Veneto Banca, Pop. di Vicenza, sull’Orlo del Precipizio.

Di FunnyKing , il - 75 commenti

(shhh non bisogna farle vedere certe cose….)

Nel silenzio colletivo dei media italici si compie il destino di Veneto Banca e quello di Popolare di Vicenza (per il Monte dei Paschi nebbia assoluta).

Entro il 22 Marzo (martedi’ quindi ancora 3 giorni lavorativi) gli azionisti degli istituti devono decidere se aderire o meno a queste proposte:

Veneto Banca riconoscerà un “indennizzo forfettario ed onnicomprensivo” pari al 15% della perdita teorica sofferta (al netto delle vendite effettuate e dei dividendi percepiti) in conseguenza degli acquisti di Azioni avvenuti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2016; Banca Popolare di Vicenza pagherà 9 euro ad azione, al netto delle vendite, sempre nello stesso arco temporale. Condizione delle offerte: gli azionisti devono rinunciare a promuovere azioni legali!

In pratica la massimo un 15% del valore di carico delle azioni.

Ad oggi le adesioni sono intorno al 55% del capitale per entrambe le banche, con tutti o quasi gli azionisti più grossi che hanno aderito.

L’obbiettivo è arrivare intorno all’80% mancano appunto 3 giorni lavorativi.

Le due banche NON hanno chiuso i bilanci 2016 perché non sono state in grado di stimare i rischi legali ovvero le richieste di danni da parte degli azionisti. Rischi che devono essere prezzati insieme con una realistica valutazione delle sofferenze e delle garanzie (i cappannoni industriali in Veneto spesso valgono MENO di zero) prima che lo Stato Italiano metta soldi negli istituti.

La norma europea prevede che gli Stati possono temporaneamente mettere soldi nelle banche a patto che esista un piano realistico e approvato dagli organi europei di rientro SENZA nessuna perdita per lo Stato (della serie le cattive norme europee vero, molto meglio dargli soldi a cazzo, vero?)

Questo piano esige come pre condizione la stima di tutti i rischi e se il capitale proprio delle banche da salvare non è sufficiente secondo certi parametri allora ci si rivolge a obbligazionisti e in maniera residuale ai correntisti PRIMA dell’intervento dello Stato.

Ok?

Da qui è importante che i rischi legali siano mitigati con una massiccia adesione di azionisti che accettano un 15% su 100 investiti in cambio della rinuncia a successive pretese.

Ci riusciranno?…..tic tac….

… e anche dovessero riuscirci prima o dopo le garanzie reali dovranno essere riviste una per una. Buona Fortuna.

 

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