Per i bambini di Mossul, la Goracci non piange. Chiediamoci perchè.

Di Maurizio Blondet , il - 30 commenti

“Non abbiamo né pane né acqua”, dice la donna: “Facciamo appello alle organizzazioni umanitarie,   che ci invino aiuti, soprattutto pane e acqua, e anche beni come gas, combustibile, generatori elettrici”.  E’ una delle forse  centomila persone fuggite da Mossul, sottoposta ai bombardamenti americani dall’ottobre scorso per “liberare Mossul da Daesh”. L’operazione  è stata chiamata “Inherent Resolve”, che sarebbe “determinazione innata”. Gli  americani però, agli sfollati non offrono alcun aiuto umanitario.   Migliaia  di sfollati si  affollano nel villaggio  di Hammam al-Alil, 30 chilometri a Sud di Mossul, dove non è nemmeno in allestimento un campo-profughi provvisorio:  mancano tende, tutti i generi di prima necessità;   i fuggitivi non hanno denaro – la donna che parla, insegnante, non riceveva lo stipendio da due anni nella città occupata dall’IS – né piccoli beni da scambiare per il cibo e l’acqua. Non c’è nemmeno un qualche serbatoio dove raccogliere  l’acqua.  “L’aiuto umanitario non arriva fino a noi.  I pacchi sono aperti, saccheggiati e poi richiusi”.   La situazione igienica è ovviamente   critica. La catastrofe umanitaria è imminente.

Questa assenza  internazionale ha un motivo: il silenzio dei media. Le ONG sono assenti, perché il caso non è mediatico.  Nulla di simile alle lacrime sparse su Aleppo Est bombardata dai russi  spietati, che colpivano  gli innumerevoli ospedali pediatrici di una città che, occupata da Daesh,  era piena di bambini.  Eppure ci sono bambini anche  con gli sfollati di Mossul, oltre 50 mila secondo l’Unicef.

http://gds.it/2016/12/27/emergenza-umanitaria-a-mosul-unicef-52-mila-bambini-sfollati_608698/

E in pericolo imminente. Niente: qui niente convogli Onu guidati dal valoroso Staffan de Mistura, niente Caschi Bianchi premiati ad Hollywood che  tiravano fuori i bambini di Aleppo dalle macerie e li fotografavano.  E  nessuna lacrima della inviata della Rai, la animosa Goracci: le ha spese tutte per singhiozzare su “L’ultimo ospedale di Aleppo eliminato” dai cattivi russi (era sempre l’ultimo rimasto),  per i bambini affamati e senza medicinali, che richiedevano assolutamente una tregua, perché Daesh si potesse riorganizzare.

Intendiamoci,  la Goracci c’è stata a Mossul: ai primi di novembre, embedded nelle truppe irachene . Ha fatto i servizi d’ordinanza su un quartiere  liberato, le necessarie foto-opportunity. Poi basta.  I bombardamenti americani stanno ammazzando civili, donne e bambini di Mossul, ma cò non interessa più.

Il perché è spiegato in un saggio dal titolo Shadow Wars, Guerre-Ombra, scritto dal professor Christopher Davidson: il quale non esita a chiamare esplicitamente l’ISIS  un “patrimonio strategico” per l’amministrazione Obama.  Uno “strumento da utilizzare contro   i nemici”.

“IS, patrimonio strategico per gli Usa”

Magari i lettori del nostro blog lo sapevano già. Ma il punto è che il professor Davidson non è un alternativo: cattedratico di studi medio-orientali alla Durham University britannica, è consulente della NATO, del Parlamento Britannico, della British Petroleum (BP) e dei ministeri degli esteri di  Olanda e Nuova Zelanda. Secondo l’Economist, è “uno degli universitari meglio informati  sull’area del Medio Oriente”.  Il suo libro quindi è discusso e recensito sui media anglo-americani.

Davidson racconta come l’operazione che sta “liberando Mossul” secondo i media, stia facendo anche un’altra cosa: “La concentrazione degli aerei dell’operazione Inherent Resolve nei cieli  della maggior parte dei territori occupati dallo Stato Islamico”, hanno costretto “le forze russe a restringere il perimetro dei loro attacchi nel Nord-Est della Siria”.  In altre parole,  coma ha confermato anche la rivista TheArabist.net, la Russia “è stata ostacolata nella sua capacità di bombardare Daesh, perché la coalizione diretta dagli Stati Uniti ha messo in essere una zona di esclusione  aerea effettiva”  a protezione del Califfato

Christopher Davidson

Davidson riconosce che, “a un anno dall’inizio di Inherent Resolve  nei cieli”,  di Irak e Siria durante l’estate del 2015, “lo Stato Islamico appare più libero che mai di percorrere la maggior parte del suo territorio. I suoi convogli, a volte formati da centinaia di veicoli ad ogni spostamento”  raggiunsero nel 2015  “gli avamposti del governo di Assad a Palmira”, e “in Irak […] riuscirono a impadronirsi di Ramadi […]  ancora una volta avendo attraversato un territorio largamente   allo scoperto”,  semidesertico.     “Abbiamo  continuamente sentitole forze irachene e curde lamentare che  gli attacchi aerei del comando americano erano  largamente inefficaci, colpendo spesso costruzioni vuote e installazioni non occupate […]  In Irak, le autorità hanno parimenti denunciato che Daesh riceveva avvertimenti preventivi”.

 

Davidson ritiene  che anche l’ultima e più recente “riconquista” di Palmyra da parte di 4 mila guerriglieri di Daesh, nel dicembre 2016, “meriterebbe un’inchiesta approfondita”. Ciò  perché l’aviazione americana aveva avvertito i russi (come di routine per evitare  “incidenti” fra le due aviazioni) che “il Pentagono s’era ‘riservato’  quella data dell’8 dicembre per occupare lo spazio aereo  di Palmyra”  perché intendeva lanciare  “il più vasto bombardamento  dell’anno”  contro  le fonti petrolifere di finanziamento di Daesh. Di fatto, la US Air Force s’è accanita contro un convoglio di autobotti vuote e senza autisti (lo ha precisato Usa Today:    http://www.usatoday.com/story/news/world/2016/12/09/airstrike-syria-united-states-coalition-islamic-state/95210166/

“I russi erano stati informati che si dovevano tenere alla larga di Palmyra e della sua periferia, mentre i combattenti di Daesh avanzavano liberamente in direzione della città”. Il che ci dice  che gli Usa hanno aggiunto ai loro crimini di guerra e contro l’umanità, anche la voluta distruzione della zona archeologica  più preziosa della Siria,  al solo scopo – si direbbe – di azzerare una  fonte di onesti guadagni turistici futuri per la nazione.

Allungherei troppo a riferire tutte le altre volte in cui la zona di esclusione aerea di fatto imposta dagli Usa  sopra Daesh ha reso possibile, anzi agevolato,  le puntate offensive e  le conquiste dello Stato Islamico. Dato il continuo sorvolo di droni e aerei da ricognizione, “i pianificatori di Inherent Resolve hanno certo una conoscenza precisa dei movimenti dell’IS da trenta mezzi[…]. Secondo le mie fonti in Irak e Siria, che vivono per lo più  nelle  zone occupate da Daesh, è impossibile spostare imponenti colonne di combattenti da un luogo all’altro senza essere osservati”.

Per esempio nel giugno 2016, quando un  convoglio di centinaia di veicoli  in uscita dalla città di Falluja, lo stato iracheno chiese  agli americani di usare la forza aerea per distruggerlo. Il CENTCOM (il comando delle operazioni nell’intero Medio Oriente) addusse “il cattivo tempo” e”la protezione dei civili” per non fare nulla:  i militanti di Daesh avevano  con loro donne, bambini, famiglie o scudi umani che fossero. Alla fine è stata la piccola aviazione irachena a  neutralizzare il convoglio.

La preoccupazione umanitaria del CENTCOM  si è manifestata vivamente anche nell’agosto 2014,quando non ha voluto incenerire le centinaia di camion-cisterna  che  portavano il greggio rubato da Daesh ai turchi (al figlio  di Erdogan), motivando con la sua paura di “colpire dei civili”  fra gli autisti delle cisterne.  Una delicatezza che dormiva nel vent’anni precedenti, quando la conquista dell’Irak ha  prodotto 4  milioni di morti, quasi tutti civili, e l’uso abbondante di uranio impoverito, che ha conseguenze catastrofiche  sulla discendenza degli iracheni e dei siriani, senza contare la disgregazione della società tutto sommato avanzata e   civile instaurata da Saddam Hussein,  con i servizi pubblici regolari e la sicurezza mantenuta fra sciiti e sunniti. Adesso,  poi, la viva ansia umanitaria del Pentagono è  tornata nel sonno verso la popolazione civile dello Yemen:  perché la “coalizione” anti-IS, oltre  a garantire la esclusione aerea a  protezione di Daesh in Irak e Siria (Davidson ci spiega che l’aviazione francese ha tirato “una bomba al giorno in una regione grande come la Gran Bretagna”, perché Hollande combatte sì l’IS, ma, ha detto,  “Non voglio fare il gioco  di Assad”),  affianca l’Arabia Saudita nella sua guerra contro gli Houti. Dove il massacro  di civili dal cielo è quotidiano, e la loro uccisione per fame e distruzione delle poche infrastrutture è cosa fatta – ma senza strappare una lacrima al TG3.

“Le scuole sono state colpite 800 volte. Perché fare questo, se non per uccidere più gente possibile?” si lamenta Kim Sharif, direttrice   del Centro per i diritti dell’Uomo nello Yemen.  Anche gli americani non sono stati di meno: “Quando i Navy Seals sono atterrati a Shabwah un mese fa, hanno sparato a tutto quello che si muoveva: le vittime sono state solo donne e bambini”.   L’impresa è stata motivata come la necessità di debellare, in Yemen, una base di Al Qaeda. Va a sapere: di fatto hanno ammazzato 25  persone, di cui 10 bambini e  9 donne.

https://comedonchisciotte.org/i-navy-seals-le-forze-speciali-della-marina-americana-hanno-sparato-a-tutto-cio-che-si-muoveva-in-yemen-inclusi-donne-e-bambini/

Ma sono milioni i civili che rischiano di morire per fame. In Yemen  sta già avvenendo la catastrofe umanitaria   fra le più spaventose del secolo. Senza una lacrima della Goracci, della Merkel, della Mogherini, dell’ONU.

Il professor britannico evoca come nacque Inherent Resolve: agosto 2014, l’uccisione del giornalista americano James Foley.

Qualcuno dubita che sia vero.

 

Sgozzato, o almeno così pare, in un video da un tizio mascherato da jihadista a volto coperto, con un accento così  fortemente londoniano,  che verrà chiamato Jihadi John. In esso, Jihadi John  minaccia direttamente il presidente Obama.  Scoperto dal SITE di Rita Katz e amplissimamente diffuso dai media tv,  il video costringe Obama a lanciare l’operazione di “degradare e  infine  eliminare” l’IS. Primo effetto  della “risoluzione inerente”, precisa Davidson, è questo: Usa, Regno  Unito e Francia devo sospendere i tagli programmati alla difesa e anzi aumentare l’armamento  . e la vendita agli altri  alleati della coalizione anti-IS, specie i sauditi.

Grazie a ciò “le più grandi imprese americane hanno conosciuto  un boom importante, le loro azioni  hanno abbattuto record storici. Raytheon ha visto la sua quotazione passare da 75 […] a 125  dollari a fine 2015. Nello stesso periodo,  l’azione Northrop Grumman passò da 95  dollari a uno stupefacente 186,20 dollari. [..] a inizio del 2015, l’amministratore delegato di Lockheed Martin informò un esperto di Deutsche Bank che ogni riduzione di vendite di armi “non era certo prossima ad accadere”, a causa della “instabilità del Medio Oriente”  e delle opportunità di affari  corrispondenti. Questa regione restava “una zona di crescita” per la sua impresa”.

Nel settembre 2013,   Obama proclama che Assad ha superato la linea rossa “gasando il suo stesso popolo”: la reazione russa – che induce Assad a consegnare tutto il suo arsenale chimico all’Onu –  e il voto contrario del parlamento britannico, del tutto inaspettato, costringono Obama a rinunciare all’invasione diretta della Siria. E’ allora che viene lanciata, come ha raccontato lo stesso New York Times solo nel gennaio 2016,

https://www.nytimes.com/2016/01/24/world/middleeast/us-relies-heavily-on-saudi-money-to-support-syrian-rebels.html?smid=fb-nytimes&smtyp=cur&_r=1

la vasta operazione clandestina della Cia per formare, armare, stipendiare e istruire  decine di migliaia di mercenari anti Assad: “Timber Sycamore”, costata “diversi miliardi di dollari”, in gran parte versati dall’Arabia Saudita, che è anche la più insaziabile compratrice delle  armi americane (sulla carta è  la seconda  potenza militare del mondo, prima di Russia e Cina). Secondo l’esperto Joshua Landis,  i vari stati impegnati hanno dedicato 15 miliardi di dollari allo scopo di rovesciare Assad.  Cifra da ritenere per difetto, perché  le avventure estere dell’Arabia Saudita (e del Katar)  non vengono certo iscritte nei bilanci  formali.

 

L’ingenuo lettore può  piangere al pensare che con quelle cifre si poteva  sviluppare la Siria, coprire d’oro i siriani invece di ammazzarli e farli ammazzare, per non dire del risollevare le sorti degli americani   che abitano sotto le tende avendo perso il lavoro e, quindi, la casa ipotecata da mutuo.  “Lo Stato Islamico esiste  come struttura politica la cui utilità supera i guadagni militari e politici  che conseguirebbero    alla sua sconfitta, e non solo per gli Stati Uniti ma per le monarchie del Golfo […]. Lo Stato Islamico combatte gli sciiti in Siria e Irak”. Si aggiunga  che le reti islamiste di arruolamento per la guerra santa in Siria e Irak hanno, per le petromonarchie, di “emasculare i sollevamenti popolari  che minacciavano  le monarchie del Golfo” dal 2011.

E in fondo, questo  razionale è validissimo anche per il capitalismo terminale trionfante: consumare  e vendere  enormi quantità di materiali, scongiurando quindi la riduzione della produzione industriale, senza allo stesso tempo aumentare il potere d’acquisto degli americani, e dei lavoratori occidentali in genere, che devono essere  tenuti a stecchetto, precari, minacciati  di disoccupazione.  La Goracci non ci piangerà sopra, perché lei “lavora per la Rai”,dove i giornalisti non conoscono austerità né stecchetto.

 

 

L’articolo Per i bambini di Mossul, la Goracci non piange. Chiediamoci perchè. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • gianluca pointo

    ah beh, questo è sicuro

  • Gianox

    Non c’è limite alla vigliaccheria di certuni in questo mondo malato.
    Non è possibile avere umana pietà per costoro. Come fai ad essere umano verso i non-umani?
    Quando leggi di queste notizie, come fai a non augurarti che gli USA vengano rasi al suolo? Nulla contro il popolo americano, ma capisci che gli iraniani, nel definirli il grande satana, hanno pienamente ragione.

  • verklarte

    Non so con quale stato d’animo i pennivendoli di regime si guardano allo specchio la mattina. Ci sarà qualcuno di loro che riesce ancora ad arrossire?

  • killerclown

    domanda n.1: che ci stanno a fare i russi là, se poi gli americani fanno il cazzo che vogliono dove vogliono? perchè i russi obbediscono come cagnolini ammaestrati?

    domanda n.2: se tutto ciò che davidson afferma è vero, perchè i russi non lo denunciano formalmente e pubblicamente, se già non hanno la forza per opporvisi militarmente? perchè putin tace? perchè lavrov tace?

    un fatto è certo: siamo immersi in uno scenario pieno zeppo di psy-ops. dunque delle due l’una: o davidson è una psy-op anche lui(visto la sua posizione nell’establishment il sospetto è lecito) come lo è(ra) pieczenik, oppure mosca e washington se la intendono alla grande in questi crimini.

    • Gianox

      Credo che semplicemente gli USA vigliaccamente se ne approfittino.
      I Russi hanno timore di dover abbattere un aereo americano, cosa che potrebbe portare ad una guerra generalizzata, gli americani lo sanno e se me approfittano, sapendo che i Russi non correranno questo rischio.
      È la strategia di Israele: colpire vigliaccamente sapendo che l’avversario, che può colpirti, non lo farà per paura di una escalation. Pochi giorni fa, però, i siriani hanno risposto all’ennesima incursione di jet israeliani a Palmyra. E gli israeliani ne sono rimasti impauriti, perché han capito che i siriani sono oggi disposti a reagire. Magari succederà la stessa cosa tra russi e americani.

      • Caio Giulio

        Infatti adesso i “valorosi” eroi stanno mandando i droni.

      • killerclown

        non intendevo mica che si mettano ad abbattere aerei americani, ma che bobmbardino le colonne dell’isis, protetti dagli s-400. sostanzialmente fregandosene degli usa: a questo sostanzialmente serve la zona d’interdizione che hanno allestito coi sistemi missilistici. di certo gli americani non si metteranno ad abbattere aerei russi in una situazione del genere. d’altro canto un traffico eccessivo aereo in zona per i russi non dovrebbe essere un problema visto che si era già verificato numerose volte, il tutto risolto con qualche protesta sulla “condotta poco professionale”.

        gira e rigira le cose non quadrano.

        • Gianox

          Si, ma i velivoli americani volano, appunto, per impedire ai russi di far volare i propri cacciabombardieri. Questa è la vera funzione dei finti bombardamenti americani. Fingono di bombardare i terroristi quando di fatto il loro unico scopo è di impedire ai Russi di far decollare i propri aerei, visto che entrerebbero, per così dire, in rotta di collisione con quelli yankee.

          • killerclown

            guarda che i velivoli russi continuano ad alzarsi in volo e ad aiutare la saa. solo che per una qualche ragione a me incomprensibile, non lo fanno dove lo facevano anche prima, pur sfiorandosi con gli aerei usa. ricordo titoli sui cieli pieni zeppi di velivoli e che si rischavano incidenti…. per un bel po di tempo è andata avanti così.

          • Gianox

            Evidentemente i Russi non si fidano. Sanno che il deep state americano cerca disperatamente un pretesto per scatenare la guerra e loro non gliela vogliono offrire su un piatto d’argento, rischiando che velivoli russi e americani e si fronteggino sui cieli dell’Iraq e della Siria. Però, purtroppo, così sono costretti a non far decollare i propri aerei.

    • In più circostanze, mi è capitato di leggere qualcosa su una deadline che i Russi si sono dati, il 2020; in quell’anno ritengono di poter sostenere con successo un conflitto con gli USA.

      • Gianox

        Speriamo che molto prima succeda qualcosa di spiacevole agli USA cosicché i Russi possano anticipare i tempi.

        • Anto Nella

          guarda come stiamo messi però: ci tocca tifare per la faglia di S.Andrea…

          • Gianox

            Non solo. Per Yellowstone, il Cumbre Viejo e per qualche uragano fuori stagione.

          • Ronf Ronf

            Se la faglia di S. Andrea “salta”, allora la California passa da solid Dem a incerto visto che a “saltare” sarebbe tutta la zona pro-Dem

    • Caio Giulio

      Putin non è uno stupido e non cade nelle continue provocazioni, sia perchè capisce da dove provengano, sia perchè il rispondere significherebbe la fine della Russia.

    • verklarte

      Non potendo ancora sfidare gli Usa in una guerra totale, Putin si guarda bene dal fornire pretesti alla Nato per un intervento aereo massivo in Siria, come era nelle intenzioni di Obama nel 2013. Credo che i russi libereranno Deil Er Zor dall’assedio e ripuliranno i sobborghi di Damasco, poi punteranno su Idlib. Raqqa la lasceranno agli yankee.

    • gino monte

      dimentichi che quando uno fa le marachelle poi… ooops… cominciano a cascare aerei civili.

  • Caio Giulio

    Ecco che affiorano i veri membri del deep state di cui la Cia è solo un’emanazione burocratica. Si tratta di fatto di quel complesso industriale-bellico di cui il buon IKE aveva avvertito tutti apertamente decenni fa e che ora è fuori controllo e pronto alla WWIII. Per questo se cade l’attuale Presidente, siamo tutti finiti ! Altro che chiacchiere.

  • Ocram59

    La realtá é terrificante. Da un vecchio film di Sordi “Finché c’é guerra c’é speranza”…. continueranno ad distruggere e ad uccidere solo per soldi, per affari, business.

    • Ronf Ronf

      Tra 1.10 e 1.30 trovi Tina Cipollari che fa lo show sul Business (fai F5 per il video) https://www.youtube.com/watch?v=93vbusAXYPo

      • Feuerbach J

        Ma cos’è ‘sta roba? Mi si sono suicidati almeno quei centomila neuroni ad averlo guardato…

        • Ronf Ronf

          Era una provocazione per dire che il Business di Tina Cipollari è paradossalmente più arguto e intelligente di tutta l’informazione mainstream (il che è tutto dire visto che nel 2011 i radical chic e le femministe dicevano che “Uomini e Donne” era una cosa folle e oscena: oggi, 6 anni dopo, il mainstream è diventato persino e incredibilmente peggiore rispetto alle urla trash di Tina Cipollari)

  • marcoferro

    i terroristi americani guidati dalla scimmia assassina bombama hanno coperto l’isis e vorrebbero farlo ancora. ma non glielo permetteranno, e il caccia abbattuto dei nazi-ebrei conferma che la prossima volta sarà israele a essere colpita dai kalibr. kalibr sparati ieri contro importanti obiettivi nell’est della siria, tipo centri di comando e depositi di armi…

    • Lupis Tana

      fatti pagare i copyright per bombama… ottimo e abbondante. un po’ di ironia ci vuole altrimenti mangiamo solo rabbia tutto il giorno e non caviamo un ragno dal buco nero… brao marc, ciao a tutti, tan lup

  • antonio maria cacciapuoti

    per par condicio è giusto che ci sia un’italiana che non piange per i loro figli, con tutte quelle che ci sono e che non piangono per i nostri figli e se ne fottono di loro

    • Veneto is not Italy

      ahah..il lamento del terrone abbandonato dalla mamma..

      • antonio maria cacciapuoti

        ma che dici! Abito a Padova

        • Veneto is not Italy

          Immigrato.

  • gino monte

    bisogna immediatamente esportare democrazia a christopher davidson 🙂

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