Moneta Digitale: Il Fork di #Bitcoin non fa Nessuna Paura (La Strada Verso Il Fork)

Di FunnyKing , il - 10 commenti

Nota di funnyking: il post che segue è recentemente comparso sulla chat di Telegram Bitcoin Inside (trovate il link a fondo pagina) ed è stato scritto da un vero imprenditore di bitcoin.

P.A. (le iniziali dell’imprenditore) ha investito tempo e denaro, ha formato un team di di primo livello  e anni di ricerca e sviluppo per arrivare in produzione con una soluzione di altissimo livello per l’utilizzo di bitcoin nel mondo corporate.

Quindi quello di P.A. non è solo il parere di un entusiasta , di uno speculatore  o di uno dei tanti curiosi appena informati che si spacciano in giro per “bitcoin evangelists” (o peggio, “bitcoin specialists”). P.A. esprime il punto di vista di chi su bitcoin ha scommesso un pezzo della propria vita e una quantità notevole di denaro per crearne l’ecosistema e dunque il parere di P.A. credo che valga un multiplo del mare di cazzate che sono la norma e la media riguardo al dibattito sulla governance e la scalabilità di bitcoin.

Buona Lettura

 

(elementare Watson!)

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Scrivo perché sono davvero sfinito a leggere un mare di cretinate da persone che si definiscono professionisti o tecnici omniscenti e parlano come se la loro fosse verità assoluta e tutto il resto è un complotto. Dopo questo post smetterò di commentare e ripetere le solite argomentazioni noiose. Anche perché zittita una persona, dopo una settimana ne salta fuori un’altra che tira fuori le stesse argomentazioni e si ricomincia.

Se dovesse avvenire l’hard fork, la chain minoritaria avrebbe un’esistenza veramente difficile, è estremamente improbabile che riesca a sopravvivere.

Sarebbero necessari degli sforzi enormi per tutte le complicazioni che si trovano ad affrontare. Rimanendo con il 25% della potenza di calcolo, troverebbero 1 blocco in 40 minuti. La coda di transazioni da verificare aumenterebbe a dismisura e tutti gli utenti, exchange, trader non sarebbero in grado di usarla. I miner guadagnerebbero molto meno e anche quel 25% rimanente sarebbe incentivato a spostarsi sull’altro ramo, e succederà così, peggiorando ulteriormente la situazione. Dopo il re-targeting, quando si adatterebbe la difficoltà, la chain minoritaria sarebbe facilmente soggetta ad attacchi del 51% che la danneggerebbero totalmente, rendendola inutile. Mantenere la chain secondaria NON vale la pena.

Anche perché dopo l’hard fork, Bitcoin sarebbe identico a prima, con la differenza di poter produrre ANCHE blocchi un po’ più grandi. Non è che impostando l’EB a 10 MB (il nuovo limite, configurabile), automaticamente ci si troverebbero blocchi da 10 MB: non ci sarebbero abbastanza transazioni per riempirli. Nemmeno con transazioni “spam” perché ne servirebbero tantissime e sarebbe molto costoso: i miner non includerebbero transazioni “gratis” facendo crescere la dimensione del blocco e di conseguenza il rischio che venisse reso orfano da un altro miner con un blocco minore. Si accollerebbero il rischio della dimensione solo se le fee raccolte saranno in grado di equilibrare la probabilità di perdita.

Bitcoin DOPO l’hard fork sarà esattamente come ora, senza code di TX in sospeso per ore se non gorni e le saranno sufficienti commissioni più modeste.

A questo punto diventerebbe semplice implementare Segwit (che non è una soluzione di scaling) o Flextrans per eliminare la malleability, ma fatto bene (e non con una pezza come il soft fork proposto), bensì attraverso un altro Hard Fork, che questa volta sarà ben accetto da tutti perché porterebbe solo vantaggi, e verrebbe fatto istantaneamente senza conseguenze.

A questo punto sarebbe tutto predisposto per avviare i “layer 2” per le transazioni off-chain (come la Lightning Network), che contribuiranno a mantenere i blocchi piccoli, quanto necessario. La possibilità di generare blocchi grandi va a vantaggio anche a queste nuove tecnologie che possono così aprire e chiudere i canali di pagamento molto agevolmente, occupando lo spazio necessario.

Tutto il casino che viene fatto per tenere i blocchi piccolo è puro nonsense, sostenere che bitcoin si dividerà in due è terrorismo psicologico, potrebbe succedere ma con sforzi enormi e nessun incentivo a farlo se non la cocciutaggine di alcune persone, e NON per il mercato.

Non lasciate che un’azienda di poche persone decida cosa fare e come con bitcoin (governance centralizzata). Blockstream ha assunto la maggior parte dei Core Dev, che prima di farne parte erano loro stessi sostenitori dell’aumento della dimensione dei blocchi (cercate su google per credere!), e sta cercando di apportare modifiche profonde al concetto originale di bitcoin.

Unlimited, Classic, EC, XT sono 4 implementazioni diverse e tutte hanno la stessa visione (governance decentralizzata). Questa è la scelta che manterrà bitcoin libero e che si avvicina di più alle linee guida descritte nel white paper di Satoshi. E la scusa della “centralizzazione” è una teoria astrusa non dimostrata e probabilmente non dimostrabile che viene abusata solo per incutere incertezza. Anzi, scegliendo Core significa mettersi nelle mani di poche persone.

State sereni, se dovesse arrivare l’Hard Fork vedrete che sarà una cosa positiva perché terminerebbe per sempre il dibattito politico sul controllo di bitcoin che da oltre due anni a questa parte va avanti danneggiando tutti.

Ultimo paragrafo: è vero che Bitcoin Unlimited è stato vittima di attacchi a causa di alcuni bug presenti nel codice. Bug che però non hanno causato nessun grosso danno (nessuna perdita di denaro, facevano solo chiudere il programma). Se dovesse essere adottato in massa, ci saranno sempre più sviluppatori attenti a evitare questi errori. I bug si correggono. La governance sbagliata no, rovinerà bitcoin per sempre. E se non piace Unlimited o non vi fidate, ci sono le altre scelte (che ho elencato prima).

P.A. (tratto dalla chat di Telegram: Bitcoin Inside)

p.s.

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