L’Eurocrazia procede la sua marcia

Di Fenrir , il - 13 commenti

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europeistIeri, come ben sapete, a Roma si sono tenuti i sessantanni dei Trattati di Roma dai quali, sotto diverse forme, si arrivò a quella che oggi conosciamo come Unione Europea, non solo un’alleanza tra stati, ma un vero e proprio superstato sovranazionale. Chi ci segue sa che osserviamo con estrema attenzione i processi che stanno conducendo ad un sempre più definito superstato europeo e in occasione di questo anniversario vediamo un po’ di tirare le somme.

Da più parti, soprattutto dopo la Brexit, si parla ormai di Unione al collasso, di imminente fine e via dicendo, noi al contrario notiamo che invece sta andando tutto secondi i piani di chi ha progettato questo superstato, che per comodità chiamiamo eurocrazia.

Perché sosteniamo questo? Vediamo di elencare i punti che supportano la nostra visione:

1) Brexit: la Brexit, al contrario di come possa apparire in un primo momento, è qualcosa di favorevole all’Unione, perché ha eliminato l’unico stato da sempre reticente alla cessione di maggiore sovranità nazionale e che quindi avrebbe sicuramente messo il veto a qualsiasi processo necessario di incremento dei poteri di Bruxelles.

2) Trump: l’elezione di Trump da un’ulteriore spintarella alla centralizzazione europea. Come sapete il nuovo presidente americano non è particolarmente vicino agli eurocrati e soprattutto ha chiaramente fatto capire, che la protezione militare americana sull’Europa sta per finire e che quindi gli stati europei devono incrementare le proprie spese militari se ci tengono alla propria sicurezza. Questo, come anche si evince dalle dichiarazioni di ieri, porterà probabilmente alla nascita di un Esercito Europeo cosa che a sua volta porterà alla nascita di un Ministero delle Difesa Europeo. Ed è innegabile che un esercito unico è un passo importantissimo nella marcia verso il superstato europeo.

3) Crisi economica: come anche sostenuto da un europeista come Monti, la crisi è un’occasione per cedere maggiore sovranità all’Europa. Gli stati meridionali, ma non solo, continuano ad essere soffocati dai debiti e perdura una condizione di crescita debole e depressione economica e morale. Questo non è assolutamente un male per gli eurocrati, anzi è un’occasione per farli cedere.

Queste sono le condizioni attuali che a nostro avviso dimostrano che la marcia dell’Eurocrazia  è in pieno svolgimento, ma vediamo come potrebbe addirittura avere un’accelerata:

1) Terrorismo interno: aver fatto entrare milioni di islamici sul suolo europeo oggi e in passato ha come diretta conseguenza un incremento del terrorismo fondamentalista, il nemico interno può essere usato per incrementare la sicurezza comune e in futuro potrebbe portare ad un’intelligence unificata.

2) Nemico esterno: come già detto in altri nostri articoli, un fattore importantissimo nella creazione di un sentimento nazionale, in questo caso di un sentimento europeista, è avere un nemico comune. Finora questo nemico sembrava essere la Russia di Putin, che però non viene visto da buona parte del popolo europeo come “il cattivo”. Un alternativo nemico comune che invece suscita l’antipatia nella totalità degli europei, è la Turchia nel neo-dittatore Erdogan. Se la tensione tra Ankara e Bruxelles continuerà ad incrementare, soprattutto alla luce della deriva autoritaria della prima e dei focolai di ostilità pronti che covano sotto la cenere, non è da escludere una guerra diplomatica ed economica se non addirittura militare. E un importante nemico comune darà una fortissima spinta all’Europa Unita.

3) Prossime elezioni: a parte la Brexit, di cui però abbiamo visto addirittura l’utilità, non vediamo particolari scossoni politici all’interno dell’Unione. In Austria l’estrema destra non ha eletto il suo presidente, in Olanda nemmeno e in Francia, come abbiamo visto in questo nostro articolo, le probabilità che la Le Pen vinca sono veramente basse a causa del sistema a doppio turno. Ed anche dovesse farcela sarebbe comunque un presidente senza maggioranza parlamentare. Ed altri scossoni interni non se ne vedono. In Italia il Movimento Cinque Stelle non è veramente un forza euroscettica e al di là dei proclami difficilmente farà qualcosa contro l’Euro e l’Europa ed anche dovesse indire un referendum a mio avviso in Italia perderebbe.

4) Secessionismi filo-Ue: sarà anche interessante vedere come si evolveranno i tentativi secessionisti di Scozia e Catalogna, secessionismi europeisti che quindi potrebbero anche essere favoriti da Bruxelles come ipotizzavamo nel nostro articolo l’Europa dei secessionismi.

5) Elezioni in Germania: le elezioni veramente importanti sono però quelle tedesche dove Angela Merkel potrebbe cedere il posto al socialista europeista Schulz. Finora la Germania della Merkel ha sempre avuto una visione basata sull’egoismo nazionale. Con l’europeista Schulz alla Cancelleria e con Draghi alla Banca Centrale, l’austerità potrebbe finire.

Ecco proprio partendo dall’ultimo punto vediamo di trarre una conclusione importante di come l’eurocrazia possa fare scacco matto e darà una spinta fondamentale al processo di centralizzazione. Come sappiamo paesi come Italia e Grecia, ma anche altri paesi europei, sono soffocati dai debiti e dall’austerità economica ed è chiaro che i debiti non saranno mai pagati con l’austerità ed anzi i rapporto debito/pil dei paesi che hanno intrapreso la strada dell’austerità, è esploso. Sembra inevitabile che dovrà essere fatto qualcosa per risolvere questa situazione e calciare sempre il barattolo non sarà possibile per sempre. Soprattutto nel caso dovesse vincere Schulz in Germania e Macron in Francia, molto probabilmente si andrà o verso una ristrutturazione dei crediti in possesso della Banca Centrale Europea oppure saranno necessari gli Eurobond. O comunque sarà studiato qualcosa per alleggerire la pressione sui paesi in difficoltà, Francia compresa. E questo ovviamente non sarà fatto gratis, ma comporterà un importante cessione di sovranità all’Europa, in cambio, almeno nel breve periodo, avremo una certa crescita economica e quindi l’Eurocrazia utilizzando il bastone prima e la carota dopo ci avrò tolto la sovranità e nessuno si lamenterà più di tanto perché almeno nel breve periodo ci saranno migliori condizioni economiche. Un assedio soft a nostro insaputa. Del resto se ci fosse stata tolta la sovranità di colpo, ci saremmo ribellati invece con questo sistema graduale tutto avverrà senza particolari traumi.

Concludo dicendo che quindi il piano, la lunga marcia dell’Eurocrazia, procede nella sua strada, chi spera in un ritorno agli stati nazionali, a mio avviso si sta solo illudendo. Certamente questa Europa unita nel nome delle banche e della finanza non piace a nessuno, ma non saranno i nazionalismi a farla fallire. Auspico invece che possa nascere un movimento antisistema e riformatore a livello europeo, solo se i popoli europei si solleveranno uniti e prenderanno coscienza insieme c’è possibilità di cambiamento. Se questo articolo ti è piaciuto, non perderti Libertà Indefinita, un saggio sulla libertà e sulla legittimità di un sistema, il nostro, sempre più contestato dalla popolazione.banner liberta indefinita
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Sono Giuseppe Cirillo alias Fenrir, l’autore di questo blog. Nei nostri articoli ci sforziamo di offrire un’angolazione e una visione diversa rispetto ai media di regime. Per qualsiasi domanda o per un’eventuale collaborazione contattami alla seguente mail: fenrir1489@gmail.com 

 

 

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    Una maggiore integrazione europea potrebbe anche andarmi bene
    ma non con questa dirigenza massonico-laicista.

    Gli attuali governanti sono come il veleno e porteranno alla morte, lentamente, tutti i popoli europei.

    • E’ proprio quello che sostengo io: una Federazione Europea di liberi popoli e individui non sicuramente l’Europa delle banche e dei tecnocrati come quella attuale.

      • yuk yuk

        semmai una confederazione (c’è una bella differenza) di piccole entità libere e, per cominciare,miniarchiche di dimensioni possibilmente non superiori all’Olanda, anche meno.

        • what you see is a fraud

          dividi e impera .

          • yuk yuk

            a mio parere è esattamente il contrario: il potere oggi si esercita nella concezione del Superstato europea che unifica e appiattisce, abolendo ogni libertà decisionale annullando l’autonomia dei popoli e delle comunità. Il divide et impera presuppone un potere centrale forte e non ha alcun peso se il potere è invece disseminato e parcellizzato in unità libere ma interdipendenti, per cui le scelte di collaborare e mettere in comune interessi ed obiettivi dipende dal vantaggio reciproco, se esiste, e non dall’imposizione da parte di un unico centro di potere.

  • Alcoor26 .

    Austerità in quali paesi, visto che la spesa pubblica è SEMPRE aumentata???
    Inoltre, da questo articolo pare che il debito si ripaghi abbandonando “l’austerità”, ovvero, ohibò, il debito si ripaga con più debito.
    Tralascia completamente i trasferimenti di ricchezza che servirebbero per fare un unico stato europeo…. Non i riformatori, non l’UE, non paesi virtuosi, ma i terroni d’europa salveranno le nazioni!!

  • Alexone1

    Mah. Gli stessi motivi per cui l’UE dovrebbe unirsi maggiormente sono gli stessi per cui potrebbe dividersi ulteriormente. La Brexit potrebbe dividere, per non parlare dell’esercito europeo, del terrorismo, migranti e nemici esterni (Putin, Erdogan, Trump, eventualmente May, e tutto il mondo in pratica) ed economia. Non sono comunque fattori tali da giustificare l’unione sotto una bandiera comune, manca la motivazione forte ad unirsi (e non ci sarà mai).
    La propaganda europea volge a suo favore qualsiasi argomento, ma le cose possono andare diversamente da quanto progettano gli eurocrati, cosa che avviene puntualmente negli ultimi anni.
    Fra l’altro non molto tempo fa Junker ed altri top eurocrati e leader nazionali avevano detto che il superstato neuropeo non avrebbe mai visto la luce, ora si sono inventati questa formula delle velocità variabili per rilanciare. Non che potevano fare molto altro, in effetti.

  • yuk yuk

    cessione sovranità = assegnazione di obblighi e ruoli: l’ italia sarà definitivamente il molo di attracco per i migranti e base per le navi delle ONG in servizio dall’Africa, come la Grecia dal medio oriente. Faremo l’accoglienza e da serbatoio. Le cooperative ladrone diverranno la prima industria del paese, le nostre tasse destinate a finanziarle. Orwell avanza, finchè potete andatevene.

  • Consulente dei nuovi schiavi

    In questo momento l’osso duro all’integrazione è la Germania, in realtà. L’unico membro dell’eurogruppo che non ha l’Europa come fonte primaria sopra la Costituzione e che deve ogni volta chiedere “il permesso” alla loro corte costituzionale se il trattato da ratificare è legittimo secondo la costituzione federale. Il giogo è l’adesione all’euro come moneta legale perché sottintende il rispetto di vari trattati e articoli validi solo per l’eurogruppo e non perché membri Ue. Se vai in Ungheria l’unica cosa che non puoi fare con l’Euro è pagare le tasse…. sai che problema. Tutti i paesi entranti o simpatizzanti per l’euro hanno capito il giochetto e hanno ritirato la domanda o l’intenzione. Nella UE non si sta così male, sotto gli articoli e trattati validi solo per chi adotta l’euro non si sta per niente bene perché si perdono margini di manovra fiscale, politica economica e politiche monetarie. Tre cose che vanno OBBLIGATORIAMENTE A BRACCETTO IN REGIME DI MONETA FIAT.
    Non sono favorevole alla moneta fiat ma la stessa ha delle regole: se si accetta di stampare carta (che coperta da letame sarebbe già meglio) è indispensabile seguirne le regole proprio perché non è coperta neanche da letame.
    Con calma mi spiegherò meglio, per oggi basta sapere che: è delirio pensare che un paese Nato vada contro un paese nato, è delirio pensare che la Germania si adatterà ad un Europa diversa da Francia o ItaGlia che diventino Land tedeschi (neanche Hitler voleva di più) perché per ora lo IMPONE la loro costituzione e non sento parlare di riforme costituzionali su questi articoli in Krukkonia.
    Signori tarate le lenti tenendo conto di questo e verificate.

  • Carlo Prosperi

    Nulla da obiettare sull’ articolo, chi vivrà vedrà. Segnalo solo il vago sconcerto che ho percepito nel vedere decine (centinaia ?) di fannulloni in trasferta a Roma, impegnati a mangiare e divertirsi (le donne e alcool di Dijsselbloem ?) a spese del contribuente. Non escludo che il progetto Europeo sia più solido che mai, ma con questo tipo di gestione non credo possa durare. Gli Inglesi avranno anche sbagliato ad abbandonare la nave, ma continuo a chiedermi se non abbiano visto giusto.

  • Ronf Ronf

    Personalmente non penso che gli USA e gli UK consentiranno ai tedeschi di diventare i padroni dell’Europa visto che i tedeschi vogliono usare la UE contro gli USA e gli UK per farsi gli affari loro (contro di noi) andando contro tutto ciò che venne stabilito a Yalta.

  • Lucio

    a mio parere gli USA hanno tutto da guadagnare ora da una disgregazione europea e spingeranno in quella direzione. Questo alla luce del fatto che la Germania da partner è diventata un avversario per Trump.
    Su Schulz mi esprimo in maniera opposta all’articolo. Lui a me pare proprio pazzo e a mio parere la sua UE è una Federazione Tedesca anche più di quanto pensa la Merkel.

    Per quanto riguarda l’esercito comune ho già scritto altrove il mio pensiero. Oggi assistiamo al paradosso in cui uno Stato debole militarmente comanda sugli altri, anche su una potenza nucleare come la Francia. Quindi questa è un’idea tedesca che conviene solo ai tedeschi. Tanto più che è stato pure proposto alla Francia di condividere il suo arsenale atomico in caso di bisogno.

    Quindi o ci salva la Le Pen o siamo fritti. Se pure la Francia cede (e con gente come Hollande e Macron cede) ci troveremo un futuro a combattere la terza guerra tutti coi tedeschi.

  • Ulisse Aiace

    bisogna imparare dal grande Putin come trattare i “cani” finti democratici

    http://www.repubblica.it/esteri/2017/03/26/news/mosca_alexi_navalni-161452417/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

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