove sono le prove che la crescita economica riduca le disuguaglianze? Sin dal 1897 non ne esiste alcuna.

Poi riporta la piramide di Credit Suisse, che è falsa. La considera come se fosse una rappresentazione accurata delle cifre riportate dai ricercatori di Credit Suisse. Invece non lo è.

“Sin dal 2000 al vertice della piramide il numero dei milionari mondiali è salito del 155%, mentre le fila degli ultra-ricchi hanno visto un picco ancor più significativo.” Qual è la prova di tutto ciò? La percentuale — 0.7/45 — è in linea con la previsione di Pareto: 0.8/51.

“Si prevede che la tendenza continuerà. Nel 2000 l’1% possedeva il 49.6% di tutta la ricchezza delle famiglie. Nel 2009 questa cifra è scesa al 45.4%. Da allora ha superato la soglia del 50%, e non sembra che la traiettoria cambierà.” Quindi continua a cambiare. Ma dov’è l’immagine della piramide nel 2000? Dov’è l’immagine del 2009? Voglio vedere gli angoli che cambiano.

Poi la Legge di Pareto ci dice che lo 0.8% superiore possiederà circa il 51% della ricchezza. Quindi i dati per il 2000 mostrano un’uguaglianza superiore alla distribuzione di Pareto: l’1% possedeva solo il 49% della ricchezza. Molto strano. Perché? Il dato del 2009 è molto più vicino a quello che avrebbe previsto Pareto: l’1% possedeva il 45%. Ciò continua ad essere anormalmente egualitario, ma almeno stava tornando in linea con la Legge di Pareto: 0.8%/51%. La normalità stava riaffermando sé stessa.

In seguito cita un portavoce di Oxfam, un think tank che promuove l’intervento politico per ridistribuire la ricchezza. Ne ho parlato in passato. Non fa mai riferimento alla Legge di Pareto. Non mostra mai come la disuguaglianza economica stia cambiando. Ogni anno ottiene la copertura dei media quando rilascia il suo rapporto sulla disuguaglianza. Spesso coincide con l’incontro a Davos del World Economic Forum, dove si riuniscono le élite.

Max Lawson di Oxfam International, in risposta al rapporto, dice che la disuguaglianza ha raggiunto livelli “scandalosamente” alti e c’è bisogno di riforme.

“Questo enorme divario tra ricchi e poveri sta indebolendo le economie, destabilizzando le società ed inasprendo la lotta contro la povertà. I governi devono agire ora e fermare l’evasione fiscale, aumentare gli investimenti nei servizi pubblici ed incrementare le paghe basse.”

Oxfam lavora per instillare il senso di colpa. Sa che la colpa è la prima tappa verso una riforma dello stato sociale. Utilizza l’ignoranza della popolazione riguardo la distribuzione di Pareto per confondere gli scrittori come Langlois. Queste persone possono essere ingannate facilmente. Poi questi scrittori diffondono il senso di colpa.

CONCLUSIONI

Ogni volta che leggete qualcosa su una disuguaglianza crescente, ponetevi queste domande.

Qual è la prova di questo aumento?
L’organizzazione di ricerca ha pubblicato prove simili negli anni precedenti?
Se presenta un’immagine, l’ha presentata anche gli anni precedenti?
Il grado di disuguaglianza si discosta dal 20/80?

Più importante, il rapporto fa riferimento alla Legge di Pareto? (Non lo farà, ve lo garantisco.) Offre una piramide della distribuzione di Pareto 20/80 allo scopo di fare confronti? (Non lo farà, ve lo garantisco.)

Ecco lo scopo di questo gioco.

  1. Instillare un senso di colpa riguardo la disuguaglianza economica.
  2. Evitare tutti i riferimenti alla distribuzione di Pareto.
  3. Annunciare che le cose — la disuguaglianza — stanno peggiorando.
  4. Affermare che l’aumento delle tasse sui ricchi ridurrà le disuguaglianze.
  5. Evitare di presentare prove statistiche del passato secondo cui aumentare le tasse sui ricchi abbia diminuito la disuguaglianza economica in qualche nazione, vale a dire, ridotto l’angolo della piramide della distribuzione di Pareto.

Siate consapevoli di come funziona questa truffa. Vi immunizzerà contro il senso di colpa riguardante la legittimità morale della libertà, che si basa su questi due principi:

  1. l’uguaglianza davanti alla legge;
  2. il diritto di proprietà, vale a dire, il diritto di escludere legalmente gli altri dall’utilizzare ciò che vi appartiene.

Insegniamo questa distinzione ai nostri figli: “mio/tuo.” Gli statalisti utilizzano il senso di colpa per farci dimenticare o rifiutare quello che abbiamo imparato da bambini.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

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