STEVE BANNON ASPETTA L’APOCALISSE. ED ANCHE I SUOI NEMICI.

Di Maurizio Blondet , il - 46 commenti

Domanda: quando esploderà la mostruosa bolla finanziaria, se cominciano le rivolte e i saccheggi dei supermercati  e distributori di benzina,  e gente armata piena di rabbia ti cerca – come fai tu, povero milionario di Wall Street, ad uscire da Manhattan? Perché se sei milionario, magari hai pensato a comprarti un rifugio ben arredato negli Appalachi o in Nuova  Zelanda; ma comunque abiti a Manhattan, o al massimo a Long Island.  Le quali sono due isole. Il che in caso di apocalisse, rende difficile filarsela:  i traghetti sarebbero presi d’assalto, i ponti sarebbero intasati di auto di deplorevoli di bassa casta,  raggiungere o chiamare elitaxi mica semplice (i piloti penseranno anzitutto a salvare le proprie famiglie)…Il problema è serio. Così serio che  apposite ditte hanno calcolato il tempo necessario per evacuare i principali centri degli  Stati Uniti  in caso di gravissime emergenze (rivoluzioni, terremoti, alluvioni, bombardamenti atomici): per Long Island  per esempio, dove abitano milioni di newyorkesi,  ci vorrebbero da 20 a 29 ore. Ore in cui attraversare ingorghi di traffico  e folle inferocite, affamate, saccheggiatori  armati.

Tempi di evacuazione in caso di disastro. O rivolta.

Ma la soluzione c’è: il motoscafo di salvataggio.  Per un abbonamento di 90mila dollari annui, l’azienda Plan B Marine ti garantisce che  quando l’apocalisse scoppia,  un motoscafo ti aspetterà alla banchina, col  pieno e tutta l’attrezzatura,  e potrai farci salire chi vuoi. Lo piloterai tu stesso, è meglio non  dover dipendere da piloti in  quei frangenti.  “Uno scafo è il mezzo più rapido per uscire da Manhattan”, spiega il cofondatore dell’azienda, Chris Dowhie.

Un’altra ditta,  la Survival Retreat Consulting, offre  un servizio completo: consulenza personalizzata in base alle tue specifiche esigenze, se ti occorre una “strategic relocation”, un trasloco strategico. Ti trova rifugi arredati e con  ricca  dispensa in foreste, ville fortificate  in località amene ma irraggiungibili,  o  ti procura la cittadinanza della Nuova Zelanda ( gli americani che la chiedono sono aumentati del 70%  dopo l’elezione di Trump), e ti istruisce  come raggiungerle, strade alternative che evitano le autostrade   e ponti (immediatamente intasati), ti fornisce le guardie armate di scorta – alla peggio, nel caso non riesca a  scappare,  trasforma una delle stanze del tuo attico a Manhattan in una camera sicura  corazzata.

https://www.shtfproperty.com/#intro

In Usa, frange  di marginali  che  si preparano all’apocalisse e si riempiono i sotterranei di è proiettili e carne in scatola, sono sempre esistite: si chiamano “preppers”. Il fatto che adesso la  mania abbia contagiato i milionari, la dice lunga sulla loro coscienza   della società che hanno potentemente contribuito a creare. Paura, senza di colpa, la consapevolezza che la bolla scoppierà, la povertà estrema si rivolterà; i “deplorables” disoccupati e operai che hanno votato Trump   sono, per quelli di Goldman Sachs, un segnale d’avvertimento: la fine del “nostro” mondo è vicina.

Scandalo: un “intellettuale” alla Casa Bianca

Molti di loro probabilmente non sanno che la loro sensazione di apocalisse imminente è condivisa dall’uomo che, nel   gruppo che Trump s’è portato alla Casa  Bianca,  certamente detestano di più: Steve Bannon, il capo strategico di Donald,   per i media la sua anima nera,  il suo ideologo: di destra, fascista, razzista, suprematista bianco  e via insultando.

I motivi degli improperi derivano dalla  difficoltà, da parte degli avversari, di far entrare negli schemi un personaggio singolare, una figura insolita in America: l’intellettuale poltico, come in Europa Charles Maurras o Marcello Veneziani.  Ancor più  raro, è un intellettuale di destra.  Rarissimo poi, un intellettuale di destra che ha successo in politica. Ed energico.  Abbastanza per giustificare l’odio più nero.

Di famiglia cattolica operaia, che ha sempre votato democratico, Bannon è uomo di molti mestieri; tutti  però “alti”, come è logico  per un figlio di  un operaio  che ha conquistato cum laude un Master ad Harvard, università costosissima che s’è pagato a  forza di borse di studio,  dopo un paio di altre laureee (una  di sicurezza nazionale alla Georgetown University).  Ufficiale di Marina nel 1970-80  su un cacciatorpediniere; poi è entrato in Goldman Sachs, ha fatto i soldi; ne è uscito sbattendo la porta nel 2008,  quando ha constatato che il lavoro che faceva aveva rovinato suo padre: quel Marty  Bannon che – per garantirsi una vecchiaia tranquilla e lasciare  qualcosa ai cinque figli –  aveva accumulato per mezzo secolo azioni della azienda di cui è stato fedele dipendente appunto per cinquant’anni,  la telefonica At&T. Il collasso di Lehman travolse anche   quella azioni, e  babbo perse 100 mila dollari.  “Mio padre è uno di quegli uomini che rispettano le regole,  rappresenta l’ossatura di questa nazione”.

Un film di Bannon

Chiusa la carriera di speculatore,  Bannon s’è dato anima e corpo all’altra attività, che lo occupava in parte fin dagli anni ’90: quella di  produttore  e regista cinematografico.  I suoi sono tutti film intensamente politici, come si capisce dai titoli: I n the Face of Evil: Reagan’s War in Word and Deed, regia di Steve Bannon (2004),   ·  Border War: The Battle Over Illegal Immigration, (2006) Battle for America, con la sua  regia (2010)   e la sua opera più ambiziosa, Generation Zero (2010), un documentario narrativo sulla crisi dei subprime  del 2008 nel  contesto delle generazioni che l’hanno provocata e di quelle che la devono soffrire.  Infine nel 2012, il salto nell’ultimo (penultimo) mestiere: giornalista d’assalto. Dopo la misteriosa prematura morte  di Andrew Breitbart nel 2012 (aveva alluso alla pedofilia di John Podesta), Steve  Bannon prende il comando di “Breitbart News”,  il sito d’informazioni e commenti, e ne fa  l’organo del movimento Alt-Right, la galassia di tutte le destre americane “non rappresentate” politicamente, che va dal Tea Party al KKK.

Ed è come leader di questa galassia che Bannon comincia a diffondere la sua visione.  Inizia i suoi discorsi agli attivisti raccontando  l’evento che lo ha visto spettatore da Goldman Sachs: “il 18 settembre 2008, ore 11, il ministro al Tesoro Hank Paulson  [ex Goldman Sachs] e il governatore della  Federal Reserve Bernanke andarono a dire al presidente USA che loro nelle precedenti 24  ore avevano iniettato 500 miliardi di dollari di liquidità nel sistema finanziario, ma avevano bisogno di altri mille miliardi di dollari il giorno stesso. Dissero: se non ci dà immediatamente il permesso, il sistema finanziario americano implode nelle prossime 72 ore, il sistema finanziario mondiale in tre settimane, e  entro un mese seguiranno rivolte sociali e il caos politico”.  Così noi americani abbiano sul gobbo “200 mila miliardi di debiti, ma attivi netti, tutto compreso, di 50-60 mila miliardi”.  Le donne del Tea Party (sono in maggioranza donne) capiscono benissimo queste cifre esoteriche,   assicura Bannon. “Sono quelle che sanno come sono aumentati i prezzi degli alimentari,  quelle  i cui ragazzi hanno un debito studentesco di 50 mila euro (per pagarsi l’università) e vivono ancora a casa,  senza alcuna prospettiva di lavoro. “Questa è la Generazione Zero, come da titolo del mio film: i giovani fra i 20 e i 30. Li  abbiamo azzerati”.  Per far durare un sistema  insostenibile, una bolla che scoppierà e ci trascinerà tutti nella catastrofe.

Ora si deve sapere  che dieci anni prima, nel 2000, Donald Trump enunciava le stesse preoccupazioni in un libretto in cui  mostra di accarezzare perla prima volta l’idea di candidarsi: “Voglio dire la mia: io non vedo solo un’incredibile prosperità, ma anche la possibilità di uno sconvolgimento economico e sociale … Guardo al futuro e vedo  formarsi nubi di tempesta. Big Trouble. Spero di sbagliare, ma secondo me abbiamo di fronte  un crack come non ne abbiamo mai visto prima”. E’ una linea pessimista che Trump ha mantenuto durante tutta la sua campagna, rifiutando  il colore rosa pre-elettorale: “Siamo in una enorme bolla”; “Basta alzare i  tassi anche un minimo e tutto crolla”.

Naturalmente ci si chiede come mai, se  Trump pensa che l’economia è già in bolla e stra-indebitata, prometta a Wall Street di togliere anche le minime regole, tagli alle tasse  delle imprese, grandi spese pubbliche a debito…Ed è  lecito domandarsi se Steve Bannon, il suo   consigliere strategico, sia d’accordo.

La  storia è ciclica

“Entrambi sono intelligenti. Trump capisce di affari, Bannon di  finanza. Conoscono certo i venti contrari contro cui  navigheranno”, fra cui “la probabilità  che la Federal Reserve aumenti i tassi finché qualcosa  si rompe”.  E  allora perché continuano?

La  risposta, secondo Alastair Crooke, biografo simpatizzante, va cercata  nel film Generation Zero.  Dove Bannon collega esplicitamente la sua ideologia ad un saggio  del 1997  scritto da due storici, Neil Howe e William Strauss: “ The Fourth Turning: An American Prophecy”, ossia “La Quarta Svolta,  una profezia americana”. I due storici rigettano la concezione lineare della storia, ottimista e progressista; essi adottano il criterio di storia   ciclica “proprio delle civiltà tradizionali”  (citano esplicitamente il grande orientalista Mircea Eliade)  e scorgono nella storia americana cicli ricorrenti, “un numero limitato di climi sociali che si ripetono in un ordine fisso”.

I cicli sarebbero quattro. Comincia con “la Prima Svolta”,  la fase di alta intensità  (High) e di rinascita dopo una grande crisi: qui le istituzioni sono forti, e l’individualismo debole; la società  ha fiducia ed unità nei suoi scopi collettivi.  Seguirebbe la “Seconda Svolta”, un “Risveglio”, in cui le  istituzioni vengono criticate o attaccate in nome di principi presunti più  alti e valori ritenuti più autentici. La società si stanca della disciplina sociale, proprio mentre raggiunge  il vertice del progresso pubblico; e  la gente vuole  riprendere possesso della propria (presunta) autenticità.

La Terza Svolta è  definita “Disfacimento”: l’opposto della prima. Le istituzioni sono disprezzate e deboli, l’individualismo trionfa e fiorisce, l’egoismo e l’edonismo hanno la meglio sui  doveri comuni e i sacrifici che  essi richiedono.

Ed ecco la Quarta Svolta: la fase di “Crisi”.  Quando , di fronte a una minaccia urgente e inevitabile  che mette in gioco la sopravvivenza stessa della nazione,  le  istituzioni vengono ricostruite da zero,  in uno sforzo prometeico di risolutezza civile. In Usa, è accaduto che i leader abbiano “creato” questa minaccia apposta (Roosevelt e Pearl Harbor, 11 Settembre…) per accendere questa unità civica, che ricarica l’identità nazionale.

Steve Bannon accusa della crisi e truffa finanziaria del 2008 la “generazione Woodstock”, i “figli dell’abbondanza”  che si radunarono nella gran  festa del rock,della droga e della libertà sessuale,  distrussero la morale puritana delle istituzioni  in nome  del “diritto al piacere” e del “Io” narcisista  degradarono le istituzioni. Sono costoro, figli di papà,  diventati adulti, anzi anziani, che sono riapparsi come i pescecani di Wall Street, i crudeli senza scrupoli che rubano i soldi ai lavoratori ridendo;   privi di ogni rispetto per le persone  ma anche per ogni tradizione,  hanno creato la società dell’edonismo di massa, dove le istituzioni servono all’egoismo privato: aborto legale e  deregulation assoluta per la speculazione, abolizione della Glass-Steagall, sono due epifenomeni dello stessa egemonia. L’impunità per gli speculatori.

Se l’età di Woodstock, degli hippies e dei Figli dei fiori fu una seconda fase (“Risveglio”) quella che viviamo è la Terza svolta, “Disfacimento”:  massima debolezza delle istituzioni, incapacità per viltà  dei politici di prendere decisioni difficili,   politici al servizio degli interessi bancari invece che dei cittadini,  potenti incentrati sull’ethos del bambino viziato, e quindi  dominatori  del “capitalismo da casinò”: “l’Uomo di Davos”, secondo Bannon.

Il  colossale salvataggio delle banche internazionali fatto pagare ai contribuenti, l’irresponsabilità e l’impunità dei colpevoli del crack del 2008,  il necessario repulisti  sventato temporaneamente  con l’inondazione  di liquidità a tasso zero, che ha permesso altre bolle, le banche cui è stato  permesso, per 1 euro che hanno in deposito, di prestarne 40 – e che quindi hanno indebitato tutti a  livelli insostenibili  sono i segni che il “Disfacimento”   ha raggiunto il livello patologico, che  per  Bannon  è una  “bancarotta culturale”, “fallimento del senso di responsabilità, del coraggio di affrontare le scelte moralmente dure”.

Un obbrobrio indegno per Bannon, che dal suo  lungo servizio in Marina – dicono tutti coloro che lo conoscono bene –  ha tratto   la forma mentis della responsabilità, e un alto senso del dovere. “Ha rispetto del dovere. La  parola che usa molto è “Dharma””,  che la letto nel Bhagavad Gita: il dovere che ciascuno deve adempiere, il re facendo il re, il monaco il monaco,  senza preoccuparsi dei  risultati. Il successo o l’insuccesso non devono far deflettere dalla fedeltà al proprio dharma. A Goldman Sachs, detestava i colleghi che deridevano “gli allocchi” che “si son  fatto fottere”, gli onesti rovinati.

Ora, Bannon vede che   viviamo l’inizio della Quarta Svolta: il momento  in cui tutte le scelte “facili” che i politici, i banchieri, la società tutta ha fatto in passato, si “ritorcono contro di noi”.  Il Sistema   si rivolgerà contro “di noi”  (per “noi”  intende la gente del Tea  Party, lavoratori, quelli che Hillary ha deriso chiamandoli I Deplorevoli, o Hollande “I senza denti”) perché vuole durare a nostro danno. Sarà “un periodo brutale,  il più cattivo e brutto della storia”; e secondo lui durerà dieci-vent’anni.

Alla fine del film Generation Zero, la voce narrante dice: “La storia è stagionale, e ora arriva l’inverno”.  Come affrontarlo  e vincere? “Col carattere”.  E cominciando col rendersi conto che   la crisi che viviamo è una “tragedia” – una tragedia nel senso greco del termine: quella per cui Edipo uccide suo padre e va a letto con sua madre per esempio –  e non “un incidente d’auto”; una circostanza sfortunata:  “Il significato greco della tragedia  – dice Bannon – è che quel terribile che accade deve accadere, a causa della natura dei  partecipanti. Perché tutti quelli coinvolti lo fanno accadere. E non possono che lasciarlo accadere, perché tale è la loro natura”.

La truffa dei subprime che ci ha dato 10 anni di depressione mondiale   ha dovuto avvenire, perché i Figli dei Fiori della generazione Woodstock sono quelli  che sono:   adepti del  principio del piacere, narcisisti, spregianti delle regole morali dei padri e di nonni.

Edipo non è innocente come credeva di essere.

Nel film , Bannon fa dire al narratore: “Stop! Smetti di fare quel che fai. Smetti di spendere come prima. Smetti di impegnarti a spese che non puoi permetterti. Smetti di ipotecare il debito futuro dei tuoi figli. Smetti di manipolare il sistema  bancario.  E’ il momento del pensiero duro, del “no” ai salvataggi della  finanza; di cambiare la cultura, di ricostruire la vita istituzionale”

Ufficiale nel 1978, ha partecipato al tentativo (fallito) di liberare i 52 ostaggi nell’ambasciata Usa a Teheran.

E per ricostruire la vita istituzionale, Bannon  guarda a  quegli strati della popolazione che hanno mantenuto una cultura del dovere e una formazione professionale alla responsabilità. L’ufficiale di Marina che è in lui, nelle riunioni degli attivisti Alt-Right,  saluta per primi “veterani” (i reduci) e gli ufficiali in servizio, elogiandone il carattere.

Guarda  anche ai lavoratori, gli “americani dimenticati” della classe media, agli operai  devastati dalle localizzazioni, la gente che ha votato Trump, per la quale Trump parla, e in cui Bannon   crede si siano mantenute le virtù che ha visto in  suo padre: il senso del dover, lo spirito di sacrificio,  lo stringere i denti e andare avanti, l’onestà fondamentale.

Trump sa che non ha alcun bisogno di “fabbricare” la crisi finanziaria, come Roosevelt fabbricò Pearl Harbor per consolidare lo spirito civico e patriottismo.  Lui, come Bannon, sanno che la crisi avverrà : la tragedia nel  senso greco è iscritta nella natura di “questa generazione”.   Sarà spazzata via, questa generazione, gli invecchiati  Figli dei Fiori che sono diventati  gli squali di Wall Street  saranno inceneriti dall’Apocalisse, le masse  “illuminate” e consumiste non  sopravviveranno a quel sistema “trasgressivo”, edonista e individualista che hanno creato ed oggi si accartoccia  in oppressione mortuaria, in cui volontariamente si estinguono- perché fateci caso, tutte le nuove  leggi progressiste sono funerarie: sterili nozze fra sodomiti, suiicidio assistito, eutanasia.

Bannon scommette che i “dimenticati”, i lavoratori disoccupati, le famiglie che hanno perso la casa ipotecata ed ora vivono nelle tende, la classe  media fedele ai principii familiari,  i soldati  che hanno sofferto la guerra, i loro ufficiali, sappiano ricostruire  le istituzioni da zero: la Quarta Svolta, l’Intensa.

Ora , lettori (vi conosco) non correte a giudicare, come siete tentati di fare con “la pancia”. La vostra petulanza  “di pancia”, con cui fastidiosamente interloquite su cose serie di cui non avete alcuna esperienza,  vi rivela come  parte della fatua generazione che non sopravviverà all’Inverno.

Noi, qui, abbiamo cercato solo di capire,  di intravvedere un senso nella politica che Bannon e Trump stanno cercando di attuare. Se sia bene o male,  peggio: se vi piaccia o non vi piaccia, non ha alcuna importanza. Non c’è fretta di giudicare, del resto, una crisi di civiltà che è già in corso “e  coinvolge tutti i campi, uno sconvolgimento insieme metastorico e escatologico” (Philippe  Grasset). Ci rallegriamo intellettualmente che alla Casa Bianca  abiti, fosse solo  per poco, un intellettuale che –  pur  nella forma o deformità americana, – si può definire un tradizionalista, addirittura un guénoniano (per dirla con Grasset), conscio del tempo ciclico degli eventi, consapevole  di ciò che deve finire: e che la crisi va portata fino al suo estremo catastrofico, perché si possa sperare in una rinascita escatologica.

 

http://www.dedefensa.org/article/bannon-un-guenonien-a-washington-dc

Post Scriptum.

Questo articolo  è largamente ispirato da quello di Alastair  Crooke. Che è lui stesso un personaggio singolarmente analogo a Bannon: ex agente britannico MI6, poi consigliere dell’alto rappresentante della UE (il noto Javier Solana) negli anni 2000,  ha poi abbandonato carriera e sicurezze per l’indipendenza. Ha creato  un suo think tank,

http://www.conflictsforum.org/

“senza sostegni istituzionalizzati, caratterizzato dalla rottura col pensiero dominante o del Sistema  e la sua doxa”.  Un intellettuale anche lui. Guénoniano, ritengo.

https://consortiumnews.com/2017/03/09/steve-bannons-apocalyptic-unravelling/?print=print

L’articolo STEVE BANNON ASPETTA L’APOCALISSE. ED ANCHE I SUOI NEMICI. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • Albert Nextein

    Mi pare che Bannon non dica cazzate.

  • Spengler

  • Neofita

    Giambattista Vico, ma anche l’eterno ritorno

  • Luigi za

    Balle!!!!
    Trump é un clown. Bannon un illuso.

    La truffa dei subprime che ci ha dato 10 anni di depressione mondiale ha dovuto avvenire, perché i Figli dei Fiori della generazione Woodstock sono quelli che sono:

    STRONZATE!
    La truffa dei subprime non fu almeno inizialmente una truffa ma una imposizione ai banchieri di presidente USA cristianissimo (=stronzo) di nome Carter che fece sua ed applicò l’ideologia demente di un papa 23 volte stronzo.
    Già lo feci presente in passato ma evidentemente si preferisce restare fedeli alle proprie paturnie invece che accettare scomode verità. Riproviamoci:

    Sotto scacco la Banca crepa
    L’origine dei nostri mali è da ricercare piuttosto in un disposItivo di legge promulgato dagli Stati Uniti (sotto il mandato di Jimmy Carter) alla fine degli anni Settanta su pressione di esponenti politici appartenenti al Partito Democratico, ed in più occasioni soggetto a modifiche ed aggiunte continue nel corso degli anni successivi, denominato Community Reinvestement Act (CRA) che venne concepito per conseguire ambiziosi ideali di equità sociale, ma al tempo stesso anche molto utopici. Il CRA aveva come obiettivo principe quello di aiutare e supportare le minoranze etniche di lavoratori a basso reddito a conseguire finanziamenti e mutui facilitati, soprattutto per l’acquisto di una prima abitazione. La ratio che supportava l’istituzione del provvedimento si basava su statistiche federali che evidenziavano come in quegli anni l’80% dei bianchi caucasici era proprietario della propria abitazione, contro il 40% degli afroamericani ed il 20% degli ispanici ed orientali. In buona sostanza per non dilungarmi troppo gli USA imposero alle banche attraverso questo provvedimento di prestare denaro a persone che in assenza di questo intervento legislativo non sarebbero mai state affidate o lo sarebbero state a condizioni di prestito molto onerose.

    http://www.eugeniobenetazzo.com/follie-finanziarie/

    Questo é quello che é veramento successo: imposizione di Utopia, non le vs. fantasie.

    … come Roosevelt fabbricò Pearl Harbor per consolidare lo spirito civico e patriottismo.

    FALSO!
    Mai sentito parlare del piano giapponese Tanaka?
    Indocina presa, Manciuria presa, resto della Cina in via di acquisizione violenta. Che diavolo doveva fare Roosvelt? Porgere l’altra guancia?

    Si informi Blondet e la smetta di scrivere fesserie o di riportare fantasie di mentecatti!

    • what you see is a fraud

      Cosa fece Roosvelt ? Lui impose sanzioni economiche al Giappone . Gli USA non vendevano piu’ petrolio ai Giapponesi . E poi gli USA avevano gia’ decriptato il codici di comunicazione giapponesi e sapevano di Pearl Harbour in Anticipo . In altre parole il governo USA sacrifico’ apposta la flotta navale in Pearl Harbour …. I giapponesi caddero in una trappola dei guerrafondai USA .
      http://io9.gizmodo.com/how-the-u-s-cracked-japans-purple-encryption-machine-458385664

      citazione :
      “Accordingly, the Roosevelt administration, while curtly dismissing Japanese diplomatic overtures to harmonize relations, imposed a series of increasingly stringent economic sanctions on Japan. In 1939 the United States terminated the 1911 commercial treaty with Japan. “On July 2, 1940, Roosevelt signed the Export Control Act, authorizing the President to license or prohibit the export of essential defense materials.” Under this authority, “[o]n July 31, exports of aviation motor fuels and lubricants and No. 1 heavy melting iron and steel scrap were restricted.” Next, in a move aimed at Japan, Roosevelt slapped an embargo, effective October 16, “on all exports of scrap iron and steel to destinations other than Britain and the nations of the Western Hemisphere.” Finally, on July 26, 1941, Roosevelt “froze Japanese assets in the United States, thus bringing commercial relations between the nations to an effective end. One week later Roosevelt embargoed the export of such grades of oil as still were in commercial flow to Japan.”[2] The British and the Dutch followed suit, embargoing exports to Japan from their colonies in southeast Asia. ”
      http://www.independent.org/newsroom/article.asp?id=1930

      • Luigi za

        @what you see is a fraud
        un’ora faCosa fece Roosvelt ? Lui impose sanzioni economiche al Giappone . Gli USA non vendevano piu’ petrolio ai Giapponesi .

        Certo che impose sanzioni economiche ma nel tentativo di bloccarli per tempo. Quelli se fossero riusciti a prendersi tutta la Cina poi avrebbero comunque attaccato gli Stati Uniti d’America.
        Questo video sulla strenua difesa dei cinesi, aiutati dagli USA, contro l’invasore Giappone é illuminante.
        Nel video, piuttosto lungo, viene fatta esplicita menzione del piano giapponeseTanaka.
        https://www.youtube.com/watch?v=TIkrgOmsbVY

        Chiusa la pista birmana che consentiva il trasporto di materiali USA ai cinesi, perchè i giap si ‘papparono’ pure l’Indocina dopo la Manciuria, era solo questione di tempo prima che la Cina capitolasse.

    • Consulente dei nuovi schiavi

      Condivido in pieno, (su Pearl Harbour gli USA sapevano cmq…), ti chiedo però se, tenuto conto che le banche hanno la facoltà e l’enorme privillegio di creare il denaro facendo credito, perché non dovrebbero avere il dovere di far credito per la prima casa? Semmai bastava stare aderenti a modelli prudenziali ma il fatto che debbano dare qualcosa ad una coppia/famiglia che mette su casa la trovo una giusta “tassa di concessione” per un enorme privilegio. Troppe porcate hanno fatto i banchieri di loro volontà, che ci stanno rovinando, per vedere il problema solo nel credito ad minchiam per la prima casa. Di sicuro un’ulteriore seme fecondo del male e per quello condivido in ogni caso il ragionamento.

    • Franco Maraschi

      Cosa ha a che fare un provvedimento di Carter (1977-1981) , peraltro pessimo presidente, che possiamo inquadrare nel filone mutui facili, con la crisi subprime 2007-2008 (cioe’ oltre 25 anni dopo)? Tra l’altro il problema subprime fu anzi e’, soprattutto la creazione di pacchetti finanziari strutturati, insomma “pacchi” tirati agli investitori in mezzo mondo. Su Trump vedremo come e’ il discorso, mi pare prematuro fare gia’ un bilancio. Per quanto riguardo la guerra Giappone-Usa, anche io l’avevo letta come What you …ecc. Prendiamo atto della tua versione, ma ci sarebbe bisogno di un accredito piu’ autorevole che un film di propaganda americano.

    • davide

      Ma che strano! le portaerei USA uscirono dal porto fuori portata già il 6 dicembre….

  • Gianox

    Per forza che a Bannon danno del fascista: parla di doveri, e non di diritti!

  • Blondet dimentica che anche Trump è transitorio. E’ uno degli ultimi o l’ultimo rappresentante eletto facente parte della maggioranza bianca anglosassone negli Usa: presto, però sarà minoranza, e per gli Usa sarà finita. Questione di “demos”, se dire “razza” vi dà fastidio.
    Latinos e “abbronzati” distruggeranno tutto quello che hanno costruito i bianchi.
    E l’impero americano si aggiungerà ai tanti imperi scomparsi nel passato.

    • Caio Giulio

      No Nuke, molti latinos, quelli regolari, hanno capito: quelli che come al solito non capiscono sono e saranno sempre i soliti, che sono la prova che Darwin era un cazzaro.

      • Io spero di no, anche l’impero romano si resse un po dopo avere arruolato i germani nell’esercito. Alla fine l’idea di una grande nazione divisa in tanti stati più piccoli mi sollucchera. Questo giro tocca a loro.

        • Caio Giulio

          Beh, in origine erano una vera confederazione di Stati indipendenti e il governo centrale era ridotto ai minimi termini, così come costituzionalmente dovrebbe essere. Il Tea Party in realtà questo vuole, e se riescono a tornare indietro e farsi gli affari propri a casa loro, tutto il mondo dovrebbe solo rallegrarsi.

        • Ronf Ronf

          Guarda che @disqus_NzzpDCyZ7r:disqus ha ragione: ad esempio in Texas nel voto per il Governatore del novembre 2014 quasi il 40% dei vari latinos con la cittadinanza USA ha votato Repubblicano; bisogna evitare che si ripeta quello che è successo in California nel 1994 con lo scontro tra bianchi e latinos: questo scontro fece rivincere l’uscente Pete Wilson, però dopo di lui nessun Repubblicano ha potuto vincere (tranne Terminator, ma quello era un caso molto particolare a causa del crollo dell’Amministrazione Democratica di Gray Davis) le varie gare (Governatore, enti locali, Senato US)

        • Gianox

          Oppure ci rimane da sperare, non dico in Yellowstone, che forse sarebbe pure troppo, trattandosi di un supervulcano, ma nel Cumbre Vieja.

          https://en.wikipedia.org/wiki/Cumbre_Vieja

          Quest’ultimo è un altro vulcano, meno pericoloso di Yellowstone, situato alle Canarie, che secondo alcuni studiosi potrebbe portare ad un mega-tsunami a seguito del crollo di una sua parete nell’oceano.
          Questo mega-tsunami raggiungerebbe nel volgere di circa 6 ore le coste atlantiche degli USA e del Canada.
          Guardando i tempi di evacuazione previsti nel riquadro sopra esposto, non ci sarebbe proprio il tempo materiale per procedere all’evacuazione delle più grosse città della costa est degli USA, che verrebbero completamente distrutte. Né potrebbero certo salvarsi, viaggiando in motoscafo, questi ricconi attraverso i servizi di cui ha parlato Blondet nell’articolo.

        • Gianni

          l’Impero Romano è stato distrutto dal pacifismo cristiano, che considerava tutti fratelli compresi i barbari, a cui aprirono le porte, mentre i germani e diversi altri popoli erano nell’orbita della civiltà Latina da tempo e si può dire che erano Romanizzati lentamente vi fu un’assimilazione, ma la civiltà Romana venne costruita nell’arco dei secoli proprio in funzione di contenimento dei barbari e quando perse questa spinta iniziò la fine, per i Romani la storia di Brenno fu come una vaccinazione ed il cristianesimo ne fu l’antagonista.

        • Paulo Paganelli

          I soldati stranieri nell’esercito di Roma erano una necessità, un sintomo della decadenza che colpiva già l’impero. Gli usa hanno fatto lo stesso dagli anni sessanta arruolando immigrati (latinos) e negri per coprire la mancanza di “veri americani” bianchi. La crisi USA è principalmente umana, mancano ideali e condizioni psicologiche per affrontare le sfide loro.

        • AnonimoSchedato

          Concordo. Mi viene in mente Jean Baechler e le sue tesi sull’origine del capitalismo. Una bella area omogenea per lingua ma frammentata in innumerevoli stati piccoli e vicini in concorrenza tra loro. Chissà cosa potrebbe nascere di buono questa volta….

    • marcoferro

      se dice queste cose da quelle parti viene pure tacciato di razzismo, anche dai quei bianchi decerebrati ipersensibili, che io prenderei a calci negli zebedei sempre ammesso che li abbiano ma ne dubito…

    • Ronf Ronf

      La cosa importante è tenere in mano la Corte Suprema: i giudici sono a vita e infatti Obama voleva imporre un suo giudice subito dopo la morte di Scalia nel 2016 in primavera. Se ci fosse riuscito, allora i Dem avrebbero preso in mano i poteri assoluti della Corte Suprema consegnando tutto il potere ai non-bianchi.

    • cipperimerlo

      A me sembra che i bianchi abbiano distrutto tutto, in Nordamerica e non solo.
      Dalle coperte infettate di vaiolo allo sterminio del bisonte; dai Rough Riders al tradimento di Aguinaldo; da Sam Houston a Davy Crockett.
      Non si possono lamentare della vendetta, ora.

  • Caio Giulio

    Ottimo Direttore, ha spiegato in parole semplici quello che probabilmente ha convinto Trump a scendere in campo, non come il nostro squallido puttaniere con tanto di tesserina da miserabile adepto di lorsignori, come molti qui continuano ottusamente a paragonare. Bannon non per niente Trump se lo tiene stretto, molto stretto, ed è quantomeno singolare che nonostante le Tv ed ormai i cessi che ti spiano, tutta l’accozzaglia dell’ NSA, Cia etc , non riesca a trovare nemmeno una pulce per il loro nemico pubblico nr. 1.
    La sua visione delle fasi mi trova assolutamente d’accordo: siamo ormai alla quarta fase, e tutti questi imbecilli che pensano di trovare motoscafi pronti o la NZ come una sorta di eden protetto solo perchè parliamo di un’isola; dimostrano solo per l’ennesima volta di che razza di coglioni irrecuperabili stiamo parlando.

    • marcoferro
      • Caio Giulio

        Uno è un nano in tutti i sensi, mentre l’altro mi sembra piuttosto alto 🙂

        • marcoferro

          ma entrambi fanno gli scherzi alla salumiera tedesca. mentre il nano di hardcore fa cucù da dietro a una statua o quello che era, er pannocchia non le stringe la mano facendo la parte dell’indiano…

          • Caio Giulio

            Fantastico… solo la faccia della culona trattata da serva valeva lo spettacolo!

          • marcoferro

            già impagabile, ma forse avrà capito adesso quele sia il suo ruolo e quando vale. sono finiti i tempi delle risatine e degli ammiccamenti col criminale sarkozy alias pepe la puzzola..

  • Giesse

    Grazie direttore. Adesso è un po più chiaro perchè Trump abbia deciso di spendere i suoi ultimi anni facendo il presidente invece di godersi una veramente dorata pensione.

  • marcoferro

    distruggere per ricostruire, ci vuole una guerra ogni 30-40 anni diceva mio nonno. il buon er pannocchia ci sta mettendo anche del suo per velocizzare questa transizione, ammesso e non concesso che poi si sopravviva al dopo. lui ma messo un pazzo psicopatico a capo del pentagono, appunto cane pazzo mattis, poi ha mandato uomini e mezzi nell’est europa, ma inviato contro al volontà della siria paese sovrano uomini e mezzi in chiaro sfregio delle regole. sta montando il sistema antimissile il thaad in corea del sud contro la corea del nord ma in realtà è contro la cina, non smette di rompere le palle a quest’ultima nel mar cinese meridionale, e di oggi la notizia che vorrebbe mandare una consistente fornitura di armi, missili e missili anti nave a taiwan, complimenti, poi c’è altro ovviamente non voglio annoiare.

    • Caio Giulio

      Smettila di leggere il NYT etc, e ricordati, come ho scritto ieri, che per ora ben 18 posti chiave nel pentagono sono il lascito della scimmia assassina: altro che cane pazzo, sono cani sciolti da corte marziale.

      • marcoferro

        come si dice in questi casi: chi vivrà vedrà..io per adesso non ho pregiudizi dico solo quello che vedo e sento. speriamo bene…

  • Questo articolo é super interessante e in gran parte condivisibile.
    Penso solo che con l’accenno all eutanasia sei fuori bersaglio, e un po mi meraviglio che un brillante pensatore la metta ideologicamente insieme al resto delle cose che critichi.
    Forse non ti è mai capitato di avere una persona vicina che soffre senza speranza. Mi verrebbe da dire che spero che cambierai idea, ma pensandoci bene alla fine spero di no (e io motivo penso sia chiaro).

  • Paulo Paganelli

    I discorsi del post hanno un’aria fatalista. La tragedia greca, risultato dalla natura apparentemente immutabile dei protagonisti, sembra ripetersi nella storia dell’umanità. Gli USA, come tanti altri imperi del passato, sono alle corde poi hanno perso la Giustizia: gli abusi e la corruzione hanno preso il sopravento. Gli imperi si frammentano per mancanza di rispetto verso i sudditi. I romani lo sapevano e rispettavano i costumi e leggi locali nonostante una solida base giuridica e filosofica, gli USA no: pretendono di applicare le proprie leggi fuori del proprio territorio a altri cittadini. La propaganda del “modo americano di vita” ha distrutto e corrotto i sudditi. La lingua inglese, la finanza, le tecnologie non a servizio ma fine a se stesse, il consumismo hanno formato la base per la decadenza. Gli imperi che durano di più sono i più forti anche culturalmente, gli USA sono deboli in questo senso. Bannon è uno che vede la realtà e la rappresenta, è un artista.

    • deadkennedy

      Diciamo che associare gli stati uniti alla cultura (nel senso più alto del termine) è una contorsione fisico mentale non da poco. Un paese seza storia, progettato a tavolino e impronta massonica (proprio quella megativa di impronta) difficilmente è in grado culturalmente di produrre qualche cosa che vada oltre il big mac.

      • cenzino fregnaccia pettinicchi

        Sono in parte d’accordo. Secondo me gli USA avevano un grande potenziale di sviluppare Cultura, ma sono stati sopraffatti dal nazi-dio denaro.

  • cipperimerlo

    Il senso del dovere e del sacrificio dei militari Usa?
    Pazze risate!!

    • AnonimoSchedato

      Distinguere tra popolo e governo, tra bassa forza e generali è così difficile?
      Recentemente ho avuto occasione di parlare con un paio di reduci di età diverse (Iraq e Afghanistan), in occasioni diverse, e mi hanno impressionato per la consapevolezza del momento storico, oltre che per i valori che incarnano, specie il più giovane. Quando li ho provocati sul loro giuramento e sui “domestic enemies” che hanno demolito gli States entrambi mi hanno parlato del problema principale: “potremmo rimuoverli, ma poi?”. Ho visto in loro una genuina preoccupazione per le istituzioni e il futuro del loro paese. Qualcosa che qui da noi è appannaggio di ben pochi.

  • nathan

    se cominciano le rivolte e i saccheggi dei supermercati e distributori di benzina, e gente armata piena di rabbia ti cerca – come fai tu, povero milionario di Wall Street, ad uscire da Manhattan? Perché se sei milionario (od un brillante virologo militare in carriera, ndN), magari hai pensato a comprarti un rifugio ben arredato negli Appalachi o in Nuova Zelanda; ma comunque abiti a Manhattan, o al massimo a Long Island. Le quali sono due isole. Il che in caso di apocalisse, rende difficile filarsela: i traghetti sarebbero presi d’assalto, i ponti sarebbero intasati di auto di deplorevoli di bassa casta, raggiungere o chiamare elitaxi mica semplice (i piloti penseranno anzitutto a salvare le proprie famiglie)…Il problema è serio.

    https://youtu.be/ec3rmiTnm44

  • fanfara

    Come vorrei uno Steve Bannon anche da noi…………………………………..

  • Saverio Di Cagno
  • davide

    Direttore! non si scioglie il dubbio! Questi mentecatti la guerra la faranno fuori dal continente americano per non farla in casa?

    • AnonimoSchedato

      Se ha due rivali e un alleato che hanno poco meno della sua forza, e comincia a percepirli tutti come possibili minacce, perché si sta indebolendo, qual’è l’opzione migliore per il bullo?
      Pestarne uno per volta (sperando che gli altri due non capiscano la situazione e quindi non si alleino per difendersi dalla chiara minaccia rappresentata dal bullo) oppure inventarsi uno stratagemma per farli menare tra loro, e poi dare il colpo di grazia al “vincitore” superstite, acciaccato dalla lotta, dopo che questi ha eliminato gli altri due e significativamente indebolito se stesso?

      • Caio Giulio

        E’ proprio così che alcuni che si ritengono “eletti” ragionano, ma quando si arriva al tutto contro tutti, certe furbate non funzionano più, ma anzi si cercano capri espiatori che mai come oggi sono alla luce del sole; altrimenti non ci sarebbero mai state svolte drastiche nel corso della storia in tempi ben più “ignoranti”.

  • Rifle

    In una società eticamente responsabile i ricchi non dovrebbero preoccuparsi più di tanto perché i poveri, prima di saltargli alla gola, si farebbero venire qualche scrupolo, almeno la maggioranza di essi.

    In una società basata sull’egoismo , dove contano solo i soldi necessari a soddisfare l’egoismo, e dove prevale il sentimento del “arraffa-arraffa” i ricchi devono temere la possibile violenza delle plebi impoverite, caratterialmente ed eticamente incapaci di sopportare la povertà.

    La generazione Woodstock ha voluto il secondo modello, i ricchi della generazione Woodstock ne pagheranno le conseguenze.

    • Caio Giulio

      Hanno creato una bestia che gli sfuggirà di mano, proprio perchè sono troppo disconnessi dalla vera realtà che hanno creato a tavolino.

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